Giorno: 21 Luglio 2018

MEMORABILE
L’ultimo futurista estremo

Fin dal suo esordio letterario, ben oltre trent’anni fa, Roberto Guerra ha rivendicato la sua formazione futurista e la propria arte neofuturista e avanguardistica. Ma questo libro, ‘L’ultimo futurista estremo. Interviste 1985-2017’, non accoglie sue opere significative o esemplari (forse l’autore nemmeno l’avrebbe consentito), piuttosto antologizza una selezione di interviste – mai edite prima in volume – che giornalisti, intellettuali e scrittori gli hanno sottoposto nel corso del tempo e alle quali Guerra non si è sottratto ma anzi ha accolto di buon grado approvandone la “creativa” impostazione critica. L’ebook, pubblicato da Tiemme Edizioni Digitali (www.tiemme.onweb.it), è già disponibile in tutte le librerie del web.

Acquisizione Ifiver: Caricento diventa gruppo bancario

Martedì 24 luglio si terrà l’assemblea dei Soci per approvare le modifiche allo Statuto del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Cento

Cento, 20 luglio 2018 – Con l’acquisizione della maggioranza di Ifiver SpA, Caricento entra direttamente nel mercato della cessione del quinto dello stipendio e della pensione, soluzione che in precedenza la Banca proponeva alla propria clientela attraverso partnership distributive stipulate con società esterne specializzate.

Caricento completerà ufficialmente la propria trasformazione in Gruppo Bancario durante l’Assemblea Straordinaria dei Soci, convocata nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Rusconi a partire dalle ore 14.30 di martedì 24 luglio, resasi necessaria per approvare le modifiche da apportare allo statuto della Cassa in concomitanza con la sua trasformazione in Gruppo Bancario, come da conforme autorizzazione rilasciata dalla Banca d’Italia.

L’ordine del giorno prevede pertanto un unico punto, ovvero la proposta di modifica degli articoli 4, 14, 17, 21 e 23 del vigente Statuto sociale della Cassa, unicamente ai fini di adeguarlo alle vigenti disposizioni di vigilanza in materia di gruppi bancari.

In coerenza con la strategia di potenziamento della operatività a supporto del settore delle famiglie, Caricento ed Ifiver sono attualmente impegnate nella implementazione della rete distributiva in grado di proporre direttamente i prodotti di cessione del quinto dello stipendio, per dipendenti pubblici e privati, e della pensione.

Ufficio Relazioni Esterne – Cassa di Risparmio di Cento

“Pagamenti Digitali: come far crescere la tua Attività” – Lunedì 23/07 ore 16 in sede Ascom a FERRARA

Innovativi semplici e sicuri : stiamo parlando dei pagamenti digitali. L ‘uso di questi strumenti verrà analizzato e presentato il prossimo 23 luglio in seminario mirato in sede Ascom Confcommercio a Ferrara – dalle ore 16.00 nella sala conferenze al primo piano in via Baruffaldi 14/18 – con il supporto di Cassa di Risparmio di Cento dal 1844, la banca del territorio.
“E’ un appuntamento dal taglio pratico ed operativo – spiega il direttore generale di Ascom Confcommercio, Davide Urban che aprirà i lavori – utile ad analizzare le situazioni più frequenti: dall’uso del borsellino elettronico, all’utilizzo del bancomat e delle carte di credito, e fino all’ecommerce facilitando a 360° le transazioni digitali. Quest’ultime devono essere semplici e sicure, viste come una concreta leva di sviluppo del proprio business. Una partnership storica con Caricento che riconfermiamo anche in questa occasione”.
A coordinare gli interventi più tecnici Carlo Malaguti, direttore commerciale di Caricento: “La Cassa di Risparmio di Cento fornisce soluzioni sempre più innovative. Grazie a seminari come questi abbiamo l’opportunità di ascoltare le necessità di commercianti e piccoli imprenditori, spiegando a tutti i benefici collegati ai pagamenti digitali e alle soluzioni che la Cassa può fornire in merito: Caricento, forte della sua solidità ed a partnership prestigiose, continua a guardare al futuro con la stessa determinazione di sempre”
Tre le aree prese in esame dal seminario dalla valenza trasversale (Commercio, Servizi, Turismo, Libere Professioni…) con soluzioni specifiche: da Satispay l’App per i pagamenti digitali all’Offerta POS in collaborazione con Nexi per azzerare le commissioni bancarie sui pagamenti di piccolo importo ed infine a X- Pay ovvero per realizzare con successo (e sicurezza) l’ecommerce, frontiera tutta da valutare del commercio.

Il seminario, gratuito (ma è obbligatoria la registrazione) si concluderà intorno alle ore 18.00.

Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

Federfarma denuncia: estate difficile per i malati cronici, causa distribuzione diretta

Federfarma denuncia:
in estate ancora più inaccettabili i ‘viaggi della speranza’
per ritirare i farmaci nelle farmacie ospedaliere

Bologna, 20 luglio 2018 – L’estate non è amica di chi soffre di una patologia cronica: in questo periodo crescono, infatti, i disagi che i pazienti debbono affrontare nel reperimento presso le farmacie ospedaliere delle terapie loro necessarie. Disagi particolarmente gravosi per le fasce più fragili della popolazione: in particolar modo per gli anziani, costretti a spostarsi con mezzi privati o pubblici per raggiungere gli Ospedali di riferimento, resi ancor più difficoltosi dalla canicola dei mesi estivi.

La denuncia arriva da Federfarma. “Come farmacisti conosciamo bene il problema e siamo estremamente sensibili alle difficoltà che i cittadini incontrano e ci riportano– spiega il Presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Achille Gallina Toschi – Soprattutto in estate, quando la città si svuota e le reti di aiuto si allentano, sono tantissimi i pazienti che ci chiedono supporto. Purtroppo, non siamo noi a decidere quali farmaci possano essere ritirati nelle farmacie di prossimità e quali in quelle ospedaliere. Fronte nostro abbiamo un dialogo costante con le Ausl e con le Istituzioni per dare risposte concrete ai cittadini, che – lo sosteniamo da sempre – hanno il diritto di reperire il farmaco in prossimità”.

