Giorno: 25 Febbraio 2019

Vaggio in Italia tappe di una metamorfosi collettiva

Da: Università degli Studi di Ferrara Dipartimento di Giurisprudenza

Per il nono anno consecutivo, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara promuove, presso la Libreria IBS.it + Libraccio (Palazzo San Crispino, Piazza Trento e Trieste, Ferrara), un ciclo di incontri pubblici dal titolo VIAGGIO IN ITALIA. Tappe di una metamorfosi collettiva.

I temi e la dinamica degli incontri

Da eclatanti fatti di cronaca al linguaggio pubblico e privato, dalla critica agli istituti di democrazia liberale alla contrapposizione tra popolo ed elite, dalla revoca in dubbio del sapere scientifico alla messa in discussione della partecipazione al processo di integrazione europea: emergono, da qui, segnali di un cambiamento profondo di difficile interpretazione unitaria. Ad affacciarsi è un quesito dilemmatico: l’Italia sta vivendo un momento di crisi (che, in greco antico, significa smarrimento, ma anche ripartenza) o un vero e proprio cambiamento di stato (che, in greco antico, si dice catastrofe)? Stiamo vivendo un’epoca di mutamenti o, invece, un autentico mutamento epocale?
Il viaggio in Italia che si intende intraprendere mira a offrire argomenti di conoscenza e di analisi, perché ciascuno possa rispondere in autonomia a simili interrogativi. Il suo itinerario sarà scandito in cinque tappe (linguaggio, sovranismo, razzismo, populismo, narcisismo), dedicate all’incontro con altrettante autorevoli voci della sfera pubblica italiana, che attraverso i loro libri più recenti hanno saputo cogliere e interpretare questi segnali del cambiamento collettivo in corso: Gianrico CAROFIGLIO (Con i piedi nel fango, Edizioni Gruppo Abele, 2018), Enrico LETTA (Ho imparato, il Mulino, 2019), Ezio MAURO (L’uomo bianco, Feltrinelli, 2018), Maurizio MOLINARI (Perché è successo qui, La nave di Teseo, 2018), Giovanni ORSINA (La democrazia del narcisismo, Marsilio, 2018).
Ogni incontro sarà introdotto (e concluso) da una lettura – a cura del Centro Teatro Universitario – di pagine selezionate del libro che fungerà da detonatore per la discussione. A seguire, si svolgerà il dialogo tra l’Autore del volume e un Costituzionalista dell’Ateneo ferrarese che, muovendo dai temi del libro, spazierà sullo stato attuale della società italiana, del suo assetto politico-istituzionale, e delle prevedibili conseguenze sul futuro del nostro Paese. Sarà previsto, in chiusura, un fazzoletto di tempo per domande del pubblico presente.
Ogni incontro durerà complessivamente due ore (17.00-19.00). Il periodo di svolgimento è compreso tra marzo e aprile 2019.

Le proiezioni cinematografiche

Come in molte precedenti edizioni, ai cinque incontri in libreria si affiancheranno alcune proiezioni cinematografiche, presso la centralissima sala d’essai Boldini (Via Previati, 18), curate da ARCI Ferrara in collaborazione con FICE e con l’Unione dei Circoli Cinematografici ARCI.
Il cartellone includerà docufilm tematicamente inerenti alla trama dell’iniziativa, miranti a offrire elementi di conoscenza e di riflessione su specifiche tappe della metamorfosi collettiva in atto. Di seguito, i titoli selezionati.
Dove bisogna stare (Italia, 2018, regia di Daniele Gaglianone): Elena, Georgia, Jessica, Lorena, quattro donne, di età diverse, in luoghi diversi, sono impegnate in attività a prima vista assurde al senso comune: ascoltando i loro racconti e osservando il loro quotidiano  scopriamo, invece, discorsi e gesti lineari, straordinari nella loro semplicità, capaci di affrontare un fenomeno epocale come la migrazione.
Santiago, Italia (Italia 2018, regia di Nanni Moretti): il racconto dei mesi che seguirono il golpe di Pinochet e la fine del sogno democratico di Salvator Allende, attraverso il ruolo dell’ambasciata italiana a Santiago, dove trovarono rifugio centinaia di oppositori al regime, permettendo loro di raggiungere il nostro paese.

Il calendario

Venerdì 1 marzo, ore 17.00
Libreria Libraccio, Sovranismo (incontro con Enrico Letta)
Mercoledì 6 marzo, ore 17.00
Libreria Libraccio, Razzismo (incontro con Ezio Mauro)
Martedì 12 marzo, ore 21.00
Sala Boldini, proiezione del film di D Gaglianone Dove bisogna stare.
Martedì 19 marzo, ore 21.00
Sala Boldini, proiezione del film di N. Moretti Santiago, Italia.
Venerdì 29 marzo, ore 17.00
Libreria Libraccio, Linguaggio (incontro con Gianrico Carofiglio).
Martedì 2 aprile, ore 16.30
Libreria Libraccio, Populismo (incontro con Maurizio Molinari).
Venerdì 5 aprile, ore 17.00
Libreria Libraccio, Narcisismo (incontro con Giovanni Orsina).

Alla ricerca della Città Sacra

Da: Organizzatori

Mercoledì 27 Febbraio ore 15.30
Alla ricerca della Città Sacra
Miracoli! – Itinerario a piedi nei luoghi dei miracoli dellla Beata Beatrice II d’Este, di Santa Caterina Vegri e del miracolo eucaristico del Prodigioso Sangue!
L’itinerario comprende la visita guidata delle Chiese e dei Conventi di Sant’Antonio in Polesine e del Corpus Domini, dove sono conservate le Tombe Estensi, e della Basilica di Santa Maria in Vado. Parleremo pertanto dei miracoli compiuti dalla Beata Beatrice II d’Este, da Santa Caterina Vegri e del Prodigioso Sangue manifestatosi nel miracolo eucaristico di Santa Maria in Vado.

