Giorno: 29 Giugno 2020

Il presidente Bonaccini riceve il console generale Usa Benjamin Wohlauer

Da: Regione Emilia Romagna

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha incontrato oggi pomeriggio a Bologna il console generale degli Stati Uniti, Benjamin Wohlauer, per un saluto istituzionale in occasione della conclusione dei tre anni di mandato a Firenze. Il Console era accompagnato dal consigliere politico economico, Michele Comelli.

“Ringrazio il console a nome di tutta la Giunta regionale- ha detto il presidente Bonaccini- per la sua costante collaborazione e per il lavoro svolto in questi tre anni di permanenza in Italia. È stata un’esperienza molto positiva che ha permesso alle nostre istituzioni di promuovere al meglio le relazioni commerciali e culturali tra i nostri due Paesi. Uno scambio proficuo quello tra Regione Emilia-Romagna e Consolato americano che rinsalda il forte legame che già unisce Italia e Stati Uniti”.

Nel corso dell’incontro tra Bonaccini e Wohlauer – oltre a sottolineare la collaborazione su molti progetti strategici – c’è stato un ampio scambio di opinioni sui temi di attualità con una particolare attenzione alla gestione dell’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna definita dal console “vincente e lungimirante”, fino alle prossime elezioni americane del prossimo novembre.

Wohlauer è stato il quarantaquattresimo console generale Usa a Firenze, con competenza su Toscana, Emilia-Romagna – con l’eccezione delle province di Parma e Piacenza – e Repubblica di San Marino. Prima di questo incarico ha prestato servizio presso l’ufficio del Dipartimento di stato per gli affari dell’Estremo Oriente e Pacifico e dal 2008 al 2011 presso il Consolato americano di Milano. Le sue altre missioni sono state a Jakarta, San Pietroburgo, Rangoon e Tokio, mentre da metà luglio sarà in Cambogia./

Collaborazione internazionale. Si consolida il rapporto tra Regione Emilia-Romagna e la Nouvelle-Aquitaine

Da: Regione Emilia Romagna

Un rapporto solido e costante, che si è rafforzato negli anni in molti settori: istituzioni, imprese, università, enti di ricerca, anche grazie a una visione comune, quella di un’Europa forte e solidale, capace di dare risposte concrete alle nuove sfide e ai bisogni che anche questa emergenza sanitaria ha fatto emergere.
È quello tra l’Emilia-Romagna e la Nouvelle Aquitaine, due Regioni con una forte identità territoriale e tra le aree più avanzate d’Europa sotto il profilo economico, culturale e sociale, la cui intesa risale a vent’anni fa e si è rinnovata recentemente, grazie al Protocollo siglato a febbraio 2019 per consolidare la collaborazione su più fronti, dall’agri-food ai Big data all’intelligenza artificiale.

Oggi in videoconferenza da viale Aldo Moro, il presidente Stefano Bonaccini – con gli assessori allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla, e all’Agricoltura ed Agroalimentare, Alessio Mammi – hanno fatto il punto con il presidente del Consiglio regionale della Nouvelle Aquitaine, Alain Rousset, anche per parlare della fase post emergenza Coronavirus e delle aspettative nei confronti dell’Unione Europea.

“Teniamo molto al rapporto con la Nouvelle Aquitaine- sottolinea il presidente Bonaccini-: in questi ultimi anni abbiamo lavorato molto bene insieme e ci teniamo ad irrobustirlo. Scambiarsi buone pratiche è ancora più importante in questo periodo, nel quale serviranno politiche innovative per sostenere la ripartenza e uscire dall’emergenza post Covid. In questa ottica, l’apporto dell’Europa dovrà essere fondamentale: la possibilità di ottenere risorse in tempi rapidi è un’occasione che non va sprecata e stringere sempre più forti relazioni internazionali con le nostre regioni rientra nella strategia che intendiamo perseguire”.

Tra i temi affrontati, la volontà di dare corso alla collaborazione su agroalimentare e turismo, programmando un incontro personale tra i presidenti, in cui ridiscutere se necessario le priorità e chiedendo finanziamenti congiunti in Europa. Di qui, l’invito di Bonaccini a Rousset a venire a Bologna, anche per visitare il Centro Meteo e il Supercomputer di calcolo che avrà sede al Tecnopolo.

Numerose le ‘battaglie’ condotte insieme negli ultimi anni, tra cui la difesa del budget della Politica agricola comune e del ruolo delle Regioni nella gestione degli interventi a favore del mondo rurale e nella nuova politica di coesione per il periodo di programmazione 2021-2027; temi su cui si sono svolte iniziative comuni che hanno cementato la collaborazione tra Emilia-Romagna e Nouvelle Aquitane e favorito lo scambio tra imprese, università e altri enti dei due territori. Come futuri settori di collaborazione delle due Regioni sono stati citati l’agromeccanica, l’agricoltura di precisione, la difesa dei marchi e la valorizzazione dei prodotti Dop e Igp. E ancora, un piano di rilancio a livello industriale, che punti sempre più su un’industria innovativa e green.

Coronavirus, l’aggiornamento: 16 nuovi positivi, di cui 11 asintomatici individuati attraverso gli screening regionali e l’attività di tracciamento

Da: Regione Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.472 casi di positività, 16 in più rispetto a ieri, di cui 11 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

I nuovi tamponi effettuati sono 2.721, che raggiungono così complessivamente quota 489.451, a cui si aggiungono altri 1.095 test sierologici, fatti sempre da ieri.

Le nuove guarigioni sono 24 per un totale di 23.185, l’81% dei contagiati da inizio crisi. Scendono i casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.032 (10 in meno rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 909, 13 in meno rispetto a ieri, l’88% di quelle malate. I pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 111 (+3).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 23.185 (+24): 250 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.935 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 2 nuovi decessi: due donne residenti in provincia di Modena e Ravenna. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.255.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.546 a Piacenza (+1, asintomatico), 3.653 a Parma (+4, tutti asintomatici), 3.948 a Modena (+2, di cui 1 asintomatico), 4.899 a Bologna (+7, di cui 3 asintomatici). I casi di positività in Romagna sono 4.998 (+2, entrambi asintomatici a Cesena).

