Giorno: 27 Luglio 2020

Coronavirus, l’aggiornamento: nessun decesso e 33 nuovi casi positivi

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Coronavirus, l’aggiornamento: nessun decesso e 33 nuovi casi positivi, di cui 21 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. I guariti salgono a 23.814 (+21), l’81% da inizio crisi. Nessun nuovo caso nelle province di Ferrara e Forlì-Cesena e a Imola

Effettuati 4.828 tamponi e 1.129 test sierologici. Restano 4 i ricoverati in terapia intensiva. 1.456 i casi attivi (+12), di cui il 93% con sintomi lievi in isolamento a casa

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 29.555 casi di positività, 33 in più rispetto a ieri, di cui 21 persone asintomatiche individuate nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

La gran parte dei nuovi contagi, quasi il 70% complessivamente e la totalità degli asintomatici, sono riconducibili a focolai o a casi già noti e a persone rientrate dall’estero, per i quali la Regione si era mossa invia preventiva: in maggioranza azioni di tracciamento (un terzo dei nuovi positivi), controlli sui rientri da Paesi extra Schengen con il doppio tampone reso obbligatorio in Emilia-Romagna e attività di screening nei comparti più a rischio come logistica e lavorazione carni.

Azione di controllo che nella provincia di Modena ha portato all’individuazione di 7 dei 9 nuovi casi di oggi: uno riconducibile allo screening regionale avviato nella macellazione, uno relativo a uno straniero di rientro in Italia, due nuovi contagi legati al cosiddetto focolaio di Riccione (dove una giovane modenese risultata poi positiva aveva trascorso le vacanze insieme ad alcuni amici), un altro caso legato al tampone pre-dimissioni da una struttura accreditata e due isolati grazie al contact tracing di casi già noti (di cui uno contatto di una persona di un’altra regione).

I tamponi effettuati da ieri sono 4.828, per un totale di 617.813. A questi si aggiungono anche 1.129 test sierologici.

I guariti salgono a 23.814 (+21): l’81% dei contagiati da inizio crisi.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.456 (12 in più rispetto a ieri).

Non si registra nessun decesso in tutta l’Emilia-Romagna.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.375 (+10). Restano 4 i pazienti in terapia intensiva, salgono a 77 (+2 rispetto a ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite salgono dunque a 23.814 (+21 rispetto a ieri): 180 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.634 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.596 a Piacenza (+4), 3.762 a Parma (+3, di cui un sintomatico), 5.084 a Reggio Emilia (+4, di cui 2 sintomatico), 4.112 a Modena (+9 di cui 3 sintomatico), 5.244 a Bologna (+7, di cui 2 sintomatici); 425 a Imola (invariato), 1.081 a Ferrara (invariato); 1.150 a Ravenna (+2), 992 a Forlì (invariato), 829 a Cesena (invariato) e 2.280 a Rimini (+4, tutti sintomatici)./ JF

Bondeno: Apre il nuovo discount in centro storico: la polizia municipale studia la riorganizzazione degli spazi di sosta

Da: Comune di Bondeno

Con l’apertura avvenuta Lunedì mattina del nuovo discount “Punto Casa”, si studiano nuove opzioni per regolamentare gli spazi di sosta per quello che è diventato a tutti gli effetti il parcheggio del centro storico. Alcuni anni fa, infatti, una parte dei posti disponibili era stata destinata agli utenti del supermercato che aveva in gestione l’area. Sulla scorta di quella esperienza e in base al volume di auto che porterà in centro il nuovo discount per gli articoli della casa, il quale ha appena inaugurato la propria attività, si cercheranno di capire ora le nuove esigenze. “Siamo in una fase sperimentale” – rivela il Comandante della Polizia Locale dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni – “nel senso che prevediamo la reintroduzione di una quota di stalli di sosta da dedicare alle esigenze del supermercato e che andrà decisa sulla base dell’effettiva necessità. In questo momento” – prosegue il Comandante – “stiamo procedendo con una puntuale informazione nei confronti degli automobilisti, mettendo un biglietto sul parabrezza nel quale spiegheremo le variazioni che interverranno nei prossimi giorni”. Nella settimana in corso, si procederà unicamente con una campagna informativa, che passerà dai depliant collocati sulle auto parcheggiate, alle informazioni che circoleranno sulle pagine sociale e istituzionali della Polizia Municipale dell’Alto Ferrarese. Quindi, nessuna sanzione per chi non esporrà il disco orario nel parcheggio del supermarket. Nel momento in cui le misure entreranno definitivamente in vigore, una segnaletica dettagliata indicherà agli automobilisti i parcheggi che saranno regolamentati da disco orario (e sosta massima prevista di un’ora) rispetto a quelli che rimarranno, invece, “liberi” da vincoli orari, per le restanti necessità della cittadinanza.

Prima puntata di “Brand Ambassador” al Dipartimento di ingegneria di Ferrara

<strong>Da: Ufficio Stampa Unife

Il progetto coinvolge studenti in corso ed ex studenti afferenti alle tre aree del DE: ingegneria civile, ingegneria dell’informazione e ingegneria meccanica. Obiettivo, presentare le opportunità di crescita e di carriera offerte dal Dipartimento, facendo parlare in prima persona chi ha vissuto e sta vivendo oggi il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Ferrara.

FERRARA – E’ stato lanciato nelle scorse settimane sui canali social Facebook, Instagram e Linkedin e Youtube del Dipartimento di Ingegneria di Ferrara il Progetto Brand Ambassador, con il quale il Dipartimento fa parlare, attraverso brevi video interviste, studenti ed ex studenti che raccontano la loro esperienza di vita e di studio all’interno del DE, le opportunità i carriera, i punti di forza e ciò che rende unico il Dipartimento di Via Saragat 1 di Ferrara: un ambiente a misura di studente, la stretta connessione con il tessuto imprenditoriale e un costante contatto e rapporto di collaborazione tra docenti e studenti sembrano essere gli aspetti che maggiormente caratterizzano questa realtà.

Ad aprire i lavori del progetto Brand Ambassador è Mattia Toso, di Polesella (RO), laureato in Ingegneria dell’Informazione, curriculum Informatica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi di Ferrara nel 2015, attualmente impegnato nel ruolo di Senior Software Engineer in Netflix, il colosso dello streaming, con sede in Silicon Valley.

Nella video intervista Mattia racconta il suo percorso dalle aule studio del Dipartimento di Ingegneria di Ferrara, passando dall’esperienza in H-Farm a Treviso fino all’arrivo negli USA, concentrandosi in particolare su quelle che per lui hanno rappresentato le vere carte vincenti del suo percorso: aver avuto la possibilità di studiare e formarsi in un ambiente a misura di studente che gli ha consentito di sviluppare e mantenere forti relazioni con docenti e colleghi del DE i quali hanno contribuito alla realizzazione del suo percorso, e avere seguito e coltivato la sua passione per l’informatica che ad oggi rappresenta anche un lavoro oltre che una vocazione.

