Giorno: 17 Settembre 2020

Coronavirus,l’aggiornamento:110 nuovi casi positivi, di cui 48 asintomatici 61 già in isolamento al momento del tampone. Un decesso

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Sono stati effettuati oltre 8.400 tamponi e più di 2.700 test sierologici. Diciotto i casi di rientro dall’estero e 2 da altre regioni. L’età media dei nuovi positivi è di poco più di 40 anni. I casi attivi sono 4.277 (+98), il 95% con sintomi lievi in isolamento a casa

 Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna sono stati registrati 33.972 casi di positività, 110 in più rispetto a ieri, di cui 48 asintomatici – individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali – e 62 sintomatici.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 110 nuovi casi, 61 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 58 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti.

Sono 18 i nuovi contagi collegati a rientri dall’estero, per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso-faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen e un tampone se di rientro da Grecia, Spagna, Croazia e Malta. Il numero di casi di rientro da altre regioni è 2.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,6 anni.

Su 48 nuovi asintomatici, 13 sono stati individuati attraverso i test per categoria introdotti dalla Regione, 2 tramite i test pre-ricovero, 31 grazie all’attività di contact tracing mentre in 1 caso da screening sierologico. In un caso non è noto il motivo di esecuzione del tampone.

Purtroppo, si è verificato un decesso: una donna di 90 anni, nel modenese.

Per quanto riguarda la situazione nel territorio, il maggior numero di casi si registrano nelle province di Bologna (17), Parma (14), Reggio Emilia (10), Modena (20), Ferrara (14) e Ravenna (12).

A Bologna e provincia sono 17 i nuovi positivi (2 ricoverati e 15 in isolamento domiciliare): 12 riconducibili in gran parte a focolai noti (familiari e ambiente di lavoro), mentre 5 sono casi sporadici. Sui 17 casi totali, 11 soggetti erano già in isolamento.

In provincia di Parma, sui 14 nuovi casi positivi 6 sono stati individuati tramite attività di contact tracing; 3 sono pazienti con sintomi, mentre 2 riguardano rientri dall’estero (rispettivamente dall’Albania e dalla Moldavia). In un caso si è trattato di una persona in partenza per l’estero (Cile) per un viaggio di lavoro; un altro caso di positività è relativo a un volontario del trasporto sanitario. Infine, un caso è emerso in seguito a screening.

Sul territorio reggiano, su 10 nuovi casi positivi 6 sono riconducibili a focolai familiari; un caso è un rientro dall’estero (Albania), un altro è emerso in seguito a screening, 2 sono riconducibili a un focolaio di amici. Tutti e 10 i casi sono in isolamento domiciliare.

Nel modenese, su 20 nuovi positivi, 4 sono rientri dall’estero (2 dall’Albania, uno dalla Moldavia, uno dalla Francia); 2 rientri da un’altra regione italiana, mentre 11 casi sono legati a focolai familiari noti. Tre, infine, sono stati classificati come sporadici.

In provincia di Ferrara, su 14 nuovi positivi, 4 sono rientri dall’estero (3 dall’Albania, uno dal Marocco); 5 sono stati individuati in quanto contatti di casi già noti, riconducibili a focolai familiari. A 3 nuovi positivi il tampone è stato effettuato per presenza di sintomi (di questi, uno è ricoverato; un altro caso positivo è stato individuato in seguito al tampone fatto prima del ricovero). Infine, un positivo è emerso dallo screening aziendale.

Dodici i nuovi casi a Ravenna e provincia, 9 in isolamento domiciliare e 3 ricoverati. Sul totale, 8 erano contatti di casi già noti, di cui 5 in ambito famigliare; 2 sporadici, emersi in seguito alla manifestazione di sintomi; altri due casi, infine, sono rientri dall’estero (uno dalla Macedonia, l’altro dalla Tunisia).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

I tamponi effettuati sono 8.414, per un totale di 1.059.104. A questi si aggiungono anche 2.707 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 4.277 (98 in più di quelli registrati ieri).

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.078 (92 in più rispetto a ieri), il 95% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva sono 21 (2 in più rispetto a ieri), mentre i ricoverati negli altri reparti Covid 178 (+4).

