Giorno: 14 Gennaio 2016

Il tramonto della pubblicità, il trionfo dei consigli fidati: Rudy Bandiera spiega il web reputazionale

Che viviamo in un mondo completamente digitalizzato e regolato dalle dinamiche di internet, oggi, lo abbiamo compreso tutti ed è quasi scontato ricordarlo: Facebook supera il miliardo e mezzo di utenti iscritti, cioè oltre un settimo della popolazione mondiale; nella giacca di chiunque è gelosamente custodito almeno un tablet o uno smartphone; addirittura i bambini, già dalla tenera età, si stupiscono se il giornale cartaceo non si sfoglia scorrendo il dito sulla pagina. Meno scontato è domandarsi se noi, utenti della rete, siamo realmente consapevoli di ciò che facciamo ma soprattutto di ciò che accade in internet. E se questo vale per gli adulti, ancora meno scontato è pensare che i cosiddetti ‘nativi digitali’, oltre alle funzioni, siano perfettamente in grado di capire anche le dinamiche (soprattutto sociali) che caratterizzano il web.

IMG_0329In questo frangente il Comune di Ferrara si è dimostrato particolarmente sensibile e attivo soprattutto grazie a ‘Pane e Internet’, un’iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna che, come si legge dal sito ufficiale [vedi], ha come finalità quella di offrire opportunità di prima alfabetizzazione informatica e apprendimento continuo sull’uso delle tecnologie digitali e l’accesso a Internet. Tra gli eventi proposti dal questo progetto e dopo un primo incontro dedicato ai genitori il 28 novembre scorso, mercoledì 13 gennaio è stata la volta dei ragazzi delle scuole superiori: relatore, anche in questo caso, il noto blogger ferrarese Rudy Bandiera, probabilmente tra le figure più qualificate in Italia per affrontare tematiche come questa, soprattutto con i più giovani.
A fare gli onori di casa in una Sala Estense riempita da oltre trecento studenti delle scuole ferraresi sono stati Roberto Serra e Annalisa Felletti, rispettivamente assessore ai servizi informatici e alla pubblica istruzione; il primo si è dimostrato entusiasta di questo evento in quanto “momento fondamentale che Ferrara mette a disposizione dei cittadini per colmare il gap di alfabetizzazione digitale”, la seconda ha ricordato come tali occasioni siano “preziosi incontri dove poter fare vera e propria ‘educazione civica digitale’, necessaria poiché internet è tanto utile quanto pericoloso se utilizzato in maniera scorretta”.

“Oggi viviamo in un mondo completamente incomprensibile. Voi siete il business“. Con queste parole ha debuttato Rudy Bandiera, dedicando doverosamente una lunga prima parte del suo intervento a sette personalità del nostro tempo che hanno letteralmente rivoluzionato il mondo: l’ideatore del World Wild Web Tim Berners Lee, il fondatore di Apple Steve Jobs e quello di Microsoft Bill Gates, Mark Zuckerberg padre di Facebook, Larry Page e Sergey Brin ideatori di Google e Jeff Bezos, proprietario di Amazon. Una carrellata di nomi e marchi oramai molto noti ma che, proprio grazie allo strapotere da loro acquisito, è necessario conoscere a fondo per meglio comprendere la realtà e i dati che padroneggiano il mercato digitale odierno.
Una volta quindi sottolineato come – grazie all’acquisizione di piattaforme quali Instagram e WhatsApp – Facebook si candidi ad essere sempre più “il contenitore con il maggior numero di cose al suo interno“ del mondo, mentre Google con i suoi servizi “sa tutto di noi, compresi spostamenti e interessi e ciò che ci scriviamo in privato”, Bandiera ha ammonito i ragazzi circa il fatto che “tutto ciò che facciamo sui social ha una ricaduta sulla vita delle persone”; per il blogger è quindi necessario ricordarci che fenomeni come il Fomo (Fear of missing out), la dipendenza cioè da social, la paura di essere ‘tagliati fuori’, sono sempre più diffusi e da prevenire, così come importantissimo nell’epoca del digitale è il concetto di reputazione, poiché colossi come quelli citati sopra “hanno successo in quanto ci fidiamo di loro. Questo è un valore assoluto che, comunque, rimane sempre a rischio”.