Dopo l’intervista di Mattia verranno pubblicate sui canali social e sul sito del Dipartimento di Ingegneria di Ferrara altre testimonianze come quelle di Stefano, Rossana, Federico, Francesco e molti studenti ed ex studenti afferenti alle diverse aree che compongono il DE: Civile, Automazione, Informatica, Elettronica, telecomunicazioni e Meccanica, nonché testimonianze di studenti che hanno frequentato i corsi di studio specialistici e magistrali in Ingegneria elettronica per l’ICT e Ingegneria Informatica e dell’automazione.

Tra i nomi degli ex studenti del Dipartimento di Ingegneria di Unife intervistati, spunta anche quello di Pierpaolo Bergamo, laureato quinquennale in Ingegneria elettronica con Dottorato in Ingegneria delle telecomunicazioni, attuale vicepresidente di Salesforce (azienda statunitense tra le più innovative nel mondo secondo Forbes), che in più occasioni ha confermato come la decisione di studiare al DE si sia rivelata davvero vincente per porre le basi alla sua escalation personale e professionale.

Coldiretti Er cimice: in arrivo ulteriori sgravi con il nuovo decreto

Da: Ufficio Stampa Coldiretti Er

“Il decreto integrativo degli interventi di soccorso alle aziende agricole colpite dal flagello della cimice asiatica firmato nei giorni scorsi dalla Ministra all’Agricoltura Bellanova aggiunge due importanti tasselli alle agevolazioni già previste nel primo Decreto.

Infatti all’originario intervento a fondo perduto previsto si sono aggiunti gli sgravi riguardanti la proroga dei mutui agrari in essere fino a 48 mesi a tasso agevolato e l’esonero contributivo parziale a domanda per lavoratori autonomi e dipendenti delle aziende comprese nelle aree delimitate dall’evento.

Siamo soddisfatti del perfezionamento della norma, arrivata grazie alla nostra costante azione sindacale culminata nella mobilitazione di Verona proprio assieme alla Ministra”. Commenta così Coldiretti Emilia Romagna l’imminente arrivo del decreto che integrerà quello del 13 marzo scorso, volto a risarcire le aziende agricole danneggiate dalla Halyomorpha halys.

“Il decreto – spiega Coldiretti Emilia Romagna – consente infatti di sbloccare ulteriori interventi a favore delle imprese agricole come da noi richiesto fin dal primo momento.

La cimice marmorata asiatica – ricorda il Direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri – ha provocato danni nei campi italiani per 740 milioni di euro colpendo in particolar modo le colture frutticole. Come Coldiretti Emilia Romagna abbiamo presentato circa 750 domande di risarcimento alla Regione pari a oltre 45 milioni di euro di contributi.

Comacchio Summer Experience: in programma il terzo appuntamento con “cinema sul mare”

Da: Ufficio Stampa Madeeventi

Mercoledì 29 luglio, Made Eventi e Comune di Comacchio presentano un’altra serata del Cartellone Comacchio Summer Experience, tra cinema e musica. Entrambi gli eventi sono ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti a sedere.

Alle 20.30, in collaborazione con Civica Scuola di Musica di Comacchio diretta da Giorgio Borgatti, nella splendida cornice dell’Arena di Palazzo Bellini a Comacchio, saranno protagonisti gli allievi della scuola stessa che, con questa serata, chiuderà il suo primo anno scolastico.
Fin dall’avvio, la Scuola ha manifestato il desiderio di poter essere un punto di riferimento per gli studenti, per le famiglie e per la comunità offrendo percorsi individuali di canto e strumento e percorsi collettivi di propedeutica, canto corale e musica d’insieme classica e moderna.
Nonostante il lungo e difficile periodo del lockdown, i corsi non si sono mai interrotti. Prima con la didattica a distanza e successivamente con il ritorno alle lezioni in presenza, gli studenti hanno potuto continuare il loro percorso didattico approfondendo le proprie competenze personali, musicali e digitali.
Un concerto che sarà una grande festa musicale e un momento di condivisione con famiglie e cittadinanza, oltre che un’opportunità di confronto e conferma per gli studenti.

Nel giardino della Casa Museo Remo Brindisi, alle 21.30 (apertura arena spettacoli ore 20.30), continua invece la rassegna Cinema sul Mare realizzata in collaborazione con Delta Cinematica, con la proiezione di Cafarnao – caos e miracoli. Vincitore del premio della giuria al festival di Cannes nel 2018, il lungometraggio vede protagonista Zain (Zain Al Rafeea), un bambino di dodici anni che vive in uno dei quartieri più disagiati di Beirut e che ha deciso di ribellarsi al sistema portando in tribunale i suoi stessi genitori, colpevoli di averlo messo al mondo quando non erano in grado di crescerlo in modo adeguato. “Zain è un po’ un salvatore, è la voce di tutti quei bambini che non hanno voce e non si possono esprimere”, dice la regista che mettendo in scena la battaglia di questo ragazzo maltrattato, i cui genitori non sono stati all’altezza del loro ruolo, si propone di fare una denuncia universale attraverso il candore dei suoi occhi.

Regione: Agricoltura. Nel 2019 bene l’export (6,8 miliardi di euro, +4,7%) e l’occupazione (+3%).

Da: Ufficio stampa Regione Emilia-Romagna

Agricoltura. Nel 2019 bene l’export (6,8 miliardi di euro, +4,7%) e l’occupazione (+3%). I dati del Rapporto agroalimentare presentato oggi in Regione

Parma la provincia che esporta di più. A fine 2019 messe a bando dal Piano di sviluppo rurale risorse per 1,1 miliardi di euro, il 93% dei fondi disponibili

L’export delle eccellenze enogastronomiche regionali che continua a crescere, la qualità come chiave vincente, i dati sull’occupazione che si consolidano. L’annata 2019 del sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna presenta aspetti positivi ma anche difficoltà nella formazione del valore della produzione agricola, dovute principalmente alle criticità climatiche, fitosanitarie e di mercato.
Dei numeri e delle principali tendenze del comparto si è parlato stamattina alla presentazione a Bologna, in edizione streaming, del Rapporto 2019 sul Sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Frutto della collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Unioncamere Emilia-Romagna, lo studio, giunto alla sua 27esima edizione, rappresenta la più completa e aggiornata fotografia del settore.
Alla presentazione in Regione hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi, e il presidente di Unioncamere, Alberto Zambianchi.

