Giorno: 2 Ottobre 2015

INTERNAZIONALE
Dì qualcosa di sinistra (ma senza disturbare). Orizzonti di cambiamento fra moderazione e radicalità

C’è poca speranza che la più celebre invocazione di Nanni Moretti trovi accoglienza. A sentire il dibattito di Internazionale, che ha scelto per titolo proprio quella sua esortazione (“Dì qualcosa di sinistra”), l’appello parrebbe destinato a restare inascoltato.
Bianca Berlinguer, la moderata moderatrice dell’incontro (che senta forse il bisogno di accreditarsi filo-renziana per salvaguardare la poltrona al Tg3?), mette subito le cose in chiaro (dal suo punto di vista) e traccia il solco di un confronto risultato un po’ al di sotto delle aspettative e degli standard consueti del festival: spiega che l’Italia in questa fase non è un’eccezione, ma si adegua a una tendenza europea che segnala un’eclissi della sinistra radicale e una decisa prevalenza delle politiche moderate, con la sola Inghilterra incidentalmente controvento causa la recente imprevista elezione di Corbyn alla guida del Labour party.

All’annotazione iniziale dell’intervistatrice, replica Michael Braun, solido corrispondente dall’Italia del Die Tagszeitung e unico a sfoderare qualche acuto: “Ma siamo sicuri che serva ancora una sinistra? – si domanda provocatoriamente – L’idea oggi dominante è che si vincano le elezioni solo se si conquista il consenso dell’elettorato di centro. Già da tempo, peraltro, lo spazio della socialdemocrazia si è ridotto perché i conflitti tradizionali sembrano sfumare. In realtà, però – spiega – ora un quarto dei lavoratori sono sottopagati ed emerge in pieno l’insufficienza dell’azione della sinistra e l’inadeguatezza della sua politica. Ma il problema è che la ‘sinistra-sinistra‘ in Italia ha da tempo perso aderenza con la base sociale, Rifondazione per esempio era diventato un partito di insegnanti più che di operai… Oggi, allora, in chi si può riconoscere il nuovo proletariato? Per molti la tentazione è restarsene a casa, perché tanti lavoratori non si sentono più rappresentati. E’ talmente vero, che per l’attuale sinistra a Roma è più facile prender voti ai Parioli che a Tor Bella Monaca…”.

“Ma la tradizionale monoliticità della sinistra è da tempo annientata da un fenomeno di disgregazione della base sociale” – ribatte tosta la Berlinguer, quasi a voler sollevare da colpe l’attuale condottiero. E passa palla.
“L’evoluzione post ideologia della sinistra, si verifica ben prima dell’avvento di Renzi – conferma Giada Zampano del Wall street journal, che onestamente si professa neofita di politica e in qualche passaggio un po’ tradisce questo limite -. Da anni – osserva – si guarda al leader più che al partito. Renzi cavalca bene questa tendenza e sfrutta a suo favore l’onda populista che da Berlusconi in poi caratterizza la politica italiana. Non ha fatto quasi nulla di sinistra, non parla per esempio di reddito di cittadinanza, ma taglia indiscriminatamente le tasse a tutti. Oggi il popolo di sinistra è composto principalmente da una classe media intellettuale messa in grande difficoltà dalla crisi. E poi c’è invece un ceto marginale che va alla ricerca di rappresentanza e magari si riconosce nelle derive leghiste più che nei partiti della sinistra”.

Eppure il Pd in Italia secondo i sondaggi risulta in ascesa“, nota la Berlinguer. La quale poi, accennando alla Grecia ascrive “alla leadership di Tsipras (più che alla linea politica di Syriza) le ragioni della recente duplice vittoria elettorale dell sinistra”.

Anche in questo caso Braun diverge: ammette la forza di traino di Tsipras, ma ricorda come “la crescita di Syriza nasca dal basso grazie a un capillare lavoro casa per casa, quello che la sinistra italiana non fa più da tempo. È questo che la rende credibile, si avverte un valore praticato di solidarietà in quel movimento. Poi c’è un leader attraente che senz’altro aiuta. Ma sarebbe sbagliato limitare a questo l’analisi”.
Spiega poi che c’è una profonda differenza in seno all’Europa e che il quadro va scisso fra nord e sud: “Nel cuore del Mediterraneo chi si sente vittima delle politiche dell’Unione europea, di fatto guidata dalla Merkel, riconosce nelle emergenti forze di sinistra un baluardo e una risposta credibile all’imperante diseguaglianza. Per questo crescono Syriza e Podemos; e anche il Movimento 5 stelle, che in Italia ha ormai chiuso lo spazio alla sinistra radicale perché ha assorbito lui questa domanda”.

“E la spaccatura est-ovest?” domanda Bianca Berlinguer…
“La rotte delle nuove migrazioni rappresentano un test di sopravvivenza per l’Europa che ancora non riesce a trovare una risposta unitaria. Il problema appare un’emergenza, ma in realtà ha origini antiche e sulla capacità di fornire soluzioni si basa la possibilità di sopravvivenza dell’Unione”, sostiene Giada Zampano

“E Corbyn invece come si spiega? Potrebbe essere quello laburista un modello valido per il Pd e una speranza per la sinistra interna?”, chiede la conduttrice dando la sensazione di non crederci troppo.
Braun considera “molto interessante capire quale meccanismo abbia consentito all’outsider Corbyn, da tutti descritto come candidato destinato a perdere, di sovvertire le attese e conseguire il successo. È risultato il rottamatore della situazione – spiega -. Solo in questo, ha qualcosa di comune con Renzi, ma… di segno opposto! Corbyn rappresenta l’anti ‘blairismo’ incarnato dai suoi tre antagonisti, tutti seguaci del celebre premier. Corbyn rottamatore, quindi, ma da sinistra. Renzi invece è la risposta moderata alla (presunta) precedente egemonia della sinistra nel Pd. Ma la vittoria di Corbyn è stata possibile perché in Gran Bretagna come in Germania buona parte della popolazione si sente esclusa dai giochi e avversa quella piccola parte che comanda e mantiene i propri privilegi”. Lì, nel gorgo del conflitto sociale, Corbyn ha trovato i suoi sostenitori.

“Sì però ora molti sostengono che il Labour a guida radicale sia destinato a dure sconfitte“, obietta la Berlinguer.
E Braun, serafico: “Lo dicevano anche di Vendola quando si è candidato in Puglia: è una fissa italiana quello di credere che le elezioni si vincano solo buttandosi al centro. Una sinistra che voglia avere successo deve partire invece proprio dalle domande che si è posto Corbyn e dai bisogni a cui offre soluzione”.
E qui il pubblico del teatro Nuovo, fino a quel momento solo spettatore, entra in scena con il primo convinto applauso.

Insiste la Berlinguer: “E perché non dovrebbe essere così anche in Italia?”. E non non è chiaro se alluda a una possibile rivincita della sinistra radicale o a una capacità del presidente del Consiglio di farsi interprete anche del malcontento. Giada Zampano la intende in questa maniera: “In effetti la politica di Renzi va proprio in questa direzione e mira a recuperare il voto di quelle persone che non votano più perché non si sentono rappresentate da movimenti radicali come M5s o Lega. È un salvagente lanciato all‘elettorato moderato, del tutto coerente con la sua storia personale di democristiano cresciuto nelle file della Margherita”.
“D’altronde Renzi ha costruito il suo successo sui fallimenti di chi lo ha preceduto e sull’insoddisfazione dell’elettorato del Pd”, acconsente e chiosa la conduttrice.

Braun invece pensa allo scenario alternativo, ma rileva che “la sinistra a sinistra del Pd ha fatto fatica persino ad accordarsi sulla lista per le politiche europee” e confessa tutto il suo scetticismo: “Lì non vedo alcuna progettualità, solo partiti-bonsai che reagiscono a Renzi senza avere una visione d’insieme e forse per questo inciampano in piccoli compromessi come nel caso della riforma del Senato. ‘E poi dicono abbiamo segnato un gol…’, con un linguaggio oltretutto che non si può ascoltare”. Aggiunge: “Cuperlo è certamente uomo di grande cultura ma che non sarà mai leader di partito né lo sarà Fabrizio Barca che fino a tre anni fa non aveva mai militato. Non vedo né leader né idee“, aggiunge sconsolato. E conclude: “È dal 2011 che il Pd ha imboccato deciso la strada della moderazione. Renzi non ha stravolto nulla, ha solo accelerato la marcia. Di diverso rispetto a quelli di prima ha il carattere, alla loro tristezza ha contrapposto l’allegria!”.

Arriva a questo punto (per un ritardo dell’aereo) il corrispondente di Liberation, Eric Jozsef, ma – come si direbbe con metafora calcistica – entrato a cinque minuti dal termine non cambia volto alla partita: “Renzi ha spazzato via l’ala sinistra del partito”, osserva in sostanza. E non pare proprio un rivelazione assoluta.
Sull’abilità comunicativa di Renzi si lancia di nuovo anche la cronista del Wall street: “Renzi si è accreditato come ultima speranza, speculando anche sulla crisi degli altri partiti. Si è presentato agli italiani come ultima possibilità per garantire all’Italia autonomia e sovranità rispetto all’Europa. Ma l’agenda di governo non è molto diversa da quella di chi l’ha preceduto”, conclude realista.

Alternative concrete?”, è l’ultimo quesito posta dall’attuale direttrice del Tg3.
Stoccata finale di Braun: “I Cinque stelle oscillano nei sondaggi fra il 22 e il 27% e sono quindi un’alternativa concreta, ma non sono certo che una loro eventuale vittoria possa fare bene all’Italia perché non li vedo ancora maturi per governare. Poi sostengono l’uscita dall’euro, un esperimento rischioso per Italia ed Europa. Però è l’unica alternativa, cosa che di certo non può essere Salvini”.

