Giorno: 18 Marzo 2019

Sovranismi: strumento del popolo contro i trattati europei liberisti

Sovranismi‘ è l’ultimo libro di Alessandro Somma, professore ordinario alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara dove insegna Diritto Comparato. Un libro che si propone di fare luce su un argomento molto attuale, entrato nel dibattito politico soprattutto a seguito dei risultati elettorali del 4 marzo 2018 che hanno visto vincere proprio i partiti definiti ‘sovranisti’ (oltre che populisti e a volte di estrema destra, in particolar modo la Lega). Da allora l’argomento spopola sui giornali e nei dibattiti tv.
Se ne parla tanto, ma in molti casi senza comprenderne a pieno il significato, confondendo sovranismo con nazionalismo, autarchia e persino razzismo. Facendone in sostanza una mera questione di apertura o chiusura dei confini. Importante dunque provare ad approfondire il tema.

Il libro è stato presentato martedì scorso all’Ibs+Libraccio con una buona affluenza di pubblico, circa una sessantina di persone. Dialogavano con l’autore, oltre al sottoscritto come collaboratore del Gruppo Economia di Ferrara, Carmine Marciano del Fronte Sovranista Italiano, una formazione che si ispira ai valori della Costituzione e Ugo Boghetta, ex deputato di Rifondazione Comunista ed attualmente ispiratore dell’associazione Rinascita (socialista). All’organizzazione dell’evento ha partecipato anche l’associazione Patria e Costituzione, la nuova ‘creatura’ politica di sinistra di Fassina.

Il punto fondamentale del libro di Somma è indagare se sia possibile un sovranismo che abbia i valori della sinistra, valori di condivisione e cooperazione da contrapporre alla concezione autoritaria di destra che solitamente viene associata a questo termine. Inoltre, se i trattati europei, nati per tenere uniti Paesi con diversi fondamentali economici, sociali e culturali, includano i valori tutelati dalla nostra Costituzione, fondanti di quel patto sociale votato nel 1948 e da noi ereditato.
Il sovranismo statale, spiega Somma, serve per determinare l’uguaglianza e la redistribuzione all’interno di una società e quindi realizzare la sovranità popolare e la democrazia come la conosciamo. Quando si elimina la sovranità statale si rendono le forze dell’economia sovrastanti, si spoliticizza l’economia e questa prende il sopravvento bloccando il processo di redistribuzione e quindi di realizzazione dell’uguaglianza. Di conseguenza, si mortifica sia la sovranità popolare che la democrazia stessa.
Durante il periodo cosiddetto dei “30 gloriosi”, ovvero durante quel periodo storico che va dalla fine della Seconda Guerra mondiale alla metà degli anni Settanta, si era raggiunto un buon compromesso tra il capitalismo e la democrazia, interrotto dai rigurgiti liberisti che cominciarono a intravedere la possibilità di riportare in auge le esigenze delle élite grazie all’aumento dell’inflazione e della disoccupazione, a cui le politiche keynesiane sembravano non riuscire più a dare delle risposte soddisfacenti.

Ugo Boghetta riassume che fu proprio la sinistra ad aprire la strada alla rivincita del capitalismo con Challaghan in Inghilterra (Primo Ministro nel 1976), che spianò la strada all’opera liberalizzatrice della Thatcher, e Mitterand in Francia (1983), partito socialista e finito neoliberista. Questi, seguiti poi dalla sinistra italiana, abbandonarono la possibilità di rispondere alla crisi con l’intervento statale, con un maggiore controllo del sistema di produzione e con la tutela del lavoro iniziando invece la lunga stagione dei tagli alla spesa pubblica e alla moderazione salariale.

Sullo spinoso capitolo dei trattati europei, all’unisono i relatori dai propri diversi punti di vista, hanno concordato che questi si fondano su necessità economiche, sulla libertà di movimento per capitali e merci e sulle esigenze dei mercati, i quali non contengono elementi democratici, ma sono spinti dall’impulso della concorrenza e, di conseguenza, poco inclini a prendere in considerazione le necessità dei cittadini. In un tale sistema sono spread e borse a decidere quanti ospedali sia possibile costruire e quanti medici assumere oppure se il livello dei salari sia adeguato o meno.
In una costruzione sovranazionale costruita intorno al trattato di Maastricht diventa fondamentale il controllo dell’inflazione e dei debiti pubblici, in continuazione con quanto si era scelto di fare dagli anni Ottanta. Lo scopo è mettere al sicuro il rendimento dei capitali a spese del lavoro, che è costretto ad adattarsi ad alti tassi di disoccupazione, a bassi salari e alla mobilità, non solo dei capitali e delle aziende, ma anche della stessa forza-lavoro.
Anche qui Somma ha delineato il percorso attraverso il quale l’economia è risuscita a rendere lo Stato il meno invadente possibile al fine di trasformare le leggi dell’economia in leggi dello Stato. Dopo la crisi del 1929 gli Stati intervennero perché era necessario uscire dalla crisi che ne era conseguita e lo fecero iniziando dal New Deal del presidente americano Roosevelt e adottando le politiche keynesiane che prevedevano spesa statale e controllo dell’economia. Lo Stato allora intervenne ponendo anche forti limiti allo strapotere della finanza con leggi che separavano l’attività finanziaria da quella commerciale.
Dagli anni Ottanta è stata una rincorsa allo smantellamento di tutte le difese che lo Stato si era costruito e anche dopo la crisi del 2008 l’intervento dello Stato non è avvenuto per tutelare i cittadini, ma solo per salvare il sistema. Tutti gli aiuti sono stati indirizzati alla finanza e alle banche, in sostanza a coloro che avevano provocato la crisi.

Tutto questo dimostra l’importanza della presenza dello Stato, unico soggetto titolato a difendere i più deboli e le categorie disagiate al di là di ogni profitto e a scapito e controllo dei mercati, che agiscono per interessi privati e certamente non di giustizia sociale. Il sovranismo in tale contesto appare necessario per dare una solidità alle istanze che provengono dal popolo dando a questi una cornice dove esercitare la propria indipendenza, cornice che i trattati europei negano in quanto basati sulla supremazia dell’economia e impossibili da riformare non solo perché ogni modifica richiede l’unanimità, in un contesto tanto frastagliato di interessi nazionali, ma anche perché, spiega Somma, riflettono i principi ordoliberisti della Carta fondamentale tedesca. Il che significa che se si volesse cambiare i trattati bisognerebbe cambiare anche la costituzione tedesca, una vera ‘mission impossible’.

Il vicepresidente nazionale Confcommercio Stoppani era a Ferrara

Da: Ufficio Stampa

La ristorazione come cambia e come si modificano gli stili alimentari degli Italiani. E’ stato un momento di confronto significativo su uno dei settori, dati alla mano, più reattivi nel panorama economico italiano con particolare riferimento alla ristorazione.
Il presidente nazionale della Fipe Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Lino Enrico Stoppani è intervenuto oggi (18/03) in sede Ascom Confcommercio a Ferrara: “Il settore della ristorazione – ha spiegato nel suo intervento, Stoppani che ricopre il prestigioso ruolo di vicepresidente vicario della Confcommercio nazionale – non solo è importante per gli altissimi valori numeri quantitativi di fatturato, occupati e di valore aggiunto, i più alti dell’intera filiera agroalimentare ma rappresenta decisivi valori sociali: è presidio di legalità e socialità. L’enogastronomia ed in particolare la ristorazione è il secondo motivo per cui gli stranieri scelgono l’Italia dal punto di vista turistico ed il primo per il quale poi tornano nel nostro Paese. In definitiva un soft power che va valorizzato e promosso ed il Paese in questo senso deve dare un supporto per promuovere il brand Italia e superare i nodi del settore” rappresentati ad esempio dal turno over altissimo, dalla scarsa redditività d’impresa, da un eccesso di liberalizzazione e dell’offerta, dal rischio di infiltrazioni criminali.
Il pomeriggio di lavori era stato aperto dal saluto di Giulio Felloni presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara e vicepresidente della Confcommercio regionale che ha ribadito la importanza “E’ fondamentale avere una chiara visione strategica per programmare il futuro. In città e provincia i nostri associati Fipe sono – ha ricordato – oltre un terzo del totale delle oltre duemila attività presenti”. Un ruolo decisivo che vedeva nel pomeriggio odierno di lavori “Un momento di dialogo e di confronto importanti con la Fipe nazionale che permettono di raccordare in maniera significativa e concreta la base associativa al sistema” ha sottolineato nel suo video saluto Matteo Musacci presidente provinciale e regionale della Fipe, trattenuto a casa dall’ influenza di stagione.
Dopo i saluti del segretario generale della Camera di Commercio Mauro Giannattasio, la relazione del direttore nazionale di Fipe, Roberto Calugi: “Gli italiani amano mangiare fuori casa. Negli anni aumentano le percentuali di di chi mangia fuori le mura domestiche. Pochi anni fa eravamo al 70% (in casa) ed il 30 (fuori casa). Oggi siamo al 60% in casa ed il 40 % fuori casa. Prevediamo che nel 2030 le percentuali addirittura si invertiranno. Un settore che va compreso, valorizzato e promosso” ha concluso Calugi.
Dal Rapporto annuale Fipe si evince che i consumi alimentari (nel 2018) sono stati di 237 miliardi (ben 85 fuori casa) con una spesa pro capite complessiva di 1408 euro. Un altro dato fotografato è che nel decennio (2008/2018) la spesa per mangiare fuori casa aumenta del + 7,7%, mentre in casa si flette del – 6,8%.
E’ sempre meno il tempo dedicato al cibo anche se cresce la consapevolezza che alimentazione e salute sono legate a doppio filo: infatti il 91,7 % degli intervistati dichiarano che la salute ed il benessere dipendono da ciò che si mangia . Un tempo medio sempre minore quello da dedicare alla preparazione dei pasti ed al loro consumo (rispettivamente 37 e 29 minuti) che denota uno stile di vita sempre più in corsa tant’ è che sempre più ci si affida al food delivery. Mettersi a tavola rappresenta un momento di relax; come dire che gli italiani amano vivere fuori dalle mura domestiche e frequentare le 333647 imprese della ristorazione in attività in Italia e dove i i dati sull’occupazione e sulle sue prospettive rimangono comunque positive con oltre 1.252.260 occupati complessivi.
I lavori, coordinati dal direttore Ascom Ferrara Davide Urban, ha visto in sequenza la premiazione di quattordici attività per la fedeltà trentennale ad Ascom Fipe: Ristorante Pinotti di Pinotti Elena (Villanova di Denore); La Capanna di Eraclio di Soncini Pierluigi (Codigoro); La Rosa dal 1908 di Malaguti Francesco (Terre del Reno); L’Antico Giardino di Gardinali Francesco (Ravalle); Il Ristorante Lanzagallo di Tazzari Remo Antonio (Gaibana) ; La Chiocciola di Adalberto Migliari (Quartiere); Da Tassi di Alario Vincenza (Bondeno); Quel Fantastico Giovedì di Mara Farinelli (Ferrara); Pizzeria Pulcinella di Antonio Lettieri (Ferrara); Al Vecchio Mulino di Dario Trantini (Porotto); Pizzeria Orsucci di Armando Orsucci (Ferrara); Leon d’Oro di Mauro Paganelli (Ferrara); Ristorante Samanta di Roberta Tassinari (Cento); Ristorante pizzeria La Pergola di Learca Tassinari (Renazzo). Esempi di professionalità e di eccellenza enogastronomica storicamente legati ad Ascom Fipe Confcommercio.
Un’occasione infine per lanciare il progetto “Rimpiattino”, in collaborazione tra Fipe ed il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base cellulosica (Comieco): ossia la possibilità attraverso contenitori pratici e dall’aspetto accattivante di poter portare a casa bevande e cibi ordinati al ristorante ma che non sono stati consumati. Un modo per realizzare in modo contemporaneo il tema della sostenibilità ambientale con quello sociale e che rivelano la concreta sensibilità di Fipe Confcommercio. L’elenco dei ristoranti ferraresi che partecipa a “Rimpiattino” è disponibile su www.fipe.it/rimpiattino/ferrara.html

