Giorno: 1 Febbraio 2019

Giorno del ricordo a Tresigallo

Da: Biblioteca di Tresigallo – Comune di Tresignana

In occasione del Giorno del Ricordo presentazione dell’iniziativa “Da Venezia all’esodo” immagini e commenti a cura di Flavio Rabar, Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Venerdì 8 febbraio alle ore 18,00 presso la Casa della Cultura di Tresigallo

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale».

La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.

Domenica 3 Febbraio: la nuova mostra nel castello estense

Da: Organizzatori

Ferrara Cantiere Aperto

Passeggiate Cultuali nella trasformazione della “Città Pentagona”

Domenica 3 Febbraio

ore 15.20

Un nuovo percorso espositivo nel Castello Estense

“Dipingere gli Affetti”

La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento

attraverso il Castello Estense e la città di Ferrara dopo gli Este

Appuntamento ore 15.20

Partenza della visita guidata alle ore 15.30 presso la Biglietteria del Castello Estense.

Invito all’apertura del Corso di danze dell’ottocento

Da: Organizzatori

La Società di Danza Circolo Ferrarese invita al nuovo corso di Danza di società di tradizione ottocentesca e danza scozzese che si aprirà mercoledì 6 febbraio. Gli interessati potranno partecipare liberamente ad una coinvolgente e divertente lezione di prova gratuita

mercoledì 6 febbraio alle ore 20,00
presso il Centro Sociale Il Parco – Via Canapa 4, Ferrara

La serata di prova gratuita è aperta a giovani e adulti per conoscere e provare le danze di società che comprendono sia danze di gruppo, come Contraddanze e Quadriglie, sia danze di coppia, come Marce, Valzer figurati, Mazurka, Polka e Galop. Le danze sono ricostruite sulla base dello studio dei manuali di danza ottocentesca europea e riproposte come momento di coinvolgimento tramite coreografie di gruppo, in cui ogni singolo danzatore è in continua relazione con l’intero gruppo.
La Società di Danza Ferrarese è parte della Federazione Nazionale Società di Danza diretta da Fabio Mòllica, è presente in oltre 50 città in Italia e si occupa dal 1991 di studio, pratica e diffusione della danza storica e in particolare ottocentesca. Propone un sistema di danza di società basato sulla tradizione, che coniuga arte del ballo e associazione attraverso la danza di società.
L’attività di ricerca e divulgazione della Società di Danza comprende la ricostruzione di Gran Balli Ottocenteschi in palazzi storici, teatri e piazze, stage, convegni, seminari teorico-pratici di danze storiche.
Sviluppa progetti di carattere nazionale, come i Gran Balli Risorgimentali, finalizzati alla celebrazione della storia del Risorgimento italiano, o come i Gran Balli dell’Unione Europea, per celebrare la comune identità storico-culturale dei Paesi europei.

Le attività di danza ottocentesca della Società di Danza Circolo Ferrarese permettono ai soci di partecipare a numerosi Gran Balli Ottocenteschi e Gran Balli Risorgimentali in tutta Italia. In particolare a Ferrara è previsto un Gran Ballo Risorgimentale a marzo presso il Palazzo Municipale.
Ulteriori informazioni sono consultabili al sito
www.societadidanza.it

Il personale del comune di Comacchio cambia orario di servizio

Da: Comune di Comacchio – Segreteria Generale

I lavoratori del Comune di Comacchio, a decorrere da Lunedì 4 febbraio 2019, modificheranno il proprio orario di servizio, a seguito dell’adozione del nuovo “Regolamento sulla disciplina dell’orario di lavoro del personale dipendente”, approvato con delibera di Giunta Comunale n.421 del 19/12/2018, disponibile in Albo Pretorio sul sito internet istituzionale dell’Ente.

Dal nuovo testo si evince che, ad esclusione di alcuni servizi essenziali, gli altri svolgeranno il proprio orario di servizio distribuito su cinque mattine più due pomeriggi dal lunedì al venerdì e non più sei mattine dal lunedì al sabato. Si rimanda sempre al sito ufficiale del Comune, per il reperimento di tutte le novità e gli aggiornamenti in via di definizione.

Alan Fabbri (Ln): “Raccolta firme a favore di Salvini e contro le azioni negative di Bonaccini”

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

ALAN FABBRI (LN): “RACCOLTA FIRME A FAVORE DI SALVINI E CONTRO LE AZIONI NEGATIVE DI BONACCINI. IL DECRETO SICUREZZA? NECESSARIO PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI”

“Saremo in mezzo alla gente per appoggiare le politiche del nostro segretario federale, Matteo Salvini, e per dare voce ai cittadini di tutta la regione contro le azioni negative di Bonaccini che vuole minare il decreto Sicurezza. Noi crediamo fortemente in questo decreto che dà a sindaci e amministratori gli strumenti giusti per contrastare fenomeni di criminalità sui quali troppo a lungo il Pd ha lasciato correre. In alcuni Comuni dell’Emilia Romagna amministrati dal centrodestra, tra cui Bondeno, abbiamo adottato quello che il decreto prevede per riformare il regolamento di polizia locale e la stessa cosa faremo se i cittadini vorranno dare alla nostra coalizione, il prossimo maggio, la guida della città di Ferrara”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna, ha partecipato questa mattina, a Bologna, presso la sede della Regione, alla conferenza stampa di presentazione della raccolta firme organizzata dalla Lega, alla presenza di Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura e Jacopo Morrone, sottosegretario alla Giustizia, a sostegno dell’operato del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, relativamente alla vicenda Diciotti e contro il ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto Sicurezza, deliberato dalla giunta regionale di via Aldo Moro.

“Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Sicurezza mettendo in atto, a nostro avviso, una azione politica strumentale, in chiave anti governativa, che non dovrebbe spettare ad un ente amministrativo, bensì eventualmente al Partito democratico come opposizione”, spiega Fabbri “e per fare questo, verranno spesi soldi pubblici”.

Il decreto “a contrario di quello che il Pd tenta invano di far credere non toglie diritti, ma anzi li garantisce a tutti i cittadini, e risponde all’esigenza non più rinviabile di mettere mano alla questione immigrazione, definendo regole chiare”. Inoltre “come ricaduta concreta e subito spendibile lascia ampio margine ai sindaci per operare contro l’illegalità”. A Bondeno, per esempio, il consiglio comunale ha approvato “la possibilità per gli agenti di entrare nelle scuole in accordo con la dirigenza, per contrastare il fenomeno del bullismo” e ha dato il vIa libera all’utilizzo del Daspo “come mezzo per allontanare persone indesiderate, come per esempio gli spacciatori, da luoghi frequentati da minori”.

Tornando alla raccolta firme Fabbri conclude: “L’occasione dei banchetti sarà importante per confrontarci con i cittadini e per dare voce al sostegno degli italiani alle azioni del ministro Salvini”, conclude Fabbri “per questo, già a partire da domani, attendiamo tutti nelle piazze dei Comuni ferraresi”.

Segue elenco banchetti in provincia di Ferrara e dispositivo del modulo.

DISPOSITIVO

Ecco il dispositivo come presente sul documento sottoposto ai cittadini.

“I sottoscritti chiedono al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, di NON presentare davanti alla Corte Costituzionale il ricorso, deliberato dalla Giunta regionale con Dgr n.16 del 7 gennaio 2019, per la questione di legittimità costituzionale del Decreto 4 ottobre 2018, n.113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n.132, noto come ‘DECRETO SICUREZZA’.

I sottoscritti non si riconoscono nell’azione giudiziaria intrapresa dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che considerano determinata da motivi strumentali e di pregiudizio politico e che va contro gli interessi della comunità, oltre a pesare sulle casse regionali per svariate migliaia di euro.

I sottoscritti, altresì, ritengono che i contenuti e gli obiettivi del cosiddetto ‘DECRETO SICUREZZA’, approvato legittimamente e a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano e firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondano appieno al programma di Governo e alle pressanti richieste di inversione delle politiche immigratorie e in materia di sicurezza sollecitate in questi ultimi anni dall’intera collettività nazionale. I sottoscritti, pertanto, credono che l’azione del ministro dell’Interno, sen. Matteo Salvini, e dell’intero Governo sia indispensabile per garantire al Paese una situazione di maggiore legalità, sicurezza e giustizia”.

BANCHETTI

1) Ferrara, Corso Martiri della Libertà, sabato e domenica, ore 10.00-13.00;

2) Terre Del Reno, domenica, mercato a S. Carlo (Piazza Pola);

3) Bondeno, sabato, piazza Garibald,i ore 10:00;

4) Cento, sabato, piazza Guercino angolo Uno più, ore 16:00 -19:00;

5) Vigarano Pieve, domenica, parcheggio fianco Chiesa Via Mantova;

6) Argenta, Corso Matteotti, adiacenze Banca BPM, sabato e domenica, ore 9.00-13.00;

7) Copparo, piazza della Libertà, sabato e domenica, ore 09.00 -12.00

Inaugurazione della mostra Este Viva

Da: Museo Archeologico Nazionale

2 febbraio 2019
ore 11.00

Inaugurazione della mostra

ESTE VIVA
50 anni di Ente Palio

Si inaugura a Palazzo Costabili ESTE VIVA, la mostra che ripercorre i 50 anni della rievocazione storica del Palio rinascimentale di Ferrara.
Abiti, strumenti, bandiere, stendardi e pali, unitamente a ceramiche graffite quattrocentesche, documenti, foto, articoli e riproduzioni degli affreschi di Palazzo Schifanoia, saranno in esposizione fino al 10 marzo.

