Giorno: 17 Giugno 2020

FERRARA RINASCE, secondo incontro del tavolo di lavoro

Da: Comunicazione sindaco

“Anche oggi il Tavolo Ferrara Rinasce si è dimostrato uno strumento efficace di confronto con i protagonisti del cambiamento che Ferrara sta vivendo. La parola d’ordine è ‘fare sistema’ tra l’amministrazione comunale e le realtà attive sul territorio e, in queste settimane, abbiamo dimostrato che è davvero possibile. Per dare alla nostra città una vera possibilità di rinascita dobbiamo fare passi concreti che guardano al futuro. L’obiettivo non deve essere solo quello di uscire dall’emergenza sanitaria ed economica causata dal coronavirus, ma quello a cui puntiamo deve essere un traguardo più alto che crei finalmente nuovi orizzonti per questa città. Tutti insieme stiamo lavorando e lavoreremo in questo senso valorizzando i settori dell’arte della cultura e del turismo e nello stesso tempo sostenendo le imprese, la manifattura e l’agricoltura che sono fondamentali per mantenere vivo il territorio e pensare ad un futuro sviluppo. Ringrazio tutti i presenti alla seduta di oggi e sono certo che il metodo che ci siamo dati, fatto di un confronto serrato e franco su idee e progetti da condividere, sia la strada giusta per costruire, finalmente, il Sistema Ferrara e rendere la nostra città capace di rispondere, sempre, alle nuove sfide”.

Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha commentato l’incontro in presenza che si è tenuto oggi (mercoledì 17 giugno 2020) presso la sala del Consiglio comunale per il tavolo di lavoro “Ferrara Rinasce”. Il tavolo organizzato dal sindaco come risposta alle difficoltà legate all’emergenza sanitaria, si è riunito per la seconda volta e ha coinvolto i rappresentanti delle principali categorie economiche e produttive ferraresi con l’obiettivo di portare avanti la condivisione delle necessità e dei punti di forza del territorio e mettere in atto le misure e le strategie più funzionali alla ripresa del tessuto economico e sociale.

Davanti ai principali rappresentanti ferraresi di commercio, artigianato, industria, agricoltura, cooperazione, cultura, università e turismo, Alan Fabbri ha aperto i lavori evidenziando come “Ferrara, anche grazie all’importante lavoro di condivisione e di sistema impostato proprio con il Tavolo Ferrara Rinasce si è posta in prima linea a livello regionale e nazionale e in breve tempo ha saputo reagire alla situazione creata dal Covid 19, anticipando spesso misure di sostegno all’economia che sono state poi previste a livello regionale o nazionale”.

Proprio dalla prima seduta del tavolo, infatti, erano emerse esigenze in particolare legate ai servizi alla persona e al mondo imprenditoriale ed agricolo e, proprio grazie alla collaborazione dei soggetti interessati la risposta è stata immediata. In poche settimane grazie al protocollo siglato tra il Comune e con il mondo Cooperativo e le rappresentanze sindacali è stato possibile l’avvio dei Centri estivi, il Comune ha individuato grazie alle associazioni di categoria le esigenze più stringenti del mondo agricolo e ha emanato misure di sostegno a favore delle imprese e, sempre in collaborazione con i rappresentanti del mondo imprenditoriale, in questi giorni l’amministrazione ha impostato l’intervento più consistente in favore delle imprese colpite dalla prolungata chiusura. È ormai pronto infatti un bando da 1,7 milioni di euro che andrà a sostenere i bar, i pub, i ristoranti, i parrucchieri, gli estetisti, i tatuatori, ma anche tassisti, ambulanti, hotel e bed&breakfast, e che darà liquidità direttamente nelle tasche dell’impresa senza una destinazione specifica. Una misura che si aggiunge anche all’esenzione della Cosap, il canone per l’occupazione di suolo pubblico per le attività che lo utilizzano, compresi gli ambulanti.

Le associazioni presenti tra cui Camera di Commercio, Unione Industriali, Ascom, Cna, Confesercenti e Confartigianato, Coldiretti, Coopagri, Coltivatori diretti insieme ai rappresentanti del mondo cooperativo, Confcooperative e Legacoop, l’Università di Ferrara, Ifm e ai referenti degli ordini professionali e all’Osservatorio Ferrara Cultura Eventi, hanno espresso “soddisfazione per le misure finora adottate dall’amministrazione, per la grande attenzione al mondo imprenditoriale e agricolo e per la capacità dimostrata dall’amministrazione di coinvolgere soggetti attivi del territorio fornendo risposte in tempi rapidi”.

Il sollecito è stato quindi quello di potere proseguire su questa linea come modalità da rendere continuativa anche fuori dal periodo di emergenza.

Gli aspetti su cui, oggi, si è concentrata l’attenzione sono legati al problema del credito e di una collaborazione effettiva da parte delle banche per pianificare il rilancio; la necessità di valorizzare modalità più semplice e snella per presentare istanze e sbrigare le pratiche burocratiche e la possibilità di agevolare un graduale ritorno degli studenti universitari e quella di sostenere startup e capacità innovativa dell’imprenditoria. Saranno queste le sfide delle prossime settimane su cui si concentrerà l’amministrazione comunale insieme ai diversi soggetti del Tavolo, in vista della prossima convocazione.

CENTRI DIURNI PER ANZIANI:
Ripartenza in sicurezza da lunedì 22 giugno

Da: Regione Emilia Romagna

Dal prossimo lunedì, 22 giugno, in Emilia-Romagna possono riprendere le attività dei Centri diurni per anziani. Così come sarà consentito l’accesso di nuovi ospiti e pazienti alle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità, comprese le Cra. E via libera anche alle visite didattiche e turistiche nelle aree naturali protette.
È quanto prevede la nuova ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che contienele linee guida con le misure da osservare per garantire la sicurezza delle persone, degli utenti, di operatori e lavoratori.
Il provvedimento contiene anche il protocollo, con le indicazioni sempre per la sicurezza, per le sale giochi, sale bingo e sale scommesse la cui ripresa come già annunciato è prevista dal 19 giugno.
Inoltre, l’atto modifica alcuni punti di protocolli regionali adottati con precedenti ordinanze su negozi al dettaglio e mercati e strutture alberghiere e ricettive.

Questi i nuovi protocolli

Centri diurni per anziani

Le Linee guida regionali per l’apertura prevedono, tra le principali regole da seguire, la riorganizzazione degli spazi interni, il rigoroso utilizzo delle mascherine da parte degli operatori e, se possibile, delle persone che partecipano alle attività. E ancora, predisposizione di un progetto personalizzato formulato con l’utente e la famiglia che, oltre alla frequenza parziale del centro, possa prevedere ulteriori interventi, a distanza o domiciliari; poi trasporti da garantire in sicurezza. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi,l’Ente gestore di ogni Centro diurno dovrà definire una nuova programmazione delle attività per garantire il rispetto delle norme per la sicurezza di utenti ed operatori, garantendo priorità di accesso alle situazioni di maggiore gravità e fragilità. Andrà comunque assicurata a tutti gli utenti la frequenza del servizio.
In particolare, per assicurare il distanziamento sociale ciascun Centro dovrà individuare nuove modalità di frequenza, prevedendo attività individuali o in piccoli gruppi (massimo 7 persone). Potrà essere programmata l’apertura anche nei fine settimana e nel periodo estivo ed essere ampliata la fascia oraria giornaliera. Massima attenzione dovrà essere posta alla pulizia degli ambienti e dei materiali, e all’uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori che entrino in contatto con ospiti che non possono indossare la mascherina. In ogni struttura potranno essere adottate soluzioni flessibili, in considerazione delle dimensioni degli spazi interni ed esterni, del numero di utenti e del livello di autonomia degli ospiti.