Su una panchina rossa, in bilico fra amore e violenza

di Lorenza Cenacchi

La Panchina rossa, il concept musical contro la violenza alle donne della Compagnia Sole Luna di Andrea Bregoli, è andato in scena la scorsa settimana al Teatro 900 di Tresigallo. Sul palcoscenico in primo piano due panchine, una bianca e una rossa, richiamo al progetto, avviato nel novembre 2017 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che consiste nel dipingere di rosso alcune panchine dislocate in luoghi pubblici, in ricordo delle donne vittime di femminicidio. Lì sopra, seduti, si alternano donne e uomini, in dialoghi che svelano tutta la fragilità dei pregiudizi e degli stereotipi, su cui si fondano le discriminazioni di genere. Dialoghi tra donne di generazioni diverse: le lotte per il femminismo, che hanno modificato il ruolo della donna nella famiglia, nel lavoro, nella società, ma che lasciano ancora qualcosa di incompiuto… la libertà della donna di essere se stessa.
Poi il dialogo tra uomo e donna su un caso di femminicidio nei confronti di un’amica comune: l’amore che diventa ricatto, violenza, possesso, gelosia da un lato e paura, sottomissione dall’altro, che “diventa un groviglio stretto, dove non passa l’aria”. L’amore come forma di riappropriazione dell’altra, che cerca di fuggire per ritrovarsi, per essere libera e che porta, in nome dell’amor, a gesti estremi, quegli stessi di cui parlano ogni giorno i giornali. Il mostro, l’assassino, il violento, è l’uomo che non ha compreso il significato di amare, che si nutre della paura. E’vittima o carnefice? Le donne subiscono ingiustizie anche nel lessico…? Perché le parole declinate al femminile hanno un significato diverso? E se le parole fossero l’affermazione dei pensieri? Le canzoni che fanno da cornice allo spettacolo cercano di attenuare la tensione emotiva che coinvolge lo spettatore, che non ottiene risposta alle numerose sollecitazioni ricevute, bensì un invito al dialogo tra donne giovani e adulte (la creazione di reti di solidarietà e aiuto) e tra donna e uomo, alla scoperta della comune radice di esseri umani.

Lega Ferrara: Il tour ‘Piacere, chiamami Alan’ domani alle 19 a Pontelagoscuro

Da: Ufficio Stampa

Domani, martedì 19 marzo alle ore 19, il tour ‘Piacere, chiamami Alan’ fa tappa al Central Bar di via del Risorgimento 19/21 a Pontelagoscuro.

Alan Fabbri, candidato sindaco di Ferrara per il centrodestra, sarà presente per incontrare i cittadini. “Parto dalle periferie – precisa Fabbri – troppo spesso trascurate e inascoltate dalla politica e invece così ricche di potenziale e di risorse per il futuro. Voglio parlare e confrontarmi con le idee di tutti sui problemi dei quartieri della città, arrivando fino al centro”.

“Al centro del nostro programma – prosegue Fabbri – c’è il miglioramento dei trasporti e la realizzazione delle infrastrutture: questi sono temi importanti per poter ridare lavoro al territorio. Inoltre, è necessario poter collegare tutte le frazioni e i quartieri della città ai servizi fondamentali per i cittadini”.

Il tour ‘Piacere, chiamami Alan’ proseguirà poi giovedì 21 marzo, alle 19.30, al Ristorante Pinotti di via Ponte Assa 53 a Villanova. L’evento sarà aperto a tutti.

Hera: con Digi e Lode, per costruire insieme il futuro

Da: Ufficio Stampa

Grazie all’iniziativa della multiutility per la digitalizzazione delle scuole e al coinvolgimento dei cittadini, premiati 20 istituti con 50.000 euro. Nell’area ferrarese hanno vinto le scuole Mosti, Via Monte Oliveto e Carmine della Sala. Numerosi i progetti promossi sul territorio dall’azienda e che vedono protagoniste le comunità locali

Con la fine del quadrimestre arriva anche la classifica delle prime venti scuole vincitrici di Digi e Lode, il progetto promosso per il secondo anno consecutivo da Hera con l’obiettivo di contribuire alla digitalizzazione delle scuole sul territorio, che si sono aggiudicate 50.000 euro dei 100.000 complessivamente in palio nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 e che si vanno ad aggiungere ai 100.000 euro già erogati nella scorsa edizione. Un’ulteriore classifica sarà pubblicata al termine del secondo quadrimestre.
Tra i Comuni sopra i 50.000 abitanti, in questa classifica sono presenti tre scuole di Ferrara, tre di Imola, tre di Modena, tre di Ravenna, una di Bologna, una di Cesena e una di Forlì. Per i Comuni sotto i 50.000 abitanti, hanno vinto cinque scuole: a Castelfranco Emilia (MO), Spilamberto (MO), San Cesario sul Panaro (MO), Bagnara di Romagna (RA) e Monte San Pietro (BO). Su http://digielode.gruppohera.it/ è consultabile la graduatoria.

A Ferrara hanno vinto le scuole Mosti, Via Monte Oliveto e Carmine della Sala. Ogni istituto si è aggiudicato 2.500 euro, destinati a finanziare progetti di digitalizzazione scolastica, con beneficiari gli studenti, che vengono scelti in autonomia dagli istituti. Nella scorsa edizione i premi sono stati utilizzati per l’acquisto, tra gli altri, di monitor touch, lavagne interattive multimediali, videoproiettori, notebook e tablet, microscopi elettronici, percorsi formativi sulla progettazione tridimensionale, pc, webcam, stampanti 3D e laser.

Oltre 120.000 attivazioni di servizi digitali nel primo quadrimestre. Partecipare è semplice, basta un click
Nel primo quadrimestre di Digi e Lode sono stati oltre 120.000 i comportamenti digitali attivati dai clienti Hera. In particolare oltre 39.000 sono state le richieste per l’invio elettronico della bolletta segnando un +50% rispetto a settembre 2018, e 24.400 le iscrizioni ai servizi online, +39%; l’app del Rifiutologo è stata scaricata 25.000 volte e 34.200 l’app MyHera che aiuta il cliente a gestire servizi, forniture e altri aspetti della sua relazione con Hera. Ogni volta che un cliente attiva un servizio digitale, messo a disposizione gratuitamente dall’azienda, dona dei punti alle scuole del suo Comune. In più, si può far vincere una scuola in particolare scegliendola sul sito web dedicato http://digielode.gruppohera.it/ e i punti verranno moltiplicati per 5 volte.

Costruire insieme il futuro
Il coinvolgimento e la collaborazione tra azienda, cittadini, clienti, organizzazioni e associazioni del territorio sono fondamentali per creare valore condiviso. Tutti, intervenendo sui propri comportamenti quotidiani, possano diventare protagonisti del cambiamento e contribuire al raggiungimento di obiettivi fondamentali in termini di sostenibilità, efficienza e inclusione sociale. Digi e lode, infatti, è solo uno dei numerosi esempi di progetti simili promossi da Hera e illustrati nel nuovo report della multiutility “Costruire insieme il futuro” disponibile online all’indirizzo www.gruppohera.it/report. Tra questi, gli HeraLAB, un canale strutturato di ascolto e dialogo per contribuire a migliorare la sostenibilità dei servizi di Hera con iniziative concrete sul territorio attraverso il coinvolgimento attivo di rappresentanti della comunità locale; i progetti gratuiti di educazione ambientale della Grande Macchina del Mondo che coinvolgono circa 100.000 studenti all’anno dalle materne alle superiori; “FarmacoAmico”, che con un gesto di solidarietà permette di recuperare ogni anno, a scopo benefico e donare a onlus del territorio, farmaci non scaduti per un valore di 670.000 euro.