Poste Assicura promuove “I mesi della prevenzione”

Da: Poste Italiane – Media Relations

Ferrara, 1 febbraio 2019 – Nonostante i continui progressi della medicina, che negli ultimi decenni hanno consentito un significativo aumento dell’aspettativa di vita, la prevenzione resta lo strumento più importante per combattere in maniera efficace molte patologie. Oltre a mantenere uno stile di vita sano, svolgendo regolarmente attività fisica, è necessario dunque sottoporsi periodicamente a controlli e visite mediche specialistiche. Per promuovere la cultura della prevenzione, Poste Assicura – la compagnia assicurativa Ramo Danni del Gruppo Poste Italiane – lancia l’iniziativa “Mesi della prevenzione 2019”: tutti coloro che sottoscriveranno una polizza sanitaria “Posteprotezione Innova Salute Più” entro il 28 febbraio 2019 potranno usufruire gratuitamente di una prestazione medico-sanitaria specialistica (dalla mammografia all’ecografia tiroidea all’esame della pelle con epiluminescenza digitale).
I cittadini della provincia di Ferrara potranno prenotare le prestazioni presso le 14 strutture convenzionate del network PosteProtezione presenti sul territorio (l’elenco è disponibile sul sito www.poste-assicura.it).
Per ottenere l’omaggio della prestazione occorre contattare precedentemente il Call Center di Poste Assicura che, una volta verificata la regolarità dei pagamenti, pre-autorizzerà la prestazione medico-specialistica presso la struttura convenzionata indicata dal cliente. Successivamente sarà il cliente stesso a prenotare in autonomia la prestazione presso la struttura convenzionata prescelta.
La polizza sanitaria “Posteprotezione Innova Salute Più”, disponibile in tre differenti formule (Grandi Interventi Chirurgici, Diaria e Rimborso Spese Mediche), offre in ogni caso un check-up gratuito annuale e la possibilità di acquistare a parte anche la copertura per le cure dentarie.

Hansel e Gretel: una fiaba con ombre, pupazzi e video al teatro Barattoni

Da: Organizzatori

Dopo i riscontri entusiasti registrati in occasione dei primi due appuntamenti a San Giovanni e Vaccolino, la rassegna Junior! Pomeriggi a Teatro approda al Barattoni di Ostellato, con uno degli spettacoli di maggior impatto ed originalità di questa stagione. Domenica 3 febbraio alle ore 16 andrà infatti in scena Hansel e Gretel… ovvero la trappola perfetta, una delle più recenti produzioni del Teatrombria di Firenze. Capitanato dalla capocomica Grazia Bellucci, la compagnia inizia il suo percorso negli anni ottanta, dedicandosi in particolare al teatro d’ombre, e ricercandone evoluzioni e contaminazioni con pupazzi, maschere ed altri linguaggi ed elementi tipici del teatro di figura, divenendo negli anni una delle realtà più riconosciute a livello nazionale ed oltre in questo particolare genere teatrale. Il lavoro prende spunto dalla casa di marzapane nel cuore della foresta: un’immagine che toglie il respiro e fa venire l’acquolina in bocca. Un’immagine attraente e tentatrice, che nessuno dimentica… e che terribile rischio si corre se si cede alla sua tentazione! Grazie ad una ricca messinscena realizzata con pupazzi, ombre, videoproiezioni e attori, lo spettacolo propone allo spettatore di tutte le età una originalissima interpretazione della famosa fiaba tradizionale. La fascinazione del teatro d’ombre si mescola con le immagini rarefatte della proiezione video, dando luogo a un linguaggio nuovo: il ritmo non lascia un attimo di respiro e coinvolge completamente lo spettatore, toccando nel profondo le sue corde emotive.
Lo spettacolo è ad ingresso gratuito, ed è adatto a tutti a partire dai 3 anni di età. Il prossimo appuntamento è in programma per domenica 10/2 a Porto Garibaldi, presso la Palestra delle Scuole Medie (via Pastrengo 1), dove la compagnia All’InCirco presenterà lo spettacolo Marionette Cabaret. Il programma completo della rassegna è disponibile sui siti www.sipariostellato.it e www.comacchioateatro.it. Infoline 349 0807587. Per ricevere aggiornamenti sulle prossime attività è possibile seguire le pagine Facebook ‘Comacchio a Teatro’ e ‘Sipariostellato’.

Laboratorio teatrale per genitori e figli

Da: Ufficio Comunicazione Comune di Copparo

La biblioteca comunale Anne Frank organizza il laboratorio teatrale per genitori e figli “Dillo con parole mie”, percorso teatrale destinato a coppie di partecipanti composte da genitori insieme ai propri figli, a partire dai 6 anni. Attraverso una proposta di giochi teatrali fisico-vocali, ogni incontro sarà incentrato sull’approfondimento di una diversa emozione.
Il laboratorio diverrà un’occasione per “incontrarsi” in modo diverso, raccontandosi a vicenda gioie, paure e sogni e, attraverso il gioco, arrivare a una più profonda, reciproca conoscenza.
Il corso si realizza in cinque incontri complessivi, da febbraio a giugno, un sabato al mese dalle 15 alle 17, presso la Galleria Civica Alda Costa (Copparo, via Roma 36).
Il laboratorio sarà condotto da Alessia Passarelli, regista, attrice e pedagogista teatrale nel sociale, da più di dieci anni impegnata nell’ideazione e conduzione di progetti sul territorio nazionale.
La presentazione del corso si terrà mercoledì 6 febbraio, alle ore 17.30 presso la biblioteca comunale Anne Frank di Copparo.
Per info e iscrizioni 0532 864633-632, biblioteca@comune.copparo.fe.it

Weekend al Meis: “Il giardino che non c’è”, i primi mille anni di ebraismo italiano e i testimoni della Shoah

Da: Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Meis

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Via Piangipane 81, Ferrara) è aperto per tutto il weekend dalle 10.00 alle 18.00 e propone ai visitatori una ricca offerta culturale.