Le persone complessivamente guarite hanno raggiunto quota 25.224 (+11 rispetto a ieri): 8 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 25.216 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.921 a Piacenza (+2, di cui 1 sintomatico), 4.142 a Parma (+14, di cui 5 sintomatici), 5.638 a Reggio Emilia (+10, di cui 5 sintomatici), 4.743 a Modena (+20,  di cui 14  sintomatici), 6.033 a Bologna (+17, di cui 10 sintomatici), 544 a Imola (+1, sintomatico ), Ferrara 1.360 ( +14, di cui 5 sintomatici ), a Ravenna 1.694  (+12, di cui 7 sintomatici), 1.283 a Forlì (+3, di cui 1 sintomatico), 1.079 a Cesena (+8, di cui 5 sintomatici ) e 2.535 a Rimini (+9, di cui 8 sintomatici)

Con Riso Sorriso prende il via la quarta edizione del Festival della Natura

Da: Ufficio Stampa Comune di Codigoro

Il riso del Delta del Po IGP, un prodotto unico per le peculiarità dovute al territorio in cui cresce, sarà protagonista del week end di apertura del Festival della Natura. E’ d’obbligo, per visitatori e buongustai, una tappa nello stand gastronomico di “Riso Sorriso”, allestito nel magnifico parco abbaziale di Pomposa, in funzione, a pranzo, sabato 19 settembre e domenica 20 settembre. Sfizioso è il menù proposto dallo staff dello stand, che prevede una degustazione di antipasti, a base di salumi e pinzini serviti sul tagliere. A seguire tre diverse specialità: risotto di zucca, risotto gorgonzola e pere e risotto salsiccia e radicchio. Gli assaggi di risotto potranno essere ripetuti. A fare da cornice all’evento gastronomico sono state programmate escursioni in bicicletta, visite guidate al complesso monastico, animazione per bambini e mercatini di prodotti tipici. Lo stand di Riso Sorriso, sabato 19 settembre, alle ore 10.30 ,ospiterà la presentazione della quarta edizione del Festival della Natura, ricco cartellone di iniziative, declinate nel segno del turismo ambientale, che vede in partnership i Comuni di Codigoro (capofila), Mesola e Goro, in collaborazione con la Pro Loco di Codigoro. 

Nella sola giornata di sabato 19 settembre, sono state calendarizzate tre visite guidate all’Abbazia di Pomposa (ore 11, ore 15.30 e ore 16.30), un’escursione in bicicletta (ore 15.15), “Seguendo l’Airone”, in Garzaia, dove nidificano diverse specie di uccelli. L’escursione sarà integrata da un nuovo percorso, quello bassaniano, per scoprire i luoghi evocati da Giorgio Bassani nel romanzo l’Airone. Diversi sono gli edifici pubblici descritti dallo scrittore ferrarese, che si possono ritrovare nelle iscrizioni dell’artista olandese Joos Peters, grazie ad in percorso guidato, scandito dalle tappe, per contemplare veri e propri murales, che abbelliscono le facciate di palazzi ed edifici pubblici. Nel pomeriggio, con ritrovo alle ore 16, nel piazzale del porto di Goro, in compagnia di Menotti Passarella e Mauro Tonello, si potranno visitare risaie ed ammirare aironi, ibis, anatre ed gli uccelli acquatici tipici della zona. A fornire le coordinate del percorso “Aironi e Risaie”, sarà la meravigliosa Carta del Ferrarese, risalente al 1814 e conservata al Kriegsarchiv di Vienna in Austria, all’interno della quale sono disegnati i dettagli dei campi di riso, che ritroviamo ancora oggi. Alle ore 21 appuntamento nella Garzaia, per partecipare ad una escursione in notturna alla scoperta delle creature della notte. Verranno illustrate le caratteristiche e l’importanza delle varie specie, con l’ausilio di materiale fotografico, frutto di tante notti dedicate allo studio e all’avvistamento delle falene. La serata terminerà con l’osservazione delle falene presso il centro visitatori, dove sarà allestito uno speciale punto luce, per ammirare dal vivo le regine della Notte. Tutto il programma del Festival della Natura è consultabile sul sito www.deltawelcome.i