Invariati i casi di positività a Reggio Emilia: 5.002; a Imola: 404; a Ferrara: 1.022; a Ravenna: 1.049; a Forlì: 959; a Rimini: 2.194.

IMBOCCARE UN’ALTRA STRADA
Investire nei Servizi che abbiamo abbandonato
Ridurre le diseguaglianze che si sono aggravate

Ho avuto modo di scrivere nei giorni scorsi su questo giornale dell’esito deludente degli Stati Generali dell’economia, [Vedi qui] Rispetto all’impostazione che mi è sembrata prevalente in quell’assise, e cioè di una dialettica tra Confindustria e governo, con differenze sui provvedimenti da adottare ma non alternativa nella visione di fondo, bisogna invece dire che la strada da battere dovrebbe essere tutt’altra.
Occorre avere il coraggio di percorrere un disegno che guarda ad un’idea alternativa di modello produttivo e sociale, un progetto che, al di là di come lo si voglia definire, capace di sottrarre alla logica di mercato e alla realizzazione di profitto la loro centralità nel definire le priorità nelle scelte economiche e sociali.
In primo luogo, serve un massiccio investimento nella scuola, nella sanità pubblica e, in generale, nei beni comuni. Per la scuola, anche solo per la ripartenza a settembre nelle condizioni imposte dal contrasto al Coronavirus, si tratta di mobilitare tra i 3 e i 6 miliardi (più del doppio di quanto sinora stanziato) per avere più insegnanti e reperire spazi adeguati per tornare alle lezioni ‘normali’, superando la modalità non utile della didattica a distanza. Sopratutto, va cambiato il modello aziendalista e di puro assecondamento alle tendenze del mercato del lavoro, che si è affermato negli ultimi anni, e  colmato il divario nei confronti della spesa media per l’istruzione in Europa. Gli ultimi dati Eurostat disponibili, relativi all’anno 2017, mostrano, infatti, una percentuale della spesa suddetta nel nostro Paese per tutti gli istituti del sistema di istruzione (dalla primaria alla terziaria) pari al 3,8 per cento del PIL a fronte del 4,6 per cento della media europea, che attualmente ci colloca negli ultimi posti: l’Italia è quartultima tra i 28 paesi dell’Unione europea.

Per la sanità – senza dover ricorrere al MES, visto che i pochi risparmi in termini di minor tassi di interessi lì previsti, nel medio periodo costerebbero assai più cari sul piano delle condizioni da rispettare ( che rimangono non all’entrata, ma durante e alla fine del prestito) – l’ordine di grandezza dell’investimento necessario è perlomeno pari al definanziamento del sistema sanitario degli ultimi 10 anni e al raggiungimento dei livelli della spesa percentuale di Paesi come la Francia e la Germania. Non ci discostiamo di molto da circa 40 miliardi di Euro, che vanno prioritariamente utilizzati per potenziare i servizi territoriali, l’attività di prevenzione e il numero degli operatori, ridottosi fortemente in questi anni.

Oltre a questi interventi fondamentali nei campi principali del Welfare ( a cui, peraltro, ne andrebbero aggiunti altri, in particolare quelli volti a ripubblicizzare i servizi pubblici consegnati ai privati, dall’acqua al ciclo dei rifiuti), punto decisivo diventa quello di mettere in campo un Piano straordinario di investimento e intervento pubblico, in grado di produrre una nuova traiettoria di crescita sociale e occupazionale.
Qui non si tratta – come non smette di proclamare ad ogni piè sospinto il presidente di Confindustria Bonomi – di voler essere dirigisti o di imporre una sorta di visione astratta e ideologica per affermare il primato dell’intervento pubblico rispetto al mercato, ma di avere la consapevolezza che non sarà il mercato a poter dare risposte utili alla crisi aperta dinanzi a noi. Persino Cottarelli – il padre della spending review, fustigatore della spesa pubblica- riconosce che gli investimenti pubblici sono quelli che generano il ‘moltiplicatore’ ( cioè l’impatto sulla domanda e sull’occupazione) più alto rispetto ad altri tipi di interventi, come quello sull’IVA o sul fisco. A maggior ragione se si considera che le questioni da affrontare implicano un salto di paradigma rispetto agli orientamenti ‘naturali’ del mercato e che sono rappresentate dalla riconversione ecologica dell’economia, dalla cura e risistemazione del territorio e dalla creazione di lavoro, che vanno assunte come obiettivi in quanto tali. E’ su questi terreni che vanno indirizzate le risorse – e non solo quelle – che deriveranno dal Recovery fund che arriverà dall’Europa, anche se probabilmente depotenziato rispetto alle ipotesi iniziali.

A questi interventi, poi, bisognerà affiancare un’azione forte per ridurre le disuguaglianze sociali che si sono prodotte e amplificate in questi anni. Questo tema è stato finora troppo oscurato e sottovalutato, e non casualmente. Vale la pena approfondirlo.
Nel nostro Paese, secondo i dati elaborati da Eurostat nel 2018, il rapporto fra il reddito equivalente totale ricevuto dal 20% della popolazione con il più alto reddito e quello ricevuto dal 20% della popolazione con il più basso reddito è pari a 6,09. In sostanza il 20 per cento delle famiglie più ricche in Italia ha un reddito annuale oltre sei volte superiore rispetto a quello del 20 per cento delle famiglie più povere, che è il quinto rapporto più alto nell’Europa a 28 Stati, superati in questo solo da Lettonia (6,78), Lituania (7,09), Romania (7,21) e Bulgaria (7,66), mentre quelli di Germania e Francia sono pari rispettivamente a 5,07 e 4,23. Peraltro la media Ue a 28 Stati risulta essere di 5,17.
Ancora peggio va se guardiamo alla distribuzione della ricchezza ( che misura non il reddito, ma il patrimonio posseduto): qui l’elaborazione di OXFAM ci dice che la ricchezza del 5% più ricco degli italiani (titolare del 41% della ricchezza nazionale netta) è superiore a tutta la ricchezza detenuta dall’80% più povero. La posizione patrimoniale netta dell’1% più ricco (che detiene il 22% della ricchezza nazionale) vale 17 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana.