“Nonostante le guerre sui dazi e la Brexit- ha commentato l’assessore Mammi -, l’export dell’agroalimentare della Regione, come è stato bene illustrato, cresce del 4,7% (contro il 3,7% a livello nazionale) e raggiunge il valore di 6,8 miliardi di euro portando per la prima volta a un saldo positivo di oltre 200 milioni della bilancia commerciale regionale. È un valore che rappresenta oltre il 10% dell’export complessivo regionale ed è pari al 16% dell’intero export agro-alimentare italiano, confermando il ruolo di traino dell’Emilia-Romagna per l’intero sistema nazionale, grazie alle sue produzioni di grande qualità e a un sistema di imprese ben organizzato e consolidato.
Il settore agricolo e agroalimentare sono stati tra quelli che, durante l’emergenza Covid-19, non si sono fermati garantendo continuità produttiva e fornitura di cibo per tutta la comunità. Ma questo non significa che non abbia subito i contraccolpi della pandemia. Sono rimasti chiusi per mesi i canali Horeca, sbocco importante di molte nostre produzioni a cominciare da quelle di qualità a denominazione di origine. Come Regione abbiamo messo in campo in questi mesi quasi 80milioni di euro, compresi i fondi straordinari della legge regionale che ci apprestiamo ad approvare. Abbiamo pagato 105milioni di euro di anticipi Pac agli agricoltori. Lo Stato a sua volta ha stanziato per il settore agricolo circa 1miliardo di euro coi decreti Cura Italia e Rilancio: ci aspettiamo che queste risorse vengano messe al più presto a disposizione delle imprese agricole”.

“Veniamo da un 2019, in cui l’annata agraria ha avuto un risultato negativo- ha commentato il presidente Zambianchi-, dopo quattro anni di crescita. L’alimentare è comunque stato l’unico settore a chiudere in positivo e nel primo trimestre 2020 ha contenuto la riduzione dell’attività al 2,6 per cento. La nostra regione, con un’economia aperta ai commerci mondiali, ha subito a seguito della pandemia un forte impatto recessivo su agricoltura e industria alimentare.  Per questo, Regione Emilia-Romagna e Camere di commercio hanno deciso di mettere a disposizione, attraverso i Confidi e gli Agrifidi, risorse dedicate per far fronte alle esigenze di liquidità delle imprese e aiutarle a far fronte alle spese legate all’ordinaria gestione aziendale. Un accordo che si inserisce in una consolidata partnership per valorizzare, anche sui mercati esteri, le straordinarie eccellenze del territorio”.

Prosegue la corsa dell’export delle eccellenze regionali: +4,7%. Nei Paesi Ue circa l’80% dei prodotti regionali

L’export dell’agroalimentare regionale cresce del 4,7% (contro il 3,7% a livello nazionale) e raggiunge il valore di 6,8 miliardi di euro portando per la prima volta a un saldo positivo di oltre 200 milioni della bilancia commerciale regionale. È un valore che rappresenta oltre il 10% dell’export complessivo regionale ed è pari al 16% dell’intero export agro-alimentare italiano, confermando il ruolo di traino dell’Emilia-Romagna per l’intero sistema nazionale. I settori che hanno maggiormente contribuito a questo risultato sono stati il lattiero-caseario (+9,5%), i derivati dei cereali (+17,9%), l’ortofrutta (+12%) mentre il settore delle carni e dei salumi ha registrato una leggera contrazione (-0,6%).
La Germania si conferma il principale mercato di esportazione per le nostre eccellenze agroalimentari, con una quota del 17,37%, seguita da Francia (14,11%), Stati Uniti (8,04), Regno Unito (7,38) Nell’insieme i 28 Paesi aderenti all’Unione europea hanno assorbito nel 2019 circa l’80% dell’export regionale.
La provincia dell’Emilia-Romagna che svetta su tutte le altre per vocazione all’export è sempre Parma, per un controvalore di 1,79 miliardi di euro, seguita da Modena (1,33 miliardi), Ravenna (783 milioni), Reggio Emilia (637 milioni), Bologna (circa 628), Forlì-Cesena (592), Piacenza (437), Ferrara (398) e Rimini (236 milioni).

In crescita l’occupazione agricola: +3%

Segna una crescita di 72mila nuove unità (+3%). Sale anche l’occupazione femminile (30% della forza lavoro) in controtendenza con il dato nazionale.

Plv agricola regionale ferma a 4,2 miliardi

Dopo quattro anni di progressiva crescita, il valore della produzione agricola si è ridotto a 4,2 miliardi di euro. Hanno inciso le condizioni climatiche anomale e avverse, che hanno caratterizzato il periodo maggio-giugno, le rilevanti problematiche fitosanitarie e di mercato, che hanno interessato le principali produzioni frutticole, e i cali di prezzo del latte conseguenti agli andamenti delle quotazioni del Parmigiano-Reggiano.

Le misure di sostegno all’agricoltura

Il sostegno ai redditi degli agricoltori ha confermato l’importanza delle politiche dell’Unione europea. Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-20 si avvia verso la conclusione e alla fine del 2019 le risorse messe a bando hanno superato 1.120 milioni di euro, pari al 93% delle risorse disponibili per l’intero PSR, con la pubblicazione di 417 bandi che hanno interessato oltre 23 mila beneficiari, 2.700 giovani e quasi 4.500 donne. I contributi concessi hanno superato il miliardo di euro, quasi l’85% delle risorse disponibili, con quasi 420 milioni di euro per la competitività, 474 milioni per ambiente e clima e 97 milioni per lo sviluppo del territorio.
contributi erogati da Agrea nel 2019 hanno superato i 687 milioni di euro, con oltre 43 mila beneficiari. La parte prevalente dei contributi come al solito è rappresentata dagli oltre 366 milioni di euro della Domanda unica del primo pilastro della Politica agricola comunitaria (Pac), a cui si aggiungono gli interventi di mercato per quasi 105 milioni. I contributi erogati per le numerose misure del Psr hanno superato complessivamente 215 milioni, di cui la maggior parte destinati a interventi su competitività, ambiente e clima.

Le misure di sostegno dopo l’emergenza Covid-19

Il governo ha messo in campo oltre 1 miliardo per il sostegno attraverso i Decreti Cura Italia e Rilancio con interventi per la liquidità delle imprese e dei settori agricoli maggiormente colpiti dall’emergenza COVID-19.
Come Regione- afferma l’assessore Mammi – oltre ad avere contribuito alla costruzione e definizione delle misure di intervento del governo e ad avere adottato misure di semplificazione e di flessibilità su adempimenti amministrativi e scadenze, abbiamo cercato di mobilitare tutte le risorse ancora disponibili su Psr, Ocm e con il bilancio regionale siamo intervenuti per l’abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti di conduzione (3,4 milioni di euro). Inoltre, con l’assestamento di bilancio, che andrà in votazione in questi giorni, ha proposto lo stanziamento di ulteriori risorse per interventi che riguardano aiuti forfettari ai 1.200 agriturismi della Regione (3 milioni di euro), aiuti per il settore della barbabietola (1,5 milioni di euro), scorrimento del bando per investimenti della filiera zootecnica del latte (17 milioni di euro).