Nel 2017 Federfarma ha sottoscritto un nuovo accordo con la Regione Emilia Romagna per favorire la distribuzione dei farmaci attraverso la cosiddetta DPC: un servizio moderno, flessibile e a tutela del cittadino, che permette di poter trovare nelle farmacie più vicine a casa i farmaci prima reperibili solamente nei punti di distribuzione ospedalieri, che non comporta alcun aggravio per la spesa pubblica perché sposa il potere contrattuale delle Asl nell’acquisto dei farmaci con la capillarità territoriale delle farmacie nella distribuzione degli stessi. La ASL acquista al prezzo più basso e le farmacie distribuiscono. Tuttavia, ancora oggi sono molti i farmaci che vanno ritirati nelle farmacie ospedaliere.

“Il nostro impegno –continua Toschi – è continuare a chiedere alla Regione di incrementare la DPC, sfruttando la rete delle farmacie private presenti capillarmente su tutto il territorio; uno strumento volto proprio ad agevolare gli abitanti dei centri più piccoli, le persone anziane o con difficoltà di spostamenti, fornendo loro la possibilità di reperire farmaci nella farmacia vicino a casa senza doversi spostare negli ospedali delle città, distanti e con orari ridotti. Molto è stato fatto, ma molto è sicuramente ancora da fare. Noi ci siamo, siamo consapevoli del problema e pronti a fare la nostra parte, ma ci aspettiamo un segnale importante da parte della Regione”.

L’auspicio di Federfarma è dunque che il dialogo con le ASL porti a soluzioni ed accordi sempre più efficaci, mirati a ridurre i costi sociali senza gravare sulla spesa pubblica. Le farmacie sono parte integrante del Sistema Sanitario Nazionale e la distribuzione per conto, oltre a sollevare i cittadini dall’incombenza di spostarsi di svariati km per reperire i farmaci nelle farmacie ospedaliere, consente ai pazienti di trovare nel personale delle farmacie un imprescindibile supporto e un alleato per la corretta aderenza alla terapia somministrata, oltre a consigli e informazioni importanti per la loro salute.

Ufficio stampa a cura di Mec&Partners

Saldi Estivi: buona affluenza ma prudenza negli acquisti – l’indagine regionale di Confcommercio

Indagine Confcommercio Emilia Romagna sulle imprese commerciali della regione
I risultati delle prime due settimane di saldi estivi, raccolti attraverso l’indagine congiunturale condotta da Confcommercio Emilia Romagna attraverso il Centro Studi Iscom Group, evidenziano – seppur con una doverosa prudenza – primi segnali confortanti. Il monitoraggio è stato realizzato su un significativo panel di imprese commerciali della regione, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (95%).
L’indagine regionale ha evidenziato che per il 31% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il 47% ha rilevato una sostanziale stabilità. Il 22% degli intervistati ha dichiarato un calo delle vendite, peraltro contenuto entro una flessione del 10%.
“A due settimane dall’avvio delle vendite di fine stagione – spiega Giulio Felloni Presidente di Federazione Moda Italia della Provincia di Ferrara – gli operatori tracciano un quadro generale stabile con qualche riflessione da fare rispetto all’incertezza e complessità dell’attuale congiuntura economica. C’è molto movimento nei negozi bisognerà però avere conferme nelle prossime settimane, in particolare dai primi di agosto. per poter avere indicazioni per un cauto ottimismo. C’è molta aspettativa tra gli addetti ai lavori che si lasciano alle spalle una stagione primavera/estate deludente”.
L’indagine a livello regionale conferma la razionalità del processo di acquisto in saldo, che risponde a scelte programmate e ponderate: Il 28% degli operatori segnala che la clientela ha aspettato i saldi per comprare i capi estivi. E il 26% entra, guarda, ma aspetta ulteriori ribassi per acquistare, pur nel rischio poi di non trovare gli articoli desiderati. I clienti che acquistano in queste prime settimane di saldi comunque hanno un atteggiamento di attenta valutazione dei prezzi (21%).
Favorita ovviamente la vendita di capi tipicamente estivi: dalle t-shirt ai costumi e ai bermuda nell’abbigliamento, ai sandali nelle calzature.
Il valore della spesa media pro-capite è leggermente aumentato per abbigliamento e calzature rispetto all’anno scorso; nel 2018 il valore della spesa media pro-capite nei punti vendita di beni per la persona è di 80 euro, rispetto ai 70 del 2017. Se si considera che il nucleo medio familiare in Emilia Romagna è composto da 2,21 componenti (Fonte: ISTAT dati al 31/12/2017) la spesa per famiglia è di circa 177 euro. Gli acquisti si sono polarizzati al momento sulla fascia media di prezzo. I saldi in Emilia Romagna si concluderanno il 4 settembre.

Da: Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

Milleproroghe: elezioni Province Variati “Norma sbagliata e dannosa. Altro che election day: elezioni ogni mese da ottobre a gennaio”

“La norma che prorogherebbe i mandati di Presidenti di Provincia e Consigli Provinciali fino ad ottobre 2018 fissando nel 14 ottobre la data unica per le elezioni provinciali, che secondo la stampa sarebbe contenuta nel decreto milleproroghe all’esame del Consiglio dei Ministri, è sbagliata e dannosa. Se confermata, tra ottobre 2018 e gennaio 2019 rischieremo di avere almeno tre tornate elettorali per i Consigli provinciali, altro che election day”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, sottolineando come “probabilmente la norma nasce dalla mancata conoscenza del caos istituzionale creato dalla legge 56/14: un quadro frastagliato e disomogeneo, che da qui al gennaio 2019 vedrà la scadenza dei mandati di 48 Presidenti di Provincia e 70 Consigli provinciali, in date tutte diverse. Se si confermasse il 14 ottobre, entro quella data si potrebbero tenere le elezioni di solo 12 Consigli Provinciali su 70, perché il mandato dei restanti 58 scadrà tra novembre 2018 e gennaio 2019.