“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – commenta Stefano Venier, Amministratore Delegato di Hera –, dopo il successo della prima edizione, che ha visto il coinvolgimento di oltre 700 istituti e l’importante crescita dei comportamenti digitali, l’accoglienza continua a essere ottima. Nell’ambito dei numerosi progetti che vedono un rapporto stretto tra l’azienda e le comunità locali, con Digi e Lode vogliamo attivare un circolo virtuoso che incentiva lo sviluppo dei comportamenti digitali dei nostri clienti e allo stesso tempo contribuisce a potenziare le dotazioni digitali delle scuole delle nostre comunità di riferimento. Ricordiamo comunque che sono tante le iniziative a cui i cittadini possono partecipare, perché, solo lavorando insieme, azienda e comunità locali possono generare nel lungo termine un impatto ambientale e sociale tangibile e misurabile”.

Incontro sul progetto per “rinaturalizzare” l’ex zuccherificio

Da: Organizzatori

Si è svolto stamane, a Ferrara, presso la sede di Sipro, l’Agenzia per lo sviluppo economico della nostra provincia, l’incontro tra il suo Presidente e il Coordinamento di associazioni e forze politiche avverse al progetto della società Petroltecnica teso a ‘rinaturalizzare’ l’area delle vasche dell’ex zuccherificio di Comacchio. L’utile e pacato colloquio è stato la buona occasione per porre a confronto i diversi, al momento, punti di vista di Sipro e Coordinamento sul destino non solo delle suddette vasche. Il Presidente dell’Agenzia ha ricordato come il progetto su cui si è discusso sia maturato in un clima di collaborazione con il Parco del Delta del Po e il Comune di Comacchio. I rappresentanti del Coordinamento (Legambiente, La Citta Futura, Lega, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana) da parte loro hanno sottolineato lo spirito costruttivo che li anima nel contrastare il progetto di Petroltecnica. Presto Legambiente promuoverà a Comacchio un incontro pubblico aperto a tutte e a tutti per presentare una proposta alternativa di rinaturalizzazione delle vasche in oggetto, che sia consona alle reali vocazioni ambientali e turistiche di Comacchio e del Delta e possa giovarsi di doviziosi finanziamenti pubblici.

Calvano, Fabbri, Pettazzoni e Zappaterra: “approfondiamo il caso Carife in Regione”

Da: Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico

I consiglieri regionali ferraresi del Partito Democratico e della Lega Nord, Paolo Calvano, Alan Fabbri, Marco Pettazzoni e Marcella Zappaterra accelerano i tempi per approfondire in Regione Emilia-Romagna la vicenda Carife e ascoltare tutte le parti interessate.

“Insieme ai colleghi della Lega abbiamo condiviso la necessità di far luce tempestivamente sulla vicenda che ha colpito il nostro territorio – spiega Calvano –. Anziché istituire una Commissione speciale che implicherebbe ulteriori costi e tempistiche dilatate, abbiamo ritenuto più opportuno richiedere la convocazione di una serie di sedute congiunte delle commissioni bilancio e politiche economiche, nelle quali approfondire quanto avvenuto con i diversi portatori d’interesse e gli organismi di vigilanza coinvolti nella vicenda. L’obiettivo è quello di acquisire informazioni per elaborare un documento finale utile a tutti gli ex azionisti ed ex obbligazionisti per le istanze di rimborso. Concorderemo con i presidenti delle commissioni un calendario di incontri, che vorremmo partissero già dalla prossima settimana”.

Mercoledì 20/3 con il Giardino del Mondo alla scoperta dello stadio Paolo Mazza, cuore pulsante del quartiere Giardino

Da: Ufficio Stampa Il Giardino del mondo

ell’ambito de’ “Il Giardino del mondo”, progetto vincitore del concorso “Io amo i beni culturali” edizione 2018 bandito da IBACN Emilia-Romagna, prosegue – mercoledì 20 marzo (ore 11.00) – il ciclo di visite guidate che conducono alla scoperta dello Stadio Paolo Mazza di Ferrara, cuore pulsante del quartiere Giardino, interamente ristrutturato nel corso dell’estate 2018.
Mercoledì, a visitare l’intera struttura, apprendendone altresì la storia che la caratterizza, saranno gli alunni della IV B e C della Scuola Primaria Govoni, preceduti (lo scorso mercoledì) dalla I B ed E del Liceo Carducci. Le visite proseguiranno altresì il 21 e 22 marzo coinvolgendo altre classi della Scuola Primaria Govoni (IV A e V B) ed il I livello sezione A del CPIA di Ferrara.
L’iniziativa è stata resa possibile dalla disponibilità dell’Assessore allo Sport Simone Merli, che ha messo in contatto i referenti del progetto con la Società SPAL. Il contatto è stato generato dal Direttore Generale SPAL Andrea Gazzoli, che ha successivamente incaricato Erika Antonioli, Responsabile Marketing. La gestione operativa è stata poi affidata ad Ilaria Bigoni dell’azienda Brain, detentrice dell’appalto per la gestione degli eventi SPAL organizzati all’interno dello Stadio Mazza di Ferrara.
All’inizio degli anni ’20 la SPAL “Associazione polisportiva Ars et Labor” utilizzava gratuitamente un’ampia zona di terreno dell’ex Piazza d’Armi (10.500 mq) per disputarvi le partite di calcio. Nel 1923, in occasione del decennale della propria costituzione, fece richiesta al Comune di una struttura stabile, sottolineando il suo ruolo importante nella promozione dello sport e della socializzazione. In un documento datato 14 luglio 1924 l’Assemblea generale dei soci della Spal inviava i più sentiti ringraziamenti all’Egregio Signor Sindaco, per il finanziamento della costruzione del campo sportivo e insisteva nella richiesta finanziaria di L. 100.000.
L’amministrazione, sollecitata anche da Italo Balbo, Presidente del Comitato ferrarese per le opere pubbliche, accordò il finanziamento richiesto e anche la Provincia provvide a versarne L. 50.000. Su disegno dell’ingegner Gandini, nell’ottobre 1925, iniziarono i lavori per la costruzione di un “impianto polivalente stabile per la pratica di diverse discipline”. Veniva incaricato per la costruzione il “Consorzio fra le Cooperative di Produzione e Lavoro”. Inizialmente l’area da destinare all’impianto era di circa 21.700 mq, ma venne ridotta a 20.700 mq in rispetto al piano regolatore del Rione Giardino; di questi, 750 mq furono destinati alla costruzione della casa del custode, tuttora esistente. L’anno successivo i lavori vennero interrotti per “difficoltà sopraggiunte”, legate anche alle calate fortune calcistiche della squadra cittadina, che si finanziava soltanto con i contributi dei suoi sostenitori. La continuazione dell’opera (tribuna in cemento armato e spogliatoi) fu affidata all’impresa Zaccarini su progetto dell’ingegner Carlo Savonuzzi, che si stava occupando del Rione Giardino nell’ambito della ricostruzione cittadina conosciuta come Addizione Novecentista. L’ufficio dei lavori pubblici aveva urgenza di riprendere immediatamente i lavori, perché Ferrara doveva avere il suo campo sportivo, come stabilito da una direttiva del Partito Fascista. L’impianto dell’acqua e il relativo allacciamento con la condotta esterna venne eseguito in economia dall’Ufficio tecnico del Comune, sezione Acquedotto, per avere un risparmio sulla spesa prevista per le tubazioni di L. 150.000
Il campo sportivo venne inaugurato il 20 settembre 1928 con una partita amichevole giocata tra la Spal e il Modena, che la Spal perse. La capienza iniziale si aggirava attorno ai 4.000 spettatori ed il pubblico era ospitato in posti per terra e su una tribuna di cemento armato coperta. La struttura era inoltre a carattere polisportivo: attorno al terreno erboso destinato al gioco del calcio si sviluppavano una pista per gare podistiche e, esterna ad essa, anche una per competizioni ciclistiche. Si poteva anche giocare a tennis. Il 2 giugno del 1930 iniziò il collaudo definitivo del campo sportivo da parte dello studio Muggia di Bologna che si concluse con la sua presentazione al Podestà il 4 dicembre 1930.
Oggi lo stadio ha subito varie modifiche, anche a causa delle fortune agonistiche alterne della squadra cittadina, che hanno richiesto un ampliamento dell’impianto, lasciando pochi elementi del progetto originario. Dal punto di vista strutturale, lo stadio Paolo Mazza di oggi si presenta come un impianto all’inglese, dedicato alla sola pratica calcistica: la capienza totale è di 16.134 posti numerati e dotati di seggiolino, suddivisi in quattro settori autonomi: 1° Tribuna sud, 2° Gradinata nord 3° Curva ovest e 4° Curva est.

Darsena, Modonesi e Baraldi rilanciano sul fiume: “Ricchezza da riscoprire”

Da: Aldo Modonesi Sindaco

“Il paesaggio è una infrastruttura a nostra disposizione: la nostra civiltà è cresciuta attorno al fiume e attorno alle ricchezze del Delta, solo che a volte rischiamo di dimenticarcene. Non ho scelto a caso la Darsena di San Paolo per presentare la mia candidatura a Sindaco. Ferrara deve molto all’acqua che la attraversa e deve fare uno sforzo maggiore per restituire qualcosa al fiume” dichiara Aldo Modonesi.