Sono dati impressionanti, se ci si sofferma un attimo a rifletterci sopra, che rendono necessario un intervento perlomeno per ridurre questa forbice. E, si badi bene, non solamente per una ragione di equità, ma anche perché, come ormai è sufficientemente noto, la crescita delle disuguaglianze è anche una delle radici da cui diparte la stagione delle crisi iniziata con il 2008. Non c’è dubbio – e questo vale in particolare per il nostro Paese – che la crescita della domanda interna, sostenuta in particolare dai redditi bassi e medio bassi, è componente importante per disegnare una nuova traiettoria di uscita dalle crisi. Non mi dilungo sui vari interventi che si possono mettere in campo in proposito: da una reale riforma fiscale che ripristini un tasso consono di progressività fiscale (a questo proposito sembra un’eresia ricordare che nel 1974 l’aliquota fiscale sui redditi superiori a 75.000 Euro andava dal 54 al 72%, mentre oggi essa è al 43%) all’istituzione strutturale di un reddito e di un salario minimo garantito, arrivando anche – altra eresia – alla tassazione sui grandi patrimoni.

Tutto quanto esposto rischia però di essere un’esercitazione intellettuale se, a partire dall’autunno, non si produrrà una mobilitazione sociale adeguata allo scontro che si profila. Una mobilitazione sociale che sui punti decisivi di una piattaforma di politica economica e sociale alternativa riesca a creare uno schieramento largo, partendo dalla costruzione di connessioni tra i vari movimenti sociali e, possibilmente, anche con il movimento sindacale. Vale la pena iniziare a lavorare per questa prospettiva.

Turismo. “La Riviera Adriatica italiana. Niente di più vicino”

Da: Regione Emilia Romagna

Il rilancio del turismo italiano sui mercati internazionali passa per il gioco di squadra e una strategia mirata.

Per la prima volta, tre regioni dell’Alto Adriatico con i loro 300 km di spiagge promuoveranno congiuntamente sul mercato tedesco la loro offerta di vacanza come una destinazione unica dalle tante opportunità attraverso una campagna tv sul più famoso sito di previsioni meteo tedesco (wetter.com) e su canali tv nazionali privati generalisti, all’insegna del claim: “«Friaul, Venetien und Emilia-Romagna, die italienische Adria. Nichts liegt näher!” (“Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, La Riviera Adriatica italiana. Niente di più vicino!”).

La campagna televisiva e le successive azioni promozionali di “Die Italienische Adria” saranno illustrate alla stampa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme all’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, mercoledì 1^ luglio, alle ore 10.30 a Cesenatico sulla Terrazza del Marè (Molo di Levante, Via Piave 74). All’incontro parteciperanno, in collegamento da remoto, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

L’EMILIA ROMAGNA TENDE LA MANO ALL’UCRAINA
colpita da una gravissima alluvione

Da: Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia-Romagna in soccorso dell’Ucraina occidentale, spazzata nei giorni scorsi da forti venti e battuta da piogge torrenziali che hanno causato almeno tre morti e l’alluvione di circa 300 centri abitati.

Questa mattina dall’aeroporto di Verona è partito un carico di materiali per l’assistenza alla popolazione forniti dalla Protezione civile regionale. Serviranno per prestare soccorso in una situazione che vede un bilancio provvisorio di tre morti, centinaia di sfollati e circa 10 mila persone senza fornitura di gas ed energia elettrica.

“Si tratta di un volo della solidarietà che ci vede intervenire al fianco di Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo-. Abbiamo messo a disposizione tende, pompe idrovore, tute, stivali, kit idraulici e tutto il materiale necessario per gestire l’emergenza”.

“L’essenza della protezione civile è proprio questa- chiude l’assessore-: esserci quando si è chiamati ad affrontare calamità importanti, anche quando non avvengono sul nostro territorio. Con la recente emergenza Covid abbiamo visto quanto significativo sia stato il supporto ricevuto da medici e infermieri dall’estero. La solidarietà non può avere confini”.

Grande successo del crowdfunding Un pontile per Baura!

Da: Grafica Andros

Si è conclusa il 21 giugno la campagna di crowdfunding dell’associazione Metropoli di Paesaggio con l’obiettivo di raccogliere, in 60 giorni, 3.000 euro per poter costruire un pontile a Baura (Fe). Grazie ai 141 sostenitori l’obiettivo è stato raggiunto e superato, raccogliendo 5.515 euro (il 184% della quota necessaria): a ottobre potrà quindi essere inaugurato il nuovo pontile con una panchina, una rastrelliera per bici e l’illuminazione nell’area dell’attracco così da rendere il nuovo angolo di paesaggio sul Po di Volano fruibile anche di sera.
Grande soddisfazione è stata espressa da Benedetta Brighenti, Presidente AESS (tra i promotori della campagna) “I miei ringraziamenti più sinceri a tutti coloro che hanno creduto e credono nel progetto e tramite il crowdfunding hanno voluto contribuire direttamente a sostenere un’idea di territorio che si intreccia con comunità, nuove economie, salute e socialità e che a Ferrara inizia finalmente a prendere forma! L’auspicio è che Metropoli di Paesaggio possa divenire presto modello replicabile in altre aree del Paese e anche oltre.”
“Dopo la realizzazione del pontile di Vigarano Pieve – afferma Chiara Franceschini, presidente dell’associazione Metropoli di Paesaggio – il nuovo approdo a Baura sarà un’altra occasione per sperimentare la navigabilità del ferrarese e scoprire il nostro paesaggio, nonché per dimostrare la praticità di spostamento con bici e barca e i benefici ambientali, sociali ed economici che ne derivano. Oltre alla soddisfazione circa la risposta positiva del territorio e ai ringraziamenti, da parte dell’associazione, per la partecipazione sentita, preme evidenziare come la sensibilità della collettività riguardo a questi temi sia in costante aumento. Questo fa ben sperare per i prossimi traguardi.”
Tante le aziende che hanno scelto di sostenere il progetto: DÉCO SpA (rivestimenti in legni compositi e naturali), Blu-e (progettazione e consulenza tecnica), Robur Asfalti (movimenti-terra e posa in opera), Zumtobel (corpi illuminanti), CNA Impresa Donna, Proloco di Baura, Associazione Fiumana APS, Garden Club Ferrara, Cooperativa Sociale Integrazione Lavoro, Punto 3 Srl (progetti per lo sviluppo sostenibile), Emil Banca Credito Cooperativo – Contagio Solidale.
Il sostegno della SPAL non è mancato: la società biancazzurra, sensibile alle iniziative programmate sul territorio, ha donato 50 maglie gara per il raggiungimento dei fondi, nonché in vista delle prossime campagne di raccolta.
Visit Ferrara, il Consorzio degli operatori turistici della Provincia di Ferrara, credendo nell’impatto economico e sociale dell’iniziativa, ha contribuito alla raccolta offrendo delle visite guidate alla città con una guida turistica abilitata per la Regione Emilia Romagna.
Metropoli di Paesaggio crede fortemente nei benefici ambientali, sociali ed economici che la mobilità terra-acqua può portare al nostro territorio e per questo investe in progetti sostenibili e al servizio dei cittadini. La bicicletta, la barca, il treno e il bus elettrico, se messi a sistema, sono mezzi pratici ed economici non solo per i turisti ma anche per il quotidiano della collettività: la mobilità lenta va veloce.
Oltre all’aspetto economico, la campagna ha attivato un canale di dialogo con e per le comunità del territorio direttamente interessate dal progetto. Con il coinvolgimento della comunità di Baura, che ha già dimostrando generosa attenzione nei confronti dell’iniziativa, scopriremo la ricchezza di attività che può generare una via d’acqua con un pontile funzionante.