Coldiretti, ad Expo premiate con l’oscar green le idee giovani

da: ufficio stampa Coldiretti Ferrara

Dalla carne senza carne, alle app salva truffe, al cachemire di capra, all’agricinema, al wellness in fattoria, Coldiretti ha premiato le aziende che hanno superato le varie fasi del concorso Oscar Green 2015 e che rappresentano uno spaccato della volontà e capacità dei giovani imprenditori italiani di innovare nel settore agricolo.

C’è chi ha inventato la carne senza carne facendo gustare in tranquillità porchetta, fiorentina e salumi rigorosamente ottenuti dal grano e quindi privi di trigliceridi e colesterolo, chi ha ideato la App salva truffe nell’olio, chi ha aperto il primo Agricinema, ma anche chi coltivando la terra è rimasto l’ultimo custode di un’antica isola e chi ha puntato sulle coccole contadine. Sono i vincitori del concorso “Oscar Green” 2015, premiati dai Ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti che hanno preso parte alla prima Giornata dell’innovazione dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo, assieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, alla Delegata dei giovani Maria Letizia Gardoni, al presidente dei giovani Confindustria Marco Gay e a un migliaio di giovani agricoltori provenienti dalle campagne di tutte le regioni italiane e anche dall’estero. All’Esposizione universale gli imprenditori under 30 della Coldiretti hanno presentato idee innovative destinate a cambiare la vita quotidiana della gente, per raggiungere nei prossimi decenni l’obiettivo “Nutrire il Pianeta Energia per la vita” fissato dall’Expo.
L’invenzione – spiega la Coldiretti – di una porchetta anticolesterolo fatta con il muscolo di grano, una fibra identica alla carne, è valsa il premio nella categoria We Green aLucia Marascio giovane imprenditore agricolo della Calabria. Dalla porchetta alla fiorentina, dal filetto agli straccetti, dagli hamburger ai salumi, tutto rigorosamente fatto di frumento e legumi, tutto è fatto con il “muscolo di grano”, la carne senza colesterolo. Non ci si crederebbe, ma il sapore è davvero simile alla carne, differente da seitan, soia o tofu. E se lo si cucina con le stesse spezie o con gli stessi sughi è molto difficile distinguerlo. E non è pensato soltanto per vegetariani o vegani. Ma per chiunque ha voglia di mangiare qualcosa di buono e di salutare.
Pietro Barachini ha ideato in Toscana – continua la Coldiretti – la App salva truffe nell’olio che ha vinto il premio Oscar Green Coldiretti nella categoria Impresa 2.Terra. Tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall’olivo madre fino all’ultimo olio del ramoscello, si tradurrà in un certificato disponibile a tutti gli appartenenti al circuito dell’extravergine toscano e nelle etichette dei suoi clienti, attraverso codici ‘Qr’. Questi due futuristi dell’agricoltura hanno realizzato anche il metodo Coi, che ruota attorno almondo di ‘I Olive’. Una giuria di assaggiatori certificati, che agiscono dadiverse parti del mondo, riceveranno il campioncino dell’olio, senza sapereneppure da chi sia stato prodotto, e lo valuteranno attraverso i sistemi scientifici del sistema ‘Coi’.
Il premio per la categoria Campagna Amica – sottolinea la Coldiretti – è andato a Federica Pascali che nella sua azienda in Puglia ha recuperato un antico localedella nonna dove si proiettavano film per inaugurare l’Agricinema Iris, un luogo di ritrovo per gli amanti del grande schermo che durante lo spettacolo possono anche sgranocchiare cibo a km0. Ingrediente principale degli snack l’olio extravergine aziendale. L’antico proiettore, le vecchie sedie, e poi l’avvolgi bobine e i contratti che la nonna siglava con le grandi case cinematografiche come la Warner Bros e la Dino De Laurentis,sono oggi rispolverati per una esperienza multimediale e multisensoriale, tra olio, uliveti e indimenticabili tramonti.
Cristina Moretti, umbra, è, invece, la vincitrice – racconta Coldiretti – nella categoria Fare Rete. All’interno della Spa Resort a Torgiano ha aperto una vera e propria isola del gusto della Bottega Italiana di Campagna Amica. Grazie a questa iniziativa i visitatori della SPA, un piccolo borgo che ruota attorno al benessere, possono gustare, fin dalla colazione, i sapori autentici dell’agricoltura locale e italiana delle imprese di Coldiretti. Ma si trasformano le olive, le viti ealtre meraviglie della terra francescana in prodotti cosmetici utilizzati per i massaggi e i trattamenti di benessere e, infine, si conducono gli ospiti nelle aziende agricole, attraverso percorsi turistici.
Per la categoria Paese Amico del premio Oscar Green Coldiretti ha vinto la storia di Paolo Andrich, ultimo agricustode dell’antica isola di Torcella che ha dato i natali a Venezia. E’ lui a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo, dove resistono le pitture e le opere di suo zio, l’artista Lucio Andrich. Poi un gruppo di giovani, quelli del ‘Flamingo art media’ che, insieme agli abitanti del posto, ai pescatori e a Coldiretti si dicono “malintenzionati” a combattere questa battaglia per difendere la storia e il presente di quest’isola. E’ in questo posto che Hemingway scrisse ‘Al di là del fiume’, mentre Egidia Sartori, clavicembalista ha composto opere meravigliose e i fenicotteri trovano il loro rifugio.
“I nostri giovani incarnano le potenzialità e la forza del nostro territorio un tessuto produttivo ricco, capillare, che coinvolge milioni di uomini e che per le sue caratteristiche rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee” dichiara il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

I VINCITORI DI OSCAR GREEN 2015 PER CIASCUNA CATEGORIA
CATEGORIA WE GREEN
IL MUSCOLO DI GRANO
Lucia Marascio – Calabria
Dalla porchetta alla fiorentina, dal filetto agli straccetti, dagli hamburger ai salumi, tutto rigorosamente fatto di frumento e legumi, ecco il “muscolo di grano”, la carne senza colesterolo. Si possono gustare tutti i tagli, dal pollo, alla cotoletta, alle salsicce, o ancora polpette, spezzatino e ragù. Puoi passare ai salami o ai prosciutti, e apprezzarli in padella o al forno. E’ identico alla carne, sia crudo che cotto. Sia quando lo vedi appeso come un salame con la pelle intorno, fatta solo con il grano, sia quando lo vedi in un banco della carne come in macelleria. O ancora su una teglia da forno, in padella o sopra un tagliere da roastbeef. Non ci si crederebbe, ma il sapore è davvero simile alla carne. E se lo si cucina con le stesse spezie o con gli stessi sughi è molto difficile distinguerlo. Non è seitan e non è soia o tofu. E non è pensato soltanto per vegetariani o vegani. Ma per chiunque ha voglia di mangiare qualcosa di buono e di salutare. Allunga le tavole di casa e arricchisce i menù degli chef. Il muscolo di grano nasce non per rispondere alle esigenze dei vegetariani, ma per soddisfare un carnivoro come l’inventore che, a un certo punto, per problemi di salute, non poteva più mangiare carne ma la desiderava comunque. Sia al sguardo che al palato. Il muscolo di grano ha pelle, nervo e fibra, come un taglio di manzo, ma è fatto soltanto di farina di frumento e legumi. E’ una proteina nobile, ripulita da trigliceridi colesterolo e grassi. Viene trasformato, messo sottovuoto e pastorizzato. Lo si può conservare a lungo fuori da frigorifero e fare impazzire gli invitati a cena. Le prossime frontiere di muscolo di grano? Non si sa, l’orizzonte di questa azienda si espande progressivamente e intanto i prodotti conquistano l’Expo.

CATEGORIA IMPRESA 2.TERRA
L’APP SALVATRUFFE
Pietro Barachini – Toscana
Quando la tecnologia tutela l’extravergine. E’ proprio il caso di dirlo. Pietro, della pianta d’olivo conosce vita, storia e anche i miracoli. L’amico Dario invece i miracoli li fa con le invenzioni e la tecnologia. Se è vero che ‘Dio li fa e poi li accoppia’, ecco come si garantisce futuro a una azienda e a una tradizione. Tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall’olivo madre fino all’ultimo olio del ramoscello, si tradurrà in un certificato disponibile a tutti gli appartenenti al circuito dell’extravergine toscano e nelle etichette dei suoi clienti, attraverso codici ‘Qr’. Questi due futuristi dell’agricoltura hanno realizzato anche il metodo Coi, che ruota attorno al mondo di ‘I Olive’. Insomma la vera lotta alla contraffazione dell’extravergine. Se fino ad oggi poteva bastare avere qualche assaggiatore certificato sospettoso di essere troppo amico dell’azienda così da favorire qualche produttore a danno di altri e dei consumatori, ecco il sistema rivoluzionario che trafigge l’artificio. Una giuria di assaggiatori certificati, che agiscono da diverse parti del mondo, riceveranno il campioncino dell’olio, senza sapere neppure da chi sia stato prodotto, e lo valuteranno attraverso i sistemi scientifici del sistema ‘Coi’. Ecco come diventa credibile la valutazione su cosa realmente sia e cosa no extravergine.

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA
L’AGRICINEMA
Federica Pascali – Puglia
In azienda da Federica il sole del levante fa da sveglia ogni mattina e dona al territorio terra rossa, muri a secco e olivi secolari. E’ custode di alberi millenari a cui gli abitanti del posto, da generazioni, tramandano i nomi per continuare a identificarli. Oggi Federica ha sfruttato gli antichi locali aziendali per rispolverare pellicole e poltrone e ha inaugurato l’Agricinema Iris, un luogo di ritrovo per gli amanti del cinema che per latutta la durata del film sgranocchiano cibo a km0. Ingrediente principale degli snack l’olio extravergine aziendale. Federica ha deciso di recuperare l’antico e abbandonato cinema per riproporlo in azienda, come una tappa, nel percorso turistico tra degustazioni e visioni. L’antico proiettore, le vecchie sedie, e poi l’avvolgi bobine e i contratti che la nonna siglava con le grandi case cinematografiche come la Warner Bros e la Dino De Laurentis, sono oggi rispolverati per una esperienza multimediale e multisensoriale, tra olio, uliveti e indimenticabili tramonti. Dopo ilfilm in azienda si assaggiano incredibili oli e si degustano ortaggi prodotti in masseria e ci si sofferma, proprio come si faceva un tempo, per regalarsi istanti di autenticità contadina, catturati da antiche e contemporanee visioni.