Appuntamento alle ore 15.30 davanti all’ingresso del Monastero di Sant’Antonio in Polesine (in vicolo Gambone, traversa di via XX Settembre) per una breve passeggiata fino al Corpus Domini e Santa Maria in Vado.

Partecipazione alle Passeggiate Culturali: adulti euro 7, studenti euro 5, minori anni 14 gratis.

Comunicato Regione: Formazione e lavoro. Nuove opportunità formative, in Emilia-Romagna, per chi è alla ricerca di un impiego

Da: ufficio stampa Regione Emilia-Romagna

Approvata dalla Giunta la graduatoria del bando rivolto a Enti di formazione accreditati, che realizzeranno su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, corsi gratuiti per favorire l’inserimento lavorativo dei cittadini disoccupati

Bologna – Lingue straniere, inglese soprattutto, e informatica, ma anche tutte quelle conoscenze e abilità di base utili a trovare lavoro, come ad esempio comunicare in modo efficace, riuscire ad affrontare e superare un colloquio o ad inserirsi bene in un team aziendale.
La Regione Emilia-Romagna mette in campo su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, un pacchetto di percorsi formativi rivolti a persone non occupate che, per ridurre il divario tra le competenze possedute e quelle richieste dal mondo del lavoro, necessitano di una formazione aggiuntiva e specifica.

6 milioni di euro le risorse stanziate, attraverso il Fondo sociale europeo, che serviranno a finanziare percorsi brevi (di 8, 16, 32 ore) gratuiti, modulari, realizzabili in diverse sedi nell’ambito territoriale di riferimento e fruibili in modo personalizzato e individualizzato. Obiettivo: fare acquisire ai partecipanti l’insieme di conoscenze, competenze e abilità di base necessarie per ricercare attivamente un impiego ed essere in grado di stare nei contesti e nelle organizzazioni di lavoro. Strutturati in piccoli gruppi di 6-14 persone, sono replicabili in più edizioni a seconda delle richieste in funzione di quanto effettivamente necessario per rispondere ai fabbisogni dei partecipanti, e prevedono il rilascio di un attestato di frequenza al termine delle lezioni.

Con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della graduatoria del bando aperto lo scorso ottobre e rivolto agli Enti di formazione accreditati, sono stati individuati 18 progetti (due per provincia), che saranno avviati nei prossimi mesi. Ciascun progetto comprende una serie di corsi, che vanno appunto dall’insegnamento delle lingue, all’informatica, alle competenze trasversali.

Approvata dalla Giunta anche la ripartizione delle risorse, così suddivise per ambito territoriale: Bologna 1 milione 221mila euro; Ferrara 585.060 euro; Forlì-Cesena 548.950; Modena 934.160; Parma 591.500; Piacenza 394.760; Ravenna 600.520; Reggio Emilia 605.910; Rimini 517.840.

“Investire in formazione significa dare alle persone nuove opportunità di inserimento in un mercato del lavoro sempre più esigente in termini di competenze richieste e in perenne trasformazione- afferma l’assessore regionale a Lavoro e Formazione professionale, Patrizio Bianchi-. Garantire una nuova e buona occupazione ai cittadini dell’Emilia-Romagna è la nostra priorità, perché il lavoro è il presupposto irrinunciabile per una vita attiva e dignitosa. Approvando questa offerta, diversificata e diffusa sul territorio, di percorsi professionalizzanti, offriamo una possibilità concreta – a chi per la prima volta deve trovare un impiego o cercarlo dopo averlo perso – di acquisire competenze importanti, a partire da quelle informatiche e linguistiche. Continuiamo dunque- conclude l’assessore- come abbiamo previsto con il Patto per il lavoro, a investire sulle persone, la risorsa più importante per la crescita e lo sviluppo del nostro sistema economico-produttivo”.

Le azioni formative sono state progettate e saranno realizzate dagli Enti di formazione accreditati; potenziali destinatari sono persone non occupate che hanno assolto l’obbligo d’istruzione e che, per l’inserimento lavorativo, necessitano di azioni formative per ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute.

I corsi disponibili, suddivisi per ambito provinciale, possono essere consultati sul sito internet Formazione e lavoro della Regione; per avere indicazioni dettagliate sull’articolazione delle singole attività formative occorre rivolgersi all’Ente di formazione titolare del percorso.

l’1 e 2 marzo c’è lo Sbaracco ad Argenta

Da: Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

Week end di Sbaracco ad Argenta: venerdì 1 e sabato 2 marzo il consueto appuntamento dedicato agli acquisti imperdibili si svolgerà nel centro storico argentano dalle ore 9.30 alle 19. Un evento che coinvolgerà i commercianti e che costituirà un’opportunità da cogliere al volo per poter acquistare occasioni a prezzi super convenienti (dall’ abbigliamento, agli accessori fino alle calzature).
“Si tratta – spiega Tonino Natali, presidente della delegazione Ascom ad Argenta – di un appuntamento che mantiene inalterata la sua efficacia e che è richiesto dai commercianti come gradito ai consumatori. In questo momento di interventi in centro inoltre è anche un modo per riaffermare la vitalità e la presenza dei nostri operatori”.
Lo Sbaracco precede di pochi giorni la chiusura dei saldi invernali prevista in tutta la regione per il 5 marzo. L’iniziativa – con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Argenta e della Pro Loco – in caso di maltempo replicherà l’8 e 9 marzo.