Saletti, chiusura campagna domani al centro polifunzionale

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Il sindaco facente funzione Simone Saletti, candidato alle Comunali del prossimo 20-21 settembre, chiuderà domani – venerdì 18 settembre – la campagna elettorale: appuntamento alle 21 al centro polifunzionale di Bondeno. Saranno presenti tutti i candidati. Nel corso dell’evento  Saletti ripercorrerà le settimane di campagna elettorale, ringrazierà candidati e sostenitori, illustrerà le cose fatte e rilancerà i contenuti del proprio progetto. “Sarà anche un modo per esprimere il mio grazie a chi ha condiviso con me questo bellissimo percorso,  per il lavoro che hanno messo in campo e per tornare a parlare di contenuti e idee per Bondeno e frazioni”, anticipa il candidato primo cittadino.  “Il centro polifunzionale è un luogo carico di significati, rappresenta l’impegno per la ricostruzione, la rinascita post sisma e il lavoro sinergico che in questi anni abbiamo messo, tra le altre cose, per le infrastrutture e per dare ai giovani luoghi e spazi idonei da vivere e dove potersi esprimere”. Nel corso della serata è previsto un momento di ristoro, in linea con le disposizioni anti-Covid, con prodotti tipici del territorio

Scoperta una nuova estinzione di massa alle origini del mondo di oggi. Unife nel team internazionale autore della ricerca

Da: Ufficio Stampa Università di Ferrara

Una grande estinzione di massa , avvenuta circa 233 milioni di anni fa, causata da un cambiamento climatico di portata globale. E’ appena stato scoperto l’ Episodio Pluviale Carnico , l’evento paleontologico che ha avuto effetti dirompenti sul nostro pianeta, tanto da rivoluzionarne gli ecosistemi e dare origine al mondo che conosciamo oggi.

I dettagli della scoperta sono stati pubblicati il 16 settembre sulle pagine della rivista Science Advances. Tra gli autori, insieme ai ricercatori delle Università di Padova, del CNR, del MUSE – Museo delle Scienze di Trento e del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, anche il professor Piero Gianolla del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara.

 “In questo studio abbiamo esaminato prove geologiche e paleontologiche raccolte in decenni di rilievi sul campo, analisi di laboratorio e modellizzazioni. Così abbiamo ottenuto un quadro completo delle cause, delle dinamiche e degli effetti dell’Episodio Pluviale Carnico” spiega il professor Piero Gianolla.

Dai dati sedimentari e paleontologici raccolti, sembra che l’Episodio Pluviale Carnico sia coinciso con le eruzioni vulcaniche nella provincia di Wrangellia, di cui abbiamo oggi testimonianze in Canada occidentale e in Alaska. 

L’improvviso cambiamento climatico causò una grave perdita di biodiversità negli oceani e sulle terre emerse. Subito dopo l’evento di estinzione nuovi gruppi fecero la loro comparsa o si diversificarono rapidamente, come ad esempio i dinosauri: 

Molti gruppi di piante e animali si diversificarono in questo momento, tra cui alcune delle prime tartarughe, i coccodrilli, le lucertole, i primi mammiferi e le prime moderne foreste di coniferesottolinea Jacopo dal Corso, professore della China University of Geosciences e coordinatore dello studio.

L’Episodio Pluviale Carnico ebbe un profondo impatto anche sulla vita marina e nella chimica degli oceani. Questo è documentato, per esempio, nelle Dolomiti, dove la crisi del Carnico è visibile in modo spettacolare nella morfologia del paesaggio, con le celebri pareti di dolomia che vengono interrotte da rocce poco resistenti che si sono deposte proprio durante questo evento, quando gli ecosistemi collassarono” aggiunge Piero Gianolla.

Comprendere le complesse dinamiche che regolano le interazioni tra il vulcanismo e i cambiamenti biologici e ambientali avvenuti durante l’Evento Pluviale Carnico potrebbe rivelare informazioni fondamentali sulla transizione dal Mesozoico all’era moderna e potrebbe darci insegnamenti utili per fronteggiare la crisi ambientale che stiamo vivendo oggiconclude il professore Piero Gianolla dell’Università di Ferrara.