CATEGORIA FARE RETE
LE COCCOLE CONTADINE
Cristina Moretti – Umbria
Borgobrufa è una SPA Resort a Torgiano, in provincia di Perugia che ha al suo interno una vera e propria isola del gusto della Bottega Italiana di Campagna Amica. Grazie a questa iniziativa i visitatori della SPA, un piccolo borgo che ruota attorno al benessere, possono gustare, fin dalla colazione, i sapori autentici dell’agricoltura locale e italiana delle imprese di Coldiretti. Ma non basta solo mettere le eccellenze locali nel menù, aderire a Campagna amica nel piatto e portare a tavola le stagioni e i suoi soli frutti. Si trasformano le olive, le viti e altre meraviglie della terra francescana in prodotti cosmetici utilizzati per i massaggi e i trattamenti di benessere e, infine, si conducono gli ospiti nelle aziende agricole, attraverso percorsituristici, per fare conoscere oltre che i prodotti, anche i volti di chi liproduce e le loro storie. Borgobrufa infatti è un Agriwellness speciale dove ci si va per fare una vera esperienza sensoriale, non soltanto per farsi coccolare da un centro benessere. Si sposa una filosofia, oltre che un territorio, una storia e una cultura.

CATEGORIA PAESE AMICO
L’ULTIMO AGRICUSTODE DELL’ISOLA
Paolo Andrich – Veneto
Nove residenti e l’ultimo agricustode, un unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell’isola che ha dato i natali a Venezia. Un’isola visitata da milioni di turisti ma anche scelta da colonie di fenicotteri. Eccoci nel primo porto della laguna, dopo che Altino, la vera prima isola abitata, fu insabbiata. Gli abitanti si spostarono quindi a Torcello, per poi passare alla grande storia di Venezia. Torcello non è stata mai completamente abbandonata, ma consumata sì. Qui oggi c’è Paolo a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo, dove resistono le pitture e le opere di suo zio, l’artista Lucio Andrich. Poi un gruppo di giovani, quelli del ‘Flamingo art media’ che, insieme agli abitanti del posto, ai pescatori e a Coldiretti si dicono “malintenzionati” a combattere questa battaglia per difendere la storia e il presente di quest’isola. Partono dall’agricoltura e si tuffano nella narrazione video delle bellezze isolane, per fare sapere al mondo che qui si vuole continuare ad essere come si è sempre stati. A Torcello non c’è né una farmacia, né un forno, la vita degli isolani è caratterizzata dall’acqua, sulla quale sembrano scivolare di continuo, di giorno e di notte, per raggiungere la terra ferma e trovare soluzione alla benché minima necessità. Tuttavia qui Hemingway scrisse ‘Al di là del fiume’, mentre Egidia Sartori, clavicembalista ha composto opere meravigliose e i fenicotteri trovano il loro rifugio e ogni tramonto la sua ninna nanna, prima di accoccolarsi nella notte.

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Primo bando POR FESR, 124 i progetti presentati dai laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore Costi: “Ottima risposta del sistema universitario e delle imprese al bando per la ricerca collaborativa”

Centoventiquattro in tutto, per un investimento complessivo di quasi 152 milioni di euro e una richiesta di finanziamento regionale di oltre 107 milioni. Sono i progetti presentati dai laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia al primo bando del POR FESR 2014-2020, che si è chiuso il 30 settembre. “Un passaggio importante – ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive della Regione Palma Costi – per dare un nuovo impulso alla Rete Alta Tecnologia a supporto delle imprese, su cui puntiamo molto. Il bando – aggiunge l’assessore – è dedicato alla promozione della ricerca industriale e alla collaborazione tra enti di ricerca e imprese su tecnologie innovative, con uno scopo preciso: ‘generare’ nuovi prodotti e nuovi comparti produttivi a contenuto tecnologico, per essere sempre più competitivi e sostenere l’occupazione qualificata. L’obiettivo è, come dichiarato nel programma di legislatura, arrivare al 2% del Pil regionale investito in ricerca”.
Sono 466 le imprese coinvolte nei progetti presentati. Progetti che, nello specifico, puntano a rafforzare le industrie chiave per la competitività regionale, individuate nella cosiddetta “Strategia di specializzazione intelligente” (Smart Specialisation Strategy): 38 riguardano il sistema della meccatronica e della motoristica, 26 la filiera alimentare, 20 la filiera delle costruzioni; 27 incidono sulle industrie della salute e del benessere e 13 sulle industrie culturali e creative. Sessanta progetti sono stati presentati dai laboratori universitari, e precisamente 23 da Bologna, 12 da Modena-Reggio Emilia, 12 da Ferrara, 11 da Parma e 2 dalla sede di Piacenza dell’Università Cattolica. Trentadue progetti sono stati presentati dai laboratori degli enti di ricerca (CNR, ENEA, INFN) o dai loro consorzi. I laboratori degli IRCCS regionali (IOR e IRST) ne hanno presentati 6. Altri 26 sono stati presentati da soggetti di ricerca quali consorzi pubblico-privati, spin off universitari, imprese di ricerca. Verranno tutti valutati a partire dai prossimi giorni; l’obiettivo è stilare la graduatoria entro la fine dell’anno.

Sant’Agostino: a oltre 3 anni sisma, manca il piano d’emergenza aggiornato

da: Gruppo Consiliare “ Valore e Rispetto”

Il piano d’emergenza del Comune di Sant’ Agostino, attualmente vigente e depositato presso gli uffici comunali, è ancora quello del 2010, vecchio, incompleto e non aggiornato.
Questa la denuncia che il 30 settembre Valore e Rispetto ha portato in Consiglio Comunale.
“Si tratta di una cosa inammissibile, sotto la pesante responsabilità politico e amministrativa di questa amministrazione, al governo del comune da più di un anno, e anche nel precedente mandato, con l’aggravante che ora al timone è anche l’opposizione di allora”.
Mercoledi sera, quando è stato chiesto un riscontro di ciò in Consiglio Comunale, mancava il sindaco Toselli, primo responsabile politico e amministrativo del Comune e da pochi giorni pure neo assessore dell’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese con delega alla Protezione Civile. Al suo posto, la risposta è toccata al vicesindaco Tassinari, che non è stato in grado di motivare l’accaduto.
“Il fatto ancora più grave è che avevamo già segnalato questa cosa a sindaco e vicesindaco in consiglio Comunale a dicembre 2014. Ma la risposta è sempre la stessa: “Verificheremo”.
“Come cittadini, genitori, consiglieri Comunali e Opposizione, il cui compito è vigilare e controllare, siamo sconcertati. Perché la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti deve essere considerata la prima priorità di tutte. E è nostro diritto sapere cosa è successo. Ci aspettiamo quindi un’urgente convocazione della conferenza dei Capogruppi in cui venga dato conto a tutti del motivo per il quale, a tre anni del Sisma, si è ancora in questa deprecabile situazione”.

Stefania Agarossi e Olindo Sandri
Gruppo Consiliare Valore E Rispetto

Draunara a Internazionale a Ferrara

da: ufficio stampa Festival Internazionale

La storia del viaggio dei migranti dal centro Africa fino alle coste italiane sarà al centro dell’incontro “Il carico umano”, con Federica Cellini alle 15.30 di oggi Venerdì 3 ottobre, intervistata dai giovani di Occhio ai Media prima dell’inaugurazione dell’installazione DRAUNARA in piazzetta S.Anna. DRAUNARA è a Ferrara grazie al supporto della Cooperativa Camelot per il container dell’allestimento: gli operatori della cooperativa, con alcuni rifugiati richiedenti asilo saranno presenti in piazzetta con un banchetto informativo.
Nelle giornate di Sabato 3 e Domenica 4 l’autrice sarà presente alle 11.30 per presentare l’installazione.

Draunara, in siciliano la tempesta di vento che viene dal mare, è un’installazione audio e foto sui migranti di Lampedusa. Ogni giorno sulle coste della piccola isola siciliana si riversano a migliaia uomini assetati, stanchi, impauriti che – disperati – hanno lasciato la loro terra. Arrivano esausti, smarriti dopo giorni in mare sospesi tra la vita e la morte. Ammassati su piccole imbarcazioni di legno, schiacciati l’uno sull’altro, sono oltre 20 mila i migranti che, solo dall’inizio di questo anno, hanno attraversato l’Africa, il deserto e poi il mare rischiando alla roulette che porta in Europa. Gli sbarchi vanno avanti per ore, per giorni, un imponente flusso dorato che stordisce e confonde l’isola. Scendono lentamente: il corpo ancora tremante, l’odore del mare intenso sui vestiti messi a strati uno sull’altro, le coperte termiche appoggiate sulle spalle, le braccia serrate sulle poche cose che si sono portati da casa, tutto quello che hanno: tutto quello che gli è rimasto. Confusi, spesso non sanno neanche dove sono arrivati, si mettono in fila, ognuno con la propria storia. E avanti così, finchè verranno inghiottiti da un centro profughi o scapperanno per il nord Europa… finchè del loro passaggio sull’isola non resterà che la carcassa spiaggiata della loro imbarcazione a sommarsi a quelle già raccolte nel cimitero delle barche dell’isola… fino al prossimo sbarco.
Il lavoro di Federica Cellini è un’installazione basata su due livelli narrativi. Da una parte gli scatti fotografici del giorno dell’arrivo dei migranti sull’isola di Lampedusa. Una serie di ritratti scattati sul posto. Dall’altra, l’atmosfera creata attraverso alcuni suoni sintetizzati che raccontano la storia del viaggio dei migranti dal centro Africa, ai camion roventi lanciati nel deserto, all’arrivo in Libia, dove spesso vengono detenuti mesi, a volte anni, in attesa di raggiungere il “carico umano” sufficiente far partire un’altra barca. E poi il mare, la traversata del Mediterraneo, fino all’arrivo – per chi è sopravvissuto – nella piccola isola di Lampedusa.