La terra che ci lega tour: Alan Fabbri candidato sindaco domani sera a Porotto

Da: Elettorale Lega Nord

Prosegue il tour nelle frazioni, La terra che ci lega. Domani, martedì 26 febbraio, Alan Fabbri, candidato per il centrodestra a Sindaco di Ferrara e Nicola Lodi, segretario comunale Lega, saranno a Porotto alle ore 19.00 presso la Caffeteria Bellini in via Vincenzio Bellini. “Sarà l’occasione per incontrare e confrontarmi con i cittadini dopo l’ufficializzazione della mia candidatura a sindaco. Come ho ribadito più volte al centro del nostro interesse e del nostro programma per Ferrara ci sono il lavoro e la sicurezza, i due pilastri sui quali il futuro della città deve crescere: tutti i cittadini devono sentirsi sicuri di vivere gli spazi comuni e bisogna uscire dalla visione ristretta che troppo a lungo ha relegato Ferrara e il suo territorio a zona di secondo piano a livello industriale e produttivo”. In quest’ottica “le frazioni devono tornare ad essere tema centrale della politica e dell’amministrazione”, ribadisce Fabbri “non come è stato fino ad oggi con la giunta Tagliani durante la quale non si è mai visto in giro l’assessore al decentramento”. Riportare al centro le frazioni significa anche “occuparsi di viabilità e trasporti, due aspetti che troppo spesso vincolano ed ostacolano la comunicazione e lo scambio tra le diverse zone del comune”. Il primo passo “lo stiamo compiendo ora, portando la nostra presenza nelle frazioni per conoscere ascoltare e valorizzare anche questa parte del territorio come parte integrante della città”, conclude Fabbri “e non a caso ancor prima di presentare alla stampa la mia candidatura l’avevo preannunciata durante la visita a Marrara”. Quella di domani sera “sarà l’occasione giusta per cominciare ad entrare nel dettaglio dei progetti che abbiamo come Lega ed illustrare il programma ai cittadini”.

#marzoambiente, al via la campagna “Adotta un Albero”

Da: Comune di Copparo Servizio Comunicazione

Venerdì primo marzo prende il via il mese dell’Ambiente a Copparo, tante le iniziative che si svolgeranno durante tutto il mese di marzo, si comincia alle ore 10.30 con l’inaugurazione della Festa dell’Albero, con il lancio della campagna “Adotta un Albero”. Si tratta di una iniziativa aperta a tutti, cittadini, associazioni e imprese, mirata a ampliare e migliorare il patrimonio arboreo del territorio. Ognuno avrà la possibilità di adottare e aver cura di un albero piantumandolo in terreni messi a disposizione dal Comune di Copparo.
L’appuntamento è per venerdì primo marzo alle ore 10.30 alla Galleria Alda Costa in via Roma 36.

“Do cia’car col sindac”, appuntamento a Stellata

Da: Ufficio Stampa Città di Bondeno(Ferrara)

Martedì 26 febbraio è in programma il nono appuntamento (il terz’ultimo) del lungo giro delle frazioni, cominciato durante il mese di novembre e proseguito dopo l’approvazione del bilancio. Molti gli spunti, i suggerimenti e le segnalazioni che sono finiti sul taccuino del sindaco Fabio Bergamini e dei suoi assessori. Martedì sera, alle ore 21, l’Amministrazione comunale sarà al centro sociale di Stellata, per confrontarsi con i cittadini del piccolo borgo antico. Diventato, come noto, l’ago polare anche delle attività di promozione del territorio e del turismo sostenibile della zona. La modalità degli incontri manterrà il proprio format solito: illustrate le caratteristiche degli interventi programmati per il territorio, il sindaco Fabio Bergamini e i suoi assessori risponderanno alle domande del pubblico. Il titolo degli appuntamenti mantiene il classico nome di “Do ciàcar col sindac”, a sottolineare il tono informale della discussione. Per informazioni relative al calendario degli incontri si potrà contattare la segreteria del sindaco: 0532-899216.

Presentazione del libro “Il cavaliere” alla libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Da: Ibs+libraccio

Mercoledì 27 febbraio alle ore 18:00, presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara, Franco Mari presenterà il libro “Il cavaliere”(Este Edition)

Dialogherà con l’autore Riccardo Roversi

Un architetto, dopo la separazione dalla moglie, si trova a gestire una difficile situazione familiare con la madre affetta da demenza senile. Un impegno di lavoro lontano da casa e l’inatteso conferimento dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica scombinano l’ordine precario della sua vita aggiungendo al suo abituale malessere e alla continua insoddisfazione nuove esperienze e ulteriori interrogativi. In questa storia di vita quotidiana si avvicendano molteplici personaggi senza ruoli precisi, spesso con reputazioni rinnegate, che vivono un presente inglorioso, senza alcun patrimonio o pretesa di gesta epiche. Un romanzo a tratti annichilente, permeato di felicità perdute eppure colmo di sentimenti e di realtà condivisibili.

È nato a Portomaggiore nel 1956 e vive a Ferrara, dove esercita la professione di medico chirurgo. Dopo l’esordio con Il tesoro di San Leo (2011), per questa casa editrice ha pubblicato i romanzi: La Gilda (2012, premio speciale “Barbujani” al Concorso Letterario Internazionale “La locanda del Doge”), L’amante del governatore (2012), Il Marrano (2013), Il dito di Dio (2014), la raccolta di racconti Sala d’attesa (2015) e i romanzi Il caso Pungilupo (2016), La Vammana (2017) e Dietro le tamerici (2017).