Altre indicazioni riguardano gli operatori (previsto per le situazioni più gravi un operatore per utente) e il trasporto delle persone, che dovrà essere effettuato in sicurezza, a partire dalla sanificazione dei mezzi e dal distanziamento.
Infine, nel caso di centri diurni contigui ad una struttura residenziale dovranno essere assicurati accessi, spazi, attrezzature e personale completamente separati, garantendo la completa separazione dal punto di vista strutturale ed organizzativo. In assenza di tali requisiti non sarà possibile la riapertura del Centro diurno.

Strutture residenziali per anziani e persone con disabilità

Queste le indicazioni fornite dalla Regione per le strutture sociosanitarie per anziani non autosufficienti (Cra – case residenza per anziani) accreditate e, per quanto applicabili, i Centri socioriabilitativi residenziali per persone con disabilità (Csrr).
Tra le principali misure da adottare per i nuovi inserimenti, l’obbligo per tutti gli ospiti di effettuare il tampone naso-faringeo per il Covid-19, 2-3 giorni prima dell’ingresso, e una valutazione clinica epidemiologica preventiva per verificarel’assenza di segni o sintomi di malattia. Inoltre, per i nuovi ingressi e re-ingressi occorre prevedere una “zona per l’accoglienza temporanea”, dove assicurare l’isolamento dell’utente in stanza singola o ambiente idoneo, garantire l’adeguato utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale da parte di ospiti e operatori e il distanziamento fisico. In questa fase, è opportuno prevedere un periodo di osservazione in isolamento di 14 giorni.
Non è invece consentito l’accesso in struttura di ospiti Covid-19 confermati che non abbiano ancora ricevuto la diagnosi di guarigione (risoluzione dei sintomi e doppio tampone negativo), ad eccezione delle “Cra Covid” e delle altre strutture residenziali individuate a livello territoriale per l’accoglienza degli ospiti positivi.

Aree naturali protette, al via le attività didattiche e turistiche

Dal 22 giugno potranno ripartire le attività didattiche e turistiche in aree naturali protette e in particolare saranno aperti i Centri Visita, organizzate le visite guidate, comprese quelle nelle grotte e il bivacco con tenda. Nelle attività la mascherina dovrà sempre essere indossata, ed è raccomandato l’uso di gel igienizzanti e di sacchetti per smaltire i dispositivi di protezione individuali. Le prenotazioni andranno fatte on line o telefonicamente e l’Ente gestore dovrà conservare i dati dei partecipanti per almeno i successivi 14 giorni dalla conclusione dell’attività.
L’accompagnatore dovrà avere in dotazione: cinque mascherine monouso; una mascherina KN95 – FFP2 per eventuale primo intervento su infortunato senza mascherina, gel igienizzante, kit di primo soccorso.
I partecipanti dovranno presentare un’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000 in cui dichiarano, sotto la propria responsabilità, di non essere sottoposti alla misura della quarantena o di isolamento domiciliare, o di non presentare sintomatologia simil-influenzale. In presenza di più persone in spazi chiusi è obbligatorio l’utilizzo della mascherina, mentre all’aperto è obbligatorio l’utilizzo della mascherina nel caso non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Non sono soggetti a tale regola i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i soggetti che se ne prendono cura.
Le linee guida riportano anche tutte le misure di igienizzazione e allestimento di attrezzature, ambienti interni ed esterni come aree comuni, tavoli, sedie e panchine, impianti di condizionamento, nonché le regole a cui attenersi per visite guidate, in grotte o escursioni. Il numero massimo di partecipanti per ogni accompagnatore presente è di 20 persone.
I materiali utilizzati prima e dopo l’attività, soprattutto quelli che vengono dati in dotazione ai partecipanti dovranno essere disinfettati prima di ogni nuovo utilizzo.
Per quanto riguarda il bivacco notturno con tenda, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 16/2004, è consentito presso le strutture ricettive presenti lungo gli itinerari segnalati. Il Comune può autorizzare per la durata massima di quindici giorni su aree pubbliche o private, soste di singoli e campeggi mobili organizzati da enti, associazioni e organizzazioni operanti per scopi sociali, culturali e sportivi, a condizione che siano garantiti servizi generali indispensabili per il rispetto di norme igienico-sanitarie, per la salvaguardia della pubblica salute e della pubblica incolumità e della tutela dell’ambiente. Tale disposizione, per favorire la frequentazione delle aree protette e dei percorsi che le attraversano, è valida fino al 31 dicembre 2020.

Linee guida regionali per sale slot, sale bingo e sale commesse

Le indicazioni per sale giochi, bingo e scommesse vanno integrate, in funzione della presenza di attività complementari, con le misure previste negli specifici protocolli regionali, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande e la pulizia e disinfezione di locali e attrezzature. Dovrà essere predisposta un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia con segnaletica o sistemi audio-video, sia ricorrendo a personale incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione.
Vanno riorganizzati gli spazi e la dislocazione delle apparecchiature come tavoli del bingo, giochi, terminali e apparecchi Awp (Amusement with prizes) e Vlt (Video lottery terminal) per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non siano soggette al distanziamento interpersonale.
Dovranno essere garantiti dispenser con soluzioni igienizzanti per l’igiene delle mani dei clienti in punti ben visibili all’entrata e barriere fisiche alle casse.
I clienti dovranno indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro. Dopo l’utilizzo di un gioco, è necessario assicurare pulizia e disinfezione delle superfici a contatto con le mani. Le apparecchiature che non possono essere pulite e disinfettate non devono essere usate. Non possono altresì essere usati i giochi a uso collettivo in cui non sia possibile il distanziamento interpersonale di almeno un metro.
Le linee guida riportano poi dettagliate indicazioni su percorsi di entrata e uscita, per il ricambio d’aria negli ambienti interni e l’uso di quelli esterni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.
Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi.

Negozi al dettaglio e mercati, modifiche ai protocolli

Per quanto riguarda esercizi commerciali al dettaglio e commercio su aree pubbliche, le modifiche riguardano l’uso dei guanti e la disinfezione delle mani prima di toccare la merce. Le misure attualmente previste sono sostituite nel caso di vendita di abbigliamento o di acquisti di altri prodotti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dall’obbligo di mettere a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente oppure, in alternativa, dalla disinfezione delle mani, sempre obbligatoria, prima della manipolazione della merce.

Distanziamento fra persone in alberghi e campeggi, modifiche ai protocolli

Un’altra modifica contenuta nell’ordinanza riguarda il distanziamento interpersonale nelle strutture ricettive alberghiere e nelle strutture ricettive all’aria aperta. In Emilia-Romagna, si legge nel provvedimento, il distanziamento non si applica ai membri dello stesso gruppo familiare o di conviventi, né alle persone che richiedano di alloggiare nella medesima camera o nello stesso ambiente per il pernottamento, né alle persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggette al distanziamento interpersonale (questo ultimo aspetto afferisce alle responsabilità individuale). Nelle camere, salvo in caso di presenza di unico nucleo di persone che non siano tenute al distanziamento, deve essere garantito il distanziamento interpersonale di almeno un metro, con una distanza tra letti di 1,5 metri. Misura che non si applica agli appartenenti al medesimo nucleo familiare o soggetti che non siano tenuti al distanziamento interpersonale in base alle vigenti disposizioni (aspetto che afferisce alle responsabilità individuale).