Innanzitutto lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli ebrei italiani”, a cura di Giovanni Carrada (tra gli autori di “Superquark”) e Simonetta Della Seta (Direttore del MEIS): duemiladuecento anni di storia e di cultura italiana in ventiquattro minuti, visti e raccontati attraverso gli occhi degli ebrei.

L’installazione introduce al percorso espositivo “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, che racconta come l’ebraismo italiano si è formato e sviluppato dall’età romana al Medioevo, e come ha costruito la propria peculiare identità, anche rispetto ad altri luoghi della diaspora. Attraverso i contributi video di alcuni esperti, oggetti preziosi e rari, pause immersive, inserti multimediali, ricostruzioni (il Tempio di Gerusalemme, l’Arco di Tito, le catacombe ebraiche, le sinagoghe di Ostia e Bova Marina), suoni e musiche, l’allestimento individua le aree di origine e dispersione del popolo ebraico, e ripercorre le rotte dell’esilio verso il Mediterraneo occidentale. Documenta la permanenza a Roma e nel sud, parla di migrazione, schiavitù, integrazione e intolleranza religiosa, in rapporto sia al mondo pagano che a quello cristiano. Segue la fioritura dell’ebraismo nell’Italia meridionale del Medioevo, prima della sua espulsione, e poi il precisarsi di una cultura ebraica italiana in tutto il Paese.

Prosegue la mostra “Il Giardino che non c’è” di Dani Karavan, ispirata dal “Giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani (che sotto il regime fascista fu detenuto proprio nel carcere poi trasformato in MEIS) e dall’omonimo film di Vittorio De Sica. Accanto al modello del Giardino e a diversi materiali dell’installazione pensata da Karavan per la città di Ferrara, il manoscritto originale del romanzo di Bassani e un itinerario tra alcuni degli oltre cinquanta lavori site specific firmati dallo scultore israeliano in giro per il mondo: il memoriale sui Sinti e i Rom a Berlino, la camminata sui diritti umani a Norimberga, l’omaggio a Walter Benjamin a Portbou e il monumento al deserto nel Negev.
“Il Giardino che non c’è” è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Ferrara, con il sostegno di BASSANI 1916-2016 – Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani, Coop Alleanza 3.0, FER, Centro Studi Bassaniani e Fondazione Giorgio Bassani.

Nel bookshop del Museo è, inoltre, possibile assistere alla proiezione di “Eravamo italiani”. In 50 minuti, il docufilm di Ruggero Gabbai (autori Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto) raccoglie le testimonianze di quei sopravvissuti italiani alla Shoah che, dopo la morte di Primo Levi, iniziarono a parlare all’interno del progetto dell’Archivio della Memoria della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.

Punto bici Parco Massari

Da: Gruppo consiliare M5S

Si discuterà lunedì 4 febbraio in consiglio comunale la proposta del M5S di creare un “PuntoBici” nel più bel parco della città.
Nella città delle biciclette “par excellence” ( o che aspira a diventare tale) non esiste un Punto Bici pubblico che svolga anche funzioni di accoglienza turistica dove gruppi di cicloturisti possano sostare, riposarsi, fare un pranzo al sacco magari riparati dalla pioggia , informarsi su localizzazione di meccanici di biciclette o, ancora meglio, con una attrezzistica di emergenza in loco, fare un minimo di manutenzione alle loro biciclette, il tutto potendo anche usufruire di bagni e servizio bar.
Il M5S , con una mozione del consigliere Claudio Fochi, propone di creare un PUNTO BICI pubblico e attrezzato all’interno dei 4 ettari del Parco Massari, il più bel parco cittadino, già dotato di toilette pubbliche, punto ristoro e con orari di apertura ragionevolmente estesi.
Il Parco Massari si trova a poche centinaia di metri sia dalla pista ciclabile delle Mura cittadine che dal Parco Giorgio Bassani e quindi dalla ciclabile che porta all’argine del Po , dove si sviluppa la “Destra Po”. E’ ragionevolmente vicino al più congestionato centro storico ma non in zona pedonale. Inoltre, come viene illustrato nella mozione citata http://www.comune.fe.it/5916/mozione-creazione-di-un-punto-bici-al-parco-massari-di-ferrara che alleghiamo, rientra in un’area che sarà soggetta ad interessanti investimenti turistico museali che hanno anche lo scopo di sviluppare un polo attrattivo (Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo Massari, Palazzina Cavalieri di Malta ) che assorba una parte del flusso turistico che tende attualmente a concentrarsi nella zona pedonale del centro storico (Castello-Cattedrale).
In questo periodo il cicloturismo e la mobilità ciclabile in generale vivono un grande fermento, tenuto conto anche della Legge dell’11 gennaio 2018 nr. 2 sullo “Sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, del Progetto Vento (ciclabile da Torino a Venezia che passa per Ferrara), al quale aderisce il nostro comune , e del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica. I comuni dovranno adottare i Piani Urbani della Mobilità Ciclistica (BICIPLAN) nell’ambito del PUMS, quali settori urbani della mobilità sostenibile.
Nel contesto di tale fermento, crediamo possa inserirsi la nostra proposta, che ha il triplice scopo di dotare Ferrara di un Punto Bici pubblico che sia anche accoglienza turistica , utilizzare una piccola parte di uno splendido parco cittadino già dotato di infrastruttura di ristoro e bagni, potenziare l’offerta turistica in un polo della città soggetto a sviluppo ed ampliamento.
Per incentivare il ciclo turismo , oltre ad aumentare il chilometraggio ciclabile, crediamo sia anche opportuno infrastrutturarlo con adeguati investimenti, in un settore turistico previsto in forte trend di crescita.