IMG_0325Quali sono questi rischi? Per elencarne alcuni, cyberbullismo, il cyberbashing (la registrazione video di aggressioni postate sui social), il catfish (la creazione di profili falsi), il sexting (rischio di ricatti dopo l’invio di immagini sessualmente esplicite per vie private) ed infine il furto d’identità. Dati alla mano questi fenomeni sono in costante aumento e, tra i tanti casi citati da Bandiera, spiccano anche note vicende di cronaca avvenute nel nostro Paese.
Tuttavia non vi sono solo negatività in questo mondo iperconesso: “Noi per la prima volta possiamo fare davvero tutto ciò che vogliamo” ha puntualizzato Bandiera riferendosi alle incredibili opportunità che la rete oggi ci offre, anche se per coglierle è necessario “essere il più creativi possibile, essere cioè in grado di non copiare ciò che fanno gli altri ma saper inventare prima degli altri”. Tra i concetti fondamentali anche l’identificazione, il ritorno della centralità dell’individuo e, molto importante soprattutto nell’era dell’informazione, l’auto-formazione. “Tutto questo – ha affermato il blogger – è possibile perché ognuno di noi ha qualcosa di bello da raccontare, quello che conta oggi è saperlo raccontare. Riuscire a fare storytelling oggi è tutto”. A corredo di quanto appena detto, immancabili i numerosissimi esempi di youtuber – nella maggior parte addirittura minorenni – divenuti negli ultimi anni vere e proprie star capaci di racimolare milioni di visualizzazioni.
Per confermare le proprie tesi, Bandiera ha concluso l’evento ricordando che oggi “solo il 14% della popolazione mondiale si fida della pubblicità, mentre i due terzi si fida esclusivamente dei consigli personali”, statistiche che lo inducono ad etichettare il nostro tempo come “rivoluzione TripAdvisor”. E’ la reputazione che fa la differenza.

Tra i tanti applausi dei ragazzi, sicuramente entusiasti e consapevoli dell’importanza delle tematiche affrontate, si è infine concluso questo primo – come più volte specificato dagli organizzatori – ‘esperimento’. Ben vengano quindi esperimenti analoghi, in grado di sensibilizzare e informare in maniera adeguata grandi e meno grandi a un mondo come quello digitale, tanto bello quanto insidioso per le proporzioni raggiunte.
Per concludere, e per dirla con Rudy Bandiera, quasi riprendendo Jobs, “siate creativi, siate consapevoli, siate responsabili”.

A Occhiobello va in scena la danza della vita

“Due donne che ballano” la danza della vita: in queste poche parole sono racchiusi titolo e trama del primo spettacolo del 2016 del Teatro Comunale di Occhiobello, che va in scena venerdì 15 alle 21. Un scontro fra solitudini, che sotto gli occhi del pubblico diventa un incontro di due sofferenze, un dramma minimo di tutti i giorni che si consuma nell’indifferenza generale, la storia di una relazione fra due singolarità. Fino al finale: una sorta di rivincita da parte delle due protagoniste, due donne che potremmo aver incontrato fra gli scaffali di un supermercato di periferia o incrociato per strada di ritorno dal lavoro senza alzare veramente lo sguardo su di loro.

due donne che ballano
Maria Paiato e Arianna Scommegna.
Foto © Marina Alessi

A dare corpo e voce a questi personaggi femminili senza nome, tanto comuni quanto spesso inascoltati o peggio ignorati, sono due grandi interpreti del teatro contemporaneo italiano: Maria Paiato (Premio Ubu 2005 e 2006, Premio Eleonora Duse 2009, Premio Hystrio 2010) e Arianna Scommegna (Premio della Critica Teatrale 2010, Premio Hystrio 2011, Premio Ubu 2014). A dirigerle, in questo testo di Joseph Maria Benet I Jornet, uno dei massimi autori del teatro spagnolo contemporaneo, un altro talento femminile della scena italiana, Veronica Cruciani (finalista Premio Ubu 2008 come regista e produttrice e Premio Hystrio – Associazione Nazionale Critici Italiani 2012). E proprio con Veronica abbiamo parlato alla vigilia della replica di venerdì.