A questo link alcune immagini del Progetto Pilota 1:
https://bit.ly/FotoPilota1

Coronavirus. Turismo, manifattura e cultura, i pilastri della ripartenza per l’Emilia-Romagna

Da: Regione Emilia Romagna
Il turismo sarà uno dei pilastri del futuro dell’Emilia-Romagna, insieme alle manifatture e al settore della cultura e dei saperi.
A ribadirlo è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nell’intervento di saluto alla video conferenza “Turismo in Emilia-Romagna, le opportunità dell’Ue”. Un appuntamento online organizzato da Parlamento europeo, Commissione europea e Regione Emilia-Romagna per analizzare le prospettive di un settore strategico per l’economia regionale, che è stato uno dei più colpiti dagli effetti dell’epidemia da Coronavirus.

Bonaccini ha osservato come il turismo “sarà un asset fondamentale per la ripartenza, e lo inseriremo nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima che discuteremo nelle prossime settimane, dove indicheremo le priorità per i prossimi dieci anni”. In particolare, “musica e sport saranno strumenti formidabili di promozione del territorio tanto che- ha proseguito Bonaccini- ora vogliamo puntare sulla Music Valley: a settembre inaugurerà la più grande arena spettacoli in Europa, nell’area del Campovolo, mentre al fianco dei due Motogp di Misano stiamo costruendo un evento musicale straordinario”.
Dunque, ha concluso il presidente, “la richiesta all’Europa è di darci risorse su tre particolari asset di finanziamento: infrastrutture, materiali e immateriali, strutture ricettive e promozione turistica. Se non si comprende la rilevanza di questo settore, sprecheremo una grande occasione”.

Concetti ripresi nel corso del dibattito anche da Andrea Corsini, assessore regionale alla Mobilità e Turismo: “Abbiamo la necessità di mettere al centro del dibattito politico e istituzionale il rilancio della grande industria turistica, settore strategico per la crescita del Paese, anche in termini di occupazione e generatore di ricchezza. Abbiamo bisogno- ha sottolineato l’assessore- di un salto di qualità negli investimenti europei per un grande piano di sviluppo e innovazione che riguardi infrastrutture a basso impatto ambientale e la riqualificazione e la rigenerazione urbana per contesti che mettano al centro la qualità della vita nel segno della sostenibilità. Occorrono misure ad hoc- ha concluso Corsini- a disposizione anche delle Regioni per rilanciare gli investimenti e rinforzare la diversificazione dell’offerta turistica”.

The Real Thing
(di Facebook, Coca-cola e altri accidenti)

Davide contro Golia? Quella è roba vecchia, un bluff al confronto. Qui signori si fa sul serio, e la sfida è assai più ardua, impari, impossibile. Una canoa indiana contro una corazzata, una pulce dell’informazione contro un dinosauro fatto e finito, antico ma sempre in ottima salute. I gladiatori in campo: Ferraraitalia.it contro Coca-cola Company: “Non si accettano scommesse”. Nelle righe seguenti, il nostro autorevole quanto scatenato columnist Radio Strike lancia il guanto di sfida: da leggere e ascoltare. A proposito, voi da che parte state?
(Effe Emme)

Sono riusciti a far smettere di bere acqua a tutto il centro/sud America, si prendono tutta l’acqua ovunque mettono piede ma adesso smettono di fare pubblicità su internet – troppo odio su Facebook – per un mese e niente: la notizia è solo quella.
Ma chi saranno mai?
Ma ovviamente i sempre mostruosissimi – e sempre più paraculi – ometti della sempre mostruosissima Coca-Cola Company.
Mi sembra ieri quando in quasi tutte le librerie era presente l’espositore dei cari vecchi Millelire di Stampa Alternativa.
Mi sembra ieri se penso alla volta in cui sganciai le mie mille lire per portarmi a casa quel loro librino che elencava minuziosamente lo schifo perpetrato da anni dagli uomini della Coca-Cola nel mondo.
È passato del tempo e tutto è come prima, i Millelire di Stampa Alternativa sono ormai solo su internet (scaricabili gratis) ma evidentemente – visto che nessun giornalista/commentatore ha tacciato di ipocrisia “il marchio più famoso del mondo” – scaricare quel librino sulla Coca-Cola è troppo faticoso.
Mi ricordo però anche una puntata di Report di qualche anno fa, ovviamente disponibile su RaiPlay, in cui si racconta per filo e per segno come si è evoluto il comportamento del “marchio più famoso del mondo” in Messico e – sorpresona – anche nel nostro bel paese.
Evidentemente, dato che il fatturato di quell’azienda maledetta cala giusto un po’ ma non arriva mai a crollare davvero, molta gente continua a bere quella roba buona giusto per sturare i lavandini.
Ad ogni modo le porcate della Coca-Cola le conoscono anche i sassi, c’è poco da girarci attorno.
Ogni volta che qualcuno che conosco – generalmente una persona intelligente e sempre informata che magari considera Bolsonaro un cretino – si apre una di quelle lattine o bottiglie mi scatta sempre quella domanda nel cervello e a volte dal cervello mi casca in bocca: ma ancora i soldi a quelli?
La metà delle volte mi si risponde con un generico “è buona”, risposta che trovo quasi rispettabile.
L’altra metà delle volte invece mi guardano un po’ così, tipo un pollo di Tijuana che ha respirato troppo fumo passivo e restano zitti.
È un silenzio molto esplicativo, è il silenzio dello schifo che stiamo facendo tutti quanti da ormai troppi anni qua, su questo sassolone su cui siamo capitati.
La chiudo qui prima di trasformarmi in un Gianni Minà dei poveri ma aggiungo una cosa ancora: magari provate a non dare soldi a quei bastardi.
Buona settimana.