Il Montalcini alla Camera di commercio

Da: Addetta stampa IIS Montalcini

INNOVAZIONI E TRASFORMAZIONI NELL’ORIZZONTE LAVORATIVO: gli alunni del Montalcini al Convegno della Camera di Commercio di Ferrara In un universo lavorativo caratterizzato da continue trasformazioni che si susseguono con sorprendente rapidità , la stretta interconnessione tra scuola e realtà professionale è diventata un’esigenza irrinunciabile. Il mercato del lavoro e i suoi recenti percorsi evolutivi e innovativi é il tema su cui si è incentrato il convegno ESSERE BRAVI NON BASTA ,IN VIAGGIO TRA LA SCUOLA E IL LAVORO , che ha avuto come finalità quella di offrire ai giovani una maggiore e migliore conoscenza del mercato del lavoro fornendo strumenti per valutare le diverse alternative formative e gli sbocchi professionali. La classe 5° dell’Istituto Tecnico Economico ” Montalcini”di Portomaggiore ha avuto così la possibilità di fare tesoro dei numerosi spunti di riflessione offerti dai discorsi dei relatori. Per i giovani che si affacciano alla realtà lavorativa , siano essi diplomati o laureati , diventa fondamentale capire quali siano le figure professionali più richieste oggi dalle imprese. Viviamo in una società proiettata verso la digitalizzazione e soggetta all’utilizzo di tecnologie che cambiano ad una velocità vertiginosa e Questa realtà non deve , tuttavia, assoggettare del tutto la capacità di pensiero che contraddistingue ogni essere umano. Le nuove tecnologie digitali , infatti, non dovrebbero mai annullare lo spirito critico e la creatività dei soggetti pensanti , ma supportarli. La Scuola è un ottimo trampolino di lancio per preparare i ragazzi al loro futuro lavorativo ma , l’esperienza insegna, che un diploma o una laurea conseguiti con ottimi voti , non sono automaticamente garanzia di affermazione e successo . Servono determinazione, flessibilità mentale, necessità di tenersi costantemente aggiornati e soprattutto capacità di non arretrare di fronte alle difficoltà , ma cercare di affrontarle , anche a rischio di commettere errori , poichè anche da quelli si può imparare qualcosa.

Dc – Lega rottura

Da: Giuseppe Toscano Segretario Regionale DC Emilia Romagna

Nel luglio dell’anno scorso presentammo in una conferenza stampa la Democrazia Cristiana a Ferrara dopo anni di lavoro per farla rinascere in Italia. Perché? Non dimentichiamo il disagio che esiste ed è profondo in tutta la Nazione fra la gente; l’insoddisfazione dei giovani ed anziani; la protesta generalizzata; l’insofferenza verso le sfacciate ingiustizie; il contrasto tra paese reale e legale; la dimostrazione del diffuso scontento della società civile insieme con l’esigenza di trovare uno sbocco politico democratico per modificare a Ferrara (molto più che altrove) la crisi che è sotto il livello di guardia.
Credemmo che un accordo con la Lega (libera di trovarsi altre liste collegate) potesse creare un forte gruppo politico per dare la spallata alla gestione del Comune retto da 70 anni dal PCI (poi nascosto sotto mutevoli sigle con alleanze sempre peggiori). Il concorso comune era basato non solo su fatti settoriali, ma come parti che guardavano l’intera comunità ferrarese e la sua dinamica di sviluppo.
La DC si mise subito in moto rivisitando le sue storiche zone d’influenza incontrando consenso che poteva essere raccolto nella campagna elettorale del maggio 2019.
Inspiegabilmente in un recentissimo incontro politico (che potremmo chiamare quello di Sgarbi) e in un altro per la creazione del Comitato elettorale del centro destra la DC non è stata invitata. Sono seguite cortesi scuse della Lega che ha cercato di minimizzare l’accaduto.
Al di là del dovuto rispetto personale, mancato incredibilmente, noi abbiamo constatato che questo comportamento è politicamente inaccettabile rivolto ad un grande partito storico che voleva solamente contribuire a cercare di far politica a Ferrara.
Prendo atto che la rottura è avvenuta non certo per causa nostra, ma c’è! Questo è un brutto modo di affrontare la fase finale del confronto elettorale.
Come ho già detto la DC non sarà presente nella scheda elettorale, affatto in collegamento con la lega, con grande rammarico mio e disappunto degli iscritti e degli amici.