L’installazione è allestita in un container buio con dei piccolissimi fori a parete, solo avvicinandosi ai quali è possibile scorgere le immagini retroilluminate e ascoltare l’audio. Come in una sorta di via crucis con differenti fermate che abbinano audio e immagini, e che danno la possibilità ai visitatori di avvicinarsi a questo viaggio. Gli scatti ricordano i vue d’optique: stampe popolari nell’Europa del diciottesimo secolo, poste in un particolare cassone di legno chiamato zogroscopio e offerte alla visione tramite dei fori, a volte dotati di lenti d’ingrandimento. Queste stampe erano spesso illuminate dal retro del cassone e accompagnate da racconti e descrizioni ricche di suggestioni.

“Patto per il lavoro” e contrattazione sociale: proseguono le assemblee dello Spi-Cgil

da: Area Comunicazione Spi-Cgil Ferrara

Continua la campagna di assemblee pubbliche promosse dallo Spi-Cgil sul “Patto per il lavoro” sottoscritto dalla Regione e da istituzioni, università, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, Forum del terzo settore, oltre che sulle piattaforme della contrattazione sociale da presentare ai principali Comuni del ferrarese relativamente ai bilanci di previsione per il 2016.
Nei prossimi giorni sono in programma le assemblee di Gambulaga (martedì 6 ottobre alle ore 14,30, Sala Italia, via Masi 4); Scortichino (martedì 6 ottobre, ore 16,30, Sala Ragno, viale Passardi, 55); Portomaggiore (venerdì 9 ottobre, ore 14,30, Camera del lavoro, via Roma,79); Voghiera (lunedì 12 ottobre, ore 14,30, Centro Civico, viale Buozzi, 17); Pilastri (mercoledì 14 ottobre, ore 14,30, via Farini, 55); Bondeno (venerdì 16 ottobre, ore 14,30, Sala Casa operaia, via Repubblica, 26); Codigoro (giovedì 22 ottobre, ore 15, Centro sociale “Ronconi”, via Rosario, 20).

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“Nessuna liberalizzazione nel commercio”

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore Corsini replica alle critiche del M5S su un presunto via libera alla realizzazione di centri commerciali di medie dimensioni con una modifica delle regole urbanistiche: “Solo falsità strumentali”

“Nessuna liberalizzazione, nessuna penalizzazione per i piccoli esercizi: semplicemente falsità strumentali”. Così l’assessore al Turismo e Commercio, Andrea Corsini, replica alle critiche avanzate dal M5S, secondo cui la Regione starebbe dando il via alla realizzazione di centri commerciali di medie dimensioni varando una modifica delle regole urbanistiche.
“Non si aprono le porte ad alcuna liberalizzazione – specifica Corsini -, si tratta di falsità strumentali perché nella nostra proposta di modifica vengono mantenuti i 5000 mq di superficie di vendita e rimane l’obbligo dell’inserimento di queste iniziative nella pianificazione provinciale. Viene unicamente modificata la superficie fondiaria per la realizzazione di questi insediamenti commerciali, che passa da 1,5 ettari di oggi ai 2,5, per dar modo a chi volesse realizzare iniziative già pianificate di poterlo fare senza parcheggi interrati o in struttura, che comporterebbero un impatto ambientale negativo”.

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Patto di stabilità regionale, la Regione assegna ulteriori 15 milioni di euro ai Comuni. A Ferrara 250 mila euro

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Risorse sbloccate per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza del territorio. Petitti: “Lo sforzo degli Enti locali e l’azione di coordinamento della finanza regionale consente di massimizzare le opportunità di interventi di particolare interesse per le comunità”

Nuove risorse disponibili per l’edilizia scolastica e per la messa in sicurezza del territorio. La Giunta dell’Emilia-Romagna ha assegnato ulteriori spazi finanziari per 15 milioni di euro grazie al patto di stabilità regionale.
Le risorse sbloccate in tutte le province nell’ambito del Patto orizzontale, ovvero tramite quote concesse dagli enti locali, consentiranno interventi sia di completamento, adeguamento e manutenzione straordinaria di edifici scolastici sia di ripristino e messa in sicurezza del territorio.
“Nella definizione dei criteri di riparto abbiamo tenuto conto delle segnalazioni provenienti dalle Autonomie e sostenuto spese di particolare interesse per le comunità locali”, sottolinea l’assessore regionale al Bilancio Emma Petitti. “L’urgenza di interventi sul territorio, per il ripristino dei danni causati da eventi atmosferici di particolare gravità e garantire la messa in sicurezza, è stata assunta come priorità insieme al bisogno di rendere possibili interventi per l’adeguamento delle scuole e la manutenzione e l’ammodernamento delle aule. La Regionenel 2015 ha assegnato, nell’ambito del Patto regionale territoriale, spazi finanziari per oltre 125,8 milioni di euro. Uno sforzo notevole, viste le incertezze e le difficoltà dei comuni e delle province nella predisposizione e gestione dei propri bilanci, ha reso possibile questo ulteriore sblocco. Si tratta di un aiuto considerevole al sistema degli Enti locali, conseguito anche grazie all’azione di coordinamento della finanza regionale che consente di massimizzare le opportunità di interventi, che diversamente sarebbero bloccati dai vincoli posti dal patto di stabilità interno, e di accelerare i tempi di pagamento a favore delle imprese e del settore produttivo”.
Nel dettaglio, all’area provinciale di Bologna sono stati assegnati complessivamente 3,5 milioni di euro, a Ferrara 250 mila, a Modena 1,6 milioni, a Forlì-Cesena 2,1 milioni, a Parma 2,2 milioni, a Reggio Emilia 1 milione, a Ravenna 2,1 milioni, a Rimini 1,4 e a Piacenza 737 mila euro. Ai Comuni sono stati trasferiti 9,6 milioni di spazi patto per la scuola e 5,5 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza del territorio o per il ripristino di danni causati da eventi di particolare gravità attestati dal sistema della protezione civile.

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Spiagge, la Giunta approva progetto di legge in materia di demanio

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Corsini: “Semplifichiamo riducendo gli adempimenti per i privati e valorizzando il ruolo dei Comuni. E’ primo passo verso il distretto turistico della costa a burocrazia zero”

Semplificazione delle modalità di utilizzo del demanio marittimo con finalità turistica, piena assegnazione delle funzioni in materia ai Comuni e definizione del “Rue” (Regolamento urbanistico edilizio) come strumento di regolazione dell’uso dell’arenile.
Sono le tre novità del progetto di legge regionale in materia di demanio approvato dalla Giunta regionale.
“E’ il primo passo del distretto turistico a burocrazia zero”, spiega l’assessore regionale a Turismo e commercio Andrea Corsini. “L’obiettivo del nuovo testo, che prevede anche l’istituzione della nuova cabina di regia regionale del distretto della costa per attuarne i contenuti, è infatti semplificare e ridurre gli adempimenti per gli operatori valorizzando al contempo il ruolo degli Enti locali nel rapporto con il territorio. La legge regionale n.9 del 2002 sull’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e delle zone di mare territoriale ha costituito un importante strumento normativo soprattutto nella prima fase di delega dallo Stato alle Regioni”, aggiunge l’assessore. “Ora, pur riconoscendo e apprezzando l’importante lavoro svolto dai Comuni insieme alla Regione, occorre semplificare la legge anche per adeguare i procedimenti alle nuove norme comunitarie e statali. Il processo di ‘sburocratizzazione’ e il pieno conferimento dell’esercizio delle deleghe ai Comuni sono, inoltre, non più procrastinabili dopo la costituzione del Distretto turistico balneare della costa emiliano romagnola”.

Le novità del pdl sul demanio:
Per quanto riguarda la semplificazione delle modalità di definizione delle direttive per la disciplina degli usi del demanio marittimo con finalità turistiche, il progetto intende uniformare la disciplina di taleprocedimento a quello, più snello, previsto per l’acquacoltura e i porti (che prevede l’approvazione da parte della Giunta, sentita la commissione consiliare competente).
Tale semplificazione può consentire di ridurre i tempi per gli adeguamenti che si dovessero rendere necessari, pur mantenendo inalterato il principio di condivisione delle norme con i portatori degli interessi coinvolti attraverso gli organismi permanenti di consultazione previsti dalla legge.
L’altra novità riguarda l’attribuzione delle funzioni in materia di demanio ai Comuni ribaltando il principio contenuto nella legge vigente per cui la Regione esercita tutte le funzioni amministrative non espressamente attribuite agli Enti locali.
Visto che nei quindici anni passati è stato possibile portare a termine un progetto speciale sul demanio che ha consentito la formazione negli Enti di professionalità e competenze, con la modifica che si intende introdurre saranno i Comuni competenti per territorio ad esercitare le funzioni amministrative non espressamente mantenute dalla Regione.
In particolare, inoltre, saranno abrogati sia l’obbligo per gli Enti locali di chiedere la concessione alla Regione per i beni demaniali per i quali risultino autorità concedente qualora utilizzate per finalità pubbliche, sia la previsione anacronistica del ricorso gerarchico al presidente della Giunta regionale. Viene, infine, sancito che anche le funzioni relative alla riscossione dei canoni siano conferite ai Comuni.
Per quanto riguarda la definizione dello strumento contenente il piano comunale sugli usi dell’arenile, si stabilisce chesarà il “Rue” (Regolamento urbanistico edilizio) al posto del “Poc” (Piano operativo comunale”). Tale regolamento, infatti, non ha scadenza a differenza del Poc, ferma restando la facoltà di ciascun Comune di disciplinare in modo particolareggiato interventi su singole parti dell’arenile.