Questa delle scadenze diversificate è una delle incongruenze della Legge 56/14 – prosegue Variati – che devono essere risolte, come la limitazione della candidabilità a Presidente di Provincia dei Sindaci con meno di 18 mesi di mandato, che, a causa della importante tornata amministrativa del 2019, non permetterebbe ad oltre il 60% dei sindaci di candidarsi. Abbiamo esempi di Province, come Biella in cui ad ottobre avrebbero legittimità a competere per la presidenza della Provincia solo 13 Sindaci su 78; a Reggio Emilia, 10 su 42; a Siena 6 su 35, ma la situazione è complessa in tutto il Paese. Il risultato è la grave limitazione della rappresentanza democratica e territoriale in istituzioni della repubblica che si occupano, ricordiamolo, di temi chiave per le comunità: dalle scuole superiori alle strade, all’ambiente, solo per citare quelle che interessano la stessa sicurezza dei cittadini.

Per questo – conclude Variati – chiediamo al Governo di fermarsi, di non inserire norme di proroga organi nel decreto legge e di aprire immediatamente un confronto nel merito per individuare la soluzione migliore. La riforma delle Province deve essere profondamente modificata: prima di arrivare alle elezioni, bisogna avere chiaro cosa dovrà fare, con quali responsabilità, e con quali risorse, questa istituzione. O gli errori commessi saranno confermati da questo Governo”.

Da: Ufficio Stampa Unione Province d’Italia

M5S: Inquinamento infinito nel Burana

E’ del Novembre 2015 la prima segnalazione pervenuta ad
ARPAE da parte del coordinatore delle Guardie Ittiche FIPSAS, Marco Falciano, il fenomeno segnalato interessava il Canale Burana, pesantemente inquinato da idrocarburi. Le chiare chiazze oleose provenivano dall’alto ferrarese, attraversando Burana, Bondeno
e giungendo fino al Po di Volano a Ferrara.

Nel Dicembre 2015, le continue segnalazioni della cittadinanza
portano Ilaria Morghen, Presidente del Gruppo Consiliare M5S di Ferrara, ad effettuare ulteriori segnalazioni agli enti di controllo competenti e, ravvisando che nessuna indagine su tale fenomeno inquinante era stata ancora realizzata, provvede ad a denunciare
direttamente i fatti alla Procura della Repubblica. Tale azione porterà alla condanna della Società HERA al pagamento di una sanzione pecuniaria di 9000 euro per scarico non autorizzato in acque superficiali. Ma HERA non era il solo soggetto inquinatore del
Canale di Burana. Le macchie di gasolio infatti non si interrompono.

Nel Gennaio 2016 avviene l’ennesimo scarico abusivo nel
canale d’irrigazione, anch’esso prontamente denunciato alla pubblica autorità dal M5S che presentò un esposto puntuale e circostanziato. con la collaborazione dell’associazione di volontari UPE, che permise di individuare l’inquinatore.

Nel Marzo del 2018, si verifica un ingente sversamento di
5 quintali di gasolio e pare che i carabinieri Forestali coinvolti nelle indagini abbiano individuato l’origine dell’inquinamento. Ma tali fenomeni vengono poi segnalati dai residenti e dai pescatori sportivi di nuovo a Giugno ed ancora a Luglio 2018, tramite
video e fotografie che non lasciano dubbi riguardo la natura inquinante di tale sostanza.

Marco Falciano dichiara : Gli sversamenti inquinanti che
come volontari abbiamo segnalato nel Canale di Burana negli ultimi anni preoccupano per la loro periodicità. E’ doveroso constatare che l’ente preposto al controllo spesso effettua interventi tardivi e raramente svolge analisi alle acque pubbliche inquinate,
rendendo così le segnalazioni totalmente inefficaci. Prova ne è che dopo oltre 3 anni dal primo fenomeno segnalato, il problema continua a ripetersi. Le acque pesantemente inquinate da idrocarburi del Canale di Burana intanto continuano ad essere impiegate
per l’irrigazione dei campi, essendo questo uno dei più importanti canali di bonifica della provincia. Il tutto a vantaggio dell’ambiente e del consumatore finale.

Ilaria Morghen dichiara: Preoccupante che la cittadinanza
attiva ed i volontari debbano dedicarsi in prima persona all’attività d’indagine, alla ricerca dei probabili inquinatori e alla conseguente segnalazione della notizia di reato alla Procura, poichè gli organi preposti al controllo sono irreperibili od hanno
mezzi inadeguati a fronteggiare tali problematiche. Emerge anche una tendenza, da parte di tali enti di controllo a ridurre al minimo od escludere del tutto le analisi chimiche delle acque pubbliche, necessari e doverosi dopo uno sversamento. Pare che la salute
delle acque pubbliche interessi meno delle ben più remunerative analisi cui sono obbligati i privati, ma l’interesse pubblico a vivere in un ambiente sano dev’essere egualmente tutelato. Dopo anni di segnalazioni periodiche relative all’inquinamento delle
acque superficiali in Provincia di Ferrara, di cui gli idrocarburi del Burana rappresentano solo la punta dell’iceberg, è necessario capire il perchè fino adesso è stato impossibile limitare tali fenomeni d’inquinamento nel canali di bonifica, stante la loro
particolare importanza irrigua e fitodepurante. Il ripetersi costante di tali eventi rappresenta un grave problema ambientale e un rischio per la salute pubblica, da troppi anni è ignorato dalle istituzioni ed è necessario fare chiarezza.