Coca Cola Douche (The Fugs, 1970)

Question Time su accesso Piazza Verdi e Duchesse

Da: La Consigliera PD
Deanna Marescotti 

Premesso
Che a seguito di lavori di riqualificazione progettati e finanziati dalla precedente amministrazione
sono state restituiti all’utilizzo dei cittadini nei mesi scorsi Piazza Verdi e recentemente il Giardino
delle Duchesse;

Che si condivide la scelta della giunta di concedere ai pubblici esercizi della zona la possibilità di
utilizzare gli spazi pubblici come déhors al fine di favorire la ripresa dell’attività economica
fortemente penalizzata dalle restrizioni causate dall’epidemia COVID-19;

Considerato
Che si tratta di spazi pubblici, per i quali deve essere garantita la possibilità di utilizzo da parte della
cittadinanza, specie in questa fase di restrizioni per cui diventa quanto mai fondamentale, ai fini
dell’aggregazione in sicurezza, poter disporre di spazi pubblici all’aperto;

Si Chiede
cosa preveda l’accordo di concessione tra il Comune di Ferrara e gli imprenditori locali citato sulla
stampa dall’Assessora Travagli relativamente alla possibilità che oltre ai clienti le piazze possano
essere liberamente utilizzate dai cittadini ferraresi

NON SI DEVE PERDERE UNA GRANDE OPPORTUNITA’
Lettera aperta sulla realizzazione del Parcheggio Ex MOF

Maria Elena Mantellini

Egregio Direttore,
SONO una residente di Rampari di San Paolo e NON SONO tra i firmatari della petizione “contro la realizzazione del parcheggio dell’area ex MOF”.
Premetto che ho il massimo rispetto per le opinioni altrui, ma dopo aver letto il testo della petizione mi è venuto il dubbio che sia stata sottoscritta davvero da residenti o quantomeno da residenti informati.

Personalmente è da tempo che mi preoccupo, insieme a molti altri abitanti della zona, della situazione e del futuro del nostro quartiere e per questo ho sempre partecipato agli incontri pubblici di condivisione e di presentazione dei progetti che ci sono stati negli anni. Il dubbio sull’effettiva consapevolezza dei firmatari mi è venuto dalla lettura delle motivazioni contraddittorie e per nulla tecniche riportate sul testo della petizione: dal ricorso ad informazioni inesatte, all’uso di parole e frasi ad effetto, compreso il link ad un progetto vecchio del 2012, mentre sempre sul sito del Comune, a pochi click di distanza, sono disponibili i progetti più recenti ed aggiornati. [Qui] 

Dalla relazione allegata al progetto si evince che il nuovo parcheggio non è né un anonimo silos, né un cubo di cemento ma un edificio moderno ed efficiente sia nell’accoglienza dei turisti che nell’incremento dei servizi offerti ai residenti, contraddistinto da una soluzione estetica innovativa (non banali “pannelli piegati in alluminio”) che è in grado di conferire al volume un aspetto leggero grazie alla riflessione nebulosa del paesaggio circostante.
Una soluzione ben diversa da quella usata per il parcheggio costruito in Contrada di Borgoricco. Non vi sarà alcuna interruzione nella continuità del filare alberato su C.so Isonzo, che anzi verrà integrato da un’ampia area verde anch’essa alberata su Rampari di San Paolo.

A tutti fa piacere poter parcheggiare gratuitamente vicino al centro storico, cosa piuttosto rara in altre città, ma gli utilizzatori dell’attuale parcheggio a raso sono spesso infastiditi da parcheggiatori abusivi che ottengono qualche moneta in cambio della segnalazione dei posti liberi, per il quieto vivere degli automobilisti che lasciano le proprie auto in sosta.
Un parcheggio controllato invece, soprattutto se gestito in modo lungimirante, dà la possibilità di usufruire di un ricovero più sicuro per la propria vettura.
Inoltre lo stato attuale dell’area dà un senso di abbandono ed incuria vista la diffusa sporcizia: immondizia, lattine, bottiglie vuote sparse ovunque.

Il buon funzionamento di un parcheggio pubblico lo fa la gestione più che il contenitore: si potrebbero stipulare abbonamenti o convenzioni a prezzi agevolati per chi lavora in centro, per chi è domiciliato nel quartiere per motivi di studio o lavoro, che non può usufruire della vetrofania riservata a noi residenti (che dà la possibilità di parcheggiare gratuitamente nella zona), convenzioni a tempo per i frequentatori del mercato o abbonamenti agevolati per gli stessi residenti che non possiedono un garage presso la propria abitazione e che vogliano usufruire di un posto “al sicuro”.
Come in altre città, si potrebbero proporre riduzioni o gratuità per chi dimostra di aver fatto acquisti, per i tifosi che frequentano lo stadio o ancora per i turisti in visita ai musei.

I ferraresi sanno che qualche albero e qualche aiuola non bastano da soli per riqualificare un’area. Le distese asfaltate e le aree “vuote” per quanto “verdi” non sono sufficienti a scongiurare il rischio di losche frequentazioni e sono esse stesse ricettacolo delle attività illecite lamentate nella petizione.
Per scongiurare tali attività alle residenze vanno affiancati centri di interesse che portino all’utilizzo di un’area da parte del pubblico nelle diverse fasce orarie della giornata.