Identita’ perdute di Ruben Garbellini – esposizione personale Ferrara

Da: Organizzatori

Ruben Garbellini, una vita dedicata all’arte tra Italia e Francia, Parigi in particolare, sua città d’elezione, torna ad esporre a Ferrara dalla prima personale che, ancora adolescente, nella città estense segnò proprio il suo debutto nel 1995.

Dal 2 febbraio al 2 aprile gli spazi di Alchimia Ferrara accoglieranno una nutrita serie di opere dell’artista, quasi una carrellata antologica sulla sua produzione pittorica che va dalla prima giovinezza ad oggi, il cui soggetto principe è la figura umana e soprattutto la figura femminile, da sempre prediletta dall’artista.

L’esposizione sarà presentata dalla art curator Elisabetta Pozzetti. La Pozzetti ha scelto il titolo “Identità perdute”, riferendosi tra gli altri significati anche alla vita nomade che hanno gli stessi quadri -forse specchio di quel nomadismo che caratterizza il loro autore- e della facilità con cui identità umana e pittorica -Garbellini lavora sempre con modelli in posa, dal vero- tendono a sovrapporsi e poi, fatalmente, a perdersi nelle vicende legate all’opera stessa, che una volta terminata si svincola definitivamente dal suo autore, sovente perdendosi per sempre.

Vernissage sabato 2 febbraio 2019 alle ore 17 – presentazione a cura di Elisabetta Pozzetti
ingresso libero

INFORMAZIONI

“Identità perdute” di Ruben Garbellini
Presentazione di Elisabetta Pozzetti
Luogo: ALCHIMIA
Indirizzo: Via Borgo de’ Leoni 122, Ferrara
Quando: dal 02/02/2019 – al 02/04/2019
Vernissage: sabato 2 febbraio 2019 ore 17
Autore: Ruben Garbellini
Presentazione: Elisabetta Pozzetti
Orari: lunedì – sabato 9 -12 e 14 -19 o su appuntamento
Contatti: 0039 348 89 16 975

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Ricordo di due lettori… amori clandestini, sfacciati, rimpianti

Come hanno vissuto i nostri lettori gli amori che non sanno aspettare e non si curano di essere visti? Una lettrice e un lettore ci raccontano gli incontri che non dimenticheranno.

Occasione persa, eterno rimpianto

Cara Riccarda,
anni fa ho incontrato una donna (io ero già impegnato), che riuniva in sé due caratteristiche per me fatali: la brillantezza e la sensualità inconsapevole. Ci sono cascato. Pur rendendo nota la mia situazione sentimentale, non sono stato capace di gestirla: è stato un incontro tra due anime che dovevano camminare insieme e trovare un percorso. Lei, più capace di me, ha sopportato finché non si è stancata. Ancora ci penso e credo che avrei dovuto cogliere con lei quel momento per quello che era e per quello che rappresentava oppure avrei dovuto dire di no. Forse così non l’avrei persa, oggi mi manca ancora.
N.

Caro N.,
Calvino li chiamava gli amori difficili. Lo hai scritto tu che le vostre anime ‘dovevano’ e non ‘potevano’ camminare insieme. Dovevano, ma non è stato, e credo ti rimarrà per sempre questo senso di unicità con lei. Ed è il suo bello.
Riccarda

Sfacciato ed effimero come un fuoco d’artificio

Cara Riccarda,
abbiamo vissuto un amore sfacciato e che se ne è fregato di tutto. Quante volte mi sono trovata come quei due amanti che descrivi al bar. Poi è finita. Succede così, i fuochi d’artificio si spengono presto.
Ale

Cara Ale,
in genere è inversamente proporzionale l’intensità di queste storie alla loro durata. Ma non è sempre un male passarci in mezzo, sono quelle esperienze che ci fanno smentire quello che pensavamo di noi e ammettere: non avrei mai immaginato di arrivare a tanto. Sappiamo che può capitare, sappiamo che anche noi possiamo farlo.
Riccarda