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Zappaterra e Calvano: “Il PD a fianco dei lavoratori: massima collaborazione per dare rapide certezze al settore turistico balneare”

da: organizzatori

Regione Emilia-Romagna: in Commissione il punto sulle concessioni demaniali marittime

Approvata dalla Commissione Politiche Economiche giovedì 1 ottobre una risoluzione sulle concessioni demaniali marittime che impegna la Giunta dell’Emilia-Romagna a sostenere il percorso di negoziazione avviato dal Governo con la Commissione Europea, volto a tutelare e valorizzare la filiera del turismo balneare.
Con la strategia del ‘doppio binario’ da un lato si intende fissare un congruo periodo di proroga rispetto alla scadenza delle concessioni balneari per gli operatori già titolari di concessioni demaniali e dall’altro avviare bandi di gara per l’assegnazione degli spazi ancora concedibili.
“Diamo il giusto valore al lavoro delle imprese, spesso a conduzione famigliare, che hanno realizzato importanti investimenti nei loro stabilimenti – affermano i Consiglieri PD Marcella Zappaterra e Paolo Calvano – al centro di questo dibattito infatti c’è uno dei più importanti sistemi turistici italiani, quello della costa da Comacchio alla Romagna, che dispone di una rete di 1.600 stabilimenti balneari e impiega oltre 8.000 lavoratori”.
Il documento presentato dal PD in Regione va oltre e sollecita il Governo a varare al più presto la Legge quadro di riforma in materia di demanio marittimo teso a produrre un quadro normativo di chiarezza, equità e sostenibilità per il settore del turismo balneare.
“Diamo atto al Governo Renzi, anche grazie all’operato del Sottosegretario Sandro Gozi, di essere stato il primo ad affrontare in maniera seria e responsabile la questione, mentre fino ad allora c’era stata una sottovalutazione politica della vicenda. – commentano Zappaterra e Calvano – Allo stesso modo diamo pieno riconoscimento al lavoro dell’assessore regionale Andrea Corsini che, fin dall’inizio del suo mandato, ha lavorato perché la strategia della negoziazione fosse assunta come indirizzo politico da tutte le Regioni costiere”.

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Camelot, Sensoli (M5S): “quando si vince facile a perdere sono tutti”

Da: Ufficio Stampa M5S Emilia-Romagna

Intervento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali, riguardo all’assegnazione dei servizi per i profughi a Ferrara.

Quando si vince facile perdono tutti, soprattutto i territori. E se una gara viene vinta dall’unico partecipante che, guarda un po’, era anche il soggetto cui era stato fatto dal Comune un affidamento poi revocato a seguito delle osservazioni l’Autorità nazionale anticorruzione, siamo evidentemente di fronte ad un monopolio. E i monopoli non fanno mai bene a nessuno, se non ai monopolisti. Non nascondiamoci che la gara per l’individuazione di un soggetto del terzo settore per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione a favore di richiedenti asilo per l’anno 2016 è stata indetta per forza, solo a seguito delle richieste dell’ANAC in merito all’affidamento diretto già approvato in favore di Camelot: come al solito affidamenti diretti e come al solito cooperative. La gara ha richiesto requisiti stringenti. Bene, viva il merito. Forse anche i requisiti così stringenti hanno fatto sì che non si siano determinate le condizioni per una maggiore partecipazione di altri soggetti. Il fatto è che se per anni si procede con assegnazioni continue agli stessi soggetti, questi poi maturano un “curriculum” ed un’esperienza sostanzialmente non riproducibile da nessun altro. E se la gara mi chiede di dimostrare proprio quel requisito (per esempio dieci anni di esperienza nella gestione dei centri aderenti alla rete di protezione e accoglienza integrata Sprar, con importi che non dovevano essere inferiori, complessivamente, a 2 milioni) è evidente che difficilmente potranno esserci concorrenti. La libera concorrenza e la trasparenza delle scelte hanno bisogni di atti formali coerenti (gare e non assegnazioni dirette per capirci), ma hanno bisogno, soprattutto, che alla forma corrisponda la realtà. Se costruisco gare con requisiti probabilmente posseduti solo da uno o pochi soggetti, se per anni lo stesso soggetto privato (cooperativo) ha potuto costruirsi esperienze, competenze e curriculum aziendale attraverso incarichi e commesse costantemente assegnate, vuol dire che il pubblico ha costruito una creatura a sua immagine e somiglianza, un’agenzia, una specie di municipalizzata, costituita però da un’impresa privata. Certo Camelot sarà contenta di avere vinto. Ma non dovrebbe essere contento né il Comune né il sistema pubblico nel suo complesso quando ci sono gare cui non partecipa nessuno se non chi aveva “vinto” il solito affidamento. Quando il M5S chiede di cambiare politica, di promuovere la concorrenza e la trasparenza, anche in questo campo, lo fa pensando alle forme (le gare), ma anche e soprattutto alla sostanza, per evitare che si riproduca un monopolio creato dalle stesse scelte delle amministrazioni e dalla oggettiva vicinanza fra enti locali, partiti e parti del sistema imprenditoriale (cooperativo). Continueremo ad insistere affinché la trasparenza ed i controlli sulle attività, specialmente cooperative, siano veramente efficaci per tutelare i lavoratori, i fruitori dei servizi e anche quelle piccole imprese che onestamente lavorano nel vero spirito della cooperazione.

L’Apollo e i lunedì all’insegna dell’internazionalità

da: ufficio stampa Apollo Cinepark

Lunedì 5 ottobre l’Apollo ritorna nella sua veste più internazionale!
Per gli amanti dei film in lingua con sottotitoli in italiano sarà proiettato il film “Ritorno alla vita” alle ore 21:00.
Mentre per gli amanti del balletto, direttamente dal Covent Garden di Londra, assisteremo a “Le Nozze di Figaro” della Roh alle ore 19:45.
Tutti i biglietti sono disponibili on line!

Domenica 4 ottobre Libreria Ibs e Libraccio di Ferrara, ospita Zerocalcare per presentare il suo ultimo libro “L’elenco telefonico degli accolli”

da: responsabile eventi Ibs Ferrara

Domenica 4 ottobre ore 14:00 presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino, Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara ospita Zerocalcare per presentare il suo ultimo libro “L’elenco telefonico degli accolli” (Bao Publishing)

Seconda raccolta del blog zerocalcare.it, L’elenco telefonico degli accolli contiene 45 pagine inedite nelle quali il popolarissimo fumettista di Rebibbia riflette sulle responsabilità che derivano dal successo e sull’impossibilità di essere all’altezza delle aspettative degli altri. Dolceamaro, come è nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie degli ultimi due anni del blog, tra cui le ormai classiche “Salva ogni cinque minuti”, “Quando muore uno famoso”, “I litigi su internet” e “Il demone della reperibilità”.
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano Liberazione (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale Carta (chiuso), i mensili XL di Repubblica (spazio italian undergrund, chiuso) e Canemucco (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale Internazionale, l’annuale antologia del fumetto indipendente Sherwood Comix, la Smemoranda e frescafresca pure la rivista Mamma!.
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto si, ma da Makkox.

Luciano Floridi torna a Unife per le Department Lecture

da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

Luciano Floridi, Ordinario di Filosofia e Etica dell’Informazione dell’Università di Oxford, nonché membro accreditato dell’Advisory Council di Google sul diritto all’oblio, torna all’Università di Ferrara lunedì 5 ottobre dalle ore 10 alle ore 12, in Aula L del Dipartimento di Studi Umanistici (via Paradiso 12) alle Department Lecture, per parlare di “logica concettuale dell’informazione”.
Lo stesso Floridi, segnalato dal Dottorato in Studi Umanistici di Unife, sarà presente in Ateneo anche nel secondo semestre accademico come Copernicus Visiting Professor presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori – IUSS – Ferrara 1391,
L’iniziativa è organizzata dal Prof. Matteo d’Alfonso del Dipartimento di Studi Umanistici di Unife, sezione di Filosofia.

La filosofia si occupa spesso di modi strutturati di analizzare i sistemi e le loro dinamiche. La modernità è stata dominata da due principali logiche concettuali, quella di Kant e quella di Hegel. Le due logiche concettuali possono essere viste all’opera in filosofi quali Marx (quella di Hegel) e Husserl (quella di Kant). Le due peraltro non sono incompatibili, ed facile vederle interagire, per esempio in Foucault, essendo accomunate dall’indagine dei sistemi come qualcosa di dato, di presente nell’universo naturale o nella storia umana. Entrambe muovono dal sistema al modello concepito come una sua descrizione, cercando, per così dire, generalità e strutture ricorrenti. Nessuna delle due quindi è una logica concettuale della costruzione, che muova dal modello, inteso come una prescrizione, o progetto, in vista della sua implementazione come sistema realizzato. Nella mia presentazione discuterò di come colmare questa lacuna. Esplorerò inoltre la possibilità che una tale logica concettuale della costruzione, di cui abbiamo urgentemente bisogno, sia la logica concettuale dell’informazione, e che questa sia compatibile con forme di ragionamento orientate al progetto, con l’identificazione di requisiti e vincoli, con analisi, orientate verso il futuro, di ciò che può funzionare, con le scienze ingegneristiche.
Per informazioni: Maria Grazia Campantico cmpmgr@unife.it, tel. 0532293243, cell. 3351409739

Presidente Anbi: “non possono essere le emergenze o gli stupidi vincoli burocratici a dettare i tempi della manutenzione idrogeologica del paese”

da: ufficio stampa A.N.B.I.

“Di fronte alla vicenda del ponte di Olbia, concausa dell’alluvione dell’abitato, non si può che restare esterrefatti: è stato ricostruito con gli stessi difetti idraulici del precedente, perché così prevedeva un dettato burocratico, costringendo ora ad abbatterlo per evitare più gravi conseguenze per la popolazione! Di fronte a tanta incompetenza, sono orgoglioso di presiedere un’associazione, che rappresenta i Consorzi di bonifica, nei cui organi amministrativi siedono rappresentanti veri del territorio, tra cui i sindaci, garanzia di interventi in sintonia con le esigenze del territorio. Si chiama autogoverno secondo il principio di sussidiarietà ed è l’antitesi delle pastoie burocratiche, causa spesso di danni, per i quali nessuno paga.”