Coronavirus, l’aggiornamento: 14 nuovi positivi, di cui 11 asintomatici individuati attraverso gli screening regionali

Da: Regione Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.111 casi di positività, 14 in più rispetto a ieri, di cui 11 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

I tamponi effettuati sono 9.546, che raggiungono così complessivamente quota 426.730, più altri 1.931test sierologici, fatti sempre da ieri.

Le nuove guarigioni sono 68, per un totale di 22.551: l’80,2% dei contagiati da inizio crisi. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.355 (-60rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.161, -53 rispetto a ieri: oltre l’86% di quelle malate. I pazienti in terapia intensiva sono 11, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 173 (-7).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 22.551 (+68): 299 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.252 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 6 nuovi decessi: 5 uomini e una donna. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.215. Per quanto riguarda la provincia di residenza, 1 decesso si è avuto in quella di Modena, 2 in quella di Bologna e 3 in quella di Rimini.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.528 a Piacenza (+1), 3.613 a Parma (+2), 4.975 a Reggio Emilia (+ 3), 3.936 a Modena (+1), 4.712 a Bologna (+5); 402 a Imola (nessun nuovo caso); 1.008 a Ferrara (nessun nuovo caso). I casi di positività in Romagna sono 4.937 (+2), di cui 1.036 a Ravenna (nessun nuovo caso), 948 a Forlì (nessun nuovo caso), 783 a Cesena (+1) e 2.170 a Rimini (+1).

Zappaterra (capogruppo Pd Emilia-Romagna): “Priorità alla scuola, bambini e giovani meritano uno sforzo straordinario”

Da: Marcella Zappaterra, Presidente Gruppo Pd Emilia-Romagna

Con gli esami di maturità, organizzati in un modo inedito, si chiude un anno scolastico che nessuno potrà dimenticare. Usciamo da questa emergenza con una certezza, che la scuola va migliorata e rafforzata, con interventi e investimenti straordinari, personale e strutture adeguate. Quella pubblica in primis, ma senza dimenticare le realtà che completano l’offerta educativa e formativa.

Ormai tutti riconosciamo che bimbi e giovanissimi sono coloro che maggiormente hanno sofferto dell’isolamento forzato. E che le lezioni a distanza, per quanto utili e sostenute con forza dalla Giunta regionale con strumentazione tecnologica e risorse, hanno forti limiti e creano nuove diseguaglianze.

Il nostro Presidente Bonaccini, anche come presidente della Conferenza delle Regioni, ha posto in modo inequivocabile la necessità di una ripartenza della scuola in sicurezza per tutte le fasce di età, escludendo soluzioni eccessive ed evitando la chiusura delle scuole per l’election day di settembre.

Come gruppo del Partito Democratico in Emilia-Romagna raccogliamo il grido di dolore che le famiglie lanciano ogni giorno. Stante il valore che attribuiamo alla scuola per il benessere e la competitività del nostro territorio, chiediamo che si predispongano il prima possibile gli spazi per la nuova organizzazione scolastica, si individui il personale, che si evitino soluzioni sproporzionate rispetto alle esigenze di sicurezza e rispettose del benessere psico-fisico degli alunni. Senza dimenticare le peculiarità della fascia 0-6, anche per i più piccoli individuiamo modalità sostenibili e di buon senso per garantire loro uno sviluppo educativo ed emotivo che vada oltre la cura intesa in senso stretto.

Occorre inoltre costruire un patto con le autonomie scolastiche affinché sia la possibile che nei mesi luglio, agosto e inizio settembre siano attivati progetti anche individuali per studenti che hanno riscontrato maggiori difficoltà di apprendimento con la didattica a distanza. Sappiamo di chiedere al corpo docente e non docente uno sforzo in più, ma riteniamo che quanto accaduto necessiti di una risposta straordinaria, come del resto ha fatto il personale sanitario e assistenziale durante l’emergenza Covid 19.

Noi crediamo che bambini e giovani siano il nostro futuro e meritino uno sforzo straordinario per evitare che oggi si creino o si acuiscano diseguaglianze che poi risultino incolmabili.

Nello stesso tempo chiediamo che le elezioni di settembre si svolgano al di fuori delle scuole. I Comuni e le Prefetture cerchino soluzioni alternative, e se necessario recupereremo risorse adeguate a farlo. Non lasceremo nulla di intentato anche nel confronto con il Governo e il Ministero. Saremo artefici, assieme al P D nazionale di un rilancio della scuola pubblica, sicura, innovativa e con il personale necessario. La straordinarietà dell’emergenza dobbiamo far sì che ora non ricada più su bambine, bambini e giovani.

Sanità, Rancan (Lega ER) a Bonaccini: “Presidente, parlaci degli 815 posti letto tagliati nella passata legislatura”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

“Il governatore Bonaccini non ce la può proprio fare: non passa giorno senza che la sua politica della propaganda mistifichi la realtà dei fatti. Oggi si accanisce contro la Lega senza motivo apparente, se non quello di gettare una coltre di fumo sulla sua pessima gestione dell’emergenza Covid. Spieghi, piuttosto, come mai l’Emilia Romagna abbia detenuto il triste primato dei decessi per Coronavirus all’interno delle strutture per anziani con una percentuale del 57,7% (fonte: comunicato stampa Istituto Superiore della Sanità del 14/04/2020)”. Così il capogruppo regionale della Lega E-R, Matteo Rancan, replica alle accuse che il governatore ha lanciato al Carroccio dalla sua pagina Facebook.

“Inoltre, poiché Bonaccini, che non perde occasione per auto-incensarsi, ha più volte sottolineato di avere una grande memoria, ci spieghi come mai nella sua ultima legislatura la sanità emiliano-romagnola ha perduto 815 posti letto. Bonaccini spieghi anche la retromarcia sui presidi ospedalieri periferici: prima li ha chiusi, oggi, invece, si rende conto che erano utili e li vorrebbe riaprire . Inutile, poi, ricordare al Governatore che dei 10mila tamponi al giorno promessi per la metà di maggio, ad oggi che siamo a metà giugno, non ci sia traccia” conclude il capogruppo leghista.