Manutenzione vie di comunicazione e ciclopedonali

Da: Ufficio Stampa città di Bondeno (Ferrara)

«Approvata la progettazione definitiva-esecutiva delle opere finanziate con i 100mila euro assegnati dal governo: è solo il primo passo di una strutturale manutenzione delle vie di comunicazione e delle piste ciclopedonali del territorio comunale». Il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi, annunciano così l’approvazione nella riunione di Giunta della progettazione degli interventi dislocati in vari angoli del territorio. Interventi per 100mila euro e progettati a cura del geometra comunale, Riccardo Guerzi. Opere che, a questo punto, saranno da assegnare per vedere partire i lavori entro qualche mese. «Si tratta di opere urgenti, indifferibili. Pensiamo a via Comunale a Settepolesini, funestata dal maltempo che ha abbattuto alberi e danneggiato la carreggiata in prossimità del ciglio della strada», avvertono Bergamini e Vincenzi. Non c’è solo questo intervento, però, nel pacchetto appena approvato: la delibera contiene anche misure per risistemare la pista ciclopedonale di Gavello, richieste peraltro dai cittadini della frazione in un recente incontro pubblico; e via Cavo Napoleonico, sul lato della frazione di Ponte Rodoni. La viabilità interessata non passa per zone soggette a vincoli paesaggistici e non si renderà necessario procedere con espropri. «Questo significa – avverte l’amministrazione – che le procedure potranno essere sveltite ulteriormente e dare respiro alla viabilità e alla messa in sicurezza in tempi brevi». Il crono programma prevede, del resto, che la liquidazione delle spese avvenga entro l’anno. Per cui i lavori si svolgeranno nel corso della “bella stagione”, non appena si saranno assegnati gli appalti. «Proseguiamo in questo modo la manutenzione del nostro territorio – concludono il sindaco Bergamini e l’assessore Vincenzi – per il quale abbiamo messo a bilancio circa 500mila euro ulteriori, per una serie di opere attese, che partiranno tutte entro quest’anno».

LA FOTONOTIZIA
Gli Este tornano a Palazzo Costabili

La Corte ducale è tornata ad animare le sale di Palazzo Costabili in via XX settembre. E’ successo domenica mattina, nell’ambito delle iniziative in programma per il Carnevale degli Este, che riempirà il centro storico della città con maschere e personaggi della Ferrara del Rinascimento (leggi QUI il programma).

Ecco le foto scattate dal nostro Valerio Pazzi durante e due performance: ‘… al fin che gli astri siano propizi al nostro Signore e Duca…’ della Corte Ducale e ‘Eco e Narciso’ del Rione di San Benedetto (clicca sulle immagini per ingrandirle).

Ciclo conferenza ContemporaneaMente al centro documentazione donna

Da: Centro Documentazione Donna di Ferrara

Mercoledì 27 febbraio 2019 alle ore 18:00

Gianni Venturi
parla di
Violet Trefusis e gli anglobeceri a Firenze

L’attrazione degli inglesi per la Toscana è un fattore storico. A partire dalla fine del 1700 si crea un rapporto unico tra la regione italiana e i cittadini inglesi, che giungono numerosissimi attirati soprattutto dall’amore per l’arte e il paesaggio mozzafiato. Questo flusso, rinominato degli “anglobeceri” dalla popolazione locale come richiamo al loro modo di parlare, ha visto il passaggio di numerose personalità di spicco. Tra queste risalta sicuramente Violet Trefusis (nata Keppel), scrittrice e intellettuale cosmopolita considerata una personalità di rilievo nell’ambito fiorentino e di riferimento sia per gli italiani che per gli inglesi. Violet arriva a Firenze nei primi anni del Novecento e si fa notare per il rifiuto dei canoni imposti dalla società, per la vivacità intellettuale e propensione all’avanguardia, dove questo non implica un rigetto dell’antichità e classicità artistica. Violet Trefusis è stata infatti una figura di estrema importanza per la valorizzazione della città di Firenze e certamente il suo impegno è espresso in questa sua frase che amava ripetere:
“L’antiquité c’est la jeunesse du monde”.

L’incontro fa parte del ciclo ContemporaneaMente, curato da Elisabetta Roncoli, in cui viene analizzata l’opera di intellettuali vissute negli stessi anni di Virginia Woolf ed è propedeutico alla gita a Firenze che organizza il Centro Documentazione Donna il 13 aprile.

Gianni Venturi, ferrarese classe 1938, è stato ordinario di Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Ha scritto volumi e saggi su importanti autori del Novecento italiano tra cui Cesare Pavese, D’Annunzio, Morante, De Pisis e Bassani contemporaneamente alla pubblicazione di studi sulla corte estense, Ariosto e Tasso. Tra i molti ruoli di spicco ricoperti, ha diretto per quasi 30 anni l’istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara.