Si esprime così Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), che prosegue:
“Non possono essere le emergenze a dettare i tempi della manutenzione idrogeologica del Paese! Oggi tutta l’attenzione è dedicata alle grandi aree urbane sulla scia dell’emozione causata da recenti, tragiche alluvioni. I problemi, però, non nascono ai confini comunali; c’è bisogno anche di finanziare un piano di manutenzione straordinaria della rete idraulica minore, spesso inadeguata di fronte ai cambiamenti climatici in atto. Laddove messi nelle condizioni di intervenire come recentemente nel piacentino e nel trevigiano, i Consorzi di bonifica dimostrano di saper operare preventivamente per evitare gravi conseguenze al territorio.”
“Ogni anno – aggiunge Pietro Zirattu, Presidente ANBI Sardegna – presentiamo il Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico con interventi perlopiù immediatamente cantierabili, i cui lavori cioè possono iniziare subito. In Sardegna ne abbiamo pronti 5 per un importo complessivo superiore ai 53 milioni di euro. La stesura di questi progetti l’abbiamo finanziata con nostre risorse, ma non basta, perché le criticità sono ben di più; per questo, abbiamo chiesto alla Regione Sardegna di istituire un fondo progettazioni, secondo priorità concordate, per essere pronti nel momento, in cui fossero disponibili nuove risorse. Il rischio infatti è di non essere preparati al momento opportuno, facendo slittare i tempi o peggio perdendo i finanziamenti. Aspettiamo la prossima alluvione per decidersi ad intervenire?”.

Lavoro: Emilia Romagna, +4,3% aziende agricole giovani 2° trimestre 2015

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Ad Expo alla prima giornata dell’Innovazione, allevamento di cashmere dell’Emilia Romagna entra nella terna finalista di Oscar Green premio per l’innovazione dei giovani di Coldiretti.

Nel secondo trimestre del 2015 per la prima volta da cinque anni a questa parte è tornato a crescere il numero delle aziende agricole giovanili dell’Emilia Romagna facendo registrare 80 imprese in più (+4,3 per cento) e passando dalle 1.862 imprese del primo trimestre alle 1.942 del secondo trimestre. Lo rende noto, sulla base di dati dell’Unioncamere, Coldiretti Emilia Romagna nel giorno in cui proprio un’impresa emiliano romagnola, l’azienda dell’imolese Gianluca Cellini, ha partecipato alle finali di Oscar Green, il premio per le imprese più innovative promosso da Coldiretti Giovani Impresa e consegnato questa mattina ad Expo, nel padiglione Coldiretti, in occasione della prima giornata dedicata alla creatività del made in Italy.
Il richiamo dell’agricoltura e dell’alimentazione per le nuove generazioni emiliano romagnole – commenta Coldiretti Emilia Romagna – è testimoniato anche dall’aumento delle iscrizioni negli istituti tecnici agrari regionali, che per l’anno scolastico 2015-2016 sono passati da 5.047 iscritti, con un aumento del 6,7 per cento rispetto all’anno scorso, e dagli iscritti nelle scuole per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, che per l’anno in corso sono stati 12.899 (+3,2 per cento sul 2014).
Una nuova generazione di giovani – commenta Coldiretti regionale – si sta interessando all’attività di contadini, allevatori, pescatori e cuochi che non si limitano alla produzione di cibo made in Italy, ma guardano a questo settore come possibilità di occupazione, crescita economica e anche possibilità di difendere la cultura, la bellezza, la storia la salute e in generale l’alta qualità della vita.
A queste qualità si è ispirato Gian Luca Cellini insieme con la moglie Floriana Benvenuta Messina, imolesi, che sul prima Appennino cesenate hanno aperto un allevamento di capre “Hircus”, le capre che producono la lana cashmere di cui l’Italia è il maggior trasformatore al mondo. L’azienda di Cellini è entrata nella terna finalista dell’Oscar Green nella sezione “Fare rete”, e pur non ottenendo la vittoria finale resta un esempio delle imprese giovani non solo perché ha voluto allevare capre per fare cashmere made in Italy, ma anche perché vuole estendere la sua attività all’intera filiera per renderla tutta italiana. I terreni del suo allevamento si trovano in zona marginale e disagiata nel cuore della Romagna. Qui tutto nasce dalla necessità di pulire il sottobosco e trovare animali ruspanti bisognosi di poca cura. Gian Luca scopre che la capra hircus è la più adatta allo scopo. Scoprirà poi che oltre a restituirgli la montagna nella sua ripulita bellezza, darà il futuro alla sua famiglia. Oggi Gian Luca ha un allevamento di 30 capi di ovini di razza “hircus”, da cui una volta all’anno raccoglie il vello cashmere, che viene trasformato in un prodotto ricercato di moda, attento al design made in Italy, venduto in Italia ed all’estero. Da questa preziosa fibra, infatti, Gianluca produce preziosissimi maglioni, accessori, guanti, cappelli, pashmine. Per ore le sue fibre vengono analizzate in Colorado e trasformate in Germania perché gli esperti trasformatori italiani non consentono di trasformare piccole quantità. Ma Gian luca guarda lontano, ha già in mente una filiera chiusa. Trasformare, in casa, le sue fibre e provvedere a tutto in autonomia: dalle capre ai maglioni finiti.

sel

Interpellanza Sel: Scandalo emissioni auto, il Comune si costituisca parte civile

da: organizzatori

Il sottoscritto consigliere :

Premesso
che recentemente è stato svelato lo scandalo della manomissione dei software delle centraline delle auto di una nota marca automobilistica tedesca, al fine di ingannare i test di verifica del rispetto dei limiti di emissioni in atmosfera per gli autoveicoli.

Tenuto conto
A che numerose associazioni dei consumatori hanno avviato azioni di class action nei confronti di questa e di altre case automobilistiche, anche in precedenza rispetto alla scoperta dello scandalo, per la palese differenza fra consumi dichiarati e reali;
A che la procura di Torino ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per disastro ambientale
A che lo scarto fra emissioni nei test ed emissioni su strada non parrebbe essere limitato ad una solo marca.

Considerato
A che secondo uno studio del Guardian la manomissione del software delle auto Volskwagen ha provocato ogni anno una emissione di maggiori NOX più o meno pari alle immissioni in atmosfera di tutte le centrali elettriche, le auto, le industrie e l’agricoltura del Regno Unito;
A Che gli ossidi di azoto sono gas irritanti per le mucose, responsabile di numerose alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie in particolare per bambini e anziani. Che gli stessi tramite reazioni fotochimiche producono un aumento di inquinanti secondari, altrettanto pericolosi, come l’Ozono.
A che la Pianura Padana per la sua conformazione fisica e le sue caratteristiche meteorologiche è una delle regioni più inquinate d’Europa;
A che in questi anni la Regione Emilia Romagna ha avviato campagne di sensibilizzazione e coordinato azioni di riduzione degli inquinanti, anche tramite ordinanze di limitazione al traffico per le quali sono stati esentati anche i modelli oggetto dello scandalo;
A che la stessa Regione ha da poco approvato il PAIR 2020 A Piano Aria Integrato Regionale 2020

Considerato inoltre
A che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e che allo stesso tempo rappresenta i cittadini residenti.

interpella l’amministrazione comunale
per sapere se vi sia l’intenzione di
A verificare presso la locale motorizzazione civile per sapere quante siano le auto circolanti nel nostro Comune potenzialmente oggetto di manomissione e sostenere gli incolpevoli proprietari nella richiesta di immediata rimozione dei vizi presenti nelle auto;
A costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento contro le aziende che hanno manomesso i test
A sostenere e facilitare l’eventuale azione di class action dei cittadini ferraresi ignari acquirenti delle auto coinvolte nello scandalo
A attivarsi presso l’Anci per una presa di posizione comune di tutte le amministrazioni comunali che in questi anni hanno lavorato per la presa di coscienza nella cittadinanza dei danni provocati dalle emissioni provenienti dalle auto e per la loro progressiva diminuzione.

Con osservanza.

Il Presidente del Gruppo Consiliare

Leonardo Fiorentini

Le Food stories di tre aziende ferraresi all’Expo

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Tra le protagoniste del Progetto di Cna e Confartigianato, Dolciaria Tina, Macelleria F.lli Rizzieri e La Salani. Prodotti di punta pampapato, coppia e salama da sugo.
Eccellenza, tradizione e amore per il proprio lavoro, la ricetta delle tre food stories ferraresi presentate ad Expo