Ilaria Morghen
Marco Falciano

Vacanze: Coldiretti, in Emilia Romagna assegnate 393 bandiere gusto

VACANZE: COLDIRETTI, IN EMILIA ROMAGNA ASSEGNATE 393 BANDIERE GUSTO
NEL 2018 CRESCONO DI 5 PRODOTTI LE SPECIALITÀ AGROALIMENTARI REGIONALI

Record a tavola per l’Emilia Romagna che nel 2018 raggiunge 393 “Bandiere del gusto”, assegnate all’Emilia Romagna sulla base delle specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla classifica dei primati enogastronomici stilata da Coldiretti nazionale in merito alla variegata offerta delle località turistiche nazionali durante questa estate.
Sono 5 i prodotti che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si sono aggiunti rispetto allo scorso anno e che sono andati ad incrementare sul territorio regionale il patrimonio di specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, secondo la diciottesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni. “E’ questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari”, ha affermato il direttore di Coldiretti Regionale, Marco Allaria Olivieri nel sottolineare che “si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che l’Italia e l’Emilia Romagna possono oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri”.
L’Emilia Romagna con le sue 393 specialità si colloca al quarto posto in Italia dopo Campania (515), Toscana (461) e Lazio (409). A prevalere tra le specialità regionali sono – informa Coldiretti Emilia Romagna – i 171 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 79 piatti composti o prodotti della gastronomia (dall’agnello alla romagnola all’anguilla in umido, dalla faraona alla creta al ragù alla bolognese), le 56 verdure fresche e lavorate, 46 carni fresche e lavorate (salumi), 12 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 12 formaggi, 8 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei, 6 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro), 3 condimenti.
Nell’elenco 2018 – segnala Coldiretti regionale – tra le new entry ci sono la zampanella (zàmpanèla), un antico mangiare dell’Appennino bolognese, tipico cibo povero a base di acqua (o latte), farina, sale e talvolta anche uova, simile al borlengo modenese; tre tipi di gramigna (gialla, paglia e fieno, verde) della provincia di Reggio Emilia; i chisolini (chisulèn, chissò), un prodotto tipico della provincia di Piacenza, il cui ingrediente base é la pasta del pane che viene stesa in sfoglie e fritta in strutto di maiale bollente.

Da: COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA – ufficio stampa

Olio d’oliva come le sigarette: un progetto “grave, insensato, in contrasto con migliaia di studi scientifici” – Roma, 20 luglio 2018

Passa anche attraverso EXPOSALUS and NUTRITION la mobilitazione contro l’iniziativa di ONU e OMS

Roma, 20 luglio 2018 – «Gli annunci sul progetto di ONU e OMS di imporre all’olio d’oliva e ad altri prodotti della Dieta Mediterranea una sovrattassa o avvertenze sui rischi per la salute come per i pacchetti di sigarette sembrano quasi fake news per la loro insensatezza, in totale contrasto con le evidenze scientifiche di migliaia di studi circa la riduzione del rischio cardiovascolare».

Così Giovanni Scapagnini, Direttore del Comitato promotore di ExpoSalus and Nutrition e Professore associato di Biochimica clinica Facoltà di Medicina e Chirurgia Università del Molise, commenta le ipotesi che circolano in queste ore sulle intenzioni degli organismi internazionali di scoraggiare il consumo di prodotti agroalimentari del Made in Italy.

La Dieta Mediterrannea, i suoi benefici per la salute e il suo valore economico per tutta la filiera agroalimentare saranno uno dei temi di EXPOSALUS and NUTRITION, il grande evento su salute, benessere e qualità della vita in programma alla Fiera di Roma dall’8 all’11 novembre 2018.

Roma, 20 luglio 2018 – Alla domanda “cosa dovremmo mangiare per vivere una vita lunga e sana”, la risposta è una sola: cereali, legumi, noci, pesce, frutta e verdura freschi, il tutto condito con olio extravergine d’oliva. Insomma, la Dieta Mediterranea, uno dei grandi temi che saranno approfonditi nel corso di EXPOSALUS and NUTRITION, l’evento su salute, benessere e qualità della vita dall’8 all’11 novembre 2018 alla Fiera di Roma.
Eppure, proprio l’olio d’oliva, simbolo della Dieta Mediterranea, definita dall’UNESCO patrimonio intangibile dell’umanità, è più che mai sotto attacco. L’ultimo colpo arriva in queste ore da ONU e OMS, che sarebbero intenzionate a ridurre il consumo di olio d’oliva e di altri prodotti agroalimentari del Made in Italy, come il Grana, con una sovrattassa o etichette speciali con avvertenze sui rischi per la salute come quelle per i pacchetti di sigarette.
«Oserei quasi interpretare come fake news gli annunci di ONU e OMS su alcuni alimenti mediterranei, tra cui l’olio d’oliva, pubblicati sulla stampa nazionale, se non fosse per la gravità e l’insensatezza del fatto in sé – dichiara Giovanni Scapagnini, Direttore del Comitato promotore di ExpoSalus and Nutrition e Professore associato di Biochimica clinica Facoltà di Medicina e Chirurgia Università del Molise – l’idea di tassare prodotti della Dieta Mediterranea che non solo sono associati ad un miglioramento della salute ma i cui benefici in termini di riduzione del rischio cardiovascolare e di aterosclerosi sono supportati da decine di migliaia di studi scientifici internazionali è un grave errore tecnico, che l’Europa comunque sarà in grado di contrastare avendo barriere solide in tal senso. Sovvertire o annullare i dati che attribuiscono all’olio d’oliva questo significato è un progetto che non esito a definire criminoso».
Non è la prima volta che importanti organismi internazionali e Istituzioni scientifiche muovono dubbi sull’importanza del ruolo di alcuni componenti funzionali della Dieta Mediterranea: in tempi recenti, vi è stato il tentativo di demolire lo studio PREDIMED, uno dei più ampi trial mai condotti su questo argomento, che ha coinvolto oltre 7.000 persone, dimostrando che alimentarsi come spagnoli, italiani e greci riduce le malattie cardiovascolari e non solo.