“Quello del turismo fluviale, come in questi giorni sia Confesercenti, organizzatrice della Borsa del turismo fluviale e del Po, sia il comandante della Nena ci hanno ricordato, è già una realtà che dobbiamo sostenere e far crescere. È una questione di economia, ma anche di rispetto della nostra identità” contestualizza il candidato Sindaco.

“Grazie ai fondi ottenuti dal bando periferie, congelati e poi sbloccati dal governo dopo una vera e propria battaglia, il Comune interverrà finalmente sulla Darsena di San Paolo: avremo banchine e sponde dove sarà possibile passeggiare o andare in bicicletta, ci riapproprieremo di un pezzo di città che oggi ci sembra irraggiungibile. Il passaggio successivo ed essenziale sarà quello del dragaggio della darsena, che spetta alla Regione. Ogni istituzione che ha competenza a riguardo dovrà fare la propria parte. Da candidato Sindaco – sottolinea Modonesi – intendo richiamare ciascuno alle proprie responsabilità per non avere un progetto monco per Ferrara e garantire capacità di programmazione a imprenditori dalle idee lungimiranti”.

“Il problema che ha evidenziato la Nena, sia sulle pagine del Carlino, sia sui social, è in parte risolto anche grazie all’impegno della Consigliera Zappaterra in Regione e già dal prossimo fine settimana partenze e itinerari dovrebbero tornare alla normalità. Certo è che risulta inaccettabile che la motonave debba aspettare ogni volta una comunicazione tardiva per sapere quali rotte possa seguire” stigmatizza Ilaria Baraldi, segretaria del Pd cittadino.

“Come una strada, anche il nostro fiume richiede manutenzione e programmazione degli interventi. – prosegue Baraldi, richiamando alcune idee dal programma elettorale del Pd – Grazie a un bando europeo abbiamo già a disposizione uno studio di fattibilità che ipotizza di utilizzare i quattro corsi d’acqua che attraversano la città nella direzione dei quattro punti cardinali, ovvero Boicelli, Volano, Primaro, Burana come assi intermodali di trasporto passeggeri sfruttando l’enorme potenzialità del turismo fluviale”.

Comunicato Regione: Difesa del suolo. Nel 2019 in Emilia-Romagna al via oltre 700 interventi per 146 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio: 60 in provincia di Ferrara, per 10,2 milioni.

Da: Ufficio Stampa

Sistemazione di frane, versanti, fiumi, ripristino di strade e opere idrauliche nelle aree colpite nel biennio 2017-2018, oltre a interventi attesi da tempo come la cassa di espansione del Senio, nel ravennate, e quella del Baganza, nel parmense, che andrà in appalto. L’assessore Gazzolo: “Messo in campo un impegno straordinario per rispettare i tempi fissati dal Consiglio dei Ministri. Ora ci attende un grande lavoro per avviare tutte le opere: serve più personale per la p rogettazione, il Governo mantenga la promessa di autorizzare nuove assunzioni”

Bologna – Opere idrauliche, frane, versanti e fiumi, difesa della costa, strade interrotte da dissesti. Sono oltre 700 i cantieri per la sicurezza del territorio pronti ad aprire nel 2019 in Emilia-Romagna, per un investimento di 147 milioni di euro: 60 saranno in provincia di Ferrara, per oltre 10,2 milioni di euro.

Due le linee d’azione: perla manutenzione e la difesa del suolo, la prevenzione del rischio idrogeologico in tutte le province, da Piacenza a Rimini, in arrivo 196 lavori per 26 milioni e mezzo di euro; per la risposta alle emergenze nelle areedanneggiate dal maltempo, più di 500 interventi per oltre 120 milioni.

Di questi, in particolare, la Regione ha definito in tempi record il nuovo piano da 244 interventi, per 38 milioni di euro,destinati a proseguire e chiudere i lavori in seguito agli eventi meteo eccezionali per i quali, tra il 2017 e il 2018, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Fondi che rientrano nella prima tranche, per l’anno in corso, del finanziamento triennale di 135 milioni complessivi assegnati dal Governo all’Emilia-Romagna a fine febbraio nell’ambito del programma ‘Proteggi Italia’. Entro 10 giorni, il Dipartimento nazionale di protezione civile dovrà approvarlo per rendere operative le risorse, far partire le attività di progettazione e appalto e arrivare a settembre all’apertura dei cantieri. 244 interventi messi nero su bianco nell’arco di nemmeno tre settimane dallo stanziamento delle risorse da parte dell’esecutivo nazionale.

A disposizione anche 11 milioni per rispondere con oltre 130 interventi alle criticità aperte da piogge, mareggiate e venti forti che hanno interessato il territorio regionale tra il 27 ottobre e il 5 novembre 2018. In questi giorni è in corso la definizione dell’elenco analitico dei cantieri.

“L’Emilia-Romagna è pronta- afferma Bonaccini- e fa la sua parte. Qui gli interventi si portano avanti e i cantieri aprono, che si tratti di opere finanziate con fondi regionali o statali. Peraltro, appunto, intervenendo nei territori anche nell’ambito di un piano triennale più complessivo concordato con il Governo. Ma siamo ancora dentro una logica emergenziale, certo importante perché andiamo a ricucire le ferite lasciate da eventi sempre più violenti e frequenti, ma che a maggior ragione richiedono misure strutturali, quindi azioni di cura e manutenzione che innalzino prevenzione e sicurezza. E su questo voglio ricordare che attendiamo ancora risposte dal Governo stesso sul piano di interventi strutturali per 180 milioni di euro inviato a Roma. Lo ribadisco ancora una volta: è una questione di volontà politica- chiude il presidente della Regione-: se la volontà politica c’è, le opere partono e l’Emilia-Romagna è pronta, né intende fermarsi”.

“Il grande impegno di tutte le strutture e dei collaboratori regionali, che ringrazio, ha permesso di chiudere il Piano da 38 milioni in tempi davvero rapidi: un pacchetto molto consistente di finanziamenti composto in soli 20 giorni, nel rispetto della scadenza fissata dal Governo. E’ questa la prima sfida vinta, proprio perché in Emilia-Romagna si mantengono costantemente aggiornati il quadro delle criticità aperte, la definizione delle priorità e la programmazione degli interventi: un lavoro costante e silenzio, ma fondamentale e che ora ha dato i suoi frutti- sottolinea Gazzolo-.Adesso ci attende una seconda sfida: far partire entro settembre tutti i cantieri, pena la perdita delle risorse. Ci riusciremo, ma serve più personale. Il premier Conte ha promesso una norma specifica sulle assunzioni, per la quale già sabato pomeriggio la Conferenza delle Regioni ha espresso parere favorevole. Ora l’impegno del presidente del Consiglio deve trovare conferma nei fatti. Quando si parla di sicurezza del territorio e di chi lo vive tutte le risorse devono essere investite, fino all’ultimo euro”.

Gli altri interventi al via nel 2019
Oltre al pacchetto di lavori da 38 milioni, nel corso dell’anno prenderanno il via oltre 120 altri interventi di protezione civile già finanziati e programmati dalla Regione, per 71 milioni e 420 mila euro.

Forte è anche l’impegno sul versante della prevenzione del rischio idrogeologico, per opere strutturali, attività di cura e manutenzione di versanti, fiumi e opere di difesa della Costa. In tutto, nel 2019 prenderanno il via 196 lavori per 26,5 milioni di euro.

Dalle Casse di Senio e Baganza al nodo idraulico Secchia-Panaro: opere e fondi nei territori, da Piacenza a Rimini
Nel complesso, la copertura degli oltre 700 cantieri previsti interessa tutte le province.

Nel modenese, 51 interventi per circa 53 milioni 940 mila euro, dei quali oltre 32 milioni a cura di Aipo per continuare le opere di messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia, Panaro, Naviglio dopo l’alluvione del 2014.

In provincia di Parma, 115 progetti per quasi 12 milioni 800 mila euro, a cui si aggiungerà l’appalto per la realizzazione della cassa di espansione del Baganza per 55 milioni di euro e quindi un totale complessivo di risorse di quasi 68 milioni.

Nella provincia di Reggio Emilia partiranno 85 progetti per poco più di 12 milioni 750 mila euro; quindi Rimini (73 progetti, circa 11 milioni e mezzo), Forlì-Cesena (87 interventi, oltre 11 milioni), Ravenna (18 milioni e 700 mila euro, 44 cantieri tra cui la realizzazione della Cassa di espansione del Senio per 8,5 milioni), Ferrara (60 interventi, oltre 10,2 milioni) e Bologna (61 interventi, per più di 9 milioni, tra cui gli importanti interventi sul nodo idraulico della pianura nord con l’installazione di un ulteriore sistema di pompaggio all’impianto del Conte, a Sala Bolognese – 1,6 milioni – e la manutenzione straordinaria del Reno e dei suoi affluenti per 2 milioni e 150 mila euro). Nel piacentino, dove a tre anni e mezzo dall’alluvione sono già stati investiti 33 milioni di euro, si prevedono ulteriori 48 interventi, per quasi 6 milioni e mezzo di euro.

Il maltempo del biennio 2017-2018
Gli interventi finanziati con 51 milioni, andranno a coprire gli interventi nei territori colpiti dal maltempo nel biennio 2017-2018. Si tratta, nel dettaglio, delle trombe d’aria e venti fortissimi che tra luglio e agosto 2017 hanno imperversato nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara, a cui sono seguiti, tra l’8 e il 12 dicembre, il gelicidio in Appennino e le piogge intense nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena, con l’alluvione del Parma a Colorno (Pr), dell’Enza a Brescello (Re) e del Secchia a Campogalliano (Mo).