Bergamini:«mentre le scadenze per le presentazioni delle domande non hanno subito deroghe, nonostante il lockdown, per i risarcimenti la regione si prenderà un mese in più di tempo… »

Da: Ufficio Stampa Lega

L’effetto Covid si farà sentire anche sulle tasche dei cittadini che attendono ormai da anni gli ultimi rimborsi riguardanti il “crac” Carife. E fin qui, potrebbe sembrare semplicemente la conseguenza di associazioni dei consumatori bloccate e procedure ferme, ma non è proprio così. «La scadenza per la presentazione delle domande era stata spostata al 31 luglio, ma non c’è stata nessuna deroga successiva. L’unica cosa ad essere slittata è la procedura di erogazione dei soldi ai cittadini azzerati, che riceveranno in questo modo l’ennesimo “schiaffo” dalle istituzioni. Una cosa che, davvero, non ha spiegazioni…», commenta il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini. Terminata la procedura di acquisizione delle domande, rimasta fissata al 31 luglio scorso, il 15 settembre sarebbe dovuto scadere il termine per l’approvazione di graduatorie ed elenchi di liquidazione, da parte della Regione, che si sarebbe riservata di trasferire le risorse alle associazioni in base agli elenchi stessi entro il 30 settembre 2020. Date che sono in realtà state spostate per quanto riguarda la trasmissione degli elenchi (al 30 settembre), con approvazione delle graduatorie fissata al 15 ottobre e trasferimento delle risorse al 31 ottobre. Provocando, in sostanza, l’ennesimo allungamento dei tempi per le erogazioni dei ristori al cittadino, slittati dal 31 gennaio 2021 al 28 febbraio del prossimo anno. «Ci si sarebbe aspettati che, in virtù del lockdown e della chiusura degli uffici, ci fosse stato più tempo per i cittadini per la presentazione delle domande, mentre gli unici margini se li è presi la Regione per la fase istruttoria di un quantitativo di domande che, alla fine, non è variato poi di molto. La delibera appena pubblicata dalla Regione sposta di fatto in avanti di un mese solo i rimborsi. Penso – conclude Bergamini – che, in una fase di difficoltà delle famiglie, si potesse fare meglio di così…

Unife ti connette:3000 SIM gratuite per studentesse e studenti

Da: Ufficio Stampa Università di Ferrara

E’ stato pubblicato ieri dall’Università di Ferrara il bando “Unife ti connette”, con il quale l’Ateneo mette a disposizione dei propri iscritti 3000 schede SIM con 100 GB di traffico dati mensili per 12 mesi, insieme ai necessari modem/router Wi-Fi.

1000 schede saranno destinate agli iscritti al primo anno di un corso di laurea o laurea magistrale a ciclo unico, 2000 a tutti gli altri iscritti a corsi di laurea.  

 “Siamo molto lieti di poter mettere in campo questa agevolazione – commenta il Rettore Giorgio Zauli – che ci consente di dare un aiuto concreto a studentesse e studenti per le attività didattiche che si svolgeranno online”.


“Per prendere parte al bando – spiega Lavinia Cavallini, responsabile delle Segreterie  e Servizi agli Studenti – sono richiesti il modello ISEE rilasciato nel 2020 e l’accesso tramite sistema di identità digitale SPID. Un altro modo, questo, con cui il nostro Ateneo si conferma attento ai temi della digitalizzazione nel segno dell’interoperabilità dei servizi che è anche negli obiettivi ministeriali”.

Lavoro: donna e digitale per un’agricoltura sempre più rosa

Da: Ufficio Stampa Coldiretti Emilia-Romagna

 

“Il corso di formazione per l’imprenditoria femminile organizzato da Coldiretti Emilia Romagna è stato il primo appuntamento in rosa per riprendere l’attività associativa dopo la pausa estiva e un’occasione di aggiornamento per le operatrici agricole che oggi più che mai dovranno far fronte alle nuove sfide”.

Ha commentato così Luciana Pedroni, Responsabile Coldiretti Donne Impresa Emilia Romagna il seminario web organizzato in collaborazione con INIPA e Disclose che ha come scopo la formazione e la riflessione su temi del linguaggio digitale e del web marketing per l’agrifood, settore che vede una presenza sempre più significativa delle imprenditrici agricole in aziende di tipo multifunzionale. In Emilia Romagna un terzo delle aziende agricole è condotto da donne.

Il corso di Coldiretti Emilia Romagna si è svolto ieri pomeriggio, con oltre 40 imprenditrici agricole collegate da tutta la regione ed è stata la prima tappa di una serie di incontri di formazione che toccherà tutte le regioni italiane.