In allegato: foto della presentazione e grafico Plv 2019

Al tavolo dei relatori Alberto Zambianchi (Unionocamere), Alessio Mammi e Roberto Fanfani (Università di Bologna); interviene Stefano Boccaletti, Università di Piacenza .

Cultura. Istituzione premio Arianna Zamagni

Da: Ufficio Stampa Liceo artistico D. Dossi

 

La famiglia Zamagni, con il sostegno di Associazione Yume e il patrocinio del Comune di Ferrara, organizzano il Premio “Arianna Zamagni”, un concorso fotografico rivolto agli studenti degli istituti superiori di secondo grado di Ferrara. Dedicato ad Arianna, appassionata fotografa scomparsa prematuramente nel 2018, il Premio è stato istituito per volontà della famiglia, dei suoi amici, che hanno voluto ricordare Arianna per la traccia che ha lasciato negli anni , per la sua umanità e il suo desiderio di conoscenza. il Premio intende coinvolgere i giovani talenti della città, promuovendo le loro ricerche nel campo della fotografia e dell’immagine e favorendo la diffusione della cultura artistica e fotografica tra gli studenti degli istituti superiori.

Il bando scade il 30 Agosto.

Aperte le prenotazioni per il concerto di Four Grass a Un fiume di Musica a Ferrara

Da: Ufficio Stampa Associazione Musicisti di Ferrara

 

Concerto previsto per giovedì 30 luglio ore 21

Apertura cancelli ore 20 in via Darsena 57 a Ferrara

 

 

LA NUOVA DATA

 

Sono aperte da lunedì 27 luglio le prenotazioni per la nuova data di Un Fiume di Musica, con Four Grass, concerto sul fiume che si terrà giovedì 30 luglio alle 21 (con apertura cancelli ore 20) in via Darsena 57 a Ferrara.

 

Necessaria la prenotazione sull’app o sul sito di Eventbrite cercando Un Fiume di Musica 2020 // FOUR GRASS (link: bit.ly/3g2G0Zs).

 

Anche nel 2020 la musica torna a scorrere lungo il fiume Volano. A Ferrara c’è la quinta edizione di Un Fiume di Musica, con un programma ricco di buona musica. Dal 2 luglio al 17 settembre, il tratto di darsena di fronte Palazzo Savonuzzi in via Darsena, 57 si trasforma in una vivace piazza sul fiume grazie alle serate musicali organizzate dalla Scuola di Musica Moderna-AMF. Apertura cancelli alle 20, inizio concerti alle 21. Ingresso gratuito, è necessaria la prenotazione su Eventbrite. Per info: unfiumedimusica@gmail.com. E prima del concerto, l’appuntamento è con le navigazioni del battello fluviale Nena, della durata di un’ora, dalle 19.30 alle 20.20 ogni giovedì con partenza dalla darsena (l’escursione prevede anche una pizza di Albachiara fra le luminarie della darsena, prima del concerto. Per prenotazioni: info@lanena.it).

 

IL CONCERTO

 

Dal verde dei monti Appalachi ai colori, ai gusti e al buon sound di la nuova serata targata Un fiume di Musica. Sarà il gruppo Four Grass a portare di nuovo la musica in darsena. Già presenti nelle stagioni passate della rassegna, il 30 luglio negli spazi esterni di Palazzo Savonuzzi (via Darsena 57, Ferrara) il gruppo proporrà un genere di musica assai particolare, nel quale si possono ascoltare le analogie geografiche e culturali presenti nelle zone dei monti Appalachi, cuore pulsante della costa orientale degli Stati Uniti d’America, e la patria del bluegrass e le sonorità tipiche della tradizione musicale irlandese, scozzese e inglese.

 

Four Grass, progetto nato nelle aule scolastiche della Amf-Scuola di musica moderna di Ferrara, rappresenta una delle pochissime realtà locali che propone un repertorio che affonda le radici nel Bluegrass tradizionale attingendo dai Kruger Brothers e altre formazioni storiche e rivisitando alcuni brani di genere pop. Fanno parte della band Marco Scabbia alla voce e alla chitarra, Luca Boaretti al banjo, mandolini e chitarra, Roberto Poltronieri alla chitarra e banjo, Davide Zabbari al basso acustico.

 

LA RASSEGNA

 

Tornano dal 2 luglio gli appuntamenti settimanali del giovedì sera in darsena, dove si potrà ascoltare la musica suonata dal vivo dagli insegnanti della Scuola di Musica Moderna. Diversi repertori e differenti sonorità si avvicenderanno una settimana dopo l’altra, sempre affiancati da un coordinamento attento nel rispetto delle vigenti normative anti Covid-19. Si potrà accedere dalle ore 20 per accomodarsi al tavolo (prenotato precedentemente) ed il concerto inizierà alle 21.

 

IN VIAGGIO CON IL BATTELLO NENA

 

Prima dei concerti, proposti “a KM zero” dai docenti della Scuola di Musica Moderna-AMF in diverse formazioni durante la rassegna, sarà possibile viaggiare con la Nena dalle 19.30 alle 20.30 di ogni giovedì di Un fiume di Musica, con un’escursione che prevede anche una pizza di Albachiara fra le luminarie della darsena, prima del concerto. A bordo ci saranno anche playlist realizzate dai docenti della Scuola di Musica Moderna di Ferrara (barca+pizza adulti 15 euro, bambini (3-10) 12 euro. Prenotazione obbligatoria. Ordinazione pizze al momento dell’imbarco). Una volta finito il viaggio in barca, se si è effettuata la prenotazione del tavolo, si può rimanere al concerto proposto quella sera da Un fiume di Musica.

 

 

IL PROGETTO UN FIUME DI MUSICA

 

Un Fiume di Musica è un progetto curato dall’ AMF – Scuola di musica moderna di Ferrara, in collaborazione con il Consorzio Wunderkammer (di cui l’AMF fa parte), con il patrocinio del Comune di Ferrara e la partecipazione di Nena battello fluviale. Il progetto Un Fiume di Musica è la colonna portante di Smart Dock, un più ampio e corale percorso di rigenerazione urbana della darsena, ideato e coordinato dall’APS Basso Profilo dal 2015. La creazione di un giardino di alberi da frutta per la darsena ha avviato il progetto nella primavera di cinque anni fa. Un’azione concreta che ha trasformato in maniera sensibile l’aspetto di questo tratto di darsena per lungo tempo trascurato. Oltre a proporre buona musica e un buon bicchiere da gustare in compagnia, Un Fiume di Musica è anche un invito a riscoprire e riconquistare il fiume, un appello rivolto alla città e in modo particolare a chi abita il quartiere Darsena-Giardino.