Nel 2018 di nuovo forti piogge e nevicate nei mesi di febbraio e marzo hanno provocato frane e molti danni in collina e montagna in tutte le province, eccetto Ferrara. Poi, tra il 27 ottobre e il 5 novembre, una nuova ondata di maltempo ha causato danni in tutto il territorio regionale.

Ferrara
Nel ferrarese entro settembre si apriranno 18 interventi per un totale di oltre 1,8 milioni di euro. L’opera più consistente è quella prevista a Berra, località Coronella Stremendi: sul Po si realizzerà un bancone per evitare il pericolo di fontanazzi per 650mila euro. Altri 230mila euro saranno investiti a Codigoro per il ripristino dell’argine sinistro del Po di Volano.
A Ferrara (Correggio) con 270mila euro il Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara realizzerà un intervento di ripresa frane sul Canale Fossetta Val D’Albero, a lato della via Fossetta. A Comacchio – Lido degli Estensi l’amministrazione comunale provvederà al consolidamento e messa in sicurezza del canale delle Vene, in via Torino, per 200mila.
Ad Argenta per il ripristino della golena sinistra a protezione dell’argine del fiume Reno saranno destinati 170mila euro. A Boara il Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara procederà con un Intervento di ripresa frane sul Canale Conca a lato della via della Sbarra.
Seguono interventi minori come a Copparo – Formignana, dove il Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara realizzerà un intervento di ripristino frane sul Canale Prato Spino, nei pressi dell’impianto Vigheldo (46.200 euro).
Sempre lo stesso Consorzio interverrà a Ferrara per la ripresa di frane sul Canale Barchetto, a lato della via Gramicia, all’altezza della fine della canaletta (38.200 euro).
A Massa Fiscaglia l’amministrazione comunale sarà impegnata nei seguenti lavori: ripristino e messa in sicurezza della viabilità pubblica mediante taglio, rimozione, smaltimento alberature (14.571 euro); messa in sicurezza e ripristino copertura cimitero in località Migliarino (6.102,94); messa in sicurezza del tetto del cimitero di Migliaro (4.685,90); sempre a Migliaro sarà riparata la perdita nel coperto del teatro comunale “Meveri” (2.320 euro) e sarà eseguito un intervento urgente di messa in sicurezza e ripristino vetri finestre palestra scuola primaria B. Fabbri (1.546,40). A Mesola sarà eseguito il ripristino dei tratti di recinzione danneggiati a causati dalla caduta di alberature di altro fusto (7.442 euro).
A Bondeno-San Biagio il Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara farà un intervento di ripresa frane sul Canale Cittadino a lato della Strada provinciale 19, (33.000).
A Cento il Comune rifarà i cupolini di copertura della palestra dell’Istituto Itis (17.031,20).
A Comacchio-Lido degli Estensi il Comune interverrà con il ripristino e messa in sicurezza delle sponde arginali del canale Logonovo, mediante taglio e rimozione alberature (20.500).
Infine, a Codigoro l’amministrazione comunale provvederà al ripristino della copertura degli spogliatoi e alla recinzione del campo sportivo di via Don Bosco (13 27.670,06 euro).

Ultimo giorno di lavoro per Morena Cavallini, per trent’anni responsabile della comunicazione Cna

Da: Cna Ferrara

Nel corso della propria carriera in Cna ha contribuito con professionalità, passione e coerenza a dar voce al mondo della piccola e media impresa

Ultimo giorno di lavoro per Morena Cavallini, la giornalista che da quasi trent’anni è responsabile della comunicazione per la CNA di Ferrara.

Nel corso della propria carriera nell’Associazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, Morena Cavallini è stata una protagonista dell’informazione, e ha contribuito con passione, professionalità e coerenza a dare voce alle istanze e alle eccellenze di un settore economico di fondamentale importanza per il territorio.

In occasione della recente cerimonia di premiazione delle Imprese di valore 2019, la Presidenza e la Direzione di CNA hanno voluto ringraziare Morena Cavallini per la preziosa opera svolta, consegnandole contestualmente una targa ricordo alla presenza del segretario generale di CNA Sergio Silvestrini. “Sono orgogliosa – ha detto Morena Cavallini – di aver lavorato a lungo per valorizzare l’operato di persone capaci, che amano con passione il proprio lavoro, pronte a sfidare ogni giorno il mercato, come gli imprenditori di CNA”

A Morena Cavallini vanno anche la stima e l’affetto dei colleghi, per l’impegno costante e il forte stimolo a crescere che ha saputo imprimere all’Associazione.

Convegno “Mi prendo cura di te” presso l’Aula Magna dell’Arcispedale S. Anna di Cona

Da: Marcella Mascellani
In una situazione di malattia c’è solo un caso dove vorremmo prendere il posto dell’altro; quando ad essere malato è nostro figlio/a.
Purtroppo non si può; non rimane altro che sperare che la patologia si concluda con un esito positivo.
Vivere questa situazione è un vero e proprio dramma e ne sono consapevoli tutti coloro che sabato 9 marzo 2019 hanno relazionato e partecipato al Convegno dal titolo “Mi prendo cura di te” che si è svolto presso l’Aula Magna dell’Arcispedale S. Anna di Cona. Una sinergia tra pubblico (medici e infermieri, psicologi e psichiatri che lavorano in un contesto pediatrico) e privato (rappresentanti delle assciazioni C.I.R.C.I. – Associazione Giulia – Ail – Nati Prima) che insieme hanno trovato un denominatore comune: affrontare nel migliore dei modi la malattia del bambino.
Tutti gli interventi sono stati molto importanti e toccanti.
In particolare, però, uno ha racchiuso tutto il mondo che ruota attorno ad un bimbo malato e alla sua famiglia quando questi si trovano in un contesto ospedaliero.
Vorrei rendere patrimonio comune l’intervento della dott.ssa Francesca Solmi, Pedagogista e Psicomotricista del Comune di Ferrara, testimone attiva e attenta della difficile quotidianità di chi assiste bambini nella loro fase di malattia.
Francesca ha saputo dipingere, con il pennello delle sue parole, un quadro dove la scena è quella di una corsia ospedaliera e i protagonisti sono, assieme agli attori principali (bambini e genitori), il personale sanitario e le associazioni di volontariato. Per motivi di spazio mi è impossibile riportare il suo intervento al completo, ma sono sicura che le sue parole saranno momento di riflessione per chiunque.
Daranno l’idea di movimento, di gioco e a tratti (nonostante tutto), di allegria.
Un bambino ne ha diritto, sempre, anche se malato.
“Spesso la domanda più frequente quando le persone sanno del mio lavoro è quella di cercare di capire come è possibile affrontare condizioni così estreme come la malattia di un bambino e soprattutto partecipare attivamente quando i bambini se ne vanno lasciando vuoti incolmabili. Com’è possibile stare dentro tanta fatica e a cosi tanto dolore?
Noi abbiamo imparato dai lutti, che i bambini hanno la grande magia, la capacità, anche nel silenzio più assoluto, di mandare messaggi d’amore incredibili, lasciando dietro di se l’idea che la vita, così preziosa, è sempre nel qui ed ora e che le energie vanno tenute in questa direzione e non sprecate in futilità, di viverla appieno e di apprezzare ogni minuscolo istante, ma soprattutto di avere sempre coraggio nell’affrontarla.
Abbiamo imparato anche che, quando i bambini guariscono da un tumore, le ferite emotive sono sempre profonde e alle famiglie servono anni per potersi permettere di respirare e affrontare la vita con maggior positività. La risposta al carico emotivo di un lavoro così complesso, per tutti quelli che operano in ospedale, è che l’aiuto all’altro diventa possibile solo in Squadra, solo se la quotidianità è pienamente condivisa da ogni persona che ne fa parte, con competenze diverse, con il suo bagaglio di esperienza professionale e non, in cui le sinergie diventano così potenti da pervadere, in una sorta di mantra positivo, ogni condizione che si crea, che proceda o meno nel bene o nel male.
Il dolore, spesso devastante, spaventa tutti perché ogni persona quando entra in relazione con un bambino ammalato di tumore, entra in relazione con un intero sistema famigliare che si debilita e deve ricreare nuovi equilibri, modificare il proprio assetto (……).
In reparto ci sono momenti in cui le sofferenze si uniscono ad altri dolori, le speranze si agganciano ad altre speranze davanti ad un caffè, due parole spese in corridoio, le mamme che attendono in terapia intensiva di vedere i loro bimbi, i genitori della chirurgia pediatrica che attendono pazienti il loro turno con le infermieri e i medici sempre in movimento (…….).
Quando arriva la tempesta ognuno deve attrezzarsi per non perdersi nel vento, in mezzo alle onde. L’idea è quella di non perdere i punti di riferimento e tenere il timone a dritta e, affinchè questo possa accadere e la nave possa procedere in questa direzione verso un porto sicuro, serve un capitano ed un equipaggio.
A volte però, nonostante la grande energia condivisa, il porto diventa sempre più lontano e il bambino con quale hai viaggiato deve seguire un’ altra strada e un altro percorso. Ed è li che si realizza, in mezzo a tutto questo dolore, la solidità di chi accompagna e condivide cercando di mantenere un clima emotivo stabile e rassicurante, perché i bambini vivono sensazioni e necessitano di spalle forti, di spazi in cui poter esprimere le proprie paure senza sentirle giudicate o minimizzate, ma sentirsi accolti nella loro fatica lasciando spazio così al loro vissuto emotivo (…….).
A volte le risate riescono anche ad arrivare nei momenti più impensabili perché alleggerire la sofferenza altrui diventa un’arte, un modo di abbracciare chi è coinvolto nella malattia. Spesso cosi ci si confronta, ci si da il cambio in quella stanza dove il tempo sembra essersi fermato, in modo da dare sempre energia positiva , ma anche braccia per piangere.
Il gioco, la vera ed unica chiave per entrare in relazione con un bambino, trasforma e ricrea la possibilità di sollevare il bambino stesso dalla sua fatica anche quando la separazione, il lutto è vicino, stare nella complicità del momento e vivere quello che c’è senza andare oltre, mantenendo un confine stabile, un piccolo punto nell’orizzonte irremovibile.
Questo è il lavoro che riusciamo a realizzare.
Se il gioco si trasforma, crea possibilità magiche in cui tutto può accadere; il gioco può anche riparare il vissuto emotivo di un bambino che ha sperimentato cosa significa modificare la propria vita, interrompere la propria quotidianità per affrontare un mondo fatto di paura.
Essere ammalati, quindi, non significa perdere la propria creatività e la voglia di giocare, la malattia non inquina l’essere ludico. Questa è la chiave di volta, giocare e poter trasformare, una sorta di viaggio in cui, nella fatica di dover stare per lunghi periodi in un letto, si può incontrare il piacere del gioco, dell’arte e della musica reinventando la propria condizione da negativa a positiva.
“Trasformare”, a mio parere, è la parola chiave, “trasformare” eventi difficili e dolorosi in condizioni di maggiore sostenibilità.
Il ricordo di una esperienza così difficile può avere un contatto con la memoria della malattia meno invadente, condizionante, sul percorso evolutivo di un bambino. Le trame nascoste della paura di perdere, di separarsi definitivamente da qualcuno possono quindi essere trasformate dalla relazione che implica ascolto e accoglienza. La paura, infatti, si può trasformare in gioco, può addirittura, in questo caso, diventare un elemento di distrazione nell’incontro con oggetti paurosi (aghi, cateteri venosi, siringhe) che possono diventare dinosauri, animali fantastici o oggetti per la cura di orsi polari ammalati.
Poter giocare pone le basi e i termini per poter riparare uno stato emotivo, un ricordo, un’attesa, così come un corpo può essere “riparato dalla cura farmacologica” così la relazione giocata può riparare il vissuto del bambino. Si può giocare in ogni condizione, il potere dei bambini è questo. E’ riorganizzare, immaginare ed andare oltre la realtà vissuta in quel momento (……).
Tutti noi sappiamo che le squadre affiatate riescono ad arrivare alla fine del viaggio proprio perché hanno il coraggio di affrontare anche le sfide più complicate. Per un bambino malattia significa spesso isolamento, rottura di schemi quotidiani rassicuranti, impossibilità di poter essere autonomi (…….)
Alla fine del suo intervento quasi tutti (io ero seduta tra il personale sanitario) avevano gli occhi lucidi e la gola secca…
Osservandoli mi sono accorta che era come se qualcuno avesse mostrato loro una fotografia che li ritraeva in un momento di quotidianità lavorativa, una realtà alla quale si cerca di non pensare al di fuori di quelle mura ospedaliere.
Una quotidianità che a volte ci può nascondere quanto di più umano c’è in noi qui,…..ora.
L’applauso è stato il nostro ringraziamento per avercelo ricordato.