Potete scrivere a parliamone.rddv@gmail.com

La strage di bambini

Nicola, Elena, Thomas, Luigi, Michele, Esperanza, Nissen, Vivien… sono solo alcuni nomi della tristissima sequenza di bambini uccisi nel nostro Paese, da chi avrebbe dovuto insegnare loro a vivere. Gli ultimi di questi giorni, Giuseppe di Napoli e Alice di Bolzano Vicentino. E poi ci sono i volti senza nome, quei piccoli scomparsi per mano violenta, che non hanno fatto nemmeno in tempo a identificarsi in un nome a cui avevano diritto, ammazzati appena nati, abbandonati sugli scogli, gettati dalle scale o da un balcone, abbandonati tra i rifiuti in un centro di raccolta, come la cronaca ci consegna. Se esiste un’immagine raccapricciante, intollerante, mostruosa, orrenda, è proprio questa; un’immagine che scuote le coscienze e raggela, ma ancor oggi crea imbarazzo e riserve e rimane ancora un enorme tabù, perché l’infanticidio, il figlicidio, è qualcosa di abnorme che va oltre ogni possibilità di immaginazione e trattazione dal punto di vista razionale ed esplicativo. Supera status, condizione sociale, area geografica, da Latina a Como, da Catania a Milano, da Spoleto a Monza-Brianza, da Cagliari ad Ancona e Napoli. Stress, depressione, disagio relazionale familiare, separazione e divorzio, folli vendette, patologie psichiche latenti sempre più diffuse, costituiscono il terreno su cui basano questi atti estremi che noi commiseriamo o condanniamo, per un arco di tempo che ci permetta di tornare alla nostra tranquilla indifferenza, passato il clamore mediatico del momento. L’infanticidio è spesso frutto di una genitorialità difficile e le statistiche ci raccontano come la figura della madre sia la più esposta, nella maggioranza dei casi, al rischio. In molti casi tensioni, profonde incomprensioni mai risolte, desiderio di porre fine a criticità pesanti, covano in silenzio nella vita e nelle dinamiche delle famiglie, arrivando all’esasperazione, alla perdita di aderenza alla realtà, fino a sfociare in drammi che assumono contorni nefasti, prendendo forme distorte. Esplosioni di rabbia incontenibile, disperazione, raptus, incapacità di governare i propri istinti o gli eventi stessi della vita, arrivano all’estremo e generano morte. In alcuni casi ‘l’esecuzione’ raggiunge situazioni che stentiamo a comprendere: si toglie la vita al figlio per pietà, per risparmiargli i dolori che l’esistenza potrebbe riservargli, per salvare la propria creatura, per paura di ciò cui si va incontro. E’ il paradosso dell’accudimento. E’ difficile individuare il numero di infanticidi nel mondo; le stime dell’Oms indicano che il tasso globale di infanticidi tra bambini di età da 0 a 4 anni è pari al 4,5 e 5,8 su 100.000 mentre tra l’età dai 5 ai 14 anni è pari a 2.0-2.1 su 100.000. Cifre poco più che irrilevanti per la statistica ma di enorme significato sotto il profilo umano. Per oltre un quarto, l’omicidio è commesso dalle madri contro bimbi minori di 1 anno ed è impossibile prevederne la realizzazione perché spesso manca una chiara ed evidente patologia psichiatrica e l’azione violenta è l’espressione momentanea di una sorta di black-out della coscienza. Ci impressioniamo oltre modo, pronti a spendere parole di commozione per i fatti che riguardano la nostra epoca ma dobbiamo prendere atto che, da che mondo è mondo, la pratica dell’infanticidio ha schiacciato la dignità e la coscienza umana, con connotati e storia diversi. Nella mitologia greca esistono abbondanti episodi in cui i figli vengono sacrificati alle divinità o al fine del raggiungimento del potere. Saturno-Kronos divora i propri figli dopo che gli è stato profetizzato che avrebbe perso il trono per mano di uno di essi. Solo Giove-Zeus si salva, perché a Kronos viene consegnata una pietra nel fardello, al posto del neonato. Edipo viene abbandonato dal padre per un oracolo funesto e Medea, per vendicarsi del tradimento del suo sposo Giasone, che la ripudia per sposare Creusa, uccide i figli avuti da lui e ne divora le carni. Tra leggenda e storia ci sono anche Romolo e Remo abbandonati al loro destino sulle rive del Tevere, dopo che la madre Rea Silvia venne fatta uccidere da Amulio. Allattati da una lupa, secondo la leggenda, vennero trovati e adottati dal pastore Faustolo. Nell’antica Grecia e in epoca romana la pratica dell’abbandono e la destinazione alla morte riservata ai bambini era pratica che ricorreva spesso in caso di malformazione fisica, nascite da relazione illecita o violenza carnale, per problemi economici di sopravvivenza, per cattivo presagio. A volte i bambini venivano adottati, ridotti in schiavitù, indotti all’accattonaggio dopo essere stati storpiati, destinati alla prostituzione o alla manodopera nei campi. Anche se scampavano alla morte, erano comunque avviati a un destino crudele. Occorrerà arrivare all’epoca di Giustiniano che, con il Corpus Iuri Civilis, nel 529, riconobbe personalità giuridica al bambino che cessò, ma non del tutto, di essere semplicemente oggetto di proprietà di cui potersi disfare senza remore. Non dissimili le pratiche nel Medioevo, quando condizioni ambientali, tentativi di controllo delle nascite e talvolta problemi di divisione del patrimonio determinavano il destino di molti bambini che diventavano oggetto di allontanamento in luoghi difficili e impervi di difficile accesso, destinati alla morte. Nel 1118 all’Ospedale di Marsiglia nasce anche la prima ‘ruota’, un meccanismo che consisteva in un tamburo di legno rotante in cui venivano adagiati e lasciati i piccoli abbandonati, misericordioso tentativo di toglierli alla morte sotto le intemperie o esposti agli assalti di animali. Le ruote si diffusero rapidamente in tutta la Francia, in Italia, Spagna e Grecia ma non trovarono consenso nei Paesi Anglosassoni dove le pratiche conosciute continuarono. Nei secoli successivi il tema dell’infanticidio occupò l’attenzione dei giuristi e teologi diventando materia di discussione e trattazione più diffusa. Nel 700 comparvero le prime sentenze di morte sul rogo o sulla forca per imputazione di infanticidio. Un tragico tema, quello dell’infanticidio, che continua ad alimentare il dibattito sulle condizioni umane estreme, quelle che spaventano, inorridiscono, destabilizzano perché ci mettono davanti alla sfuggevole, mutevole, inspiegabile natura di certe sfaccettature dell’animo umano. L’uccisione di un bambino resta comunque una grande sconfitta di una società impotente a tutelare il diritto alla vita di un esserino e sostenere la fragilità di un adulto. Ogni infanticidio è la perdita di un pezzetto di futuro per tutti noi.