Cento: amministrazione bloccata sulla polizia locale. Il sindaco Toselli dica pubblicamente se intende investire concretamente sul corpo

Da: DICCAP E SULPL

I Sindacati DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali) e SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), Sindacati più rappresentativi per la Polizia Locale Italiana, vogliono portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto sta avvenendo a Cento nella Polizia Locale.
SULPL e DICCAP hanno portato all’attenzione del Sindaco Toselli diverse istanze rimaste inascoltate, dai test sierologici, alle criticità sui festivi infrasettimanali, fino ad arrivare al blocco dell’erogazione delle indennità di servizio esterno per gli Agenti della Polizia Locale impiegati nel controllo sul rispetto delle normative COVID.
Nessuna risposta scritta è giunta ai sindacati autonomi dopo le richieste inoltrate.
Alle richieste del SULPL e del DICCAP vanno aggiunte le due comunicazioni che la Prefettura di Ferrara ha inoltrato a tutte le amministrazioni della provincia sulla circolare Gabrielli in materia delle indennità COVID nonché sui test sierologici, dopo l’incontro che il dott. Campanaro ha avuto il giorno 8 Maggio con i rappresentanti sindacali.
Nei giorni scorsi inoltre la Corte dei Conti del Veneto, in un interpello di un Comune ha messo nero su bianco quanto già sostenuto da mesi dai Sindacati Autonomi, ovverosia che spetta pienamente la liquidazione dell’indennità esterna gli Agenti di Polizia Locale che hanno effettuato controllo per la normativa COVID.
Ancora più grave appare la posizione assunta dal Comune di Cento, dopo che in delegazione trattante sarebbe stato espresso un diniego all’erogazione di tale indennità anche dopo il Parere della Corte dei Conti.
In questi momenti di emergenza ci si aspetta che un’amministrazione sia nei fatti vicina ai propri Agenti, invece a Cento, si è deciso di bloccare le indennità esterne su un erronea interpretazione legislativa, ritenendo di fatto nulla addirittura l’interpretazione della Corte dei Conti.
Sui festivi infrasettimanali, come già anticipato da un quotidiano, è in corso un giudizio presso il Tribunale di Ferrara con altro Ente, ma nulla vieta all’amministrazione di Cento, tramite apposita Delibera di sancire quanto detto recentemente da Aran sul lavoro della Polizia Locale nei festivi infrasettimanali.
A questo Punto si ritiene di fondamentale importanza un intervento dell’amministrazione che deve dire pubblicamente se intende investire o meno senza se e senza ma sulla propria Polizia Locale, mettendo da parte definitivamente direttive dei tecnici, che nulla sanno di Polizia Locale e che di fatto stanno creando diversi problemi agli Agenti.
I sindacati attendono quindi in tempi brevi una risposta scritta alle istanze già presentate, anche per i Test sierologici, l’alternativa sarebbe un esposto all’Ispettorato per funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri quale organo di vigilanza della P.A. ed al competente Ispettorato del Lavoro per la verifica delle condizioni sanitarie e del rispetto dell’adozione di misure a tutela dei lavoratori.

Aperto il Centro Estivo per ragazzi con disabilità organizzato dall’Associazione GST Anffas di Ferrara

Da: Ufficio Stampa Anffas Onlus e ASD GST Anffas
Ferrara

L’Associazione Sportivo Dilettantistica GST ANFFAS di Ferrara, che si occupata di organizzare attività motorie specifiche per persone con disabilità, questa settimana ha finalmente dato il via alle attività con l’apertura del Centro Estivo dedicato ai ragazzi con disabilità intellettiva tra i 14 e i 25 anni. Il gruppo attivo è costituito da un massimo di dodici persone con un rapporto ragazzo/operatore di uno a uno, quindi i ragazzi che usufruiranno del servizio sono sei.
Il centro sarà aperto dal 15 giugno al 7 agosto e dal 24 agosto all’11 settembre. Le attività si svolgeranno dal 15 giugno al dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30 all’aperto, presso il Parco della Vita in via Canapa a Ferrara, in ambiente sicuro e controllato con un protocollo condiviso e
approvato.
Un protocollo rigoroso ma snello che mette in primo piano sempre e comunque la salute delle persone coinvolte, sia utenti che operatori.
Il protocollo prevede la misurazione giornaliera della temperatura corporea prima di accedere al campo, l’igiene costante delle mani, il distanziamento e l’uso delle mascherine quando quest’ultimo non può essere mantenuto.
Alle spalle di questo risultato c’è stato un intenso lavoro di riprogrammazione delle attività portato avanti, con determinazione e costanza, dalla Presidente Francesca Palazzi e dei volontari che con lei guidano e amministrano l’Associazione e dagli operatori che collaborano con la stessa.
La Presidente ammette che non è stato facile riprogettare le attività secondo le nuove regole e nel rispetto di tutte le limitazioni determinate dalla norme stilate dal Governo e dall’Amministrazione regionale per il contenimento del contagio da Covid-19, ma la instacabile volontà di ripartire è stata vincente.
Comunque ora l’importante e che anche grazie all’appoggio dell’Amministrazione Comunale, che ha visionato e approvato il progetto, l’attività sia iniziata nei tempi previsti e senza alcun ritardo rispetto agli anni precedenti. Era fondamentale per l’Associazione dare l’opportunità a questi ragazzi di trascorrere un’estate attiva e serena, così come hanno sempre avuto modo di fare negli anni scorsi.

Sanità. L’Emilia-Romagna guarda al post Covid: in meno di un mese pronto il Piano regionale da oltre 180 milioni di euro per la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera

Da: Regione Emilia Romagna

Più posti letto in terapia intensiva. Riqualificazione delle aree semi-intensive, riorganizzazione e ristrutturazione dei Pronto soccorso – per rendere strutturale la separazione dei percorsi all’ingresso e garantire così la sicurezza di pazienti e personale – e potenziamento del trasporto inter-ospedaliero dei pazienti. Ma anche strutture mobili per rispondere a eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto e percorsi specifici per seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica.

L’epidemia di Coronavirus ha segnato un vero e proprio spartiacque: molti aspetti all’interno del sistema sanitario, a partire dagli spazi e dai flussi dei pazienti, non potranno essere più come prima e vanno ripensati.

E la Regione è pronta a farlo, grazie al Piano di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera messo a punto, come previsto a livello nazionale, a meno di un mese di distanza dal Decreto legge numero 34 del 19 maggio 2020. Atto che prevede anche finanziamenti ad hoc per il raggiungimento di parametri dall’autunno, che l’Emilia-Romagna sta già centrando e per i quali ha già realizzato e definito gli interventi necessari. A disposizione per l’intero territorio regionale ci sono 183 milioni di euro, per riqualificare nel complesso l’offerta ospedaliera, rendendo così strutturale la risposta all’aumento della domanda di assistenza nelle successive fasi dell’emergenza Covid, ad un eventuale secondo picco epidemico e a fronteggiare ulteriori emergenze epidemiche.

La somma messa a disposizione dallo Stato per la realizzazione del piano comprende: 33,3 milioni di euro per la terapia intensiva; 44,4 per le aree semi-intensive e i letti da riconvertire; 15 milioni per i Pronto soccorso; 2,3 milioni destinati al potenziamento del trasposto in ambulanza con personale specializzato, 88 milioni per il personale necessario ad affrontare l’emergenza in essere, una manovra che interessa circa 4mila persone.

“In nemmeno trenta giorni abbiamo definito un Piano di riorganizzazione straordinario che qualifica ulteriormente la nostra sanità- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nell’illustrare oggi in videoconferenza l’intervento alla stampa-. Fin da subito abbiamo detto che la ripartenza si doveva basare su alcuni pilastri, fra cui il sistema sanitario pubblico, e di fronte a uno stanziamento straordinario come questo, in Emilia-Romagna ci siamo messi nelle condizioni di partire immediatamente, senza perdere tempo, per tradurre in fatti concreti un investimento che dia risposte alle nuove sfide e ai nuovi bisogni che la pandemia ha fatto emergere. L’obiettivo non è solo quello di rendere strutturale l’assistenza nelle fasi successive dell’emergenza Coronavirus, ma anche di dare servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini, che cambiano nel tempo e soprattutto dopo eventi drammatici come questo. Con la rimodulazione dei posti letto negli ospedali, una nuova organizzazione e strutture realizzate ex novo come l’hub regionale e nazionale per la terapia intensiva, il nostro servizio sanitario sarà pronto ad affrontare eventuali recrudescenze dell’epidemia e al tempo stesso a garantire un’assistenza sempre più appropriata e sicura. Ancora una volta- concludono Bonaccini e Donini- proviamo a essere all’altezza delle nuove sfide, in particolare con la sanità dell’Emilia-Romagna”.