In realtà, però, tutti i dati confermano come l’alimentazione mediterranea sia garante del mantenimento della salute, oltre a costituire un potente paradigma economico tanto nel settore dell’agroalimentare quanto nel settore medico-farmacologico (meno medicine, meno ospedalizzazioni).
A sostenere le buone ragioni del Food Made in Italy negli Stati Uniti e nel mondo è Mediterranean Diet Roundtable (MDR), organizzazione no profit che ha come obiettivo quello di sensibilizzare sul tema gli addetti ai lavori nella Food Industry degli USA dove il consumo pro capite di olio d’oliva è di mezzo litro all’anno contro i 13 litri per anno dell’Italia.
MDR è un contenitore di informazioni sui benefici della Dieta Mediterranea e sulle pratiche culinarie ad essa associata rivolto soprattutto agli operatori del settore definito come “large volume food-service” che comprende le mense di college, università, scuole, ospedali, case di cure, militari, che negli Stati Uniti realizza 50 milioni di pasti al giorno.
«L’obiettivo di MDR – commenta Giovanni Scapagnini, membro del Comitato Scientifico dell’MDR – è quello di implementare una dieta bilanciata, in tal senso prosegue il suo impegno di educazione alimentare e lifestyle con scopi precisi: aumentare le conoscenze scientifiche riguardo la Dieta Mediterranea trasformandole in opportunità economiche e per creare un brand equity del Made in Italy che non è poi così diffuso come si crede, e, infine, aprire l’accesso ad una cultura del cibo più naturale e più sano fruibile dal consumatore finale».
A EXPOSALUS and NUTRITION Mediterranean Diet Roundtable sarà tra i protagonisti del grande evento dedicato alla Dieta Mediterranea, nel quale saranno coinvolti docenti delle Università di Harvard e Yale insieme a rappresentanti delle mense pubbliche, della grande distribuzione e delle aziende alimentari.

Per tutte le informazioni sul programma, gli spazi e le modalità di partecipazione è attivo il sito di ExpoSalus and Nutrition: http://www.exposalus.com/

Da: Pro Format Comunicazione – Ufficio stampa

Riqualificazione ex Berco

È stato un incontro molto partecipato quello di giovedì 19 luglio, durante il quale l’Amministrazione comunale ha presentato alla cittadinanza il progetto complessivo di rigenerazione urbana del centro di Copparo e delle sue porte di accesso, via Mazzini e via I Maggio, e dell’area ex Berco nello specifico.

Nell’atrio della residenza municipale, alla presenza di oltre una cinquantina di persone, si sono susseguiti gli interventi della vicesindaco Berneschi, che ha introdotto l’argomento portando i saluti del sindaco Rossi, del presidente di Patrimonio Bulgarelli, che ha illustrato il progetto volto a migliorare l’aspetto estetico e la fruibilità di tutta la zona interessata, dell’assessore Farina, che è entrato nel merito della riqualificazione negli aspetti urbanistica e architettonica, e dell’assessore Bertelli, che si è focalizzata soprattutto sugli aspetti concernenti le attività economiche e commerciali coinvolte.

Davanti ad un pubblico attento e interessato, la Giunta comunale ha illustrato le tempistiche di attuazione, le modalità tecniche e operative, nonché le migliorie a livello di viabilità e circolazione stradale, dimostrando apertura anche a successive variazioni ai fini di un continuo perfezionamento della percorrenza verso il centro storico.

Anche il progetto ex Berco rientra nel progetto comunicativo denominato #muovicopparo che, con #vivicopparo e #scopricopparo, toccano gli aspetti urbanistici, economici e culturali del territorio copparese.


Comunicato a cura della Segreteria degli Assessori

Da: Ufficio Comunicazione Comune di Copparo

Comunicato Regione: Diritto allo studio universitario

Aperto il bando per l’anno accademico 2018-2019 per alloggi, borse di studio, contributi e borse internazionali

L’assessore Patrizio Bianchi: “Lavoriamo con le nostre università per attrarre studenti, aumentare il numero dei laureati e rendere il nostro territorio sempre più aperto e internazionale”. Aumentati del 37% gli aventi diritto dal 2009 al 2017, con un investimento della Regione passato da 60 a 80 milioni di euro

Bologna – Borse di studio, alloggi, contributi per la ristorazione e per esperienze di mobilità all’estero, servizi e sostegno economico agli studenti disabili. Éaperto il bando per l’assegnazione di servizi e benefici agli studenti universitari dell’Emilia-Romagna per l’anno accademico 2018/2019.

“L’Emilia-Romagna è una delle Regioni con il più alto numero di studenti iscritti all’Università e di idonei alle borse di studio, e che maggiormente investe per garantire a tutti gli idonei i benefici- sottolinea l’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi-. In Emilia-Romagna, infatti, dal 2009 al 2017 abbiamo incrementato del 37% gli aventi diritto grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro in più, passato da 60 a 80 milioni, per assicurare a tutti la benefici e servizi. Lavoriamo con le nostre università per attrarre studenti, aumentare il numero dei laureati e rendere il nostro territorio sempre più aperto e internazionale”.

La domanda per accedere ai servizi e ai benefici è da presentare esclusivamente on line sul sito di Er.Go, all’indirizzo www.er-go.it, sezione “Servizi on line”. Le scadenze sono differenziate a seconda del beneficio richiesto, e si possono consultare nella guida ai bandi pubblicata sul sito.

Le soglie Isee e Ispe per accedere ai benefici per il prossimo anno accademico sono rispettivamente di 23mila e 50mila euro. L’attestazione dell’Isee certificatasarà acquisita direttamente nel modulo di domanda tramite la cooperazione applicativa con l’Inps: sarà sufficiente per lo studente digitare il numero della ricevuta attestante la presentazione della Dsu (dichiarazione sostitutiva unica). Per agevolare gli studenti nel richiedere l’Isee 2018, Er.Go ha predisposto una Guida visibile e scaricabile nell’home page del sito.

Le borse di studio hanno un valore che varia da un minimo di 1.097 ad un massimo di 5.192 euro annui, sulla base delle condizioni economiche dello studente e della condizione di studente pendolare, fuori sede o in sede.
Per gli studenti che frequentano corsi che rilasciano titoli doppi o multipli che trascorrono all’estero presso l’Ateneo partner un periodo pari o superiore a sei mesi, è prevista una borsa di studio internazionale di importo fino ad un massimo di 5.495 euro.

Alle borse di studio si affiancano altri interventi, quali gli assegni formativi compresi tra 2mila e 4mila euro per favorire l’accesso e la frequenza a Master, corsi di alta formazione e specializzazioneall’estero; gli interventi straordinari, del valore massimo di 2mila euro per studenti in situazione di particolare difficoltà; i contributi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale di importo commisurato al periodo di soggiorno all’estero che vanno a sostegno delle spese di vitto e alloggio; i contributi e servizi per la partecipazione a percorsi di tirocinio formativo post lauream rivolti a studenti fuori sede borsisti nelle residenze Er.GO.

