Giorno: 20 Ottobre 2018

Autunno da sfogliare 2018 – Tresigallo

Da: Biblioteca del Comune di Tresigallo

Molto ricca e interessante la rassegna di “Autunno da sfogliare 2018” che propone quest’anno la biblioteca. E’ l’autore tresigallese, Mario Turolla, il primo ospite della rassegna letteraria, che comincerà venerdì 26 ottobre. Mario Turolla presenterà il libro “Il cacciatore di nomi. Il ritorno” (Sistampaeditori 2018). A dialogare con lo scrittore Maria Gloria Panizza. Ad accompagnare la conversazione le letture di Gian Filippo Scabbia e le musiche di Roberto Berveglieri. Ospite del secondo appuntamento di venerdì 9 novembre, è la scrittrice Barbara Baraldi che parlerà con Patrizia Lucchini del suo ultimo thriller: “Osservatore oscuro (Giunti 2018). Letture di Gian Filippo Scabbia e accompagnamento musicale di Roberto Berveglieri. Il terzo appuntamento, previsto per il 16 novembre, vede come protagonista lo scrittore ferrarese Guido Barbujani che parlerà del suo ultimo romanzo “Tutto il resto è provvisorio” (Bompiani 2018) con Maria Gloria Panizza. Le letture sono di Gian Filippo Scabbia, mentre l’accompagnamento musicale è di Roberto Berveglieri. La manifestazione si concluderà venerdì 30 novembre con una serata dedicata a Claudia Grendene che parlerà del suo romanzo “Eravamo tutti vivi” (Marsilio 2018) con Isabella Cirelli. Le letture sono curate da Silvia Dambrosio.
Al termine di tutti gli incontri, che si svolgeranno presso la Casa della Cultura, verrà offerto un aperitivo.
La novità di quest’anno è che gli incontri si svolgeranno alle 18.00.

Alan Fabbri (LN): “Rimborsi Carife: dal PD polemiche strumentali. Noi manteniamo le promesse”

Da: Ufficio stampa Lega Nord Emilia Romagna

“E’ davvero singolare che i killer della Carife chiedano giustizia per un crimine che hanno commesso loro. Noi la soluzione agli azzerati la diamo, è concreta e aspettiamo con entusiasmo che i soldi arrivino nelle tasche dei risparmiatori truffati. Quelli del Pd imparino a leggere i documenti e ci lascino lavorare: vedrete che i cittadini saranno contenti”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in regione Emilia Romagna risponde agli attacchi sulla questione dei rimborsi Carife.

“Quelli del Pd cercano di montare una polemica strumentale sul nulla, frustrati dal fatto che siamo noi a dare soluzione ad un problema che hanno creato loro con lo scellerato decreto Salvabanche”, aggiunge Fabbri. Ed entrando nel merito precisa: “Il disegno di legge di bilancio prevede l’istituzione di un apposito Fondo per il ristoro dei risparmiatori, le risorse stanziate ammontano a 525 milioni di euro annui per ciascun anno del triennio 2019-2021, per un totale di oltre 1,5 miliardi di euro”.

Altra cosa sono invece “le tabelle riportate nel documento inviato a Bruxelles, su cui si è costruita questa inutile polemica”, aggiunge Fabbri. Quelle tabelle infatti “indicano le erogazioni di cassa (e non gli stanziamenti) e tengono conto dei tempi tecnici che saranno necessari per l’istruttoria delle richieste e per il completamento delle procedure”.

Per questo motivo per l’anno 2019 “la previsione delle uscite di cassa a fronte dei 525 milioni disponibili è stata valutata in 250 milioni, mentre per gli anni successivi è di 500 milioni di euro annui”, aggiunge Fabbri.

“Nulla di strano dunque: il vero stanziamento si vedrà nel disegno di legge di bilancio quando verrà presentato in Parlamento”, conclude il consigliere.

Sarà We: martedì 23 ottobre ore 16 Apollo Multisala

Da: Ufficio comunicazione, formazione e informazione – CdLT-Cgil

Martedì 23 ottobre, alle ore 16 presso la Multisala Apollo di Ferrara (Piazza Carbone, 35) si terrà l’iniziativa nell’ambito della 16esima edizione del Festival dei Diritti di Ferrara, “Sarà we: l’esilio dei corpi e delle menti in un mondo in migrazione”. L’iniziativa vuole essere un percorso a più voci per entrare in una realtà tanto lontana da essere molto “vicina”. Il racconto di un esilio -quello del popolo Sahrawi- che dura da 40 anni nel deserto più inospitale del mondo. Interverranno Sandra Pareschi presidente Nexus Emilia Romagna, Annalisa Vandelli fotoreporter, rappresentanti di UGT Sario, Omar Mih del Fronte Polisario, Stefania Spada antropologa del dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Bologna. Con le testimonianze di Cgil e Arci Ferrara e le letture di Sabrina Bordin.