Chi per anni ha sopportato l’inquinamento acustico ed i gas di scarico prodotti dalle corriere e da tempo chiede lo spostamento del terminal in una zona più consona, è impaziente di vedere finalmente realizzata l’area verde prevista dal progetto al posto dell’attuale distesa asfaltata occupata dagli stalli dei mezzi; oltre a migliorare la qualità dell’aria, si otterrà l’integrazione del percorso verde frammentato delle Mura di Rampari di San Paolo, dando continuità ai percorsi pedonali e ciclabili della città, tanto apprezzati da residenti e turisti.

Il denaro pubblico utilizzato per la realizzazione dei progetti è stato destinato a Ferrara come a molte altre città italiane, grazie all’assegnazione del finanziamento del “Bando Periferie” (nome forse non del tutto appropriato), che richiedeva ai Comuni partecipanti la candidatura di aree con caratteristiche e requisiti ben precisi a cui Ferrara ha potuto partecipare, solo con la candidatura dell’area Darsena, Rampari, Ex MOF che era l’unica a rispondere alle richieste specifiche del bando.

Il progetto proposto è stato già ampiamente dibattuto ed approvato da tutti gli uffici competenti, assentito dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, ed è stata bandita una gara di evidenza pubblica. Non è possibile perdere questa enorme opportunità per la riqualificazione ed il rinnovamento di un’area che grazie alla vicinanza del MEIS può diventare uno snodo turistico e vitale di grande importanza per la città.

Per concludere, qualsiasi progetto può essere migliorabile, ma rimettere tutto in discussione pochi giorni prima della scadenza della presentazione delle offerte delle imprese concorrenti alla gara d’appalto, non dev’essere una scusa per bloccare ed impedire un processo già avviato, condiviso, approvato e finanziato. Dov’è l’interesse pubblico a fermare questa riqualificazione? Non c’è più tempo ed il rischio è quello di perdere i finanziamenti e di rimanere nel limbo dell’amorfa situazione attuale che i residenti NON vogliono!

Lavoro: Coldiretti, 3.600 aziende giovani in ER, webinar su consulenza

Da: Ufficio Stampa

Seminario in videoconferenza per l’agricoltura under 40, presente l’Assessore Mammi

“In Emilia-Romagna le aziende condotte da giovani sono circa 3.600, è nostro mettere questi ragazzi in condizione di essere sempre al passo coi tempi e poter accedere agli strumenti a loro disposizione per garantire all’agricoltura delle importanti traiettorie di futuro”. Lo ha detto il Delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti in occasione del seminario web organizzato da Coldiretti regionale, dal titolo “Infopac Emilia-Romagna” al quale hanno preso parte l’Assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, Marco Cannellini, Funzionario della Regione per i servizi di consulenza, Stefano Leporati, di Coldiretti Nazionale, Luca Gelsi, Innovation Advisor di Coldiretti Bologna, Mattia Emiliani e Angelica Monti, della Società Agricola Cenni.

Il tema del webinar sono state le esigenze riguardo i servizi di consulenza e dopo il saluto dell’Assessore Mammi, che ha considerato come l’esperienza del Covid ci abbia ricordato ancora una volta che l’agroalimentare è il settore che primo fra tutti non può permettersi di fermarsi e che necessita di tutte le risorse che gli si possono mettere a disposizione, il Dott. Cannellini ha presentato un’analisi sull’andamento della consulenza in Emilia-Romagna, Gelsi ha tenuto un intervento dal titolo “L’organizzazione dei Gruppi Operativi per l’Innovazione in Emilia Romagna” dal quale è emerso come da Coldiretti Emilia Romagna siano arrivati 161 sostegni alle aziende da ottobre 2018. Mattia Emiliani e Angelica Monti hanno condiviso le loro esperienza di gestione di aziende agricole con l’uso di strumentazione hi tech.

Ultimi giorni di lavoro in CNA per Ughetta Ciatti: quarantanni per la crescita delle imprese e del territorio

Da: Ufficio Stampa

“Non posso dimenticare la grande crisi che cominciò nel 2008: appena finita l’estate, improvvisamente, a settembre, il mondo ci crollò addosso. Aziende che fino a quel momento avevano prodotto fatturati giganteschi, improvvisamente andarono in crisi. I centralini di molte imprese da un giorno all’altro cominciarono a squillare a vuoto. Migliaia di posti di lavoro vennero messi in discussione per mancanza di commesse”.

Ughetta Ciatti ricorda così un momento cruciale della nostra storia recente. Come avete reagito alla crisi? “Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi al lavoro: iniziarono anni molto difficili, in cui l’obiettivo di tutti era individuare nuovi strumenti per sostenere il reddito delle aziende e l’occupazione, senza abbandonare nessuno. Riunioni continue, discussioni, pressione sulle istituzioni, confronto con gli imprenditori e con i sindacati. Poi, nel 2012, quando si cominciava a respirare un po’, arrivò la seconda mazzata: il terremoto dell’Emilia”.

A fine giugno Ughetta Ciatti conclude la propria carriera in CNA: un percorso cominciato 39 anni fa, che l’ha portata a diventare, oggi, responsabile dell’area Sindacale e sociale di CNA Ferrara oltre che responsabile del Comitato Impresa Donna.

Dedizione al lavoro, rigore asburgico, senso pratico e capacità di ascolto e mediazione hanno composto la cifra del suo impegno nell’associazione. Un impegno grazie al quale è stata protagonista dello sviluppo economico e imprenditoriale del nostro territorio, senza dimenticare l’affermazione del ruolo delle donne nella vita professionale.

“Ho iniziato – racconta – come responsabile provinciale della FNAM, la Federazione Nazionale Artigiani Metalmeccanici aderente a CNA. Fui la prima donna ad avere una responsabilità del genere, in un settore tradizionalmente maschile, dentro la CNA: all’epoca, nelle associazioni imprenditoriali e non solo, le donne ai vertici erano davvero poche”.