PANDEMIA: CHI CI GUADAGNA
Riparte l’economia, salgono i profitti e cresce la diseguaglianza

E’ stato detto praticamente da tutti. “Niente sarà più come prima”, da questa crisi sanitaria, economica e sociale usciremo diversi da come ne siamo entrati, in meglio o in peggio.
Penso allora sia sensato vedere ora, a qualche mese di distanza dall’emersione della pandemia Covid, qual è la direzione che si sta intraprendendo, quali sono le intenzioni in campo, sapendo che, peraltro, nessuna tendenza è già consolidata e che, da qui al prossimo anno-anno e mezzo molto può succedere. Però, per l’intanto, diverse cose si possono già dire. Ci si è molto soffermati sia sul tema del crollo della produzione, del deficit/debito pubblico in forte crescita e sulle sostanziose risorse che ci arriveranno dall’Europa, alimentando, da ultimo, anche un certo ottimismo, di un “rimbalzo” maggiormente positivo del previsto degli indicatori economici.
A me interessa, però, provare a prendere le questioni da un altro punto di vista, e cioè quello della crescita delle disuguaglianze e della perdita di reddito e lavoro.
Già il Governatore della Banca d’Italia Visco, nella sua relazione annuale di fine maggio, avvertiva che “per le famiglie che prima dell’emergenza sanitaria erano nel quinto più basso della distribuzione (del reddito), la riduzione del reddito sarebbe stata due volte più ampia di quella subita dalle famiglie appartenente al quinto più elevato”.
Se poi allarghiamo lo sguardo, sono di particolare interesse gli studi dell’Ong Oxfam sulle conseguenze della pandemia: quello uscito ad aprile stimava in circa 500 milioni le persone nel mondo che, a causa di essa, avevano incrementato il numero di quelle collocate sotto la soglia di povertà, mentre quello, uscito qualche giorno fa, segnala l’impennata dei profitti previsti nel 2020 di 32 aziende multinazionali più grandi nel mondo, in particolare i colossi tecnologici, farmaceutici e del commercio online. Si parla di circa 109 miliardi di $ in più rispetto alla media degli ultimi 4 anni, destinati per l’88% alla distribuzione tra gli azionisti. Sempre Oxfam stima una perdita di 400 milioni di posti di lavoro nel mondo nell’ultimo semestre. Per tornare all’Italia, l’Istat ha da poco diffuso i dati sull’occupazione del secondo trimestre del 2020. Rispetto allo stesso periodo del 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unità (-3,6% in un anno): calano soprattutto i dipendenti con contratti a termine (-677 mila, -21,6%) e continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%) e quasi la metà di questa diminuzione riguarda la fascia d’età sotto i 35 anni.

Insomma, tutto lascia pensare che ci si stia avviando in un mondo ancora più diseguale di quanto lo era già prima del Coronavirus e dove il lavoro ( e il reddito) si riduce, diventa sempre più precario e povero.
Il punto, però, è che queste non sono tendenze naturali o spontanee. C’è chi lavora per questi obiettivi, chi, come peraltro è avvenuto anche per altre grandi crisi del passato, pensa che questa sia una ricetta, se non proprio giusta, perlomeno necessaria.
Poteri economici e finanziari potenti
, multinazionali e anche nostrani, che, per riprendere un celebre aforisma del noto magnate della finanza Warren Buffett, pensano che  “la lotta di classe esiste eccome, e la stiamo vincendo noi”. Di fronte ad una crisi reale del meccanismo di accumulazione capitalistico e anche della sua versione finanziarizzata, si ragiona, da una parte, sul fatto di creare nuovi prodotti/mercati ( da un salto potente verso la digitalizzazione e infomatizzazione del mondo all’estensione del mercato nei beni ambientali) e, dall’altra, ad una conseguente e ridefinita sottomissione del lavoro e della cittadinanza a quest’imperativo.
Prendiamo, per ragionare in piccolo, la Confindustria di Carlo Bonomi. Dopo aver sparso contumelie a destra e manca su un presunto spirito antindustriale che aleggerebbe nel Paese, ora scopre le proprie carte: “rivoluzionare” i contratti di lavoro e “riformare” il sistema degli ammortizzatori sociali. Dove il primo proposito significa riconoscere aumenti salariali irrisori ai 10 milioni di lavoratori dell’industria con contratti nazionali scaduti ( e 3 milioni del settore pubblico), però ricompensati da tanti buoni pasto e risorse per la sanità e previdenza integrativa detassata e privatizzata. Ancor più, per questa via, di fatto ridurre il contratto nazionale ad un simulacro e lasciar spazio alla contrattazione aziendale come leva principale per il riconoscimento salariale e professionale. Il secondo obiettivo, la “ riforma” della cassa integrazione, poi, consisterebbe fondamentalmente nel lasciare ancor più mano libera alle aziende di espellere i lavoratori “esuberanti”, a cui corrispondere una qualche indennità e incentivo per la loro futura ricollocazione (?).
Non  si fa fatica a vedere in quest’impostazioni un’idea per cui il lavoro deve essere sempre più subordinato alle logiche aziendali, di volta in volta fidelizzato o ricattato, in una situazione di sempre più estesa precarietà, che, questa sì, diventa progressivamente la condizione normale del lavoro. Facendo della “solitudine competitiva” delle persone rispetto agli imperscrutabili andamenti di mercato la cifra della dimensione sociale e del lavoro in questi e negli anni a venire. Peraltro, a fronte di ciò, stupisce leggere nelle “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza ( quello per accedere al Recovery fund, per intenderci) predisposto dal governo che occorre “incentivare la produttività del lavoro con il rafforzamento degli incentivi fiscali al welfare contrattuale e la promozione della contrattazione decentrata”.