Ferrara. Ospedale di Cona, presentata interrogazione al governo a firma dell’On. Bignami

Da: Ufficio Stampa – Coordinamento Regionale FI
Dalla carenza di infermieri alle situazioni di iperafflusso, fino ai notevoli carichi di lavoro che medici e personale sanitario sopporterebbero anche per via di un livello di saturazione che viaggia costantemente intorno al 100%. Le criticità rilevate a più riprese, anche pubblicamente e da diverse sigle sindacali, relativamente alla struttura ospedaliera Sant’Anna di Cona (FE), diventano oggetto di una interrogazione parlamentare a firma del deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami. Analogo atto ispettivo sarà presentato anche in Regione dal gruppo azzurro.
“Ringrazio l’Onorevole Bignami per aver sollevato la questione in sede parlamentare – è il commento del coordinatore provinciale di FI per Ferrara Matteo Fornasini -. E’ indubbio che occorrano risposte tempestive che ormai vengono sollecitate da tempo e senza riscontri concreti”.
“Nel reparto di Medicina d’Urgenza ad esempio – dice Bignami – si è fatto ricorso a un aumento di posti letto ma non ci sarebbe stato un corrispondete aumento del personale infermieristico. Il tutto in un reparto con un elevato turn over di pazienti”.
“Le criticità segnalate riguardano anche gli ingenti carichi di lavoro per i medici in corsia e pertanto va individuata prontamente una soluzione in una struttura che, periodicamente, fa registrare problemi nella gestione dell’iperafflusso”.
Bignami e Fornasini segnalano inoltre che “nel decreto firmato il 24 dicembre 2018 dal Presidente del Consiglio, relativo alla valutazione delle iniziative urgenti di utilità sociale nell’ambito dell’edilizia sanitaria, figuravano in elenco numerose opere della Regione Emilia-Romagna. Tra queste, anche l’operazione di compravendita di sei corpi fabbrica con riferimento all’ospedale di S. Anna a Cona”.
“Credo sia doveroso che il Ministero chiarisca se siano previste risorse e investimenti per la struttura ospedaliera e se, in ordine alla situazione attuale, intenda avviare una verifica rispetto alle criticità che da tempo vengono segnalate”, concludono.

Martedì 19 marzo alle ore 17 nel Salone d’Onore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara si terrà il primo incontro dell’iniziativa Il Museo. Dentro e intorno con Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini

Da: Comunicazione Istituzionale e Digitale Unife Ufficio Stampa
Si rinnova per il 2019 l’appuntamento con il ciclo di conferenze e seminari realizzato dalla cattedra di Storia dell’arte moderna del Dipartimento di Studi Umanistici e al TekneHub di Unife al sostegno della Fondazione Ferrara Arte e alla collaborazione delle Gallerie Estensi – Pinacoteca Nazionale di Ferrara insieme ai Musei Civici di Arte Antica agli Amici dei Monumenti e dei Musei ferraresi. Anche in questa edizione si vogliono aprire le porte di musei e luoghi della cultura alla scoperta delle opere, delle collezioni e delle storie che li abitano.

Si tornerà a parlare dell’importanza dell’educazione al patrimonio culturale, delle mostre d’arte e di come siano state determinanti per gli studi della storia dell’arte e modificato il rapporto con lo spazio museale, dei nuovi centri di formazione per gli operatori della cultura al passo con le più recenti innovazioni tecnologiche. Il museo sarà raccontato dal suo lato partecipativo, in grado di coinvolgere il visitatore all’interno di un’esperienza non mancando di rimarcare lo stretto legame tra ricerca e diffusione di conoscenze, base di ogni forma di gestione innovativa. Parleremo delle professioni per la cultura che si muovono in sintonia con una logica di programmazione per un turismo sostenibile, legando la ricerca e la formazione, la comunità dei cittadini e l’amministrazione quotidiana di musei e luoghi della cultura.
A narrare queste storie si susseguiranno presidenti di fondazioni, storici dell’arte, dirigenti e manager di importanti musei e centri culturali italiani e internazionali, che offriranno un ampio margine di confronto con il pubblico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti
Calendario completo

25 marzo Marco Cammelli, La Fondazione Scuola dei Beni e delle attività culturali, MiBAC. Formazione, ricerca, territorio
Introduce: Simonetta della Seta
26 marzo Luigi Ficacci, L’Istituto Centrale per il Restauro tra teoria e storia
Introduce: Riccardo dalla Negra
2 aprile Barbara Jatta, I Musei Vaticani. Conservazione e futuro
Introduce: Martina Bagnoli
8 aprile Sybille Ebert-Schifferer, La formazione come arma. Sguardi su collezioni borghesi in Svizzera e Germania meridionale nel Seicento
Introduce: Francesca Cappelletti
maggio Stefano Baia Curioni, La Scuola di Palazzo Te.
Introduce: Alessandro Roccatagliati
20 maggio Alessandro Zuccari, Michelangelo, la cappella Paolina e l’iconografia tridentina
Introduce: Ranieri Varese

Il ricordo di Marco Biagi. Il presidente Bonaccini a Modena: “La sua vita spesa per lo studio e il dialogo, un esempio che si rafforza di fronte a fanatismo e odio che tornano a riemergere”