Ughetta fece ciò che le era più congeniale: lavorare, senza risparmiarsi, con rigore e senza complessi. E i risultati si videro.

“Divenni responsabile dell’area sindacale, ruolo che ricopro anche oggi, e cominciai a occuparmi di contrattualistica, relazioni con il sindacato, vertenze. Furono cruciali, per il nostro territorio, gli anni ’90. A Ferrara – e in poche altre province della Regione – mettemmo a punto strumenti innovativi tramite le casse dell’edilizia, del tessile, della meccanica. Grazie agli accordi con i sindacati era possibile erogare ai lavoratori provvidenze aggiuntive, rispetto ai contratti nazionali di lavoro. Anticipammo la nascita della cosiddetta ‘bilateralità artigiana’, un sistema di accordi che ha reso possibili ammortizzatori sociali e opportunità di welfare aziendale specifiche per l’impresa artigiana”.

In quegli anni Ughetta Ciatti si conquistò la fama di persona autorevole, rispettosa delle regole, attenta al bene comune: “la mia linea di condotta – spiega – non è mai cambiata: grande attenzione alle esigenze delle imprese e degli imprenditori, e reciproco rispetto nei confronti dei sindacati e delle istituzioni. E mai dimenticare che ogni impresa è fatta di donne e uomini”.

Gli ultimi mesi, segnati dall’emergenza corona virus, hanno avuto conseguenze pesantissime sull’economia del territorio: “Tuttavia – spiega Ughetta – qualche segnale di ripresa delle attività, tra aprile e maggio, lo si è visto: le domanda di cassa integrazione hanno cominciato a calare. Spero che in tempi brevi si creeranno le condizioni per una ripresa duratura: ne va del futuro del nostro territorio, e delle giovani generazioni”

Era solo per dire

Un germoglio. Un aforisma, un incipit, un motto celebre, un proverbio, una frase ‘rubata’ a questo o a quel grande autore. E dal germoglio esce una riflessione, spunta un pensiero nuovo, germogliano parole che hanno a che fare con il nostro presente. La rubrica Germogli inaugura la settimana di Ferraraitalia. La trovate tutti i lunedì, nelle prime ore del mattino.
(La redazione)

Togliere dal loro contesto le frasi è un esercizio pericoloso, ma è quello che facciamo quando una frase ci colpisce per la capacità di contenere una molteplicità di sensi, che ci conducono in diversi mondi. Quando compiamo questo esercizio, quindi, ci esponiamo sempre al rischio di strumentalizzare la frase. Nel caso di questa frase, estrapolarla dal suo contesto non la strumentalizza, perché questa frase stigmatizza precisamente tutte le occasioni nelle quali si estrapola una espressione dal contesto – artistico, tecnico o scientifico – e si fa strame del suo significato. Una delle operazioni più basse, e più diffuse, condotta spesso in modo inconsapevole, altre volte con malizia. La forzatura più evidente che facciamo è nella traduzione, che non restituisce la forza del suono nella lingua originale, ragione per cui riportiamo anche il testo in tedesco.

“Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen”

“Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere”

Ludwig Wittgenstein

 

Cancelleria per gli studenti delle prime classi: approvato un apposito “bonus”

Da: Comune di Bondeno

Diari, cancelleria e contributi per i libri scolastici per gli studenti, che si apprestano a tornare a scuola o a sedersi per la prima volta tra i banchi scolastici, nell’auspicata ripresa delle attività didattiche. Il Comune di Bondeno ha predisposto un apposito “Bonus Scuola” per gli studenti delle classi prime delle Scuole Primarie. Il Bonus prevede l’erogazione di un contributo di 30 euro per ciascuna famiglia che vedrà un proprio figlio iscritto alle classi prime all’inizio dell’anno scolastico 2020-2021. Una misura che rientra nell’ambito della Misura 4 del documento di programmazione, relativo all’Istruzione e Diritto allo studio.

“Nel corso degli ultimi anni” – spiega l’Assessore alla Scuola, Francesca Aria Poltronieri – “abbiamo moltiplicato le forme di sostegno alla formazione degli alunni: dai contributi per l’acquisto dei libri di testo (per un valore di 150 euro per le Scuole Medie e di 300 euro per le Scuole Superiori) fino alle Borse di Studio per gli studenti meritevoli che si iscrivono all’Università. Stavolta, abbiamo voluto pensare ad una misura straordinaria rivolta agli studenti più giovani, a coloro che frequenteranno per la prima volta le scuole: ci sarà un Bonus di 30 euro per ciascuna famiglia, previsto per sostenere l’acquisto dei materiali didattici (quaderni, penne, album da disegno e cancelleria varia). Una misura che si aggiunge alla preparazione di circa 900 diari, che distribuiremo a tutti gli studenti e docenti delle Scuole Primarie e Secondarie all’avvio delle attività, a settembre”.

Una sola condizione viene posta per poter usufruire dello strumento di sostegno: “Come per l’acquisto dei libri scolastici” – tiene a precisare il Sindaco facente funzioni Simone Saletti – “si dovranno effettuare gli acquisti della cancelleria nelle attività commerciali di vicinato del nostro territorio, mentre non è previsto il Bonus per libri o materiale di cancelleria acquistato nella grande distribuzione, e questo soltanto perché riteniamo utile continuare a sostenere il commercio locale, per il ruolo che svolge nella comunità, soprattutto in una fase storica delicata e difficile come questa caratterizzata dal COVID-19”.

Nel caso in cui le spese di cancelleria fossero inferiori all’importo di 30 euro indicato, il Comune rimborserà ugualmente la spesa effettivamente sostenuta e rendicontata attraverso ricevute e scontrini fiscali. I moduli per il rimborso si troveranno sul sito del Comune di Bondeno a partire dal mese di Luglio.