 

Quest’anno l’ingresso sarà gratuito – come sempre – ma avrà bisogno di una prenotazione obbligatoria del tavolo per poter accogliere congiunti in piccoli gruppi e dare loro la possibilità di ascoltare il concerto facendosi servire al tavolo, se lo vorranno, qualcosa da bere; è ovviamente una formula diversa dalle edizioni precedenti che dovrà tener presente in maniera importante delle misure anti Covid (e quindi regolamentare in modo piuttosto rigido il numero di partecipanti).

 

 

 

PROGRAMMA UN FIUME DI MUSICA 2020

 

Giovedì 2 luglio  KALENDA DO’ SOL (Afro-Mediterraneo) Flavio Piscopo percussioni & voce, Lele Barbieri batteria, Corrado Calessi tastiere, Andrea Taravelli basso Ambra Bianchi flauto, Stefania Bindini sax

 

Giovedì 9 luglio VIVIANA CORRIERI QUARTET (Pop Fusion) Viviana Corrieri voce, Julie Shepherd viola, Lorenzo Pieragnoli chitarra, Massimo Mantovani tastiere

 

Giovedì 16 luglio FERRARA BARBERSHOP QUARTET (Genere Popolare Americano a Cappella) Michele Semenza lead, Domenico Urbinati basso, Leonardo Scarpante baritono, Francesco Bighi tenor

TERZO TEMPO
Arrivederci a Tokio 2021: ma l’emozione olimpica vive nei ricordi

A causa della pandemia le Olimpiadi si terranno il prossimo anno. Nel vuoto momentaneo trova spazio qualche ricordo in attesa dei nuovi che verranno...

Rinviati al 2021. Per la prima volta nella storia i giochi olimpici, previsti a Tokio in questi giorni, sono stati rimandati di un anno.
In passato erano stati annullati tre volte in concomitanza dei conflitti mondiali, una delle quali nel 1940 quando, coincidenza curiosa, si sarebbero dovuti svolgere a Tokio. Però rinviati mai.

Dal 22 luglio al 9 agosto 2020, chi li ama avrebbe organizzato le giornate in funzione di dirette e differite, ad ogni ora pronto a seguire le eliminatorie dello skeet fossa olimpica, dei 3000 siepi e di tutti quegli sport rispolverati con cadenza quadriennale dei quali si fatica a ricordare le regole.Qual era il bersaglio consentito nella sciabola? E nel fioretto? Il calcolo dei voti nei tuffi? La durata di una partita di pallanuoto? Ma come fanno gli arbitri a vedere i falli sotto l’acqua da bordo vasca? Quando si assegna un punto nella lotta greco-romana?
Negli anni ‘80 c’era un satanasso italiano, Maenza di Faenza, se ricordi il nome vien da sé la provenienza. Partecipò a tre olimpiadi, oro a Los Angeles ‘84 e Seul ‘88, argento alla terza, Barcellona ‘92, beffato da una scorrettezza dell’avversario, disperato per l’ingiustizia e tu con lui, anche se l’avevi visto dieci minuti in otto anni.

Olimpiadi Roma 1960: Abebe Bikila all’arrivo della maratona

Era l’estate di Falcone e Borsellino, di Luna rossa e del Dream team, dell’infinita e sfiancante finale Italia-Spagna di pallanuoto, dei tuffatori che al Montjuïc si lanciavano nello spazio sopra la città catalana. Perché legati a trionfi e delusioni eccoli, implacabili in questi quindici giorni riaffiorano i ricordi, e dove non arrivano i tuoi ci sono quelli di tuo padre, così sai già di chi si tratta quando, in Marrakech Express, Paolino grida a Cedro “Ma chi ti credi di essere, Abebe Bikila?”.

Quegli atleti arrivati da ogni angolo del pianeta saltano, boxano, corrono, sparano, duellano, nel tempo di un battito di ciglia danzano fra la gloria imperitura e l’argento, e tu resti sospeso con loro in istanti che diventano istantanee che puntuali si ripresentano.
Ogni quattro anni ti ritrovi con Sara Simeoni mentre passa sopra l’asta e con Bubka che non ce la fa, puoi sentire ancora il senso della beffa, lo stesso che hai provato anni dopo con l’Italvolley ad Atlanta ‘96. Ancora sei sospeso con Louganis prima dell’entrata perfetta e con Chechi quando ha lasciato gli anelli, e hai pregato dieci volte in un secondo – anche se matematicamente pare impossibile – che l’atterraggio venisse perfetto come l’entrata di Louganis.

Anche sport di cui capisci poco diventano l’argomento dominante delle conversazioni e sei di nuovo pronto a trascorrere gli stessi torridi pomeriggi a tifare e soffrire perché, lo sai, per arrivare fin là quelle donne e quegli uomini si sono allenati con costanza maniacale lontano dai riflettori, e adesso stanno per giocarsi tutto in una mano, un centimetro, un secondo, sopra o sotto il podio potrebbe essere questione di un attimo. Dall’abisso di Ben Johnson alla parabola mirabile di Anthony Ervin, dal rettilineo di Mennea a Mosca ‘80 alla maledizione di Matthew Emmon,
i giochi regalano memorabili storie individuali, mentre vanno a braccetto con la grande storia del mondo fin dall’antica Grecia.
Basta rievocare in rapida successione Berlino 1936, Hitler, Owens e Long, Roma 1960, Wilma Rudolph e Berruti, Cassius Clay e Nino Benvenuti nell’Italia pronta al boom, Tokio 1964 i primi giochi via satellite, il podio Smith-Norman-Carlos a Messico 1968, la strage di Monaco 1972, il boicottaggio americano del 1980 e quello sovietico del 1984, fino a Tokio 2020 rinviata per Covid, per dare la misura di come le Olimpiadi siano un riassunto sportivo ed emotivo delle storie dei popoli e degli individui pressoché unico.

Fra le tante, dovendo sceglierne una, la vita di Nadia Comaneci è forse la sintesi perfetta: il primo 10 della storia della ginnastica è stato per lei delizia e croce, le ha dato la fama a Montreal 1976 e l’ha gettata in pasto alla propaganda del regime in Romania, da dove, dopo anni di angherie, era riuscita a scappare giusto un mese prima della caduta del muro di Berlino.

Quell’anno si chiudeva un’era e sembrava l’inizio di una nuova, ma vorrà dire qualcosa se il simbolo di Tokio 2020, Harmonized Checkered Emblem, ha l’intento di richiamare l’armonia che dovrebbe esistere fra tutti i Paesi. L’Olimpiade ancora ci prova e in quelle due settimane spesso riesce ad essere una parentesi felice. Pandemia permettendo… “See you in Tokio 2021”.