Per fortuna, la prospettiva delineata sopra non è né ineluttabile, né così forte. Anche durante la vicenda della pandemia, è potenzialmente emerso un altro punto di vista, quello che parla di una “società della cura” anziché di una “società del profitto”. C’è una percezione diffusa del fatto che l’obiettivo del massimo profitto e la crescita del PIL non possono essere assunti come regolatori di fondo degli assetti sociali e produttivi, soprattutto quando parliamo di beni comuni.
E un’altrettanta domanda diffusa di sanità pubblica, Welfare universalistico, sviluppo orientato da finalità sociali, creazione e redistribuzione di buona occupazione. Per tramutare tutto questo in un processo che possa concretamente realizzarsi serve, però, uno scatto in avanti: del movimento sindacale, che dovrebbe rinnovare la propria rappresentanza e essere capace di unificare le varie figure del lavoro, a partire da quelle più deboli e precarie, dei movimenti sociali, che sono chiamati a superare frammentazione e settorialismi, più in generale, della sinistra politica che dovrebbe avvertire la necessità di delineare anch’essa un progetto alternativo di società. Penso che bisogna almeno provarci.

GLI SPARI SOPRA
La dittatura dell’ignoranza

Hanno ragione loro.

Smettiamola di nasconderci dietro a un dito, i falsi buonisti, i radical chic, i prototauristi, i polifosfati, gli etnocentristi. Diciamolo chiaro e forte, viviamo in una dittatura, che ci chiude in gabbia, che ci incatena, che limita la nostra libertà. E’ ora di dire basta! (clicca se sei indignato)

Viviamo nella dittatura, sì, ma dell’ignoranza.

La forza fisica e la sopraffazione come valori fondanti di un branco di vacui palestrati, che con quella merda di testosterone che si ritrovano al posto del cervello uccidono un ragazzo, indifeso, magro, mille volte più uomo di loro. Non una rissa tra pari, ma una esecuzione, una fascista spedizione punitiva.

Dice ma perché ci metti sempre di mezzo la politica?

A parte che il fascismo non è un opinione ma un crimine, e poi le esecuzioni di tanti contro i pochi hanno lo stile e il marchio delle camice nere del ventennio. Tutto qui.

I muscoli dei mariti che picchiano le mogli, i muscoli cerebrali dei finti intellettuali che offendono e denigrano la dignità umana con frasi di una violenza pari alle botte, ma pure i timorati di Dio che sputano sentenze e giudizi estetici e fetidi nella fogna dei social network.

Sì, viviamo in una dittatura, dove la forza fisica fa la differenza, dove masse di pecore senza testa si agglomerano in piazze, nella convinzione di essere antisistema, quando loro stessi sono il sistema, l’appecoramento di una vuota umanità senza rispetto per gli altri.

Portare o meno una mascherina non è una scelta personale, perché chi non la porta sceglie anche per gli altri.

Il muscolo più atrofizzato, in questa fetente dittatura, è quello del cuore. Masse informi di vendicatori, pronti a difendere l’orgoglio italiano bruciando immagini e uccidendo l’umanità.