Sono le “Food stories” di cui la nostra Regione va giustamente orgogliosa, parte di quel patrimonio alimentare ed enogastronomico, conosciuto in tutto il mondo, capace di unire alla straordinaria tradizione una innovazione intelligente, che ha saputo solo aggiungere qualità ai prodotti. Sono questi le prerogative sottolineate dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, delle 26 imprese eccellenti del settore alimentari, protagoniste del progetto di Cna e Confartigianato dell’Emilia Romagna, presentato giovedì e venerdì ad Expo. Alla inaugurazione sono intervenuti anche il presidente regionale della Cna Paolo Govoni e il presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Marco Granelli.
Dolci della tradizione, filiera dei salumi, formaggi e paste ripiene e, infine, filiera del pane: questi i prodotti tipici regionali che hanno fatto da protagonisti nelle due giornate. Tutti caratterizzati da una elevata artigianalità, qualità delle materie prime e delle lavorazioni, spiccato legame con il territorio. Questi i requisiti delle stesse tre aziende della Cna, che hanno rappresentato la nostra provincia, portando ciascuna la propria competenza e ampia esperienza alle spalle, ma soprattutto una inesauribile passione per il proprio lavoro: Dolciaria Tina di Migliarino, Macelleria F.lli Rizzieri 1969 di Focomorto (Ferrara) e La Salani – Forno Valentino di Copparo.
Ciascuna di loro ha presentato la propria esperienza, con semplicità e amore. A partire dall’imprenditore Raffaele Bulgarelli, titolare di Dolciaria Tina, un’azienda presente sul mercato da oltre 40 anni, che realizza da sempre il pampapato, utilizzando scrupolose tecniche di lavorazione e materie prime di assoluta qualità e genuinità, assolutamente certificate. Premiata come impresa eccellente nel 2011 e 2012, Dolciaria Tina produce, oltre al pampapato, suo prodotto di punta venduto con successo su tutto il territorio nazionale e all’estero, pasticceria secca, pralineria, torrone e altre specialità al cioccolato.
Per Lorenzo Rizzieri, titolare della Macelleria, salumeria e gastronomia artigianale di famiglia, la propria attività esprime una filosofia di eccellenza artigianale, attenta alla tradizione ma con una forte tendenza innovativa. Che significa attenzione alla filiera delle carni provenienti da animali allevati con cura e rispetto, di origine rigorosamente italiana, impiego di conservanti naturali (sale, pepe, vino e aglio), senza alcuna aggiunta di prodotti chimici. “Quando ami il tuo lavoro – ha spiegato Rizzieri, soffermandosi poi sul prodotto tipico della salama da sugo Igp – capisci che essere macellaio non è solo la capacità di usare il coltello, ma anche quella di proporre ai clienti una gamma di prodotti basati sulla conoscenza”.
Venerdì è stata la volta di Laura Salani, imprenditrice de La Salani srl che, con Forno Valentino, fondata dal padre, ha festeggiato da poco i 50 anni di attività. “Il buon pane si fa ancora di notte – ha raccontato Laura Salani – perché sia fresco e fragrante la mattina per i clienti. Noi lo facciamo ancora così, ma, al tempo stesso abbiamo introdotto nuovi servizi, affiancandoli all’attività di panetteria più tradizionale. E, quindi, nel nostro risto lounge bar di Copparo, insieme al pane, si possono consumare e acquistare, prodotti di pasticceria, ma anche piatti di cucina innovativa come i cappellacci fritti con marmellata di zucca.”

La Ricerca apre le porte alla città: al 6 all’11 Ottobre 2015 a Unife torna Porte Aperte al Polo Scientifico Tecnologico

da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

Dopo il grande successo di pubblico delle scorse edizioni, anche quest’anno, da martedì 6 a domenica 11 ottobre, il Polo Scientifico Tecnologico dell’Università di Ferrara, (via Saragat, 1), apre le porte dei suoi laboratori di ricerca a tutta la città.
Un’occasione unica per vedere da vicino alcune tra le più moderne attrezzature usate per la ricerca scientifica di Unife.
Sono già iniziati i preparativi presso l’ex-zuccherifico di Via Saragat, dove i Dipartimenti di Fisica e Scienze della Terra, Matematica e Informatica e Ingegneria, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, stanno organizzando le visite guidate all’interno del Polo, ideate per adulti e per i più piccoli.
Per i bambini fino ai 10 anni di età è previsto il Percorso Junior, con laboratori a misura di bambino, visita al Planetario e alla Mostra Il Gioco e la Scienza (con la collaborazione di La Terra dell’Orso e natura)
Per i più grandi invece sarà possibile accedere ai Laboratori veri e propri e vedere da vicino le moderne attrezzature utilizzate per la ricerca scientifica della nostra Università.
Tra le principali novità di questa edizione: l’installazione MEET LHC, che racconta la storia del CERN e dei suoi esperimenti, e alcuni strumenti utilizzati da Samantha Cristoforetti per studiare il comportamento del corpo umano durante i voli spaziali.
L’iniziativa è gratuita ed è sostenuta da MOBYT, Formart, Futura Informatica, Stileventi, Edi-elettronica, Zenith Ingegnera, Crayola, Associazione Meccanica e La Rotonda.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile contattare la segreteria dell’organizzazione:
tel. 0532 974633 – http://www.unife.it/porteaperte/pstporteaperte.pst@unife.it.

Arte è Scienza: le Scienze per i beni culturali

da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

Un dipinto di Cosmè Tura in diretta su schermo con telecamera infrarossi
nel corso di un incontro dedicato al pittore ferrarese e al Rinascimento estense
Nell’ambito della rassegna “Arte è Scienza”

“Arte è Scienza. Le Scienze per i beni culturali”. E’ questo il titolo della seconda rassegna nazionale promossa dall’Associazione di Archeometria (AIAr), che domenica 4 ottobre farà tappa anche a Ferrara alle ore 10.30 presso la Pinacoteca Nazionale, (c.so Ercole I D’Este, 21) e a Modena alle ore 17 presso la Galleria Estense, (Largo Porta Sant’Agostino, 337).
‘Cosmè Tura e il Rinascimento Estense “sotto un’altra luce”: osserviamo il disegno dei dipinti in riflettografia infrarossa’. E’ questo il titolo dell’iniziativa che vedrà intervenire Ferruccio Petrucci, Anna Impallaria, Flavia Tisato, rispettivamente del Laboratorio di Archeometria del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, INFN Sezione di Ferrara e Laboratorio TekneHub del Tecnopolo di Ferrara, Anna Stanzani della Pinacoteca Nazionale di Ferrara e Marcello Toffanello della Galleria Estense di Modena.
“Nel corso dell’incontro – ci spiega il Prof. Ferruccio Petrucci – proporremo la lettura diretta del disegno preparatorio di dipinti del Quattrocento estense, conservati presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara e la Galleria Estense di Modena. In particolare osserveremo il fine tratteggio di Cosmè Tura, nascosto alla vista dopo che il maestro ebbe terminato il dipinto, consapevoli che possiamo oggi rivederlo grazie agli strumenti elettronici che costituiscono l’attuale tecnologia della Riflettografia Infrarossa”.
“Arte è Scienza” è un’iniziativa scientifico-culturale che consente di vedere in contemporanea in diversi musei e siti archeologici dislocati sull’intero territorio nazionale, gli scienziati al lavoro a stretto contatto con coloro il cui mestiere è comprendere, restaurare, conservare e far conoscere le opere d’arte. L’evento prevede la presenza di ricercatori universitari e di enti di ricerca (rete INFN CH•Net, CNR), presso i siti museali e archeologici, per fornire ai visitatori informazioni relative all’utilizzo di metodologie scientifiche applicate ai Beni Culturali.

Il Gal delta 2000 presenta la strategia di sviluppo locale leader 2020: obiettivo 12 milioni di euro per le aree rurali del delta emiliano-romagnolo

da: Alberto Mazzotti

Per costruire insieme il Piano di Azione Locale Leader: 5 gli incontri sul territorio aperti al pubblico

A seguito della fase di consultazione e dell’analisi dei fabbisogni rilevati sul territorio, il GAL DELTA 2000 presenterà la proposta di STRATEGIA DI SVILUPPO LOCALE LEADER (SSLL) per l’area del Delta emiliano-romagnolo da candidare sulla Misura 19 Sostegno allo sviluppo locale LEADER del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna 2014/2020.
17 i Comuni situati tra la provincia di Ferrara e di Ravenna che potranno partecipare alla SSLL, poiché presentano caratteristiche spiccate di ruralità, in base alle definizioni europee si tratta di aree intermedie di sviluppo e aree ad agricoltura specializzata che hanno partecipato a strategie Leader nel 2007-2013 e presentano caratteristiche ambientali di pregio, essendo comprese nella Macroarea del Delta del Po. 11 sono i Comuni in area ferrarese, quali Argenta, Berra, Codigoro, Comacchio, Fiscaglia, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Mesola, Ostellato, Portomaggiore; e 6 in area ravennate: Alfonsine, Bagnacavallo, Cervia, Conselice, Ravenna, Russi.
La STRATEGIA DI SVILUPPO LOCALE LEADER (SSLL) è l’indirizzo strategico per lo sviluppo locale delle aree rurali definito attraverso un processo partecipato che il GAL ha avviato già alla fine del 2014, e che è servito per individuare e analizzare i fabbisogni, definire le priorità e la strategia di intervento.
La Strategia di intervento sarà attuata con specifiche azioni ed operazioni di intervento rivolte a dare risposte ai fabbisogni locali coerentemente con la strategia europea 2020 e gli obiettivi del PSR regionale.
Una strategia che deve prestare attenzioni ad obiettivi occupazionali e all’inclusione sociale, e che il GAL DELTA 2000 intende proporre per raggiungere l’obiettivo massimo di contributo per sostenere i progetti del territorio fino al 2020, puntando ad ottenere almeno 12 milioni di Euro.
Il GAL ha organizzato, al fine di darne la più ampia informazione e condivisione della STRATEGIA DI SVILUPPO LOCALE emersa dalla fase della consultazione, un calendario di 5 eventi/seminari divulgativi aperti agli amministratori, ai tecnici, alle associazioni di categoria agli operatori turistici, agli agricoltori, agli operatori economici, alle associazioni di volontariato, alle associazioni ambientaliste, ai Consorzi di Bonifica, ed ai cittadini in generale.