Quella scritta da Benet I Jornet è una storia quotidiana, una di quelle che si svolgono tutti i giorni nella nostra contemporaneità, ma allo stesso tempo è inedita, perché poche volte queste esperienze vengono raccontate. Perché tu hai scelto di farlo?
Sono rimasta colpita dai personaggi femminili: sono complessi e sorprendenti, hanno aspetti di grande forza e anche di grande fragilità. È la storia di due donne sole, mi ha colpito questa loro solitudine, questo loro essere in qualche modo emarginate dalla società per motivi diversi, ma anche il fatto che in questa amicizia riescono a trovare un conforto, una vicinanza, un calore. Inoltre, mettendo in scena solo pezzi di drammaturgia contemporanea, portare in scena storie che non vengono raccontate, storie più nascoste e inascoltate, è un po’ un mio desiderio in generale: raccontare la nostra quotidianità, cercando di narrare quello che c’è di bene e quello che c’è di male, però da un punto di vista che non sia mai superficiale, che possa far nascere una riflessione in chi assiste.

Come avete lavorato tu, Arianna e Maria, per portare in scena questa quotidianità in modo non superficiale appunto?
Il mio modo di intendere la regia è partire da un’analisi del testo e mettermi al servizio del testo, cercando di valorizzarlo e di farne emergere tutti i possibili ‘sensi’. Il mio punto di partenza è stato questo e poi il lavoro grosso che abbiamo fatto è stato sulla relazione fra i personaggi e quindi fra le due attrici: una relazione molto conflittuale all’inizio che poi piano piano nel corso dello spettacolo si scioglie in una vera e propria amicizia e poi infine in un amore quasi fra una madre e una figlia. Il cuore dello spettacolo è proprio in questa relazione, che abbiamo esplorato in profondità per far uscire l’umanità di questi personaggi, la semplicità al tempo stesso la complessità di un dolore, di una solitudine, che è loro e però può essere anche di tante altre donne, cercando di portare quasi all’estremo i conflitti e le vicinanze drammaturgici del testo.

In questo microcosmo femminile mancano i maschi, non ci sono cavalieri in questo ballo?
Beh, in realtà la presenza maschile c’è se pensi che l’autore di “Due donne che ballano” è un uomo, che ha saputo leggere e raccontare aspetti del femminile in modo preciso. E poi è presente nella misura in cui queste sono due donne hanno un rapporto conflittuale con l’universo maschile: emerge dalle vicende tragiche che ha vissuto la più giovane con il marito, mentre la donna più anziana ha vissuto un matrimonio che l’ha lasciata indifferente e ha un figlio che ama molto, ma che non va mai a trovarla.

Come nella danza della vita anche in “Due donne che ballano” il finale non è per nulla scontato, secondo te c’è una morale?
Il finale è una sorta di rivincita, di ribellione verso il mondo e la società, la loro danza può essere considerata una sorta di grido, di urlo contro chi c’è fuori e non le accoglie e non le capisce. Non direi che c’è un messaggio, una morale, è la storia di due persone che vivono una forte sofferenza.

“Due donne che ballano” è la prima produzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, fondato recentissimamente, nel gennaio 2015. A quali altri progetti stai lavorando?
A gennaio andrò in scena al Teatro Gobetti di Torino con “Preamleto” di Michele Santeramo, con il quale poi da marzo saremo anche al Teatro Argentina di Roma. È un testo contemporaneo che racconta tutti i personaggi di Amleto prima dell’Amleto: il fantasma del padre non ancora è un fantasma, ma un uomo vecchio e malato, e poi ci sono Amleto, Claudio, Gerturde e Polonio.

LA SEGNALAZIONE
Secondo tempo: tornano a Ferrara i docufilm di Internazionale

Ve li siete persi i film-documentari arrivati dal resto del mondo fino a Ferrara? C’era la ressa, davanti al cinema Boldini, per vederli, questi film. Adesso ritornano, ma quasi nessuno lo sa. I visitatori del festival “Internazionale a Ferrara” hanno fatto la fila per comprarsi il biglietto e poi, all’ultimo, per cercare magari di accaparrarsi qualche posto libero per vedere uno dei documentari fatti in Cina, in Danimarca o al confine fra il Messico e gli Stati Uniti e selezionati tra quelli migliori. Adesso, zitti zitti, alcuni appassionati sono riusciti a riportarli in città per una rassegna a ingresso libero in una piccola sala cinematografica parrocchiale.

internazionale-a-ferrara-2015-film-documentari-parrocchia-anta-francesca-romana
Fotogramma di “Life is sacred” girato in Colombia

Il ciclo è partito un po’ in sordina con il primo dei film proiettato a fine dicembre, ma riprende ora con alcuni documentari assolutamente spettacolari, che raccontano storie che hanno dell’incredibile, eppure sono tutte vere. Come quella di “Life is sacred”, in programma venerdì 26 febbraio 2016, che racconta di un uomo che in Colombia decide di candidarsi (e vincere le elezioni) schierandosi contro narcotraffico e illegalità con una campagna elettorale fatta a colpi di mimi, parole dette al megafono lungo le strade, flashmob e costumi da supereroe. Oppure “Cartel Land”, in proiezione venerdì 11 marzo 2016, che coinvolge lo spettatore nella lotta di un medico messicano per contrastare le sopraffazioni del cartello dei narcotrafficanti e che si affianca a quella di un veterano americano per fermare lo sbarco della criminalità nel suo paese.