Da: Agenzia Stampa Regione Emilia-Romagna
Alla ‘Fondazione Marco Biagi’ convegno con il presidente della Repubblica, Mattarella, in ricordo del giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002. D’intesa con la signora Marina Biagi, la Regione istituirà una borsa di studio di dottorato e una misura sociale di sostegno per ragazzi di famiglie disagiate che vorranno intraprendere un percorso di studi nell’ambito del diritto e delle politiche del lavoro.
Bologna – L’esempio di Marco Biagi e della sua vita spesa per “lo studio e il dialogo”, che si rafforza ancora di più in giorni in cui si impongono “l’urgenza e la necessità” di riaffermare come “il confronto, la conoscenza e la sua libera ricerca, siano elementi intrinseci, fondanti la democrazia”.
E in una terra, l’Emilia-Romagna, dove “la concertazione sociale, prima ancora che una pratica politica o di relazioni sindacali, è un valore fondante della nostra convivenza”, la Regione, d’intesa con la signora Marina Biagi, ha deciso che istituirà, nell’ambito del diritto e delle politiche del lavoro, una borsa di studio di dottorato, oltre a definire “una misura sociale di sostegno per ragazzi che, pur provenendo da famiglie economicamente più disagiate, vogliano intraprendere un percorso di studi” su tali materie.
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene al convegno che la “Fondazione Marco Biagi” organizza ogni anno a Modena per ricordare il giuslavorista ucciso a Bologna dalle Nuove brigate Rosse il 19 marzo del 2002, occasione alla quale oggi partecipa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“A 17 anni dalla barbara uccisione del professor Marco Biagi- afferma Bonaccini- si rinsalda in queste giornate l’urgenza e la necessità di riaffermare come il dialogo e il confronto, la conoscenza e la sua libera ricerca, siano elementi intrinseci, fondanti la democrazia. Su questo terreno, il contributo del professor Biagi resta limpido”. Allo stesso tempo, però, “con ancora negli occhi di tutti le immagini terribili che ci sono giunte da Christchurch in Nuova Zelanda”, restano altrettanto chiari “i germi che possono deteriorare la libera e civile convivenza: anzitutto intolleranza, fanatismo e odio, che riemergono anche oggi, in varie forme. Abbiamo il dovere di saperli leggere e contrastare ben prima che precipitino in azioni sconsiderate di prevaricazione e violenza”. Ma “non possiamo trascurare segnali di chiusura e odio che emergono, giorno per giorno, dentro la nostra stessa comunità. Ci si può, anzi, ci si deve costantemente chiedere se disponiamo degli anticorpi necessari, e di come rafforzarli e riattivarli, affinché la coesione non ceda mai il passo alla disgregazione”. Al primo posto viene “l’inderogabile necessità che siano anzitutto le istituzioni a riconoscere, indicare e, soprattutto, praticare, quotidianamente, con le parole e i comportamenti questi valori. Non è sempre così”. Da qui il ringraziamento al Capo dello Stato: “Non c’è stato giorno, gesto e parola della sua Presidenza che non abbia invece inviato un messaggio di concordia e di inclusione, rivolto a tutta la comunità nazionale, di cui Lei rappresenta fino in fondo il miglior simbolo dell’unità”.
Il presidente della Regione ricorda come Marco Biagi abbia “speso una vita praticando lo studio e il dialogo; lo studio come ricerca della verità, intesa laicamente come ricerca di soluzioni praticabili e positive; e il dialogo, inteso come dialettica, confronto democratico, concertazione tra interessi differenti”. In questa Regione, “la concertazione sociale, prima ancora che una pratica politica o di relazioni sindacali, è un valore fondante della nostra convivenza”. E “se dovessi indicare, tra le tante, la leva più forte che ci ha permesso di affrontare meglio di altri territori la crisi economica, e che ci consente oggi di competere con le regioni più avanzate d’Europa e del mondo, indicherei senz’altro il Patto per il Lavoro, sottoscritto nel 2015 tra Regione e tutte le parti sociali, comprese le Università”.
Anche per questa ragione, “parlando nei giorni scorsi con Marina Biagi, abbiamo condiviso la necessità di seminare e coltivare questi germogli di democrazia con due iniziative coerenti su cui impegnare la Regione: da un lato lo studio e la ricerca, e quindi l’opportunità di dare vita a una borsa di studio di dottorato in questo ambito disciplinare; dall’altro il dialogo e la coesione, immaginando una misura sociale di sostegno per ragazzi che, pur provenendo da famiglie economicamente più disagiate, vogliano intraprendere un percorso di studi nell’ambito del diritto e delle politiche del lavoro”. Sono “due germogli che intendiamo piantare, nel solco dell’articolo 34 della nostra Costituzione. Lo facciamo- chiude Bonaccini- raccogliendo un’eredità personale, quella del professor Marco Biagi, e un patrimonio collettivo, quello del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna, per rivolgerci con fiducia verso le generazioni più giovani”.

Primo Congresso di Legacoop Estense_domani al Forum Monzani

Da: Organizzatori
Imprese di persone che generano comunità e futuro: sono le cooperative associate a Legacoop Estense, che il 19 marzo si riuniranno a Modena per il primo Congresso dell’Associazione, nata tre anni fa dalla fusione delle due strutture di Modena e di Ferrara. “Rivoluzioni Cooperative” è il titolo del Congresso che, dopo le tappe territoriali, terminerà a metà aprile con l’appuntamento nazionale.
“Il percorso congressuale partecipato in cui abbiamo coinvolto presidenti, consiglieri di amministrazione e soci delle cooperative è stato impostato sui temi dello sviluppo sostenibile e del contrasto alle disuguaglianze” spiega il presidente di Legacoop Estense Andrea Benini. “Abbiamo raccolto molti stimoli e proposte dalle nostre associate, e su questi abbiamo impostato il documento strategico di indirizzo per il prossimo quadriennio”.
Le cooperative si sono date appuntamento alle 9:30 al Forum Monzani di Modena per la parte riservata ai delegati, che prevede l’elezione da parte dell’Assemblea degli organi direttivi dell’Associazione e vedrà l’intervento del presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15, la parte pubblica: dopo la relazione del presidente, si svolgerà il dibattito “Cooperative, imprese che generano futuro”, in cui rappresentanti delle cooperative associate dialogheranno con il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. A condurre saranno Federica Galli di TRC e Sandro Damura di Radio Bruno. I lavori si concluderanno con l’intervista al Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti.
Nella giornata del Congresso sarà inoltre allestita al Forum Monzani la mostra “Non chiamatelo raptus”, di Stefania Spanò in arte Anarkikka, che affronta il tema della violenza sulle donne e delle discriminazioni di genere attraverso il disegno. La mostra è promossa dalla Commissione Pari Opportunità di Legacoop Estense e, dopo il Congresso, riprenderà la circuitazione nelle sedi delle cooperative associate.
 
Oggi a Legacoop Estense aderiscono 215 cooperative, che a loro volta rappresentano quasi 500.000 soci e sono distribuite in tutti i principali settori produttivi e di servizi alla persona e all’impresa: abitazione, agroalimentare e pesca, consumo, dettaglio, cultura turismo e comunicazione, produzione e servizi, cooperazione sociale. Grazie al lavoro di oltre 29.500 occupati, hanno prodotto e distribuito nel 2017 una ricchezza pari a 5,5 miliardi di euro.

Ferrara per Mediterranea: iniziativa pubblica giovedì 21 marzo ore 18.30

Da: Rete Pace Ferrara

“Ferrara per Mediterranea. Come in mare così in terra: i confini dell’umanità nelle rotte migratorie”, aperitivo a sostegno del Progetto Mediterranea, è l’iniziativa che si terrà giovedì 21 marzo alle ore 18.30 presso il locale “381” (P.tta Corelli, 24 ) a Ferrara. Intervengono Alessandra Sciurba di Mediterranea Saving Humans ed Emilio Santoro dell’Università di Firenze e di Centro l’Altro Diritto.
L’iniziativa è organizzata da Ferrara che Accoglie e dalla Rete per la Pace di Ferrara.

Al via l’edizione 2019 de I MERCOLEDI’ DELL’ARCHIGINNASIO – 20 marzo – Bologna

Da: Ufficio Stampa – Accademia Nazionale di Agricoltura
Conferenza Olive e olio che l’Accademia Nazionale di Agricoltura e le Delegazioni bolognesi dell’Accademia Nazionale della Cucina organizzano, il 20 marzo ore 16.30, presso la Sala delle conferenze della Società Medica Chirurgica di Bologna (Palazzo dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna).

L’incontro inaugura l’edizione 2019 de I Mercoledì dell’Archiginnasio: l’Odissea del cibo dal campo alla tavola. Il valore dei nostri alimenti ciclo di conferenze che ha l’intenzione di spiegare i valori (economico, nutrizionale, culturale) dei prodotti alimentari che giornalmente si consumano sulle tavole degli italiani per fornire, in maniera corretta e scientifica, le informazioni necessarie ad approfondire i temi della tutela, salubrità e tradizione territoriale dei prodotti agroalimentari nazionali.
Saluti:
Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura
Prof. Pier Paolo Veroni, Coordinatore territoriale dell’Emilia-Accademia Italiana della Cucina

Interventi:
Valore del Prodotto – Prof. Livio Presutti, Ordinario Università di Modena e Reggio Emilia
Valore nutrizionale e nutraceutico – Prof.ssa Silvana Hrelia, Ordinario Biochimica Università di Bologna
Valore in cucina e in tavola – Dott. Giorgio Palmeri, Delegato dei Bentivoglio AIC
Case histroy: una giovane passione femminile – Chiara Caggiula, Imprenditore agricolo

Gran Ballo del Plebiscito – Palazzo Municipale 30 marzo ore 15,00

Da: Organizzatori
Sabato 30 marzo 2019 alle ore 15,00 Sala del Plebiscito del Palazzo Municipale di Ferrara.
La Società di Danza è la Federazione nazionale culturale diretta da Fabio Mollica che ha come scopo lo studio, la diffusione e la pratica delle danze di società europee dell’Ottocento. La Federazione è composta da Circoli presenti in oltre 50 città italiane, fra cui Ferrara.
Il Circolo Ferrarese della Società di Danza organizza quest’anno un Gran Ballo che avrà luogo nella Sala del Plebiscito del Palazzo Municipale di Ferrara e che intende ricordare la consultazione popolare che nel marzo del 1860 portò all’annessione dell’Emilia al Regno d’Italia, ratificata proprio nella sala del Plebiscito.
Questo Gran Ballo vuole essere un omaggio al Risorgimento e ai valori fondanti della nostra società e un riferimento ai festeggiamenti che seguirono alle conquiste risorgimentali.
A questo evento speciale parteciperanno 100 soci della Società di Danza provenienti da Ferrara e da Circoli di altre città italiane. Molti danzatori di altri Circoli si tratterranno a Ferrara nel fine settimana per godere delle molte attrattive che la nostra bellissima città offre.
Nel corso del Gran Ballo del Plebiscito verranno eseguite danze di società tradizionali dell’Ottocento – valzer, quadriglie, contraddanze, marce – sulla migliore musica del periodo. I danzatori indosseranno abiti in stile del periodo romantico dell’Ottocento.
Partner dell’iniziativa è il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara che esporrà nella sala del Plebiscito alcune divise storiche conservate nel Museo e scelte a cura della responsabile Dott.ssa Antonella Guarnieri: una divisa militare, una Giubba Rossa di Garibaldino, il frac del Senatore Carlo Mayr.
Il Gran Ballo sarà preceduto da un breve intervento del Prof. Davide Mantovani sul contesto storico ottocentesco con riferimento al periodo ferrarese e al plebiscito.