Meno debito pubblico non necessariamente vuol dire più benessere sociale

Il debito pubblico italiano è arrivato a 2.350 miliardi di euro mentre quello mondiale ha superato i 58.000 miliardi di dollari. Cifre enormi ma che allo stesso tempo non dovrebbero spaventare perché il debito pubblico non nasce per essere saldato, anzi la sua esistenza assicura che gli Stati stanno spendendo per il benessere dei cittadini. I dati di tutti gli indicatori mondiali confermano che un basso o inesistente debito pubblico corrisponde a un basso tenore di vita ovvero poca assistenza sanitaria, niente istruzione e risparmio assente.
Il debito pubblico mondiale nel suo complesso potrebbe essere tranquillamente coperto, da un punto di vista puramente contabile, dal fatto che il Pil mondiale supera gli 80.000 miliardi di dollari. Quello italiano, invece, attualmente non viene coperto dal Pil del Paese solo perché, da un trentennio, è al potere una classe politica non all’altezza dell’operosità dei suoi cittadini.
In ogni caso al di là del rapporto debito/Pil a cui siamo abituati a guardare, i 2.350 miliardi di euro sono comunque “coperti” finanziariamente dalla ricchezza dei privati residenti. Questa infatti supera i 4.000 miliardi, e tanto dovrebbe già bastare per dare solidità e ricevere giudizi lusinghieri da parte delle agenzie di rating, inutili e fastidiose mosche che vivono del cattivo odore delle società moderne.
In realtà il debito degli Stati non dovrebbe mai essere coperto dai cittadini e probabilmente nemmeno dovremmo pensare che debba necessariamente essere coperto finanziariamente da qualcuno, almeno quando si comprenda la differenza tra il finanziario e il reale. In ogni caso lo stesso Fondo Monetario Internazionale sollecita a che si guardi a tutti gli asset che uno Stato normalmente possiede, prima di lanciarsi in un confronto tra uno stock (debito pubblico) e un flusso (il Pil).
E allora si scopre che l’Italia ha ancora proprietà immobiliari, artistiche e, sempre secondo il ragionamento del Fmi, tubi fognari, strade, ponti e quant’altro di attivo a fare da contrappeso al passivo. Proprietà statali che hanno un senso e che dovrebbero essere salvaguardate anche in un’ottica neoliberista e di economia moderna, cosa che invece a partire dagli anni ’90 in Italia non è stato fatto. Abbiamo infatti rincorso il mito della privatizzazione a tutti i costi rinunciando a numerose proprietà, dalle banche alle industrie, che oggi avrebbero reso quel rapporto di cui parla il Fmi ancora più favorevole e confortante.
Ma c’è anche altro. Esiste anche il debito detenuto dalle banche centrali che in sostanza non è un vero e proprio debito, e la sua cancellazione è un fatto meramente contabile.
Procediamo con ordine.
La Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (Bis) afferma nel Working Papers n.399 “Global safe Assets” del dicembre 2012 che “le Banche Centrali … sono state create per essere le banche del sovrano e i gestori del debito del sovrano. Per questo si potrebbe sostenere che le banche centrali furono create per rendere il debito pubblico un asset sicuro”. Ora, nei tempi moderni, il sovrano si identifica con lo Stato e quindi le banche centrali servono a rendere il debito dello Stato sicuro, esente da default e questo per la loro capacità di creare denaro.
Infatti, proseguendo il ragionamento con l’aiuto della Bce, nel documento n.169 dell’aprile 2016, dal titolo “Profit distribution and loss coverage rules for central banks“, nota n.7 a pagina 14, proprio la Banca Centrale Europea scrive che le Banche Centrali “sono protette contro l’insolvenza a causa della loro capacità di creare denaro e possono perciò operare con patrimonio netto negativo“. Cioè una banca centrale ha la capacità di creare denaro per cui può operare, a differenza di qualsiasi altra azienda, in negativo. Del resto, come potrebbe fallire finanziariamente chi può garantire il debito governativo in contanti e in pieno in tutti gli Stati del mondo? (cit. Benoît Cœuré del Comitato Esecutivo della Bce)
A questo punto però il Working Paper nr. 2072 del 2017, sempre della Bce, a pagina 4 e 5 nel confermarci quanto riportato in precedenza “… l’autorità monetaria e l’autorità fiscale possono coordinarsi per garantire che il debito pubblico denominato in quella valuta non sia inadempiente, vale a dire che i titoli di Stato in scadenza saranno convertibili in valuta alla pari, così come i depositi di riserva in scadenza presso la banca centrale sono convertibili in valuta alla pari…” specifica “… Tuttavia, sebbene l’euro sia una valuta fiat, le autorità fiscali degli stati membri dell’euro hanno rinunciato alla capacità di emettere debito esente dal rischio di insolvenza”. Cioè sebbene le banche centrali siano nate (nel mondo) per rendere sicuro il debito degli Stati e sebbene queste possano sempre garantirlo attraverso la monetizzazione dello stesso, i 19 paesi che hanno aderito all’eurozona … hanno rinunciato a questa possibilità.
Lo so, non sembra una cosa possibile ma è così ed è scritto, per cui se noi non possiamo ricostruire dopo i terremoti oppure non possiamo avere sufficienti ospedali e istruzione a livello Norvegia è semplicemente perché abbiamo scelto che dovesse essere così. La buona notizia a mio avviso è che, essendo stata appunto una scelta, si può di nuovo scegliere, magari in maniera più logica e più confacente alle esigenze dei cittadini piuttosto che a quella della finanza. E questa frase è ovviamente rivolta a chi si dovrà recare alle urne il prossimo maggio.
A questo punto: una soluzione immediata per abbassare il debito pubblico domani? Cancellare il debito detenuto dalle banche centrali. Come abbiamo visto, la stessa Bce scrive che le banche centrali possono in ogni momento monetizzare i titoli acquistati e quindi i quasi 400 miliardi in possesso dalla Banca d’Italia potrebbero essere trasformati in moneta e messi in circolazione attraverso programmi di lavoro temporanei, centinaia di opere pubbliche per mettere in sicurezza i territori e magari gestiti dagli Enti Territoriali con ferreo controllo centrale.
Il debito pubblico passerebbe da 3.250 a 1.850 miliardi di euro, portando il rapporto debito/Pil a poco più del 100%. Ma non sarebbe questa la buona notizia, in quanto esclusivamente un dato finanziario. La buona notizia è che la disoccupazione potrebbe passare dall’11% al 3 o al 4%, cioè potremmo avere un dato reale di riferimento per il benessere piuttosto che le solite alchimie contabili.
Un’altra buona notizia potrebbe essere che, passando dai dati finanziari a quelli reali come misura del miglioramento sociale, la vita potrebbe apparirci migliore di quella che solitamente sembra essere.