Come rispondere a tutta questa violenza, fisica e psicologica? Come può reagire quella parte di umanità schiacciata dai soprusi di un’ oligarchia dell’atrofia celebrale?

Io di mio non ho una gran capacità di porgere l’altra guancia, ma veramente mi sento a disagio nel commentare questo mondo, sempre più lontano e sempre più cattivo.

E badate bene: l’ignoranza che ci schiaccia, nulla c’entra con la cultura. Esiste gente ignorante con fior di lauree.

Certo lo studio, la lettura aiutano a combattere la dittatura, ma non sono sufficienti. Occorre debellare l’arroganza, la prepotenza, il sopruso, la convinzione di onnipotenza, data dai muscoli, dai titoli o da una tastiera nascosta nell’ombra.

Non è possibile un confronto con esseri di siffatta risma. L’ignorante non ha dubbi, naviga in un mare di certezze. Le regole che valgono per gli altri non valgono per il forzuto dall’intelletto monocellulare.

Dove ha sbagliato Darwin? Dove si è fermata l’evoluzione della specie ed è cominciata l’involuzione, perchè la democrazia non riesce a tutelare le persone più deboli? A quando una rivoluzione che spazzi via i miasmi della violenza e dell’odio? Forse mai. Siamo troppo occupati a vivere le nostre vite difficili, cercando di stare a galla, come dice Vasco, sopra a questa merda.

La famiglia, la scuola, l’esempio, forse non sono più sufficienti. Spero un giorno di poter vedere questi mezzi uomini e mezze donne incriminati per reati contro l’umanità. Quell’umanità ammazzata su una strada di periferia. Il suo nome era Willy ed era un uomo.

I suoi carnefici, degli infami topi di fogna.

PAROLE A CAPO
Lucia Trimarchi: “Il buio dentro non sparirà” e altre poesie

“La poesia non è stata scritta per essere analizzata. Deve ispirarci al di là della ragione, deve commuoverci al di là della comprensione.”
(Nicholas Sparks)

 

L’amore inventa favole 

L’amore segue le ombre
e non può ripetersi.

Mutando forma
e soffiando bolle,
crede alla magia
e inventa favole.

Accarezza la notte
più della luna.

L’amore non può essere,
perché è divenire.

Si crede fiume
e diventa mare
e ti lascia naufragare.

L’amore accoglie e abbandona.

E il domani può
vacillare,
tra un “ti penso”
e un “ti avrò”.

Cosa sento proprio ora?
Vorrei giocare
ma non so amare.

 

Il buio dentro non sparirà

Amare.
Possedere.
Imprigionare.
Disperare.
Non voglio più pensare.

Sei lava.
Il mio cuore piange fuoco.

Sei spada.
Squarcia
ogni stabilità.

Un cielo di stelle,
precipiti.

Senza recupero,
alcuna rete per me
che attutisca le cadute.

Non ti cerco più.
Non cercarmi tu.

Crederti.
Amarti.

Hai un gioco fra
tutti questi astri e
rubi la mia luce.

Anche la tua.
Il buio dentro non sparirà.

 

Non ho che me stessa

Non ho il cielo in una mano.
Né il mare o i suoi gabbiani.
E neppure te.
Con la tua creatività.
Non ho vento fra le mie nuvole.
Né la neve bianca.
E neppure noi.
Non ho gemme da indossare.
Né un sorriso per nutrirmi.
E neppure
questo unico motivo per sollevare
Il mondo.

Non ho che me stessa.

 

 

Lucia Trimarchi, Venezia (1972), studia Lettere e Filosofia e restauro dei Beni Culturali nella città di Udine.Si dedica alla poesia dal 2010, pubblicando alcuni versi con Aletti Editore. L’autrice scrive favole fantasy, stampando una raccolta di racconti nel 2017 con il titolo L’Alfabeto di Bu. Si dedica al mondo dell’infanzia, ideando nuove storie e attualizzando favole medioevali in un contesto scolastico attraverso il teatrino dei burattini. Di prossima uscita il nuovo libro L’Oceano dei silenzi.
Lavora ad un progetto per la realizzazione di audio storie, per raggiungere con i propri racconti anche coloro che non possono leggere.
www.alfabetodibu.it

 

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