Cover: Sara Simeoni, il salto del record mondiale

Migranti positivi al virus: Bergamini referente Lega provinciale Ferrara: “nessuna disponibilità”

Davide Bergamini, Referente provinciale per Ferrara della Lega Salvini Premier commenta l’ipotesi di una distribuzione nelle strutture di Ferrara di richiedenti asilo in quarantena.

“Ferrara e la sua provincia non sono disponibili a diventare una valvola di sfogo per le scelte sbagliate del governo Conte in materia di immigrazione.
Non accetteremo di diventare un hub per richiedenti asilo in quarantena nè di ospitare, come sta capitando a Modena, migranti infetti nelle strutture alberghiere dedicate ai pazienti Covid 19.
Questo governo, sostenuto da Pd e 5 Stelle, vuole scaricare ancora una volta sui cittadini il peso dei gravissimi errori che stanno mettendo in ginocchio il Paese. Invece di pensare a sostenere i territori pensa a come distribuire chi arriva illegalmente in Italia, nonostante l’emergenza sanitaria ancora in corso.
Il nostro territorio grazie al grande impegno di tutti i cittadini è riuscito a contenere il numero dei contagi e ora non è ammissibile pensare di scaricare qui richiedenti asilo per passare la quarantena con tutti i rischi che questo comporta.
Quello che è successo nei giorni scorsi a Brindisi, a Taranto e anche a Pesaro, dove migranti infetti sono fuggiti dalle strutture in cui erano ospitati, ha reso la situazione molto chiara: accettare l’arrivo di richiedenti asilo positivi o in quarantena significa mettere a rischio la salute dei cittadini”.

Copparo: al via l’asfaltatura di via I maggio

Da: Ufficio Stampa Comune di Copparo

 

I lavori sono inseriti fra gli interventi finanziamenti dalla Legge Regionale n. 41/97

Prenderà il via oggi 27 luglio l’asfaltatura di via I Maggio a Copparo. Si tratta dell’ultima parte dello step iniziata con la realizzazione dei marciapiedi, sul lato destro e sinistro. È già cominciata la fase preparatoria dell’opera, con la fresatura di diversi tratti stradali, così da arrivare alla maggiore uniformità della pavimentazione, e con la messa in quota dei pozzetti. All’inizio della settimana si entrerà nel vivo con l’asfaltatura vera e propria del tratto da via Mazzini a via Marconi, dell’ingresso di via Verdi e dell’incrocio di via Amendola.
I lavori sono inseriti fra gli interventi finanziati dalla Legge Regionale n. 41/97, nell’ambito dei quali è stata eseguita la posa dell’arredo urbano nell’area ex-Berco, come elemento saliente della riqualificazione dell’area che gravita intorno al parcheggio e al ‘magazzino’, già sottoposto a ristrutturazione. A tal proposito sempre in settimana sarà installato il totem con pannello informativo sui servizi del centro e saranno completati i pannelli del parapetto del posteggio, già montati insieme alle fioriere, ai portabiciclette e ai cestini portarifiuti. Inoltre, grazie ai ribassi della gara d’appalto, sarà acquistato nuovo arredo urbano e messi a dimora tre alberi per ricavare una piccola zona verde con panchine all’ombra.

Baluardi

Tonde torri consumate
dallo sferzare del mare
poste a vigilare chi,
per commercio o conquista,
si frapponesse tra loro
e l’orizzonte infinito.
Fermi e incuranti
al passare del tempo,
ma succubi dell’incedere delle stagioni.
Mesta ricordanza di eoni passati,
fatti di fasti ed importanza.
Ora meta di turisti distratti
ma all’occhio più acuto
si intravede la vecchiaia sulle spalle
di fondamenta antiche di secoli.
Non più difesa,
ma vanto culturale.
Non più utile,
ma di certo indispensabile.

Ordinanza Bonaccini: Morrone (Lega): fuori dalla realtà e controproducente

Da: Ufficio Stampa Lega

“Un’ordinanza incomprensibile che ha del surreale soprattutto se consideriamo che in regione non sembra essere in atto alcuna emergenza sanitaria, se non quella delle decine di migliaia di visite specialistiche e di esami rimandati a data da destinarsi”.
Così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone commenta la recentissima ordinanza della Regione.
“L’ordinanza del presidente Stefano Bonaccini del 24 luglio sembra non solo fuori dalla realtà, ma addirittura controproducente visto che potrebbe avere l’effetto di allarmare i turisti a ridosso del mese di agosto. Solo i meno avvezzi ai giochi politici non comprendono che il Governo Conte usa il richiamo a nuovi stati di emergenza o a possibili recrudescenze del virus nei mesi futuri per rimandare la resa dei conti. La pessima gestione dell’emergenza e del lockdown da parte del Governo ha provocato danni irreparabili all’economia del Paese. Il turismo dall’estero è praticamente azzerato, complice la comunicazione irresponsabile e disastrosa degli staff governativi e dei media che hanno fatto passare l’idea di un’Italia ridotta a un ‘lazzaretto’. E oggi ci si mette anche Bonaccini? Stentiamo a credere che i turisti arrivino muniti di metro per misurare la distanza ‘che intercorre dalle rime buccali’ mentre siedono in un ristorante o sono ad una festa e temiamo anche che, purtroppo, saranno in molti a preferire altri lidi. Dunque, un’ordinanza i cui obiettivi non sono così chiari e fondati come Bonaccini vorrebbe e che, al contrario, assume una connotazione più politica che di prevenzione sanitaria. Non è così che si rimuovono ‘gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita e di lavoro’”.

Turismo: contributi per quasi tre milioni di euro ai progetti di promo-commercializzazione del territorio

Da: Ufficio stampa Regione Emilia-Romagna

Turismo. Contributi per quasi 3 milioni di euro ai progetti di promo-commercializzazione del territorio. L’assessore Corsini: “Un bando che rinnova e rafforza l’importanza di valorizzare la grande attrattività delle nostre tre Destinazioni”

La Giunta regionale approva la graduatoria. Modifiche per semplificare le procedure e agevolare il comparto già rallentato dagli effetti del lockdown. I contributi saranno calcolati in base alla fascia di valutazione attribuita a ogni singolo progetto

 Benessere, musica, fitness, sport, gusto e altro ancora. Sono solo alcuni dei temi al centro delle proposte pensate per promuovere e valorizzare le destinazioni turistiche dell’Emilia-Romagna.

La Giunta regionale ha approvato la graduatoria dei progetti di promo-commercializzazione turistica presentati dalle imprese, in forma singola e associata, ammissibili al contributo regionale per l’anno 2020 previsto dal bando in attuazione della legge sull’“Ordinamento turistico regionale – Sistema Organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica” (n. 4 del 2016).