Il veterano americano protagonista di "Cartel land", uno dei docu-film di Internazionale
Il veterano americano Tim Nailer Foley protagonista di “Cartel land”, uno dei docu-film di Internazionale

Da non perdere anche “(T)error”, in programma venerdì 15 aprile 2016, che mostra in presa diretta l’attività un agente segreto del Fbi infiltrato nelle reti del terrorismo. Vale la pena poi di segnarsi “En tierra extrana”, mercoledì 23 marzo 2016, storia a più voci di una migrazione all’incontrario: quella di ragazzi che vengono da famiglie benestanti con lauree, master e tante idee creative in testa, che per la prima volta in una Spagna in recessione decidono di andare a cercare maggiore fortuna o – soprattutto – maggiori opportunità, nella bella e storicissima Edimburgo, la città che tanti scozzesi hanno a suo tempo abbandonato per rifarsi magari una vita in America.

Oggi, giovedì 14 gennaio 2016, si comincia con “We are journalists”, il racconto fatto in prima persona da un giornalista iraniano che perde il suo lavoro in Iran e fa di tutto per continuare a informare e a battersi per la libertà e la democrazia di un regime come quello dell’Iran, dove scrivere e parlare vuole dire commettere reato e rischiare la vita.

internazionale-a-ferrara-2015-film-documentari-parrocchia-anta-francesca-romana
Una scena di “We are journalists” dell’iraniano Ahmad Jalali Farahani

A organizzare il ciclo di film Cristiana D’Amore insieme a ragazzi legati a varie associazioni come Libera, Agire Sociale, Amnesty international, Emmaus, Ibo, Intercultura, Movimento nonviolento, Segnidipace, Pax Christi e ovviamente la parrocchia di don Andrea Zerbini.

Il programma della rassegna cinematografica – da stasera 14 e poi 29 gennaio; 12 e 26 febbraio; 4, 11 e 23 marzo; 8 e 15 aprile 2016 – è consultabile su CronacaComune.

“Quando l’uomo si affianca all’uomo”, ingresso libero per tutti gli spettacoli alle 20.30 nella sala della parrocchia di Santa Francesca Romana, via XX Settembre 47, Ferrara.

Dal 16 al 31 gennaio a Ferrara “Quando un pensiero diventa arte”, mostra di taccuini e libri d’artista a cura di Francesca Mariotti

da: organizzatori

Una piccola mostra per piccole opere , ma allo stesso tempo un’ attenta ricerca di quegli “scrigni” preziosi di cui solo gli artisti sanno farci dono…
Iniziare l’anno con questi piccoli/grandi progetti nell’arte contemporanea ci porterà ad un approfondimento per tutto il 2016 sul grande enigma che spesso ci viene posto: COS’E’ L’ARTE OGGI?..PERCHE’ NASCE …E A COSA SERVE?…
Gli artisti che partecipano con due o tre lavori sono una decina circa e saranno solo una piccola parte di una prossima esposizione che si svolgerà entro l’anno con Autori e Artisti italiani per una largo panorama sul mondo della Creatività in fieri.
Avremo anche l’opportunità di diventare noi artisti con un particolare “libro d’Artista” che verrà completato dalla partecipazione attiva di quanti si vorranno cimentare, grazie alla bella idea di Rosa Maiorano, artista incisora.
Parteciperanno con i loro lavori inoltre: Stefano Mariotti, Giulio Crisanti, Mire Le Fay, Roberta Spettoli, Mario Di Giulio, Francoise Calcagno, ed i Taccuini di Vittorio Vecchi in ricordo della sua “frizzante” creatività.
Vi aspettano …cose belle!!!
Spazio D’Arte L’ALTROVE, via de Romei 38 a Ferrara, www.artelaltrove.it