SANTIAGO, ITALIA – martedì 19 marzo – rassegna viaggio in Italia

Da: Ufficio Stampa
Martedì 19 marzo alle 21.00, verrà proiettato al Cinema Boldini SANTIAGO, ITALIA di Nanni Moretti. La proiezione rientra nell’ambito del progetto Viaggio in Italia – Tappe di una metamorfosi collettiva promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara, con il patrocinio di Ateneo di Ferrara, Comune di Ferrara, Fondazione Forense di Ferrara, UCCA, in collaborazione con IBS+Libraccio Ferrara, Arci Ferrara, Fice, Centro Teatro Universitario, Scuola forense di Ferrara, Iuss Ferrara 1391 e se@unife.
Si tratta di un ciclo di incontri che affrontano alcune delle tematiche più attuali del panorama storico politico italiano e nel quale si inserisce il doppio appuntamento al Cinema Boldini, con l’ultima proiezione in programma per martedì 19 marzo.
Il film diretto da Nanni Moretti racconta, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca, i mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico di Salvador Allende in Cile. In particolare, si concentra sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia. Ad introdurre la proiezione ci sarà Andrea Pugiotto, Costituzionalista dell’Università degli Studi di Ferrara.

Nel corso della serata sarà inoltre presente la casa editrice indipendente EDICOLA, che vive e pubblica tra Italia e Cile, con l’obiettivo di fare da ponte tra le culture dei due paesi. Alcuni titoli del loro catalogo (in particolare, il fumetto “Gli anni di Allende” di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, e i romanzi di Nona Fernández, “Chilean Electric” e “Space Invaders”) trattano il periodo del governo di Salvador Allende e la dittatura, rappresentando un utile strumento di approfondimento per chi si avvicina o è interessato a queste tematiche. L’ingresso è libero.

Confagricoltura Ferrara. Convegno 21 Marzo

Da: Organizzatori
La Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara organizza un incontro di approfondimento dal titolo “Riflessioni sulle situazioni in campo 2018. Risultati delle prove sperimentali su mele e pere. Consigli per la difesa fungina di pero e melo per il 2019”.
Come noto, la frutticoltura rappresenta uno dei pilastri dell’agricoltura italiana (tra i Paesi principali produttori di frutta, l’Italia è al sesto posto); il comparto nel suo insieme (fresco e trasformato) raggiunge oltre 8 miliardi di euro di esportazione, risultando la prima voce dell’export del settore agricolo, ed è fondamentalmente trainato da 5 prodotti: mele, pere, kiwi, uva e pesche e nettarine. Oltre il 70% delle esportazioni è indirizzato al territorio dell’UE, principalmente verso Germania, Francia, ed Austria. In un momento di particolare crisi per il comparto, la Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara intende proseguire con l’esame delle principali problematiche e delle possibili soluzioni per accompagnare il necessario rilancio di uno dei settori con le maggiori potenzialità nel panorama ferrarese.
Dopo i saluti di Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara, modererà l’incontro Lorenzo Chiericati, Presidente Sezione Frutticola Confagricoltura Ferrara. Seguiranno gli interventi di Marco Pancaldi e Pier Luigi Molinari – Technical Crop Managers Fruits di BASF Italia Agricoltural Solutions, Azienda leader in ricerca scientifica e innovazione e soluzioni innovative per la protezione delle colture.

“Bondeno, una città da leggere”, il 30 marzo la festa della lettura

Da: Ufficio Stampa
FRANCESCA ARIA POLTRONIERI: «FESTA DEI LETTORI “FORTI” E RICONOSCIMENTI A CHI SCEGLIE LA BIBLIOTECA COME POLO DI ACCULTURAZIONE. UNA MEDAGLIA ANCHE A CHI CONSERVA LA TRADIZIONE, CHIAMANDO LA FIGLIA “MATILDE”»
Un premio ai lettori più affezionati (o “forti”, se si preferisce”) ed un riconoscimento anche a chi ha deciso di chiamare la propria figlioletta appena nata “Matilde”, portando in un certo senso avanti la tradizione. La “Festa della Lettura” del prossimo 30 marzo si colorerà di queste e di altre iniziative, nell’anno in cui il municipio ha dato il via ad una serie di progetti per rendere “Bondeno una città da leggere”. L’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri, ha dato il via qualche settimana fa al progetto per promuovere il libro come strumento “imprescindibile” di diffusione del sapere (il libro) che si trova oggi a competere con social-media, telefoni e digitale. «La nostra idea – assicura Poltronieri – è quella di promuovere occasioni di incontro con gli autori, mettere a disposizione libri provenienti dalla biblioteca e da condividere nei punti di incontro, ed anche di incentivare le persone a frequentarli, con il “Book crossing”, che sarà la vera novità di quest’anno». Restando alla tradizione, invece, la festa in biblioteca del 30 marzo avrà come gradito ospite Luigi Dal Cin, lo scrittore che «con le sue gesta teatrali ha trovato un modo singolare e funzionale per stabilire un dialogo con i più piccoli». Ma ci sarà spazio anche per i più grandi, con la premiazione dei cosiddetti lettori “forti” (gli affezionati del polo bibliotecario, che hanno primeggiato come numero di libri letti). Infine, la singolare premiazione dell’Albo comunale di Matilde: «da qualche anno – conclude Poltronieri – è stato istituito un albo per documentare tutte le bambine e le donne del territorio che si chiamano Matilde, in continuità con la nostra tradizione: ci sembra una cosa simpatica assegnare una medaglia ai genitori che continuano questa esperienza».

Daniele Benati presenta “Piccola antologia in lingua italiana” di Raffaello Baldini presso Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Da: Eventi Ferrara
Dialoga con l’autore Michele Ronchi Stefanati.
“Raffaello Baldini abitava a Milano, ma scriveva in dialetto romagnolo: qui presentiamo una piccola antologia di traduzioni in lingua italiana da lui stesso fatte, perché possa essere letto da tutti; poesie che sono piccoli racconti, semplici e incantevoli, comici e spesso commoventi, con personaggi sempre un po’ eccentrici, e le belle donne della gioventù sulle quali il tempo malinconicamente è passato; piccoli fatti di paese che però valgono ovunque. Chi conosce Baldini non finisce mai di rileggerlo; chi non lo conosce è ancora più fortunato perché avrà il piacere di scoprirlo e goderselo, garantisco che nessuno ne sarà deluso, anzi mi ringrazierete, ve lo porterete in tasca a passeggio, e consiglio di leggerlo a voce bassa a un amico, a un’amica, vi sarà riconoscente, perché è uno dei migliori e più autentici poeti del Novecento italiano. Giustizia vorrebbe che fosse più noto.” (Ermanno Cavazzoni).
Raffaello Baldini (Santarcangelo di Romagna, 1924 – Milano, 2005) ha pubblicato diversi libri di poesie (il primo E’ solitèri, Galeati, 1976) poi raccolti in La nàiva. Furistír. Ciacri, Einaudi, 2000; Ad nòta, Mondadori, 1995, e l’ultimo Intercity, Einaudi, 2003. Ha scritto anche monologhi teatrali: Carta canta. Zitti tutti! In fondo a destra, Einaudi, 1998, e, uscito postumo, La fondazione, Einaudi, 2008.
Daniele Benati è uno scrittore italiano. Ha insegnato in varie università in Irlanda e negli Stati Uniti d’America. Ha collaborato alla rivista «Il semplice» con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni dove ha pubblicato alcuni racconti e traduzioni.

Camere di Commercio, Bignami-Fornasini (FI): “trasmissione atti alla consulta è ottima notizia”

Da: Ufficio Stampa – Coordinamento Regionale FI

“E’ certamente un’ottima notizia quella relativa alla sospensione del giudizio, da parte del TAR, sulla riforma delle Camere di Commercio e la conseguente trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Forza Italia fin da subito aveva contestato tale riforma, varata dal Governo a guida Pd, che metteva a rischio le autonomie e le specificità territoriali di questi enti”. A commentare la notizia sono il deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami, e il coordinatore provinciale di FI per Ferrara Matteo Fornasini.
“Avevo già portato all’attenzione del Governo la questione con una interrogazione parlamentare lo scorso novembre – precisa Bignami -, rilevando proprio la pendenza di numerosi ricorsi in tutta Italia su una riforma che stava creando malumori e perplessità. La trasmissione degli atti alla Consulta indica chiaramente che questa ‘riorganizzazione’ forzata non è nata su basi solide e con i migliori auspici, costringendo i territori a optare per accorpamenti poco graditi e che non significano, automaticamente, risparmio ed efficientamento. Anche perché la riforma incide anche su enti virtuosi come quello di Ferrara”.
“Ci aspettiamo adesso azioni normative concrete da parte dell’attuale Governo, affinché l’autonomia delle Camere di Commercio venga salvaguardata” – conclude Fornasini.

  • 1
  • 2
L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013