La terapia intensiva: +196 posti letto in Emilia-Romagna

Prima dell’epidemia di Coronavirus, il Servizio sanitario regionale contava su 449 posti letto di terapia intensiva, tra pubblici (371) e privati (78). Ora lo standard ministeriale prevede, per ciascuna Regione, un incremento strutturale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti; per l’Emilia-Romagna si traduce in +192 posti letto di terapia intensiva – di cui 177 già realizzati, alcuni in corso di realizzazione e, solo in minima parte, in fase di progettazione – a cui se ne aggiungono ulteriori 4 da parte del Servizio sanitario regionale che, sommati ai 449 di partenza, portano a 645 le unità disponibili.

Tre i percorsi per raggiungere l’obiettivo: riconversione di posti letto dedicati ai pazienti Covid alle precedenti attività, apertura di nuovi posti letto (il progetto nazionale e regionale Covid Intensive Care), potenziamento complessivo della rete delle Terapie intensive.

Il progetto Covid Intensive Care

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio – a Bologna, Modena, Parma e Rimini – rafforza il sistema sanitario regionale aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva: è l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, a disposizione dell’Emilia-Romagna e dell’intero Paese. Il progetto di Regione e ministero della Salute, annunciato nemmeno due mesi fa, a metà aprile, è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento di 26,5 milioni di euro (tra fondi statali e donazioni), che rientra nello stanziamento di 33,3.

Una rete territoriale sviluppata all’interno dei nosocomi esistenti, e dunque all’Ospedale Infermi di Rimini (34 nuovi posti letto), al Policlinico Sant’Orsola (14) e all’Ospedale Maggiore di Bologna (34), al Policlinico di Modena (30) e all’Ospedale Civile di Baggiovara (18), sempre a Modena, e all’Ospedale Maggiore di Parma (14).

Focus Piacenza e provincia: dai 17 posti letto di terapia intensiva in dotazione prima dell’emergenza, si è passati a 45 durante il picco epidemico. Il piano prevede di rendere strutturali 52 posti letto, così suddivisi: 36 posti letto di terapia intensiva, a cui se ne aggiungono 16 di semintensiva, già attrezzati con la dotazione impiantistica che ne permette l’immediata conversione in posti letto di terapia intensiva al bisogno.

Strutture mobili per terapia intensiva

Per fronteggiare eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto in area critica, il Piano prevede la creazionea livello nazionaledi altri 300 posti letto di terapia intensiva in quattro strutture movimentabili (75 posti per ognuna). La Regione ha già individuato quattro possibili collocazioni, e precisamente nei pressi dell’Ospedale di Vaio (Fidenza), dell’Ospedale Bellaria (Bologna), del plesso ospedaliero Arcispedale Sant’Anna di Cona (Ferrara), dell’Ospedale Santa Maria delle Croci (Ravenna).

Aree semi-intensive: da Piacenza a Rimini 312 posti letto da riconvertire

Riqualificazione di posti letto per l’area semi-intensiva, con relativa dotazione impiantistica: lo prevede sempre il Decreto legge 34. Non solo: in base all’andamento della curva pandemica, per almeno il 50% dei posti letto di semi-intensiva si prevede la possibilità di un’immediata conversione in posti letti di terapia intensiva, mediante l’integrazione delle singole postazioni con la necessaria strumentazione di ventilazione e monitoraggio.

Per l’Emilia-Romagna si calcola che servano 312 posti letto da individuare, riqualificare (nel caso in cui non corrispondano esattamente ai requisiti per le semi-intensive) e riconvertire; il 50% (156) devono essere a loro volta convertibili, in casi di necessità, in posti letto di Terapia intensiva. I 3 ambiti dei posti letto di semi-intensiva sono pneumologia, medicina d’urgenza, area medica (presso ospedali sede di strutture di emergenza con competenze di area critica, pneumologiche e con possibilità di conversione in Covid Hospital). La somma messa disposizione dallo Stato per la realizzazione degli interventi è 44, 4 milioni di euro.

Posti letto di area medica: in Emilia-Romagna 1.471 posti letto su 3.678 da identificare come “immediatamente destinabili”

Garantire una quota di posti letto di area medica (con previsione di un tasso di occupazione al 40%) immediatamente destinabili a pazienti Covid, per fronteggiare eventuali recrudescenze: lo prevede un altro decreto ministeriale, del 30 aprile scorso, relativo al monitoraggio dei posti letto. In Emilia-Romagna, 1.471 su 3.678 posti letto sono da identificare come “immediatamente destinabili”: questi letti, messi in conto per persone affette da Coronavirus, potranno essere identificati nell’ambito dei posti letto pubblici delle malattie infettive, medicina interna e pneumologia,a cui si aggiungono – sulla base dell’esperienza condotta a livello regionale – i posti letto afferenti alla medicina d’urgenza. La scelta dei posti letto dovrà essere coerente con l’identificazione di Covid Hospital o di aree Covid che rispettino le caratteristiche di separazione degli spazi e dei flussi.

Post acuzie: percorsi Covid +

Un altro obiettivo è quello di seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica, e spesso non ancora “negativizzati”. Occorre pertanto identificare diversi “setting” (e cioè dalla riabilitazione intensiva ospedaliera fino al domicilio) adeguati alla complessità del paziente e alla situazione post infezione. In casi complessi, bisognerà individuare Unità di Medicina riabilitativa, in casi non complessi percorsi riabilitativi definiti dai reparti di area medica. Per i pazienti non ricoverati, verranno messi a punto percorsi riabilitativi tramite i servizi territoriali.

I Pronto soccorso: riorganizzazione e ristrutturazione

Nella fase di picco epidemico, hanno rappresentato uno dei punti del sistema sanitario dove c’è stata maggiore pressione. Pertanto, dovranno essere riorganizzati e ristrutturati con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza, rendendo definitive soluzioni già adottate in modo provvisorio.

Sono state identificate le strutture di emergenza-urgenza ospedaliera (Pronto soccorso e Dea – Dipartimento di Emergenza e Accettazione) che vanno mantenute operative anche nel corso di emergenze epidemiche, in relazione alle caratteristiche di sicurezza delle strutture e alle funzioni previste per il relativo ospedale. Due le tipologie di strutture previste: strutture di riferimento Covid dove si svolge l’intero percorso diagnostico in Pronto soccorso fino all’eventuale ricovero dei casi; altre strutture dove è comunque previsto il percorso di valutazione dei sospetti e la loro permanenza, in attesa di esito del test ed eventuale trasferimento.

Tra i nuovi requisiti per i Pronto soccorso ci sono, ad esempio, le aree di pre-triage, l’area di attesa e l’ambulatorio per pazienti sospetti Covid, l’accesso dedicato ai mezzi di soccorso per pazienti in barella sospetti Covid, l’area di diagnostica radiologica dedicata al percorso Covid. Da Piacenza a Rimini sono 49 i Pronto soccorso generali e specialistici da riqualificare, con i lavori già iniziati in circa 15 di essi. La stima del costo complessivo è di circa 15 milioni di euro.