Sono oltre 3.500 gli alloggi disponibili nelle Residenze Universitarie di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza. Sono prioritariamente riservati agli studenti in graduatoria, quindi in possesso dei requisiti economici e di merito previsti dai bandi di concorso.
I posti temporaneamente liberi sono disponibili per coloro che abbiano rapporti con le Università e gli altri istituti formativi presenti nel territorio (professori, ricercatori, studenti stranieri che partecipano a programmi di mobilità, ecc.). Questi posti sono prenotabili dal borsino delle offerte on line dove è possibile visualizzare le soluzioni abitative, prenotare e pagare.

La vetrina alloggi dà possibilità agli studenti di visualizzare anche offerte di posti nell’ambito del mercato privato delle locazioni.

L’Azienda regionale per il diritto allo studio ha attivato diversi canali informativi a cui gli studenti possono rivolgersi per avere informazioni ed essere aiutati a presentare le domande. Uno sportello telefonico con 2 linee è attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 16. Al numero 051 6436900 risponde l’operatore per le matricole, mentre allo 051 19907580 risponde l’operatore per studenti di anni successivi. Sempre dal sito si può accedere al servizio Er.Go risponde/scrivici, checonsente di acquisire sinteticamente alcune informazioni sulle modalità di accesso e di gestione dei benefici e dei servizi. Un servizio di chat on line, Assistenza live! è attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12.
Gli studenti che hanno già presentato domanda di benefici possono verificare la propria posizione consultando il proprio Dossier Studenti dal sito, anche da tablet e da cellulare.

L’app Ergoway consente poi di visualizzare i punti d’interesse ER.GO (residenze, mense, locali convenzionati).

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Previsioni di produzione pere 2018/2019: i dati dell’OI Pera confermano volumi stabili e ottima qualita’

Ferrara, 20 Luglio 2018

Si è tenuto a Ferrara il Comitato di Coordinamento dell’OI PERA che ha presentato agli associati i dati di previsione per la campagna pere 2018/2019.

L’analisi dei dati elaborati da CSO Italy vede una campagna in sostanziale equilibrio con l’annata scorsa: con circa 741.400 tonnellate si confermano infatti i volumi dell’anno precedente che risultano nella norma.

A livello varietale non si registrano significative variazioni rispetto all’annata scorsa. In particolare la produzione di Abate, che rappresenta il 46% di quella nazionale si dovrebbe attestare sulle 326.300 tonnellate, segnando un modestissimo +1% sul 2017.

Lievissimi incrementi sono previsti per Carmen (+1%), Santa Maria (+4%), William (+2%) e Kaiser (+3%).

Risultano al contrario in lieve calo Conference (-3%) e Decana (-4%) a causa della diminuzione delle superfici.

Da sottolineare a fonte della stabilità dei quantitativi una qualità eccellente, con calibri medi più elevati rispetto al 2017.

“Siamo di fronte ad un’annata – dichiara Gianni Amidei – Presidente dell’OI Pera – di produzione normale e con un prodotto ottimo dal punto di vista qualitativo, con calibri superiori alla media dello scorso anno. I primi scambi tuttavia – prosegue Amidei – non sono stati adeguati alla situazione produttiva, in particolare su Carmen che si presenta con volumi identici a quelli del 2017 e pezzature migliori. Ci sono gli elementi per prospettare un’annata assolutamente positiva per le pere italiane”.

Da: CSO ITALY Soc. Coop.

Comunicato Regione: Turismo.

La Romea germanica a Forlì-Cesena, il Cammino di San Vicinio tra forlivese e riminese e la Via degli Abati nel parmense: l’Emilia-Romagna investe sui cammini religiosi

Stanziati 93 mila euro per la sicurezza e la riqualificazione dei percorsi. L’assessore Corsini: “Valorizziamo iniziative e patrimonio importanti”. Complessivamente è di oltre 2mila chilometri la rete regionale dei cammini che interessa circa 100 Comuni da Piacenza a Rimini

Bologna – Vie e sentieri nel cuore dei territori, per un turismo che premia esperienze uniche fuori da circuiti e itinerari di massa. Partono tre progetti di riqualificazione di tre importanti cammini religiosi in Emilia-Romagna: la via degli Abati in provincia di Parma, la via Romea germanica a Forlì-Cesena e il cammino di San Vicinio nel territorio tra la medesima provincia e il riminese.

La Regione ha infatti stanziato 93 mila euro per la messa in sicurezza e il ripristino dei percorsi.

“Stiamo lavorando per valorizzare le iniziative legate a questo particolare mercato turistico- sottolinea l’assessore regionale a Turismo e commercio, Andrea Corsini-, abbiamo realizzato una mappa dei cammini religiosi, promosso gli eventi che hanno animato le storiche vie dei pellegrini per tutto il 2017 e dato vita ad un circuito regionale con 24 operatori turistici specializzati nell’offerta di soggiorno a tema escursioni giornaliere a piedi o in bicicletta, soggiorni nella natura, luoghi di culto e antiche pievi e borghi storici. Con altre sette Regioni abbiamo candidato la più ‘famosa’ tra le vie dei pellegrini, la Via Francigena, a Patrimonio Unesco e vogliamo far conoscere e promuovere tutte le nostre vie”.

I percorsi in Romagna vedono un finanziamento di 90.000 euro che servirà alla sistemazione di diversi tratti dei sentieri, alla ripulitura e messa in sicurezza di argini, all’allargamento delle banchine stradali per consentire il passaggio sicuro dei pedoni e al miglioramento della segnaletica. Gli interventi per la via Romea germanica riguarderanno i Comuni di Bagno di Romagna, Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro, Santa Sofia e Galeata; quelli lungo il cammino di San Vicinio: i Comuni di Bagno di Romagna, Verghereto, Sogliano sul Rubicone, Borghi e Roncofreddo, Sant’Agata Feltria e Talamello.

Gli interventi saranno coordinati dall’Unione dei Comuni della Valle del Savio.