Le iniziative  inserite in graduatoria sono 71 e i finanziamenti complessivi ammontano a 2,9 milioni di euro, che verranno ripartiti con una percentuale massima di finanziamento in base alla fascia di valutazione attribuita al singolo progetto e che tiene conto della capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati dalle Linee guida triennali regionali 2018-2020: ai progetti inseriti in fascia “alta” andrà un contributo pari al 35% della spesa ammessa, a quelli in fascia “media” il 25%, e ai progetti in fascia “bassa” il  20%.

La ripartizione sulle destinazioni turistiche dei 71 progetti è la seguente: 11 le iniziative di promo-commercializzazione per le aree di Bologna e Modena52 per la Destinazione Romagna e 8 per la Destinazione Emilia.

Inoltre, per far fronte alle difficoltà e ai rallentamenti causati dall’emergenza sanitaria e dare un aiuto concreto al sistema delle imprese del comparto in sofferenza, sono state semplificate le disposizioni regionali previste dal bando apportando alcune modifiche e integrazioni alle procedure di rendicontazione.

“La promozione turistica è sempre stata al centro della strategia regionale- spiega l’assessore al Turismo, Andrea Corsini– e in questo momento di ripartenza, segnata e rallentata inevitabilmente dai mesi del lockdown, lo è ancora di più. Ma l’impegno della Regione è massimo, stiamo mettendo in campo tutte le misure possibili per aiutare le imprese a potenziare la promozione turistica, siamo concretamente al fianco degli operatori del comparto per sostenerli nella ripartenza, e lo facciamo sia attraverso i finanziamenti alle campagne che valorizzano i nostri asset strategici e i nostri prodotti tematici trasversali, sia con un’azione di semplificazione amministrativa che ha l’obiettivo di proporre al Governo un pacchetto di misure sistematiche di semplificazione della normativa statale in materia, si tratta di un’azione che sarà iscritta nel più generale Patto per la semplificazione, che la Regione si appresta a predisporre”.

Bondeno: atto di indirizzo per le sedi del voto del 20 e 21 settembre

Da: Comune di Bondeno

 

L’ufficialità ancora non c’è, ma una linea di indirizzo è stata tracciata in maniera indelebile. Sull’interrogativo circa la scelta delle sedi elettorali in vista delle prossime amministrative (e per il referendum sul “taglio dei parlamentari”) il Comune pare avere dato un’indicazione chiara. E’ stato infatti approvato dalla giunta un “mero atto di indirizzo”, necessario però ad indicare le sedi elettorali alternative rispetto all’uso delle scuole. “Per poter indicare una sede diversa da quella delle scuole primarie, per il voto elettorale, era necessario un atto di indirizzo di giunta” – conferma il Sindaco facente funzioni, Simone Saletti – “che metta a disposizione gli edifici pubblici di proprietà del Comune. In particolare, per il voto nel capoluogo e nella frazione di Scortichino, che sono i due centri più popolosi del territorio, abbiamo individuato due sedi che ci sono sembrate le più idonee”. Per la precisione, si tratta delle ex scuole primarie di piazza Aldo Moro, “sfitte” ormai da alcuni anni – da quando è stato inaugurato il nuovo plesso antisismico di via Ulisse Gardenghi – e le ex scuole di Scortichino, oggi adibite a sede del museo motoristico delle “Glorie Italiane”. Due alternative che possono incontrare trasversalmente il favore delle forze politiche. Per tutte queste ragioni, l’Amministrazione comunale ha deciso di approvare un atto di indirizzo per indicare le due strutture ex scolastiche, nelle quale allestire i seggi il 20 e 21 settembre. Con la finalità di garantire la continuità didattica ed evitare nel contempo il massiccio afflusso di persone nei locali scolastici appena sanificati. Obiettivi che, seguendo la direzione tracciata, dovrebbero così essere garantiti.

fertilita-scienza-osteopatica

Decisioni

L’incipit di Chiedi alla polvere mi ha sedotto fin dalla prima volta. Mostra il nostro atteggiamento nei confronti dei problemi. La sua interpretazione più ottimista potrebbe essere: dormici sopra. Dicono che la soluzione ad un problema arrivi spesso, spontaneamente, dopo una notte di sonno. Ma non è l’interpretazione che preferisco. Credo sia più onesta la seguente: “vediamo se, spegnendo la luce, il problema scompare”.

“Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.”
John Fante

Una pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

LA DIFFERENZA TRA LA CRISI DEL 2008 E DEL 2020
Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle… e l’ultimo ballo sul Titanic

Il crollo finanziario del 2008, a cui il fallimento della Lehman Brothers diede inizio, fu denso di conseguenze, catastrofiche sicuramente ma anche illuminanti.
La maggior parte dei lettori comprenderà subito cosa intendo quando scrivo “conseguenze catastrofiche”, la mente volerà ai titoli dei giornali e alle aperture dei telegiornali, al ricordo dei suicidi e delle aziende che abbassavano le saracinesche, alle richieste di aiuto degli imprenditori e alle file alle mense dei poveri. Poi all’austerità e a Monti, alla stretta sulle pensioni e alla Fornero.

Ma perché ‘illuminante’? Mi spiego. Dopo il 2008 abbiamo scoperto che:
1) le agenzie di rating potevano dare giudizi da tripla “a” ad aziende (magari banche) che erano destinate al fallimento il giorno dopo e che quindi il loro giudizio non valeva nulla;
2) che il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke poteva rispondere in TV a chi lo intervistava che i soldi immessi nel sistema per salvare le banche non venivano dalle tasse dei cittadini ma era una delle possibilità a costo zero delle banche centrali (cioè, le banche centrali “possono creare soldi semplicemente aumentando le riserve delle banche commerciali detenute dalle banche centrali”, schiacciando quindi un pulsante);
3) che il governatore della Banca Centrale Europea Mario Monti poteva rassicurare l’intervistatore sul fatto che le banche centrali “non possono finire i soldi”.

Insomma, la crisi del 2008 ci fornì gli elementi per comprendere in maniera anche plateale, in TV e su youtube, che il sistema si basava su false verità e che il denaro non era il vero problema. Questo si poteva creare alla bisogna mentre ciò che servivano erano controlli, separazione dei ruoli, costruzione di un muro tra economia reale e finanziaria, salvaguardia degli interessi dei cittadini e delle imprese dallo strapotere dei poteri finanziari a cui erano state date le chiavi del mondo.

Sarebbe bastato un po’ di visione politica, di buona informazione e di attenzione da parte delle comunità perché tutto cambiasse, ma non successe nulla. Tanto che le élite realizzarono che in fondo la misura non era colma, che eravamo indifferenti alla nostra stessa sorte … e decisero di affondare il coltello.