Selezione degli attori per il cortometraggio “Gabriella” di Edoardo Pappi

Da: Ufficio Stampa Ferrara Film Commission 

A seguito dei casting che si sono tenuti sia online che presso il Consorzio Factory Grisù di Ferrara (il 4, 5 e 6 giugno scorsi), ai quali hanno risposto oltre 400 candidati, il giovane regista ferrarese Edoardo Pappi, coadiuvato da Margherita Pasetti e Stefano Duo della Ferrara Film Commission, ha scelto gli attori che interpreteranno i ruoli principali in ‘Gabriella’, il suo nuovo cortometraggio.
Ecco i nomi e i relativi ruoli:
Cristiana Raggi (Gabriella)
Paolo Garbini (co-protagonista)
Oliana Agostini (madre di Gabriella)
Daniela Patroncini (sorella di Gabriella)
Aurora De Luigi (nipote della protagonista, figlia della sorella)
Sauro Sangiorgi (pastore)
Monica Malagolini (fruttivendola)
Stefano Saccotelli (fruttivendolo)
Sofia Cavallina e Guido Vittorio Bazzani (bambini)

Scelte anche le comparse, che saranno dodici.
Edoardo Pappi e Ferrara Film Commission ringraziano coralmente tutti coloro che hanno partecipato alle selezioni, che già in questi giorni sono stati contattati uno a uno in via telematica e telefonica, nonché Paolo Marcolini per aver messo a disposizione gli spazi del Consorzio Factory Grisù.
Le riprese verranno effettuate tra il 18 e il 25 nelle location prescelte, situate nelle campagne appena fuori Ferrara.

TERZO TEMPO
La sindacalista del tennis

Il tennis è uno dei pochi sport che, perlomeno nei quattro tornei del Grande Slam, garantisce lo stesso montepremi a uomini e donne. Ci sono voluti circa quarant’anni per ottenere questa parziale parità di trattamento – dal 1968, anno in cui è iniziata l’era Open, al 2007 – ma il primo e decisivo punto di svolta è arrivato relativamente presto, e precisamente nel triennio 1970-1973.

La prima tennista a criticare apertamente la disparità retributiva tra giocatori e giocatrici, nonché la prima a coinvolgere le sue colleghe in questa protesta, è stata la californiana Billy Jean King. Già agli Internazionali d’Italia del 1970 la stessa King denunciò pubblicamente l’enorme differenza tra il suo montepremi e quello di Ilie Nastase, vincitore del singolare maschile: mentre il tennista romeno guadagnò 3.500 dollari, lei, vincitrice del singolare femminile, ne guadagnò 600.

“Tutti pensano che le donne dovrebbero essere entusiaste quando ottengono le briciole. Io voglio che le donne abbiano tutta la torta, con tanto di glassa e ciliegina.”

Quello stesso anno Billie Jean King e altre otto giocatrici professioniste si ribellarono a Jack Kramer, direttore del torneo Southwest Pacific Open, il quale aveva fissato a 12.500 dollari il montepremi maschile e a 1.500 dollari quello femminile. Ne venne fuori un diverbio con l’associazione tennistica americana, e il risultato fu un’inevitabile scissione: le nove giocatrici dettero vita a un nuovo torneo femminile e, successivamente, a un’associazione che fosse in grado di riunire tutte le tenniste professioniste. Fu insomma l’inizio dell’attuale WTA, cioè la Women’s Tennis Association.

Tra il 1971 e il 1973 il numero delle partecipanti a questo progetto divenne sempre più alto, così come lo stipendio medio delle stesse tenniste. Nel frattempo, Billie Jean King divenne addirittura presidente della nuova associazione, e nell’estate del 1973 minacciò di boicottare la successiva edizione dello U.S. Open qualora non fosse stata garantita la parità retributiva. Le trattative con il direttore del principale torneo statunitense durarono circa un mese, e Billie Jean King si avvalse, oltre che dell’interesse del pubblico per il circuito femminile, della collaborazione di numerose associazioni e sponsor, che si impegnarono a pagare la differenza tra i due montepremi. Sta di fatto che la mattina del 20 luglio 1973 il New York Times prese in prestito la celebre frase della Dichiarazione d’Indipendenza e titolò Tennis Decides That All Women Are Created Equal, Too.

Billie Jean King vinse così una delle sue battaglie – l’altra, quella più chiacchierata, ebbe luogo il 20 settembre di quello stesso anno [Qui] – e lo U.S. Open divenne il primo torneo del Grande Slam a garantire la parità salariale tra uomini e donne. Gli altri tre, cioè Australian Open, Roland Garros e Wimbledon, ci hanno messo un po’ a seguire quell’esempio. Tuttavia, il resto dei tornei internazionali non garantisce ancora l’esatta parità tra i due montepremi: il già citato New York Times ha riportato nel 2016 che, al di fuori dei quattro Slam, ogni dollaro guadagnato dai primi cento tennisti del mondo corrisponde a circa 80 centesimi nel corrispondente circuito femminile.

Negli ultimi quindici anni, la battaglia di Billie Jean King è stata portata avanti dalle sorelle Williams: prima della finale di Wimbledon 2005, Venus ha denunciato la disparità di trattamento del major britannico rivolgendosi direttamente alla commissione dei tornei del Grande Slam; Serena, invece, è portavoce del Black Women’s Equal Pay Day, cioè il giorno che, più di ogni altro, è dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla differenza salariale tra uomini e donne, e in particolare quella tra uomini bianchi e donne nere. Inoltre, le sorelle Williams fanno parte della cosiddetta BJKLI (Billie Jean King Leadership Initiative) [Qui], associazione no profit fondata dalla stessa King che promuove la leadership inclusiva attraverso l’abbattimento di barriere e stereotipi di genere.

Sulla memoria

Ci sono nomi che fanno venire in mente un’unica certezza: l’importanza della memoria.
Se tale assunto fosse elevato da semplice esercizio di stupore a principio universale, si potrebbe dire che esempi di tale personalità dovrebbero farci ricordare come la memoria, individuale a collettiva, sia un bene prezioso da tenere in grande considerazione e da coltivare per ascendere ai più alti gradi della sapienza senza ripetere gli errori del passato. Memoria di uomini, e di un uomo che fu un illustre letterato, un ferrarese d’adozione, un umanista amante d’altri uomini e ispiratore del principio per cui tutti gli uomini sono liberi.
Alla memoria, ai vicoli di Ferrara, a Pico della Mirandola e a chi, soprattutto in questo periodo, combatte perché ognuno possa essere libero d’esser ciò che vuole.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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