Le azioni previste sulla via degli Abati, nel parmense, vedono 3.000 euro disponibili e riguardano la messa in sicurezza del ponte sul rio Chiastroni. Saranno gestite dal Comune di Bardi.

La mappa dei cammini dell’Emilia-Romagna
Sono 14 i cammini e le vie di pellegrinaggio che attraversano l’Emilia-Romagna per oltre 2000 chilometri, interessando circa 100 Comuni e collegando i territori a Roma e a importanti luoghi di fede come Padova e Assisi. Per valorizzare le iniziative legate a questo particolare mercato turistico, la Regione ha realizzato una mappa dei cammini religiosi e una brochure con gli eventi che hanno animato le storiche vie dei pellegrini per tutto il 2017 e ha promosso, attraverso Apt, l’Agenzia di promozione turistica dell’Emilia-Romagna, la nascita di un vero e proprio circuito regionale che coinvolge 24 operatori turistici specializzati nell’offerta di soggiorno a tema: 34 i pacchetti proposti che vanno dalle escursioni giornaliere a piedi o in bicicletta ai soggiorni tra natura incontaminata, luoghi di culto, antiche pievi e borghi storici. Undici di questi cammini sono inoltre entrati a far parte dell’Atlante dei Cammini predisposto dal Ministero per i beni artistici e culturali e turismo.

Con un accordo siglato a febbraio 2017, sette Regioni – capofila la Toscana, poi Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta – hanno convenuto di candidare la più “famosa” tra le vie dei pellegrini, la Via Francigena, a Patrimonio Unesco (World Heritage List).

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Interpellanza Peruffo (FI) – Evento Dieta Zona AFM

Forza Italia
Gruppo Consiliare

Ferrara, 20.07.2018

Ill.mo Sig. Sindaco del
Comune di Ferrara

La sottoscritta Consigliere Comunale Paola Peruffo INTERPELLA il Sig. Sindaco e per esso l’Assessore delegato:
PREMESSO

che il 9 maggio u.s. AFM ha organizzato, in accordo con l’azienda Ener Zona, l’evento-incontro pubblico dal titolo “Giovani e in forma: alimentazione anti age” incentrato sui presunti benefici della c.d. Dieta Zona;

che l’evento in questione si è svolto presso il Torrione di San Giovanni, immobile comunale in concessione all’associazione “Jazz Club Ferrara”;

che l’incontro ha visto la partecipazione di Barry Sears, nutrizionista, ideatore della Dieta Zona e fondatore e titolare della sopra citata società Ener Zona;

che nella nostra provincia esistono problemi di obesità, legati in particolare alle fasce meno abbienti della popolazione, così come evidenziato dall’ultimo Piano Socio Sanitario del Distretto Centro Nord;

CONSIDERATO
che un evento dello stesso tipo e con gli stessi ospiti (Barry Sear e azienda Ener Zona) era stato organizzato, sempre da AFM, presso lo stesso stabile, due anni fa, precisamente nell’aprile del 2016,
che la dieta zona riscuote un netto scetticismo da parte di medici e dietologi specializzati a livello internazionale. I motivi di tale scetticismo sono dovuti al fatto che la dieta a zona, nella maggior parte dei casi, non è per nulla bilanciata: un regime alimentare con un tasso proteico troppo alto può infatti provocare seri danni ai reni, per non parlare di un possibile accumulo di acido urico che può portare al conseguente sviluppo di un’uricemia elevata e della gotta. Inoltre, insieme a un’elevata percentuale di grasso, tale dieta potrebbe far aumentare pericolosamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari nei soggetti che la praticano;
TENUTO CONTO
che l’atto del Comune di Ferrara relativo alla concessione del Torrione di San Giovanni all’Associazione Jazz Club Ferrara (Prot. Gen. n. PG-2017-78694) al punto10 stabilisce che “La presente concessione ha carattere personale. Il concessionario, salvo autorizzazione del Comune, come in appresso specificato, non può cedere i locali a terzi. La ragione ed il motivo rilevante essenziale della presente concessione è che il bene concesso sia adibito esclusivamente all’uso convenuto di cui sopra, ciò comporta che la concessione decadrà qualora il concessionario, o eventuali aventi causa, senza il preventivo assenso scritto dell’Amministrazione concedente, modifichi l’utilizzo come sopra stabilito, con immediato obbligo di restituzione dell’immobile”;
TUTTO CIÒ PREMESSO

La sottoscritta Consigliere Comunale INTERPELLA il sig. Sindaco per sapere:

se è a conoscenza dei fatti sopra descritti;

se non ritenga un’operazione sbagliata che un’azienda a partecipazione pubblica-comunale, presso un edificio comunale, promuova un metodo di dieta su cui ci sono forti e motivati dubbi da parte della comunità scientifica internazionale, con potenziali rischi per la salute delle persone;

se non ritenga poco etico che un’azienda comunale come AFM, per affrontare il tema delle corrette diete alimentari si affidi a un’azienda multinazionale, promuovendo prodotti costosi che le fasce di cittadini con reddito basso difficilmente possono permettersi,

quale Assessorato del Comune di Ferrara ha autorizzato esplicitamente l’utilizzo dell’immobile Torrione San Giovanni per tale scopo, prettamente commerciale-pubblicitario, a vantaggio di un’azienda specifica, attraverso una tipologia d’uso dell’immobile completamente differente rispetto a quanto stabilito dal contratto di concessione;

quale, tra i soggetti coinvolti, abbia sostenuto le spese del buffet connesso all’evento