Parsons Dance invade il Teatro Claudio Abbado

di Monica Pavani

Invadono il palco come meteore, i danzatori della compagnia americana Parsons Dance – protagonisti di un entusiasmante appuntamento della stagione di danza del Comunale – e lo lasciano in preda a una specie di febbre, di energia scoppiettante e vulcanica. L’abilità acrobatica e la predominanza della musica quale motore del movimento sono due degli ingredienti che mandano il pubblico in visibilio – anche in modo sconsiderato, visto che gli applausi spesso e volentieri partono a ritmo fastidiosamente televisivo. Gli otto ballerini in scena vanno puntualmente a costituire un insieme molto più corposo del loro numero effettivo, tanta è la sincronizzazione e la fluidità di quanto vanno a comporre una coreografia dopo l’altra.

A detta dello stesso David Parsons, fondatore della compagnia nel 1985, il suo obbiettivo artistico è quello di far sì che più persone possibile possano sperimentare la meraviglia della danza. E indubbiamente il godimento estetico non può non colpire l’occhio dello spettatore, che viene avvolto da un turbine di suoni e di gesti caratterizzati da una fluidità estrema. E tuttavia, lo spettacolo nel suo complesso poteva colpire per un curioso paradosso temporale. Il massimo sperimentalismo è sembrato infatti scaturire dal pezzo più datato, ‘Caught‘, del 1982, dove la danza della bravissima Zoey Anderson (un tempo eseguita dallo stesso David Parsons): la danza diventa volo con le ali spezzate da un incantatorio gioco di luci stroboscopiche nel cielo sonoro della chitarra di Robert Fripp, chitarrista del gruppo rock inglese King Crimson. Fra una comparsa e l’altra nella luce ‘normale’ del palco, la danzatrice si dissolve nel buio intermittente e in esso sembra sfidare le leggi della fisica: resta sospesa in aria, cammina con i piedi sollevati come se galleggiasse sull’acqua, sfreccia da un lato all’altro del palco al pari di un semplice e sottilissimo raggio di luce. Per poi tornare ferma in piedi, davanti al pubblico, custode di una sorta di ineffabile segreto metafisico. È questa la creazione della serata dove la danza più si tramuta in poesia, e il corpo si smaterializza in un sogno ad occhi aperti.

Grande fascino teatrale viene sprigionato anche da ‘Hand Dance‘, del 2003, dove solo le mani dei ballerini si stagliano nel buio come tante sineddoche coreografiche: i singoli arti infatti rimandano al tutto dei corpi che non si vedono, in un ambiguo – anche qui – esserci e poi solo alludere a se stessi che risulta estremamente suggestivo e a tratti piacevolmente fumettistico. Meno ispirati sono tutto sommato i due brani che sono stati presentati in prima europea, ‘Eight Women‘ e ‘Microburst‘. Un po’ perché la bravura dei danzatori diventa un po’ di maniera e i costumi datati ricordano le atmosfere patinate dei musical anni Ottanta, e un po’ perché risultano mancanti di un dirompente nucleo creativo che induca lo spettatore al rapimento. Più interessante invece l’idea alla base di ‘Round My World‘, del 2012, che costruisce tutto il disegno coreografico attorno alla figura del cerchio. Piccolo quello degli individui che però entrando in contatto raddoppiano e arrivano alla vastità connettendosi con la rotondità del pianeta terra, o della luna e del sole. Una forma circoscritta che per incanto diviene vastità.

Certo, a tratti l’entusiasmo della visione cede al desiderio di avere accesso a un mondo più soffuso e profondamente toccante come quello che ha saputo inventare Pina Bausch. Ma la coreografa tedesca non è passata di qui, da queste strade battute dalla Parsons Dance Company, e forse è fuori luogo evocarla in questo contesto. Se non fosse che certe anime per loro natura si rendono indimenticabili, e non smettono di ossessionare anche quando ci si trova ad anni luce di distanza dal loro universo (e a un quasi decennale dalla loro scomparsa).

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