Questo il calendario degli incontri per le comunità interessate dal futuro Piano di Azione Locale Leader:
Lunedì 5 ottobre 2015 ore 15,30 a Ravenna presso Casa Melandri sala D’Attorre
Mercoledì 7 ottobre 2015 ore 15,30 a Alfonsine (RA) presso sala riunioni di Casa Monti
Giovedì 8 ottobre 2015 ore 15,30 a Comacchio (FE) presso sala riunioni Manifattura dei Marinati
Venerdì 9 ottobre ore 15,30 a Codigoro (FE) presso la sala conferenze del Palazzo del Vescovo
Mercoledì 14 ottobre 2015 ore 15,30 a Portomaggiore-Gambulaga presso la Delizia del Verginese

Gli incontri divulgativi sono stati divisi per aree: uno a Ravenna per i territori di Ravenna e Cervia, uno a Portomaggiore per i territori di Portomaggiore, Argenta, Ostellato e Fiscaglia, uno a Alfonsine per i territori di Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice e Russi, uno a Comacchio per il territorio di Comacchio, uno a Codigoro per i territori di Codigoro, Berra, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto e Mesola, senza ovviamente nessun vincolo di partecipazione nel territorio di riferimento.
Si tratta di un momento importante per condividere la priorità strategiche per lo sviluppo rurale e le azioni da realizzare per il periodo 2016-2020.
Il GAL ha provveduto inoltre ad aprire una nuova pagina facebook sulla “STRATEGIA SVILUPPO LOCALE LEADER 2014-2020 PER IL DELTA EMILIANO-ROMAGNOLO” per avere una più ampia condivisione della proposta sul territorio. Vi invitiamo pertanto a mettere “mi piace”!
Tutte le informazioni sul GAL DELTA 2000 e sulla proposta della Strategia di Sviluppo Locale 2020 per il Delta emiliano-romagnolo sono sul sito: www.deltaduemila.net

Tper

Scioperi del personale ferroviario Tper indetti dalle OO.SS. per lunedì 5 ottobre: modalità per i servizi di treni Tper. Regolari i servizi di bus di linea Tper

da: ufficio stampa Tper

LUNEDI’ 5 OTTOBRE: SCIOPERO REGIONALE DI 24 ORE DEL PERSONALE FERROVIARIO DI TPER INDETTO DA CGIL, CISL, UIL, UGL E FAISA E SCIOPERO DI 4 ORE INDETTO DA USB LAVORO PRIVATO: MODALITA’ PER I SERVIZI DI TRENI TPER.
REGOLARI I SERVIZI DI BUS DI LINEA TPER.

Per lunedì 5 ottobre, le Organizzazioni Sindacali FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI – UGL TRASPORTI e FAISA CISAL hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del personale ferroviario (macchinisti e capitreno) di TPER.
Queste le modalità per i servizi di treni TPER, nel rispetto delle fasce di garanzia previste dalla legge di regolamentazione degli scioperi:
– Per il personale viaggiante dei servizi ferroviari TPER, lo sciopero di 24 ore si svolgerà dalle ore 00.01 alle ore 24 di lunedì 5 ottobre, con fasce di servizio garantite dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 21 sulle linee della rete di competenza FER Bologna-Portomaggiore, Bologna-Vignola, Ferrara-Suzzara, Ferrara-Codigoro, Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano d’Enza, Modena-Sassuolo e Parma-Suzzara.
Negli orari di sciopero, ad eccezione delle predette fasce orarie, il servizio ferroviario non sarà garantito.
Per informazioni telefoniche sul servizio dei treni TPER il call center 840.151.152 è attivo tutti giorni feriali dalle ore 7 alle 14 e dalle ore 15 alle 18.
Disagi conseguenti allo sciopero potrebbero verificarsi anche in relazione alla possibile soppressione di treni TPER che circolano sul servizio regionale delle linee della rete RFI Ferrara-Ravenna-Rimini-Pesaro, Ferrara-Bologna-Imola-Rimini, Bologna-Parma-Milano, Bologna-Poggio Rusco, Bologna-Porretta Terme e Modena-Mantova.
Sempre per lunedì 5 ottobre, l’Organizzazione Sindacale USB LAVORO PRIVATO ha proclamato uno sciopero di 4 ore del personale ferroviario TPER che si svolgerà dalle ore 10 alle ore 14. L’astensione è, quindi, in orari concomitanti con quelli, più ampi, previsti per lo sciopero regionale descritto in precedenza.
L’Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.
L’iniziativa di sciopero non coinvolge il personale viaggiante del settore automobilistico: pertanto, lunedì 5 ottobre i servizi di linea di bus e corriere Tper nei bacini di Bologna e Ferrara saranno effettuati regolarmente.

Modus: workshop per il nuovo arredo urbano della darsena di Ferrara

da: organizzatori

Sabato 17 e domenica 18 ottobre a Wunderkammer progettazione partecipata a cura di Altrosguardo

Due giorni per progettare in modo partecipato il nuovo arredo urbano della darsena di San Paolo: questo l’obiettivo di Modus, il workshop che si terrà a Wunderkammer sabato 17 e domenica 18 ottobre, aperto a studenti, makers, professionisti. Le iscrizioni sono aperte da lunedì 5 ottobre.
Gli incontri – dalle 10 alle 18 – saranno curati dallo studio Altrosguardo, condotto da Mara Melloncelli e Mattia Menegatti, attivo dal 2009 soprattutto nell’ambito del riuso e recupero creativo degli oggetti. Il modus operandi sarà improntato al dialogo tra disegno industriale e pratica artigianale. La prima giornata sarà dedicata alle tecniche di progettazione e alla co-progettazione, che partirà dall’analisi del metodo usato dal celebre artista e designer italiano Bruno Munari. La seconda giornata sarà dedicata alla speriementazione. Verranno inizialmente studiate le problematiche legate alla realizzazione del progetto preliminare, si proseguirà definendo il progetto esecutivo e realizzando il prototipo.
Modus rappresenterà la terza fase del progetto Smart Dock, coordinato dall’associazione Basso Profilo per riattivare e riqualificare il fronte fluviale di Ferrara. Dopo il festival Risonanze, che per riattivare lo sguardo della città sul fronte fluviale ha coinvolto la cittadinanza in numerosi eventi e iniziative culturali, e dopo il world cafè che si terrà sabato 10 settembre per ascoltare l’opinione dei residenti e degli enti interessati alla riqualificazione, il workshop servirà a sostanziare a produrre un prototipo di arredo urbano capace di trasformare la darsena in un luogo più accogliente e ospitale, da “abitare”.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a info@altrosguardodesign.it oppure telefonare al numero 3389770775.
I promotori e finanziatori di Smart Dock, oltre a Basso Profilo, sono: le associazioni Fiumana, Encanto e AMF – Scuola di Musica Moderna, Consorzio Wunderkammer, Canoa Club Ferrara, Unife attraverso il Citer. Collaboreranno alla realizzazione dei vari eventi: il Centro per le famiglie, la motonave Nena, lo studio creativo Altrosguardo Design, Andos Ferrara.
Il progetto è co-finanziato dalla Provincia e patrocinato dal Comune di Ferrara.

Ferrara in Jazz, lunedì 5 ottobre: Piero Bittolo Bon “Bread & Fox” Quintet e Jam Session, danno il via il via a Downtown Tower al Clandestino di via Ragno

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Con Downtown Tower il Torrione scende in centro città e incontra il Clandestino. Due gli appuntamenti caratterizzati da live music, dj set e jam session per una vera e propria anteprima della nuova stagione concertistica del Jazz Club. Protagonista della serata di lunedì 5 ottobre sarà il “Bread & Fox” Quintet capitanato dall’eclettico sassofonista e compositore Piero Bittolo Bon.

Lunedì 5 ottobre – Clandestino, via Ragno 50 Ferrara – Ore 21.30
Downtown Tower
Piero Bittolo Bon “Bread & Fox” Quintet + Jam Session
Piero Bittolo Bon, sax alto e clarinetti;
Filippo Vignato, trombone;
Glauco Benedetti, tuba;
Alfonso Santimone, pianoforte;
Andrea Grillini, batteria

Con Downtown Tower il Torrione scende in centro città e incontra il Clandestino. Due gli appuntamenti caratterizzati da live music, dj set e infuocate jam session – ovvero basati sulla formula del lunedì che da dieci anni esatti connota la programmazione di “Ferrara in Jazz” – per una vera e propria anteprima della nuova stagione concertistica del Jazz Club.
Protagonista della serata di lunedì 5 ottobre sarà il Piero Bittolo Bon “Bread & Fox” Quintet, un combo in bilico tra groove ed atmosfere “contemporanee”, ma con un sound ben sintonizzato sulle lunghezze d’onda delle musiche afroamericane declinate al presente ed al passato. Navigando tra composizioni originali di Bittolo Bon e riletture di pagine di alcuni grandi compositori quali Arthur Blythe, Ornette Coleman ed Henry Threadgill, il quintetto si fa strada tra le strette maglie fra scrittura ed improvvisazione, forte delle inusuali combinazioni timbriche a propria disposizione e di un approccio all’interplay rigoroso quanto personale.
Il particolare impasto strumentale e le molteplici mutue collaborazioni che hanno maturato i cinque musicisti riescono a rendere agile e sempre in movimento il suono della formazione, in una continua e turbinante ricerca di stimoli creativi.
Considerato tra i migliori talenti della scena italiana del jazz e della musica improvvisata, Piero Bittolo Bon è un polistrumentista fondamentalmente autodidatta. Nonostante il suo strumento d’elezione sia il sax alto, dal suono personalissimo ma nel quale si riconoscono le influenze di Eric Dolphy, Tim Berne ed Henry Threadgill, si dedica anche al sax baritono, al clarinetto basso e contralto ed al flauto. Membro del collettivo El Gallo Rojo Records, una delle realtà italiane più fresche e trainanti, attualmente è alla testa del suo sestetto Jümp The Shark. Ad impreziosire l’appuntamento di lunedì 5 ottobre sarà la selezione di spiritual jazz – rigorosamente in vinile – di France, arricchita dalla gustosa gastronomia elaborata “a quattro mani” dallo staff del Jazz Club e del Clandestino. Seguono il concerto indiavolate jam session. Serata a ingresso libero.
Il secondo ed ultimo appuntamento firmato Downtown Tower è in programma per lunedì 12 ottobre con “Thrill” di Alfonso Santimone.
INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com
Infoline: 339 7886261 (dalle 15:30) e 0532 767101

DOVE
Clandestino, via Ragno 50 – Ferrara

COSTI E ORARI
Ingresso libero

Aperitivo con dj set a partire dalle ore 19.30
Concerto 21.30
Jam session 23.00

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