Con Osservanza

Si richiede risposta scritta

La Consigliere Comunale FI
Dott.ssa Paola Peruffo

Dal reddito di cittadinanza alla riduzione dell’orario di lavoro

“Le parole sono importanti”, urlava disperato Nanni Moretti in ‘Palombella rossa’ all’improvvisata giornalista che si beccò pure un ceffone per come si esprimeva nel fare le domande. Ecco, siccome le parole sono importanti parliamo del reddito di cittadinanza, come l’ha chiamato sin dall’inizio il M5s e grazie al quale ha fatto incetta di voti al sud.
Allora, partiamo col riflettere sul concetto di cittadinanza. Tutti sono cittadini di questo Stato e in quanto cittadini hanno diritti e doveri riconosciuti dalla Costituzione. Uguali per tutti. Dunque, essendo tutti cittadini a pari titolo, tale reddito dovrebbe essere riconosciuto a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale, patrimoniale, sociale. Proprio solo in quanto cittadini. Altrimenti non si chiamerebbe reddito di cittadinanza, giusto? Sicuramente sarebbe una misura egualitaria sul piano dei diritti di cittadinanza e dovrebbe essere cara alla sinistra che ha fatto dell’uguaglianza una delle sue bandiere principali.
Dice, ma la solidarietà nei confronti di chi non ha lavoro o l’ha perso dove la mettiamo? Se questo è il senso che si voleva dare al reddito di cittadinanza, allora bisognerebbe cambiargli il nome. “Le parole sono importanti”. E allora chiamiamolo reddito di inclusione, sussidio di disoccupazione, sostegno alle povertà, come vi pare. Ma non reddito di cittadinanza. Perché se me lo chiami così io che mi alzo ogni mattina alle sei e mezza per essere puntuale in ufficio alle otto (e sono tra i più fortunati perché non faccio il pendolare, con tutti i disagi che ciò comporta) e farmi le mie quaranta ore settimanali, mi alzo e dico: scusa, sono anch’io un cittadino, perché il reddito di cittadinanza lo date solo a chi non lavora? Chi sono io, un cittadino di serie B? Non sono anch’io un cittadino che per di più paga le tasse con le quali dovreste poi pagare il reddito di cittadinanza? Capite che mi sentirei cornuto e mazziato. E a quel punto mi arrabbio. Non si capisce perché io debba sacrificare un terzo della mia vita a vendere la mia forza lavoro, per mantenere altri cittadini nullafacenti.
E allora oltre a cambiare nome al reddito che dir si voglia provo a fare una proposta, anzi due. La prima. Siccome lavoro quaranta ore a settimana, in buona compagnia di qualche altro milione di lavoratori, e c’è chi il lavoro non lo trova o l’ha perso, stante il livello di innovazione tecnologica esistente, oggi non c’è altra alternativa che dividere il lavoro che c’è tra il maggior numero possibile di persone. Lo dice persino il Papa. Come? “Lavorare meno lavorare tutti”, si diceva una volta. E quindi riducendo l’orario di lavoro settimanale a parità di salario. Scoperta banale, ma è quanto è sempre stato fatto storicamente ad ogni passaggio della rivoluzione tecnologica. Non mi direte che oggi si lavora quanto si lavorava all’inizio del Novecento? Oddio, per alcuni è ancora così, soprattutto nelle campagne e soprattutto per alcune categorie di persone e soprattutto in alcune aree del mondo. Non dico di portarlo a trentacinque ore come in Francia (un altro esempio di Europa a due velocità), ma perlomeno di parificare l’orario settimanale del settore privato al settore pubblico che da decenni, qui da noi, è a trentasei ore settimanali. L’orario di lavoro di quaranta ore nel privato è fermo agli anni settanta quando si ottenne sull’onda delle lotte di popolo per via contrattuale. L’ultima legge che stabiliva l’orario settimanale risale all’inizio del Novecento che lo decretò in quarantotto ore. Da allora non si è più legiferato in materia. Da che mondo è mondo il movimento dei lavoratori e i sindacati sull’onda delle innovazioni tecnologiche hanno sempre condotto lotte per la riduzione dell’orario a parità di salario. Oggi questa sembra essere una bestemmia persino per i sindacati. O per lo meno per alcuni sindacalisti. Quando tempo fa provai a fare questi ragionamenti su facebook (povero illuso!) un sindacalista (di cui non faccio il nome per carità di patria) commentò sarcastico che simili proposte le aveva sentite in alcuni salotti. La mia risposta fu che probabilmente era così visto che sono i salotti che ormai frequentano molti sindacalisti. Non l’ho più sentito. È ovvio che gestire la contrattualistica esistente è più comodo, a volte è meno conflittuale altre no, di certo non necessita di una linea programmatica che impegni in una lotta politica riformista e di equità a lungo termine. Perché di questo si tratta: di equità. Tra chi un lavoro ce l’ha e chi non ce l’ha, tra chi lavora quaranta ore a settimana e chi ne lavora trentasei, tra chi lavora troppo con gli straordinari che si continuano a fare in molti settori e chi non lavora per nulla. Equità, un tema espunto dall’orizzonte politico-sindacale.
La sinistra ha sempre pensato che una volta realizzata l’uguaglianza automaticamente si sarebbe realizzata anche l’equità considerata una sorella minore, a volte sinonimo della prima. “Le parole sono importanti”, appunto. Non c’è bisogno di scomodare sociologi dell’educazione quali Pierre Boudieu per dimostrare che applicare l’uguaglianza a soggetti diseguali nelle condizioni di partenza si commette un’altra diseguaglianza. Basterebbe rileggersi “Lettera a una professoressa” di Don Milani per comprendere a pieno il concetto. La dimostrazione eclatante di quanto sia radicato nella coscienza della sinistra questo errore concettuale di base è data dalla recente costituzione del partito o movimento che dir si voglia di Liberi e Uguali. Ma uguali a chi? A che cosa? Mi sono chiesto appena uscito il nuovo movimento.
Tornando al tema dell’equità nelle condizioni di lavoro, non va trascurato il fatto che con l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile prevista dalla legge Fornero, c’è un altro aspetto da considerare e cioè un evidente collo di bottiglia al tourn over. L’uscita dal lavoro si allunga nel tempo e l’entrata di forze giovani ritarda. Una politica miope per l’efficienza stessa dell’intero sistema produttivo.
La seconda proposta. Se proprio si vogliono usare quelle risorse per dare dignità alle persone usiamole come incentivo alle imprese a ridurre l’orario di lavoro e ad assumere giovani disoccupati con contratti solidi. Usiamoli per dare un fondamento all’articolo uno della Costituzione. Che non sia solo il nome dell’ennesimo movimento politico, ma una linea programmatica riformista seria su basi e proposte solide.

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