Potenziamento della rete dell’Emergenza territoriale

Le Regioni sono autorizzate a potenziare la rete dei mezzi di trasporto, anche con personale strutturato, nel servizio di emergenza territoriale, in particolare per i trasferimenti tra strutture Covid, le dimissioni protette e i trasferimenti inter-ospedalieri di pazienti no Covid.

La Regione Emilia-Romagna potenzierà in particolare il trasporto secondario, cioè inter-ospedaliero, di pazienti Covid. E questo sarà possibile mettendo in servizio un’ambulanza h 24 con infermiere e autista soccorritore per ogni centrale operativa 118, due infermieri per centrale operativa dedicati all’ambito “Disaster Recovery”, più medici rianimatori, e una maggiore disponibilità oraria delle ambulanze con infermiere e autista soccorritore anche per l’emergenza territoriale. In concreto, serviranno 17 ambulanze, 85 infermieri, 85 autisti, 6 infermieri per “Disaster Recovery”, 4 medici rianimatori. Anche in questo caso sono previsti finanziamenti statali per l’acquisto delle 17 autoambulanze, per un importo pari a circa 2,3 milioni di euro.

Coldiretti ER, hi tech per gestire al meglio fertilizzanti

Da: Ufficio Stampa

Una piattaforma informatica che gestisca i fertilizzanti organici prodotti e riutilizzati all’interno delle aziende agricole, massimizzandone l’effetto fertilizzante, attraverso anche metodologie di mappatura dei suoli. È quello che vuole studiare Impresa Verde Emilia Romagna, coordinatrice di un’operazione che riunisce diversi partner al lavoro su un’idea innovativa nell’ambito di un progetto finanziato dal Programma Europeo di Sviluppo Rurale. Impresa Verde Emilia Romagna con il GOI (gruppi operativi per l’innovazione) Circular farming si è classificata prima nella graduatoria del bando Regionale che mira a studiare la possibile applicazione della nuova piattaforma e la settimana scorsa nella sede di Coldiretti Emilia Romagna si è svolto l’atto formale di costituzione della ATS (associazione temporanea di scopo), passaggio obbligatorio fra i vari attori che hanno presentato la domanda di PSR misura 16.1.01 – Gruppi Operativi del Partenariato europeo per la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura.

Lo scopo della ricerca rientra nelle logiche dell’economia circolare, per minimizzare gli impatti ambientali tutelando le risorse grazie all’uso delle più avanzate tecnologie applicate al settore agricolo.

Oltre ad Impresa Verde Emilia Romagna, i soggetti componenti il raggruppamento temporaneo sono: Società agricola Bonifiche Ferraresi, Società Agricola Trombini GMG, Azienda Agricola Zanellati, Centro Ricerche Produzione Animali – C.R.P.A., Centro di formazione DINAMICA s.c. a r.l., IBF Servizi s.p.a., le Imprese Verdi di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Romagna, AGRONICA group s.r.l. e l’Università degli Studi di Padova.

La maturità di Bassani, un monito contro i razzismi

“Chi è Bassani?”. Si calcola che su mille ragazzi, tre su quattro non conoscano lo scrittore ebreo, a differenza dei ragazzi del Liceo Ariosto di Ferrara, dove anche il romanziere affrontò la maturità e fra gli studenti è ben noto.
Il Miur sceglie le persecuzioni razziali con Il Giardino dei Finzi Contini tra le tracce della prima prova di italiano della maturità 2018. Ai maturandi, che hanno fatto questa scelta, si chiede di analizzare un brano in cui compare la figura di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara dal 1930. Una storia vera e tragica, dove l’epilogo sarà la deportazione e la morte ad Auschwitz di tutta la sua famiglia. Prima della deportazione, Magrini racconterà l’amarezza e la rabbia nel momento in cui, a causa delle leggi razziali, verrà cacciato dalla sua amata biblioteca di Ferrara.
Il tema principale è l’antisemitismo, una scelta prevista, quella del Miur, in occasione della ricorrenza degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia. Una giusta attenzione accompagnata forse ad un collegamento alla politica attuale? A tal proposito, ecco alcuni commenti: “Quanto mai attuale!”, “Siamo in tema direi”, “Un caso?”. Ogni giorno giornali, tv e istituzioni fanno allusioni alle leggi razziali del 1938 e alla Shoah per futili motivi politici che offendono tutti coloro che sono stati perseguitati e uccisi nei campi di sterminio. Bisognerebbe evitare manipolazioni del passato e strumentalizzazioni al presente.
Auguriamoci, invece, che la scelta della traccia possa essere un invito rivolto alle nuove generazioni, alla riflessione affinché ciò che è stato non si ripeta o, come suggerisce Ruth Dureghello, presidente della comunità Ebraica di Roma, agli studenti: “Cogliete l’occasione di comprendere meglio come si arrivò a quella tragedia e soprattutto raccogliete quel testimone per impedire che si verifichi di nuovo”.

L’antisemitismo esiste ancora e non minaccia solo Israele (che da ieri si trova sotto attacco missilistico nell’indifferenza totale dei media, italiani compresi, pronti a “colpire” solamente quando Israele reagisce e si difende), come dimostrano le violenze e le uccisioni nei confronti anche di giovanissimi in Francia e in Germania. L’unica loro ‘colpa’? Essere ebrei.
Come possiamo insegnare ai giovani il rispetto quando li costringiamo ad assistere a violente manifestazioni antiebraiche come è accaduto e continua ad accadere anche in Italia, da parte di estremisti politici antisemiti?
I giovani devono comprendere che l’antisemitismo diventa pericoloso quando in uno Stato europeo si forma una forza politica che crede che gli ebrei siano la causa di tutti i mali della società.

N.B,. Questo articolo è uscito per la prima volta su Ferraraitalia il 23 giugno 2018 

CULTURA DI PACE E DIRITTI
Il bando regionale online dal 22 giugno al 20 luglio

Da: Regione Emilia Romagna

Incontri, iniziative per le scuole, premi, mostre e laboratori. La Regione Emilia-Romagna lancia un bando per progetti, promossi da enti locali e terzo settore, per sostenere una cultura della pace e dei diritti.

In linea con l’obiettivo 16 di Agenda 2030, delle Nazioni Unite, dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, vengono finanziate iniziative che facilitino e promuovano la crescita di una società in questo senso, congiuntamente ad una cittadinanza consapevole e alla responsabilità sociale. Per i progetti del 2020 sono a disposizione 190 mila euro.

Il bando, on line dal 22 giugno al 20 luglio, sarà disponibile nei prossimi giorni al link :https://bandi.regione.emilia-romagna.it/search_bandi_form , mentre la delibera ; approvata dalla Giunta regionale è già on line.

Nel corso degli anni, grazie ai contributi previsti dalla Legge per promuovere una cultura di pace (12/2002), sono stati realizzati importanti momenti di incontro e riflessione di rilievo regionale come il Popoli Pop Cult, incontro tra generazioni, popoli e culture attraverso la musica a Bagnara di Romagna, il Festival Francescano di Bolognaconconferenze, spettacoli, attività didattiche e momenti di spiritualità,  il Festival dei Diritti di Ferrara, e ancora iniziative rivolte alle scuole, tra cui il Premio per la Pace Giuseppe Dossetti, e poi mostre, laboratori e spettacoli teatrali.