in copertina illustrazione di Carlo Tassi

Le fiabe per conoscere gli altri e conoscerci.Proseguono i laboratori di lettura della Biblioteca Ariostea alla primaria G. Leopardi

Da: Ufficio Stampa Il Giardino del mondo

Conoscere altre culture attraverso le fiabe del mondo per capire quanto esso è grande, vario e ricco di sorprese. Martedì 26 febbraio (dalle 8.45 alle 12.15), alla Scuola Primaria G. Leopardi di Ferrara, proseguono i laboratori di lettura a cura di Angela Poli e Wally Panizzolo della sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea, inclusi ne ‘Il Giardino del mondo’, progetto vincitore del concorso “Io amo i beni culturali” edizione 2018, bandito da IBACN Emilia-Romagna.
L’attività, che ha preso il via il 18 febbraio scorso coinvolgendo diverse scuole quali la Scuola secondaria di I grado T. Tasso e la Scuola primaria Doro, prosegue con l’intento di introdurre i bambini alla conoscenza di altre culture, attraverso le letture di alcuni testi volti a scoprire usanze e modi di fare dei popoli: i saluti, il significato dei gesti, le abitudini, il comportamento a tavola e nei luoghi pubblici, la puntualità in altri paesi, estrapolati – ad esempio – dal testo “Da noi si fa così” di Mario Conte. O ancora, attraverso il testo “Cenerentola raccontata nel mondo” (Ed. Sonda, 2009), gli alunni scopriranno come viene descritta la celebre protagonista in Nigeria piuttosto che in Messico, ecc.
Attraverso le fiabe, genere narrativo universale presente nella tradizione orale di ogni popolo, i bambini potranno così “tuffarsi” nell’immaginario collettivo di realtà più o meno lontane. Verrà inoltre loro chiesto di presentare a scuola una ninna nanna o una filastrocca appresa in famiglia, da condividere con i compagni e le maestre, affinché si intensifichi il confronto “a presa diretta”.
Anche il mese di marzo sarà foriero di nuove fiabe dal mondo che coinvolgeranno svariate classi della Scuola primaria Doro sia in classe, sia presso la Biblioteca Bassani.

Presentazione del libro “La lega Salvini. Estrema destra di governo” alla Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Da: Ibs+Libraccio

Martedì 26 Febbraio alle ore 18:00, presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara, Gianluca Passarelli e Dario Tuorto presenteranno il libro “La lega Salvini. Estrema destra di governo“. Dialogheranno con gli autori Giuseppe Scandurra e Sergio Gessi


«A livello internazionale la priorità è sgretolare questo euro e rifondare questa Europa. Sì, quindi, alle alleanze anche con gli unici che non sono europirla: i francesi della Le Pen, gli olandesi di Wilders, gli austriaci di Mölzer, i finlandesi… insomma, con quelli dell’Europa delle patrie» (Matteo Salvini)

Da tempo la Lega ha scelto di posizionarsi nell’area dell’estrema destra: una virata che ha consentito al partito di legittimarsi come forza trainante della coalizione conservatrice, tanto da stravolgerne l’assetto indebolendo l’area moderata. Nello scenario emerso con il voto del 2018 la Lega compete con l’altra formazione anti-establishment, il Movimento 5 Stelle, nel tentativo di monopolizzare il disagio economico e il disorientamento elettorale e di ricomporre, sul piano socio-territoriale, le istanze di cambiamento avanzate dagli elettori. Uno scenario inedito in cui due frères-ennemis si disputano l’egemonia politica e culturale in Italia.

Gianluca Passarelli è professore associato di Scienza politica nella Sapienza-Università di Roma. È ricercatore dell’Istituto Cattaneo e membro di ITANES (Italian National Election Studies). Tra i suoi libri ricordiamo «The Presidentialization of Political Parties» (Palgrave, 2015).
Dario Tuorto è professore associato nell’Università di Bologna e fa parte del Comitato scientifico di ITANES (Italian National Election Studies). Per il Mulino ha di recente pubblicato «L’attimo fuggente. Giovani e voto in Italia, tra continuità e cambiamento» (2018).

Mahakaruna Quartet protagonista di un nuovo Monday Night Raw al Jazz Club di Ferrara

Da: Ufficio Stampa Jazz Club Ferrara

Protagoniste del Monday Night Raw di lunedì 25 febbraio (a partire dalle ore 20.00) sono le liberissime e coraggiose escursioni nei meandri di un free limpido e poetico del Mahakaruna Quartet.
Il Mahakaruna Quartet (che significa grande e compassione, dalle lingue pāli e sanscrito, antico linguaggio indiano) sono Gabriele Cancelli alla cornetta, Cene Resnik ai saxofoni, Giorgio Pacorig al piano e Stefano Giust alla batteria. ‘Inventum’ è il titolo del loro ultimo album, magistralmente registrato dal vivo nei locali de ‘Il Carso in Corso’.
Come ci spiega in un’ intervista Giorgio Pacorig, l’idea principale di questo progetto è stata quella di far emergere melodie più o meno conosciute da un’atmosfera più improvvisativa ed aperta, “come in un sogno in cui affiorano delle immagini che si modificano rapidamente in qualcos’altro”. Così, in un continuum musicale dove la poetica più aperta dei nostri già ci appassiona e conquista, possiamo riconoscere splendidi temi trattati attraverso dialoghi serrati freschissimi, lenti ed appassionanti, feroci e velocissimi, che confermano ancora una volta la grande libertà espressiva dei componenti, i quali ammiccano ad un certo free jazz con puntatine alla musica contemporanea, ma sempre con una originalità colma di emozioni e cuore. Perché “da parte nostra la voce sempre verrà data, finché la sofferenza non cesserà di esistere”.
Anticipa il concerto serale l’aperitivo a buffet al wine bar del Torrione accompagnato dalla selezione musicale di France Dj, lo segue l’imprevedibile jam session. Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas.

INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Infoline 331 4323840 (dalle 12.00 alle 22.00)

Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso è riservato ai soci.

DOVE
Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Se si riscontrano difficoltà con dispositivi GPS impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

COSTI E ORARI
Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas.
Tessera Endas € 15

Non si accettano pagamenti POS

Apertura biglietteria 19.30
Aperitivo a buffet con dj set a partire dalle ore 20.00
Concerto 21.30
Jam Session 23.00

La forza dei singoli

Indipendentemente dalle questioni e dalle circostanze, bisogna ricordare che le nostre opinioni hanno un valore.
I singoli voti hanno un peso specifico ben distinto, le singole credenze portano al generarsi di correnti, che condividono principi fondanti.
Viviamo in una realtà in cui, dopo tante lotte, possiamo esprimerci e lasciare il segno: questo diritto dobbiamo esercitarlo appieno. Non rinunciarvi mai.

“Non pensate che il vostro singolo voto conti poco. La pioggia che rinfresca l’arida terra è fatta di singole gocce”
Kate Sheppard

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

Il lago prezioso

Meta scelta da molti turisti e alquanto suggestiva, sia nella stagione invernale che in quella estiva, è il Lago di Braies, bellezza naturale immersa tra le Dolomiti.
Nato a seguito di una frana, leggenda narra che sotto le sue acque blu intenso, ci siano oro e pietre preziose: selvaggi che abitavano le montagne circostanti decisero di aprire delle fonti sotterranee per nascondere le loro ricchezze sott’acqua, impedendo così ad altri, di potersene impossessare.
Trattasi di un vero e proprio gioiello, per la sua affascinante bellezza incontaminata e per i tesori, che forse, cela.

Il dubbio

Enough (Simply Red, 1989)

…Ebbene, non lo so.
Non so se l’attimo del trapasso dalla vita alla morte segua le medesime regole e gli stessi percorsi in ogni situazione, non so nemmeno se posso dire di averlo realmente affrontato.
Il dubbio rimane.
Poiché, se ora posso raccontare ciò che ho da dire, non sono in grado di affermare con certezza di aver vissuto tutto ciò come qualcuno effettivamente ed eccezionalmente ritornato dall’aldilà. Magari, più banalmente, potrei giurare e spergiurare di avere immaginato tutto, di averlo sognato…
Ecco, di averlo certamente sognato!
La mente umana, è un fatto, non ha la capacità di sostenere contemporaneamente entrambe le esperienze di vita e di morte. O si sta da una parte o si sta dall’altra, non esiste una mezza via… oppure no?
Il dubbio rimane.
Non mi tormenterò nell’incertezza di dover decidere quando e come la mia coscienza ha ripreso a funzionare, o se sia ancora inconsapevolmente in balìa di se stessa e dei suoi infiniti trabocchetti.
Mi limiterò a raccontare questa storia a chi vorrà darmi la sua attenzione.
A voi l’onere della scelta se credermi oppure no.