L’evento, è organizzato da Cgil Ferrara, Nexus Emilia Romagna, Arci Ferrara e Associazione Oltreconfine.

A palazzo Bellini Comacchio si ride col la compagna teatrale dilettante comacchiese “Al Pasarat”

Da: Organizzatori

Nata nel 1988 compie oggi trent’anni. È partito il conto alla rovescia. Il 10 16 23 24 novembre ore 21:00 presso palazzo Bellini di Comacchio andrà in scena la commedia brillante “SEAL E PAIVAR” ( Sale e Pepe) Tre atti di risate. Si profila già il tutto esaurito. La compagnia, come sempre, devolverà in beneficenza l’incasso delle serate. Sarà comunicato nella sera di recita il destinatario. In questi anni la compagnia ha devoluto i suoi incassi ad associazioni fra qui L’ AIRC Ricerca fibrosi cistica, Croce Rossa Italiana, chiesa di raibosola, la chiesa del Carmine, Casa San Vincenzo, CEIS Ravenna, sostegno a famiglie comacchiesi con figli con patologie gravi, contributo per acquisto ecografo ospedale San Camillo, ecc, eccc.
Diversi i successi e le partecipazioni a programmi televisivi e cinematografici ( linea verde, uno mattina, Opera Palladio, Malaria, ecc ). La compagnia diretta Aldo Mezzogori si prefigge con lo spirito di sempre di farvi trascorrere una serata in allegria.
Fortissimo il cast degli attori. Germano Alberi, Giulia Cavallari, Giancarlo Fantini, Renata Farinelli, Mirko Cusinatti, Elisabetta Beneventi, Vincenzino Cusinatti, Irene Ghirardelli, Giuseppino Carli. Presenta Antonio Di Munno. Regia Aldo Mezzogori.
Vi Aspettiamo.

Carife – Calvano: “Alan Fabbri chiarisca e prenda impegni per i risparmiatori”

Da: Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico – Assemblea Legislativa Emilia-Romagna

“Alan Fabbri chiarisca e prenda impegni per i risparmiatori Carife”. A dirlo è il consigliere e segretario regionale Pd Paolo Calvano in merito alla vicenda Carife. “Fabbri il 4 ottobre, a seguito dell’incontro a Roma tra gli azzerati e i sottosegretari Villarosa e Bitonci ha subito urlato a gran voce e in modo trionfale che tutti gli ex azionisti Carife sarebbero stati rimborsati e che quanto fatto dal Governo Salvini-Di Maio era molto meglio di ciò che aveva predisposto e stanziato il Governo Gentiloni. Eppure le tante nubi che si stanno addensando sulla manovra gialloverde non fanno presagire cieli rosei per le promesse del Governo e tanto meno per gli azzerati. A ciò si aggiungono i legittimi dubbi espressi ieri da Federconsumatori sugli stanziamenti del 2019 che sembrano non essere così certi come annunciato. Dubbi che meritano attenzione e soprattutto risposte immediate, da parte di chi oggi ha responsabilità di governo e solo pochi giorni fa aveva rassicurato tutti. Fabbri da portavoce locale del Governo ci dica come stanno le cose e prenda impegni rassicurando gli ex azionisti ferraresi, onde evitare che le promesse della campagna elettorale si trasformino in promesse da marinai. Inoltre, chiedo a Fabbri di farsi garante di un equo trattamento tra veneti e ferraresi, perché non vorremmo che il peso della Lega veneta portasse a provvedimenti sperequati tra veneti e ferraresi”.

Monica Minarelli e Dragan Babic al Circolo Frescobaldi domenica 21 ottobre 2018 ore 17

Da: Circolo Culturale Amici Della Musica Girolamo Frescobaldi – Ferrara

Il mezzosoprano Monica Minarelli e il pianista Dragan Babic saranno ospiti domenica 21 ottobre 2018 alle ore 17 del Circolo Frescobaldi nella sede di via Foro Boario 87, Ferrara.
I due artisti inaugurano il ciclo di incontri “Visti da vicino” che il sodalizio ferrarese ha promosso quest’anno proprio per avvicinare cantanti e strumentisti del mondo dell’opera e della musica classica e quel pubblico che li applaude a teatro. dove il palcoscenico e la scena diventano il “confine” fra che propone musica e chi la ascolta.
Eliminando quel “confine” la Minarelli e Babic si racconteranno in diretta, rispondendo anche alle domande dei presenti, ma canteranno e suoneranno pure, eseguendo brani musicali del più grande repertorio operistico, da Mozart a Bizet, a Verdi.
Seguirà un rinfresco offerto dal Circolo. L’ingresso è gratuito e riservato a soci e familiari.