Il bando 2020, in continuità con gli anni precedenti, sostiene progetti finalizzati a sensibilizzare la comunità regionale, con particolare attenzione ai giovani, alla cultura della pace e della nonviolenza, a promuovere lo sviluppo dei diritti umani, la non-discriminazione e la valorizzazione delle diversità, a incentivare il dialogo interreligioso e promuovere una riflessione su cultura, economia ed ambiente come fattori generatori di contesti di sviluppo inclusivi e sostenibili.

Presentazione delle domande

Le domande di contributo dovranno essere presentate sulla piattaforma informatica Sfinge 2020 da lunedì 22 giugno, alle ore 10, fino a lunedì 20 luglio 2020, alle ore 17.

I progetti presentati dovranno essere realizzati entro il 2020. Saranno valutate tutte le iniziative che si concludano dopo il 31 agosto e saranno ritenute ammissibili le spese sostenute nell’anno solare 2020.

Luna nuova in Garzaia, Festa della Musica, Festa europea dell’archeologia

Da: Comune di Codigoro

Dopo il tutto esaurito dei primi due week end, proseguono con grande interesse le visite guidate negli spazi esterni dell’Abbazia di Pomposa. In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, è stata organizzata, per venerdì 19 giugno, alle ore 11, una speciale visita guidata, della durata di circa un’ora. Il visitatore sarà accompagnato a scoprire le tracce ceramiche e marmoree poste nel ricamo del cotto situato nell’atrio della chiesa di Santa Maria, nel suo campanile in stile romanico e sulle facciate del Palazzo della Ragione. Lo speciale programma di visite, organizzato dalla Pro Loco di Codigoro, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con il Polo Museale, prosegue sabato 20 giugno alle ore 17 e domenica 21 giugno, alle ore 11.40. La prenotazione è obbligatoria all’Ufficio Iat dell’Abbazia di Pomposa (0533-719110). Prenderà il via sabato 20 giugno, alle ore 21, la prima di una serie di affascinanti passeggiate guidate, in orario serale, all’interno dell’oasi naturalistica della Garzaia. Sarà allestito un punto luce per attirare le Falene e le altre creature notturne. Ci si avventurerà in un suggestivo percorso guidato notturno, per ascoltare il canto delle raganelle e il richiamo di gufi, civette e barbagianni. “Luna Nuova in Oasi Garzaia” è il nome dell’iniziativa, che si ripeterà domenica 21, sabato 27 e domenica 28 giugno, grazie alle passeggiate notturne, dedicate alle lucciole (sempre con inizio alle ore 21). Tutte le iniziative scaturiscono dalla collaborazione tra l’Oasi WWF La Garzaia e la Pro Loco di Codigoro. La prenotazione è obbligatoria ai recapiti dello Iat di Pomposa (0533-719110 e iat.pomposa@comune.codigoro.fe.it). L’arrivo della primavera, domenica 21 giugno 2020, alle ore 17, sarà salutato da un evento speciale, La Festa della Musica, iniziativa dedicata alla figura di Guido monaco, genio musicale, che visse a Pomposa, all’inizio dell’XI secolo, inventore della notazione musicale. Al termine della visita guidata, alle ore 18, Marinella Massarenti, eseguirà alcuni brani di musica medievale. Anche per questo evento è obbligatoria la prenotazione telefonica, oppure via mail, allo Iat di Pomposa. Anche l’ultimo fine settimana di giugno (sabato 27 e domenica 28 giugno) sarà scandito da affascinanti visite guidate (alle ore 11.40 e alle ore 17) negli spazi esterni del complesso monastico di Pomposa. La tariffa per tutte le visite guidate è di 5 euro per gli adulti e di 3 euro per i ragazzi da 9 a 18 anni. Escursione gratuita per i bimbi fino a 8 anni.
Il Comune di Codigoro e la Pro Loco di Codigoro stanno lavorando attorno a tanti altri eventi, da realizzarsi naturalmente in piena sicurezza, nel rispetto delle norme anti Covid 19, perseguendo l’obiettivo comune di offrire ai visitatori l’opportunità di vivere o rivivere il patrimonio naturalistico, culturale e monumentale del territorio.

Ricostruzione fabbricati agricoli. Bergamini e Saletti: “Il 30 giugno scadranno i termini per la ricostruzione dei fabbricati agricoli”

Da: Ufficio stampa
Fabio Bergmini

«Il 30 giugno arriveranno a conclusione i termini previsti per la ricostruzione dei fabbricati agricoli, ma lo stop imposto ai cantieri dall’emergenza Covid-19 rischia di non consentire a tutti di arrivare a conclusione delle opere avviate. Bonaccini deve, per questo motivo, chiedere all’Europa una proroga dei termini, che rischiano altrimenti di affossare il settore primario». Il grido di allarme degli agricoltori emiliani, colpiti dal sisma del 2012 e ora anche dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, non è rimasto inascoltato. E’ stato il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, a prendere l’iniziativa. Bergamini ha inviato una lettera al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, allo scopo di capire quale sia l’attuale situazione. «Diversi agricoltori preoccupati continuano a chiamarmi, per sapere se ci sarà una proroga circa i termini concessi per le pratiche che li riguardano. Perché quella concessa finora, soltanto di un mese, non sarà sufficiente a portare a compimento i lavori». A fronte di uno stop di quasi tre mesi di tutti i cantieri edili, infatti, i termini previsti dalla specifica ordinanza per la ricostruzione dei fabbricati rurali sono slittati dal 29 maggio al 30 giugno. Un intervallo troppo breve, in quanto le aziende impegnate nella ricostruzione si sono ritrovate a dover correre contro il tempo, ad esempio per l’approvvigionamento dei materiali. Nel solo territorio bondenese ci sono attualmente circa una decina di cantieri aperti per fabbricati agricoli, ed alcuni di questi potrebbero non arrivare a conclusione. «Siamo preoccupati da questa situazione e cercheremo di perorare in tutte le sedi istituzionali la causa delle nostre imprese agricole», aggiunge il sindaco di Bondeno, Simone Saletti. «Se entro i termini prestabiliti non si arriverà a conclusione, si chiuderanno inevitabilmente i rubinetti dei contributi per la ricostruzione, e sarebbe un dramma», precisano il primo cittadino e il consigliere regionale leghista. Qual è il problema che attualmente pare insormontabile? «La concessione di contributi per i fabbricati rurali funzionali alle attività agricole – spiega Bergamini – è stata fatta su deroga dell’Unione Europea. Bonaccini deve cercare di stringere i tempi con l’Europa, per strappare una proroga rispetto ai termini del 30 giugno. Siamo fiduciosi che si possa arrivare ad una soluzione di buon senso, ma occorre agire in fretta».