Domenica 17 gennaio Open Day all’Istituto Tecnico “G. B. Aleotti” di Ferrara

da: Paola Di Stasio

L’Istituto Tecnico CAT (ex Geometri) “G. B. ALEOTTI” di Ferrara apre le porte agli studenti della scuola media e alle loro famiglie domenica 17 gennaio 2016 alle ore 15 in via C. Ravera, 11 per fornire informazioni sulla propria Offerta Formativa.
Durante l’incontro sarà effettuata una dimostrazione di rilevamento aero-fotogrammetrico con DRONE per far conoscere le nuove tecnologie utilizzate dai geometri nel monitoraggio del territorio (in caso di maltempo la dimostrazione sarà effettuata all’interno della palestra).
L’attenzione dell’ Istituto agli aspetti educativi e relazionali unita alla programmazione e progettazione di percorsi didattici, sempre aperti alle innovazioni tecnologiche che caratterizzano la professione del Geometra, sono alla base di una seria preparazione confermata anche dagli ottimi risultati ottenuti nelle ultime prove Invalsi.
Scegliere l’Aleotti significa guardare ad uno dei percorsi formativi più promettenti per il futuro occupazionale dei nostri ragazzi.

Procedimento Fotovoltaico Ferrara: il Gup Dott.ssa Marini rinvia l’udienza di oggi al 17 febbraio

da: Avv. Claudio Maruzzi

Dichiarazioni dei difensori di Turra Remo e Turra Luca.

Con un’iniziativa alquanto anomala la difesa del Fallimento Spal 1907 tenta di indurre il PM a costruire una nuova ipotesi di bancarotta fraudolenta estesa a tutti gli imputati, che dovrebbe riguardare l’intera operazione fotovoltaico, rappresentata come una sorta di attività predatoria in danno della massa fallimentare da parte degli imprenditori bresciani degli incentivi che il GSE assicura per vent’anni a chi esercita l’impianto fotovoltaico.
Con ciò trascurando di considerare che da sempre è noto che Spal 1907 mai avrebbe potuto gestire l’impianto e che gli introiti attesi dagli imprenditori bresciani sono frutto di una regolare iniziativa industriale e commerciale che ha comportato ingenti investimenti per circa 50 milioni di euro, tutti a loro carico.
E’ una logica del tutto assurda, che dimentica come l’operazione fotovoltaico, favorita e poi benedetta da Comune e Provincia, ha consentito e consente alla massa fallimentare di beneficiare di ingenti risorse economiche, del tutto insperate, pari ad almeno 400.000 euro all’anno, per vent’anni, grazie al trenta per cento degli introiti spettanti al fallimento Spal derivanti dalla vendita dell’energia prodotta, frutto di regolari accordi tra la Spal e i nostri assistiti.
Confidiamo che il PM, nel termine che ha chiesto e ottenuto dal Giudice per meditare la predetta sollecitazione, la disattenda.
Avv. Claudio Maruzzi e Avv. Carmelo Marcello

Alla prossima rosso Natale!

Non si sa se per distrazione o per un atto di volontà, ma gli operai che stavano disfacendo le bancarelle l’hanno dimenticato lassù, ostinatamente attaccato alle ultime barre di alluminio rimaste da smontare; e per un momento brillano insieme, di rosso e d’argento, come per lanciare un ultimo augurio e salutare la città… “Arrivederci, al prossimo Natale!”.

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

Si ringrazia il capocantiere per averci gentilmente permesso di scattare questa foto.

Legalità

Roberto Saviano. Foto di Alessio Coser
Roberto Saviano. Foto di Alessio Coser

La legalità è la premessa del dibattito politico, o almeno dovrebbe esserlo. La premessa e non il risultato. (Roberto Saviano)

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

Cinquant’anni di Bowie

La copertina dell'album
La copertina dell’album

Si è spento solamente pochi giorni fa David Bowie, lasciandoci il suo ultimo album “Blackstar” come fosse l’eredità di una strabiliante carriera.
Carriera che proprio oggi, cinquant’anni fa, aveva inizio: veniva pubblicato infatti il 14 gennaio 1966 “Can’t Help Thinking About Me”, primo disco in 45 giri di David Bowie insieme al suo gruppo Lower Third. L’iniziale flop del brano sia in Inghilterra sia negli Usa costrinse il Duca Bianco a dimenticarsene in fretta fino al 1997 quando, in seguito di una esibizione live, “Can’t Help Thinking About Me” tornò ad essere cantata e addirittura reinserita in buona parte delle sue scalette.

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

  • 1
  • 2
L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013