La storia continua e alla crisi del 2008 seguì la crisi del 2011, quella dei debiti pubblici. Tutti i debiti privati diventarono pubblici, cioè un peso per i cittadini, quelli che non avevano partecipato alla festa furono chiamati a rimettere insieme i cocci. La grande finanza non voleva perderci, aveva oramai compreso che il popolo non aveva capito ciò che era successo nel 2008 nonostante avessero detto la verità a reti unificate, che in fondo banche e mercati avevano più sostenitori che delatori (c’era addirittura chi voleva cambiare le Costituzioni per dare più spazio al globalismo finanziario), e che l’idea di recuperare le perdite finanziarie ritirando dalla circolazione benessere poteva anche passare se si fosse continuato ad utilizzare l’arma del ‘siamo tutti nella stessa barca’. E di fatto questa idea, per quanto assurda, sembra continuare a convincere i più, di conseguenza remiamo insieme, mano nella mano, con Apple, Amazon e FCA verso il baratro cantando felici Bella ciao.

Sembra proprio che la maggioranza delle persone preferisca seguire il rassicurante pastore fino al macello per paura del lupo. Pochi riflettono sul fatto che il macello da meno possibilità di salvezza del lupo e ancor meno persone vogliono riflettere sull’evidenza che dal 2008 in poi si sarebbe potuto aggiustare tutto semplicemente lasciando gestire la crisi finanziaria alla finanza stessa, senza trasformarla in economia reale, che si poteva rispondere ai soldi con i soldi rimettendo al centro la persona e i suoi bisogni, i lavoratori, le aziende e le famiglie.

Ma far passare il concetto che i soldi non siano un problema avrebbe messo da parte l’élite che sa come gestirli e strumentalizzarli, o meglio, avrebbe eliminato il potere che attraverso il suo monopolio queste “società strumentalizzanti” esercitano sulle popolazioni, avrebbe insomma sconvolto gli equilibri politici e sociali mondiali. Il sovvertimento del rapporto denaro = potere avrebbe addirittura potuto dare pane e lavoro a tutti, quindi questa idea folle non doveva passare. E non è passata.Infatti arrivò Monti, la Fornero e gli equilibri europei a rimettere tutto a posto. A far sembrare che l’unica via per uscire dalla crisi era quella del dolore e della sofferenza. E talmente sono stati convincenti che è diventato impossibile dire il contrario, rappresentare la semplicità dell’assurdità di tali assunti.

Cosa ci resta a questo punto se non la certezza che l’unica via è l’attesa. L’attesa del disastro e della caduta finale, perché solo a quel punto sarà chiaro quello che sta succedendo e che non è più possibile fermare. Non è utile opporsi alla folla che scalpita e urla, come non serve provare a farsi ascoltare da Lilly Gruber.
In questi giorni siamo andati oltre grazie sia al Recovery Found che al nostro Primo Ministro Conte, che ha lottato fino allo stremo insieme al M5S arrivando agli applausi finali in Parlamento. Ha lottato perché non si scegliesse il MES e alla fine ha vinto, portando a casa un grande risultato. Quale?
Quello di aver fatto completamente dimenticare gli insegnamenti, seppur di velata memoria, che per fare quello che farà il Recovery Fund, o che avrebbe potuto fare il MES, devono farlo invece le Banche Centrali che ne hanno gli strumenti ed esistono per questo. E che possono farlo senza indebitare i popoli, restituendo loro democrazia attraverso la restituzione della proprietà della moneta.
Conte è riuscito nell’arduo compito di annullare gli ultimi residui di ricordo delle parole di Bernanke e Draghi, è riuscito ad eliminare dai dibattiti i paper della BCE e persino della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) che dimostravano la possibilità di intervento delle banche centrali durante le crisi. Conte ha eliminato qualsiasi speranza che si ritorni a parlare di monetizzazione dei debiti sovrani.

E grazie alla sua opera nell’Eurozona si consolida l’idea di un “gold standard without gold”, cioè un sistema dove la moneta è merce nonostante non sia più rappresentativa di un gold standard da almeno cinquant’anni.
Ha rafforzato l’idea che uno Stato per avere soldi deve chiederli a qualcuno, chiamare a raccolta i nanetti per scavare buche sotto le montagne svizzere o nel lontano Klondike. Un anacronismo storico che confonde i nostri figli, mette contro le generazioni che si ritrovano nemiche e rafforza il potere di chi gestisce il denaro a scapito di chi vive di forza lavoro, di sudore e di inventiva. Conte e il M5S hanno contribuito a rendere divino il capitale, professandosi contemporaneamente difensori del popolo e dei lavoratori.
E ancora gli applausi riecheggiano, come quelli che accompagnarono l’ultima ballata dei musicisti del Titanic.

Car**mba! Che sorpresa

Mai e poi mai avrei immaginato dei Servitori dello Stato protagonisti di un caso di cronaca di questo livello.
Io ero convinto che fossero tutti come li si vede in tv tipo Nino Frassica o Manuela Arcuri.
Quando mi raccontavano di qualche Servitore dello Stato che infilava coltelli e/o pezzi di fumo in tasca a qualche ragazzino solo per fargli fare un giro in macchina io sono sempre stato scettico e/o convinto di una cosa, proprio come Homer Simpson in quella scena: MELE MARCE.
E se la vita ti ha dato delle mele marce tu prendi allora un bel coltellino e inizi a praticare delle incisioni così da estirpare l’estirpabile e fare una bella marmellatina con quel che rimane.
Magari ci inventi poi una bella barzelletta da aggiungere al nutrito catalogo che da chissà quanti anni ormai fa ridere grandi e piccini qui, in questo bel Paese.
Mettendo però da parte il mio affetto per questi Servitori dello Stato – ci tengo a precisare che è solo per le barzellette – crescendo, ho smesso di chiedermi a cosa serve quella riga rossa che hanno sui pantaloni per passare a chiedermi a cosa possa servire oggidì una forza di polizia già autoinfangatasi – in modo per me indelebile – ai tempi del Golpe Piano Solo.
Sarò io che sono paranoico ma forse, come disse un altro Servitore dello Stato, “tutto ha una fine”, proprio come il compact disc, “la Prova del Cuoco”, la tv col tubo catodico, la carriera sciistica di Tomba la bomba, “Carràmba! Che sorpresa” e chi più ne ha più ne metta.
Non so se questa storia metterà fine a tutti questi anni di carrambate ma forse a questo punto sarebbe il caso di metterci una pezza una volta per tutte.
In fondo ci fanno da anni una testa così con “l’unificazione dei due rami del Parlamento” e forse – chi lo sa – magari – in questo strano 2020 – avrebbe più senso snellire/unificare/tagliare qualcos’altro.
Io sono certamente un povero stronzo (e le mie possono sembrare farneticazioni buone giusto come scusa per mettere di nuovo su gli Impact mentre scrivo queste righe) ma è interessante notare che parole con un tono abbastanza affine al mio vengono anche da persone molto più amiche delle guardie (cit.) di me.
Ma vabbé, buona settimana.

Eroi (Impact, 1984)

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