Consumi: Coldiretti Emilia Romagna, premiate le aziende che utilizzano zucchero nazionale

Da: Coldiretti

Coldiretti Emilia Romagna propone sgravi fiscali al ministro Centinaio

Premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano per contrastare le multinazionali francesi e tedesche che puntano ad azzerare la produzione saccarifera italiana con vendite sottocosto del loro prodotto. L’idea è di Coldiretti Emilia Romagna che al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ha proposto al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di adottare sgravi fiscali per tutti quegli operatori, industrie e artigiani che utilizzano lo zucchero nazionale nei loro prodotti. Dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell’agricoltura e della pesca dell’UE – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – sono necessari interventi per contrastare lo strapotere delle cinque grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto saccarifero nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo.

A rischio – afferma Coldiretti regionale – c’è l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. A difendere la produzione italiana di zucchero – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero.

Da parte sua, il ministro Centiniaio a Cernobbio ha assicurato che “l’Italia tonerà alla carica presso l’Unione europea per dare risposte al settore”.

Il palio incontra Unife: non solo storia, ma divertimento e aggregazione

Da: Organizzatori

Alla presenza di Livio Zerbini, delegato del rettore dell’Università degli Studi di Ferrara, di Stefano Di Brindisi, presidente dell’Ente Palio e di Pier Francesco Perazzolo, presidente della contrada Rione San Paolo, il 19 ottobre presso la Sala Consiliare del Rettorato, Edoardo Buriani ha presentato il progetto “Il palio incontra Unife: non solo storia, ma divertimento e aggregazione”.

Il progetto mira a coinvolgere gli studenti dell’Università nella vita della Contrada proponendo loro di partecipare a differenti attività. Da novembre verranno attivati corsi per imparare a sbandierare e a suonare il tamburo o la chiarina diretti da insegnanti qualificati. Inoltre, all’interno della contrada, sarà possibile entrare nel gruppo armati, imparando a destreggiarsi con la spada, nel gruppo danza e nel gruppo teatrale Compagnia “La Vipera”.

La contrada, con le sue maestranze, si metterà a disposizione degli studenti per accompagnarli in un percorso che permetta loro di sperimentarsi come studiosi del passato, ma che li renderà anche in grado di entrare a far parte del passato stesso indossando i costumi che avranno apprezzato e studiato.

L’Università di Ferrara è l’istituzione che meglio rappresenta la città dal punto di vista della ricerca, il Palio invece la accompagna con la possibilità di fare sperimentazione. I giovani studenti sono invitati dunque a provare un nuovo modo di usare il loro tempo libero, in un luogo altro, nel quale troveranno amicizia e divertimento.

Gli studenti sono dunque invitati ad un primo appuntamento per un aperitivo sabato 27 ottobre alle ore 18.00 presso il chiostro piccolo della Chiesa di San Paolo in via Boccaleone 19.

Gemellaggio Ferrara – Riace
La lettera aperta della società civile e del mondo del volontariato sociale

A Ferrara – lo scrivevo qualche giorno fa –  continuano i contatti sottotraccia, i messaggi incrociati, le proposte di alleanze elettorali. Qualcuno comincia già a fare il nome del “candidato ideale”: chissà se per lanciarlo o per bruciarlo. Ma è proprio questa la politica? Forse la politica vera, quella fatta di contenuti, di idee, di proposte, magari anche di provocazioni, abita altrove: sempre a Ferrara, ma nel vivo della società, lontano dalle piccole strategie dei partiti e degli schieramenti politici. Basta guardarsi intorno; la città è tutt’altro che addormentata, anzi, è una città che si interroga sul nuovo, si riunisce in assemblea, parla, discute, chiede, propone. Gli esempi virtuosi sono davvero tanti.

Un bell’esempio, molto significativo – nuovo nel merito ma anche nel metodo –  andrà in scena tra un paio di giorni. Lunedi 22 ottobre il Consiglio Comunale di Ferrara, per la prima volta nella sua storia, si troverà a discutere una proposta di delibera di iniziativa popolare. Il testo, che reca la firma di 955 cittadini, chiede di istituire un tavolo partecipato per produrre uno studio di fattibilità finalizzato alla ripubblicizzazione del Servizio di Raccolta dei Rifiuti. Vedremo come andrà a finire.