Coronavirus, Pelloni (Lega ER): fallito l’impegno dei10mila tamponi al giorno, dalla regione ancora solo propaganda

Da: Ufficio Stampa Lega

Fallito l’impegno della Regione di realizzare 10mila tamponi al giorno per contrastare l’epidemia da Coronavirus. I consiglieri regionali della Lega hanno presentato una interrogazione a prima firma Simone Pelloni alla Giunta, nella quale, mettendo in ordine gli annunci fatti nei giorni più drammatici della pandemia, dimostrano la mancata realizzazione delle promesse fatte. “Nei giorni immediatamente antecedenti le dimissioni dal suo incarico di Commissario ad acta per l’emergenza Covid-19 in Emilia-Romagna, avvenute il 9 Maggio 2020- denunciano i consiglieri regionali del Carroccio – , il Dr. Sergio Venturi, dichiarò che la nostra regione avrebbe raggiunto quota diecimila tamponi giornalieri entro la metà del mese di Maggio. Nei giorni immediatamente successivi l’Assessore alle politiche per la salute, Dr. Raffaele Donini, confermò tale impegno posticipandolo alla fine del mese di Maggio; in previsione di arrivare a poter poi effettuare 15.000/20.000 tamponi al giorno a Settembre”. Parole al vento -accusano i leghisti dal momento che “ il 15 Giugno 2020 risultano effettuati in Emilia-Romagna solamente 3.945 tamponi nasofaringei e 1.216 test sierologici giornalieri”. Ecco allora che, in previsione di una possibile ed eventuale recrudescenza del virus Covid-19 durante la stagione autunnale, la regione Emilia-Romagna “dovrà essere in grado – affermano i consiglieri regionali della Lega – di contrastare efficacemente la malattia anzitutto attraverso una vasta campagna di tamponi sulla popolazione, tamponi la cui importanza si è dimostrata fondamentale in questi mesi”. Di qui l’interrogazione per sapere se “la Giunta considera ancora proprio l’impegno dei diecimila tamponi giornalieri, perché è stato disatteso il proprio programma di contrasto alla pandemia da Covid-19 e con quale strategia operativa la Giunta regionale intende affrontare una possibile recrudescenza del virus nei mesi autunnali”.

Il ruolo dei mercati come motore di rilancio nel post lockdown – l’intervento di Ascom e FIVA Confcommercio

Di: Ufficio Stampa

“Il ruolo in queste settimane dei mercati generalisti è stato importantissimo – sintetizza Alessandro Ceragioli presidente provinciale di FIVA Confcommercio – il senso delle relazioni sociali finalmente ritrovate è proprio nel mercato che ha il valore di traino dei flussi di persone anche verso i negozi in sede fissa come per la ristorazione (bar, ristoranti). Lo vediamo bene a Ferrara ad esempio dove i banchi del venerdì mattina stanno tornando l’appuntamento centrale per uscire e farsi due passi godendosi la città. Il mercato – cito ad esempio l’esempio di successo della ripresa del mercato ad Argenta, per citarne uno – è un’occasione di ritrovo – prosegue Ceragioli – e la sua attivazione in tempi più che ragionevoli su tutto il territorio provinciale è stato fondamentale, tanto più che ora che si apre di fatti la stagione turistica, ed i mercati nelle località della nostra costa di Comacchio, diventano essi stessi motivo di richiamo forte per chi soggiorna ai Lidi come momento di relazione, svago e shopping. Un ruolo sociale oltre economico che come Federazione siamo impegnati a tutelare presso le Amministrazioni comunali per ottener i giusti recuperi per la COSAP prevista per il periodo del lockdown”.
“La nostra area sindacale ha seguito questi aspetti con grande attenzione è stato come dire un lavoro molto complesso e sull’intera provincia e su tutti i comuni. Eravamo ben consapevoli della necessità di riattivare in tempi rapidi questi momenti e così ci siamo mossi – così commenta Davide Urban direttore generale di Ascom Confcommercio Ferrara – d’intesa con le altre associazioni di categoria e gli enti locali per garantire tutti gli aspetti della sicurezza. Il lavoro di squadra tra associati e personale Ascom è stato fondamentale per portare a casa questo risultato ” chiude Urban.

Rimborso delle tariffe scuolabus disposto dal comune di Bondeno

Da: Comune di Bondeno

Il servizio di trasporto scolastico ha visto la sua prematura interruzione lo scorso 21 febbraio e, di fatto, non è stato pienamente fruito. Per questo motivo, il Comune di Bondeno ha deciso di rimborsare ai cittadini parte della tariffa già versata in unica soluzione all’inizio dell’anno scolastico, attingendo dai fondi disponibili di Bilancio.

La Deliberazione numero 74 approvata lo scorso 28 maggio dalla Giunta ha approvato il rimborso della quota corrispondente al periodo in cui il servizio non è stato fruito a causa dell’emergenza COVID-19.

“Sin dalle chiusure delle scuole disposte a seguito dell’emergenza Coronavirus, ci siamo attivati per la sospensione delle tariffe per tutti quei servizi scolastici di cui le famiglie non potevano più usufruire” – dicono il Sindaco facente funzioni Simone Saletti e l’Assessore alla Scuola, Francesca Aria Poltronieri – “riservandoci di valutare in seguito altre possibilità di rimborsare le tariffe pagate anticipatamente, come nel caso del trasporto scolastico”.

Il servizio “Scuolabus” di quest’anno è stato fruito dal 15 settembre 2019 fino al 21 febbraio scorso, per questa ragione il Comune ha disposto il rimborso del periodo che va dal 24 febbraio alla conclusione dell’anno scolastico, per la parte di tariffa eccedente la quota minima di 80 euro che tutti gli utenti sono stati tenuti a versare, indipendentemente dall’ISEE. Come disposto, peraltro, dalla DGC 258/2019. Un rimborso che sarà calcolato in base ai giorni di effettiva fruizione del servizio. Gli uffici competenti hanno effettuato una stima della quota da risarcire alle famiglie degli alunni, compresi tra la Scuola d’Infanzia e la Scuola Secondaria di secondo grado: complessivamente, si calcolano 8.200 euro complessivi da rimborsare a 117 utenti.

Il Comune di Bondeno finanzierà tale cifra con l’economia verificatasi a Bilancio attraverso il capitolo apposito: “Trasporto Scolastico effettuato da terzi”, in virtù della sospensione del servizio stesso a seguito dell’emergenza sanitaria.

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Questione di infissi

Da dove entrano gli altri nelle nostre vite? Si fanno annunciare alla porta o entrano leggeri dalla finestra? Lettrici e lettori si raccontano.

ENTRARE E USCIRE

Cara Riccarda,
porta, finestra, ma cosa importa? Ti lascia sempre qualcosa. Tornassi indietro, non me lo chiederei più da dove l’altro è entrato né da dove sono entrato e uscito io.
N.

Caro N.,
mi fai pensare che a volte crediamo di entrare da un portone e poi ci ritroviamo per le scale di cantina. La settimana scorsa abbiamo parlato di come gli altri entrano nelle nostre vite, se bussando alla porta o saltando da una finestra, ma anche noi in qualche modo ci siamo infiltrati o abbiamo lasciato un piede nella porta, pur di non farla chiudere.
Riccarda

VOGLIE E BISOGNI

Cara Riccarda,
concordo che dalle finestre entrano i ladri, anche quelli di cuori. Delle persone, bisogna avere voglia, non bisogno e la pandemia ci ha aiutato a svelare chi siamo e chi abbiamo davanti.
M.

Cara M.,
la pandemia una frattura l’ha sicuramente provocata a più livelli, visibili e non. La storia di P. che abbiamo raccontato nella puntata precedente, è stato proprio questo: cogliere la non facile differenza tra il bisogno egoistico di qualcuno, e la voglia di stare con quella persona. Il bisogno di lei, nella storia di P., non ha trovato speculum nel bisogno di lui, che la differenza l’ha capita bene.
Riccarda

Potete scrivere a parliamone.rddv@gmail.com

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