Sentii una voce che mi chiamava, era lontana e non la riconobbi. Era una voce di donna. Aprii gli occhi ma una luce potentissima mi accecò. Fu doloroso, come se qualcuno mi avesse premuto coi pollici nelle orbite. Automaticamente richiusi gli occhi. Poi, piano piano, tutto si attenuò.
Lentamente li riaprii e riuscii a distinguere delle figure.
Ero in un letto, l’ambiente intorno mi ricordava la stanza di un ospedale. La luce del sole filtrava attraverso le fessure delle persiane abbassate.
La voce riprese a parlare: «Carlo, ben tornato! Come ti senti?», un’infermiera di bell’aspetto e dall’aria gentile mi sorrideva tenendomi il polso.
«Ho abbassato le persiane, così potrai riposare gli occhi.» aggiunse mentre armeggiava tra flaconi trasparenti e valvole della flebo.
Cercavo di parlare ma la voce non usciva.
L’infermiera mi fermò: «Carlo, non sforzarti! Sei rimasto in silenzio per molto tempo… Cerca di fare un lungo respiro, poi prova a parlare, ma senza fretta.»
Seguii il suo consiglio, respirai profondamente, ma quasi subito un grumo nella gola mi tolse il fiato. Mi mancò il respiro e tossii violentemente, un blocco di catarro mi uscì dalla bocca insudiciando il fazzoletto di carta prontamente allungatomi dall’infermiera.
«Grazie…», fu la prima cosa che, con un filo di voce, riuscii a pronunciare.
«Carlo, ho avvisato il dottore, sarà qui a momenti… Ora rilassati che ti sistemo il letto.»
L’infermiera era una donna sulla quarantina, corpulenta ma dai bei lineamenti. Era bionda, portava i capelli a coda di cavallo e un paio d’occhiali da vista che facevano risaltare il verde acqua marina dei suoi grandi occhi.
Indugiai lo sguardo tra la bocca carnosa e i seni generosi della donna intenta a rimboccarmi le lenzuola. Lei se ne accorse e sorrise. «Finalmente ti sei svegliato e mi sembra che ti stai riprendendo in fretta… Io sono Barbara, mi sto occupando di te da quando sei arrivato. Hai avuto un brutto incidente ma ora il peggio è passato…» mi confidò. Poi incrociò il suo sguardo col mio e mi parve che la sua espressione si fosse fatta vagamente maliziosa.
In quel momento entrò un uomo calvo con un camice bianco sbottonato che lasciava intravedere una camicia azzurra e una cravatta bordeaux. Aveva una mano infilata in tasca mentre l’altra impugnava una cartellina blu. Anch’egli portava gli occhiali, mi guardò e mi fece un sorriso di cortesia. «Buongiorno, sono il dottor Martini… Finalmente ci siamo svegliati eh? Come si sente?»
Cercai di schiarirmi la voce e riprovai a parlare: «Buongiorno dottore. Mi sento un po’ debole, comunque sto bene, direi… Ma non ricordo nulla, come mai sono in ospedale?»
«La memoria le tornerà, vedrà, e ho già provveduto a far avvertire la sua famiglia che si è svegliato. Dovrebbero arrivare da un momento all’altro. Loro le forniranno tutte le informazioni che desidera. Io, signor Carlo, mi devo occupare della sua salute e vedo che tutto procede per il meglio. Ora la lascio tranquillo, ripasserò più tardi.»
Diede all’infermiera alcune istruzioni e con un cenno di saluto se ne andò.
Eseguiti i suoi compiti si congedò anche l’infermiera. Appena ebbe finito di regolare la flebo mi disse che sarebbe poi passata a controllare, m’indicò il pulsante delle urgenze nel caso avessi avuto bisogno di qualcosa e uscì chiudendo la porta dietro di sé.
Rimasi solo nella stanza e mi guardai attorno, nella testa avevo un vuoto, un vuoto assoluto, mi ricordavo a malapena il mio nome. Chiusi gli occhi, cercai di frugare nella memoria in cerca di qualche traccia…

…Eppure sono morto. So di esserlo. Non posso essere vivo, non dopo che un camion mi è passato sopra schiacciandomi e riducendomi come una frittella.
Lo ricordo bene. Mi sono alzato da terra dopo esser caduto dalla bici e ho fatto appena in tempo a girarmi e veder luccicare il radiatore cromato del tir che mi stava investendo. Una frazione di secondo, certo, ma ce l’ho stampato tutto nella mente con assoluta precisione: il colpo tremendo, il rotolare sotto, le ruote che mi hanno triturato sfracellandomi sull’asfalto, ricordo tutto.
Nessun dolore, non c’è stato il tempo. Solo la consapevolezza che la mia vita era terminata.
Ricordo la voce di mia madre che mi chiamava e mi diceva di non guardare, di andare via da lì, che non sarebbe stato bello vedermi ridotto a quel modo.
Tutto normale, come se niente fosse. È successo, tutto qui.
O forse no. Forse è tutto frutto dell’immaginazione. Una conseguenza strana, bizzarra, di quello che gli esperti chiamano “shock post traumatico”, può darsi. Ricordo di aver camminato andando via dal luogo dell’incidente, di averlo fatto con le mie gambe con assoluta calma, senza voltarmi, come se tutto ciò non mi riguardasse. Ricordo che la gente mi passava di fianco senza degnarmi di uno sguardo, correvano, si agitavano, erano tutti sconvolti per ciò che era successo sulla strada dietro di me. Avevo ancora nella testa la voce di mia madre, la cercavo ma non riuscivo a vederla.
Ero orfano, eppure la sua voce l’avevo sentita, non mi ero sbagliato…

Aprii di nuovo gli occhi, ero nel mio letto d’ospedale, nella testa avevo solo una grande confusione. Il ricordo dell’incidente era azzerato. La memoria gioca brutti scherzi a volte.
All’ospedale ci rimasi ancora qualche giorno, poi tornai a casa dai miei genitori. Alla fine la diagnosi si risolse in un forte trauma cranico con perdita di coscienza per un paio di giorni e perdita parziale della memoria, un taglio e cinque punti in testa, mezza faccia pesta come quella di un pugile dopo un knockout, una spalla dolorante, una clavicola lussata e tre costole rotte.
Lentamente ripresi la vita di sempre.
Qualche tempo dopo, grazie alle dichiarazioni di alcuni testimoni dell’incidente, mi raccontarono come si svolsero i fatti. Successe che caddi dalla bicicletta mentre stavo pedalando verso casa, mi ero appena rialzato quando sopraggiunse un grosso camion che per non travolgermi frenò bruscamente e sterzò a sinistra sbandando e finendo la sua corsa qualche decina di metri più avanti. Fu un vero miracolo non finire sotto le sue ruote, fui però preso di striscio e il colpo mi scaraventò quasi nel fosso a lato della carreggiata. La caduta poi non mi procurò ulteriori danni perché attutita dalla vegetazione.

Sarà, mi accontento di questa versione poiché tutto quadra.
Tuttavia, dopo così tanti anni, gli attimi dell’incidente rappresentano per me ancora un punto di domanda. Un luogo sconosciuto e inaccessibile della mia mente, un vuoto mai riempito, un recesso buio, impermeabile al ricordo… Se non alla fantasia di morte che ho descritto sopra.
E ogni tanto mi chiedo se, in questo caso, realtà e fantasia non si siano messe a bisticciare duellando in equilibrio precario su quel filo dannatamente sottile che in egual misura divide e unisce la vita e la morte.
Il dubbio rimane.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
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