C’è però un’altra iniziativa, direi clamorosa, che circola in queste ore nelle vene della società ferrarese. Simbolica? Certo, ma tutta politica, che chiede a Ferrara di compiere una precisa scelta di campo. Un gran numero di gruppi, associazioni di volontariato, sindacati, movimenti ed  enti laici e di ispirazione cattolica, sindacati, ong, cooperative sociali (l’elenco, già nutritissimo, è destinato ad allungarsi nelle prossime ore) ha sottoscritto una lettera aperta  indirizzata al Sindaco di Ferrara, alla Giunta e al Consiglio Comunale.  Chiedono di fare qualcosa  per salvare “il modello Riace”: dare la cittadinanza onoraria al Sindaco Mimmo Lucano e di gemellare la Città di Ferrara con il Comune di Riace.

In cosa consista il “modello Riace” si può dire in poche righe. Ed è un racconto che assomiglia a una favola. C’era una volta un sindaco, una persona normale – non un intellettuale, o un politico di rango, o un capopopolo –  a cui viene un’idea normale, tutt’altro che “rivoluzionaria”. Ha visto che anche a Riace arrivavano profughi, disperati, richiedenti asilo. E ha visto diminuire anno dopo anno gli abitanti del paese, le tante case vuote, i campi lasciati andare alla gramigna. Nasce così, dal riempire di vita il vuoto di un paese morente, dall’inversione del circuito tra una (secolare) emigrazione e una dolente (nuova) immigrazione, un modello di accoglienza e integrazione che ha fatto il giro del mondo, ricevendo premi e riconoscimenti internazionali.

Ora la favola si è spezzata. Qualcuno ha deciso di “rompere la favola” –   non è un reato previsto dal codice penale ma se vi è capitato di essere stati bambini sapete bene che si tratta di un peccato mortale. Mimmo Lucano, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per abuso d’ufficio, è stato sottoposto prima agli arresti domiciliari e quindi allontanato (ma perché?) dal suo paese. Intanto con una circolare il Ministro dell’Interno (di cui ora non ricordo il nome) ha deciso di smontare pezzo per pezzo il modello Riace, tagliando tutti i fondi al Comune e sloggiando i “clandestini”. Siamo così al colpo mortale. Se l’esperienza di Riace era un modello riuscito di umanità e convivenza, il suo azzeramento suona come un monito (e una minaccia) per tutti gli immigrati e per coloro – Chiesa compresa – che in tutta Italia si adoperano per l’accoglienza, il dialogo, l’integrazione.

Forse Domenico Lucano è colpevole di “disubbidienza civile”. Seguendo la sua coscienza ha disobbedito a norme ingiuste in nome di leggi superiori: il dettato della nostra Costituzione, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, le leggi non scritte del diritto naturale. Solo per questo merita la Cittadinanza Onoraria di Ferrara. Ma in gioco c’è molto di più, salvare cioè quella straordinaria esperienza di umanità e solidarietà, salvare un paese come Riace che era tornato a vivere e che ora rischia di morire del tutto, tendere la mano ai nuovi arrivati come ai vecchi abitanti di Riace. Decidere di gemellare Ferrara con Riace non è quindi un semplice segno di vicinanza, ma comporta l’impegno a sostenere concretamente le tante iniziative – economiche, sociali, culturali –  che in questi anni erano fiorite a Riace. Se il governo italiano ha azzerato i fondi, quell’esperienza potrà continuare grazie al sostegno di Ferrara, delle sue istituzioni come della sua cittadinanza. Ferrara e tutte le città che vorranno seguire questa strada.

Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale di Ferrara riceveranno a breve la Lettera Aperta. C’è da sperare che ne facciano motivo di attenta riflessione. Questa volta il gemellaggio non sarà l’occasione di piacevoli e spensierati viaggi in comitiva, ma qualcosa di molto impegnativo. Un impegno che tanti ferraresi sono pronti ad assumersi in prima persona: “Per favore, non rompeteci la favola”.

 

Continuano ad arrivare le adesioni alla Lettera Aperta. Dal GAD-Gruppo Anti Discriminazioni (che ha lanciato la proposta) alla Cgil, dalla Rete per la Pace ad Arci a Unicef,  da Pax Christi al Arcigay, dal CISV alla Coop. Meeting Point. Tantissime le associazioni:  Viale K, Cittadini del Mondo, Ferraraincomune, Orto condiviso, Filippo Franceschi. Papa Giovanni XXIII …

 

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