Giorno: 9 Marzo 2015

Ricerca, insegnamento e impegno civile in ricordo di Mario Miegge

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

La sezione di filosofia dell’Università di Ferrara ha organizzato per giovedì 19 marzo, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, una giornata in ricordo di Mario Miegge.

 

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Mario Miegge è stato docente di filosofia teoretica, preside della Facoltà di Magistero (1972-78) e direttore del Dipartimento di Scienze Umane (1997-1999).

Nel corso del convegno, grazie al contributo di amici e colleghi, sarà ripercorsa la sua attività di ricerca nei molti anni di insegnamento presso l’Ateneo.

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da: ufficio stampa Comune di Ferrara

 

CONSIGLIO COMUNALE – Oggi lunedì 9 marzo alle 9 in residenza municipale

I ragazzi del progetto ‘COM.bus’ presentano proposte di trasformazione urbana al Consiglio comunale

 

09-03-2015

E’ dedicato a “Ragazzi in azione!” – progetto COM.bus e proposte di trasformazione urbana, il ‘Consiglio comunale a tema’ in programma nella mattinata di oggi, lunedì 9 marzo alle 9 nella residenza municipale.

Insieme ai Consiglieri comunali nell’aula saranno presenti gli allievi delle classi 5.a delle Scuole Primarie di Baura, Cocomaro, Pontelagoscuro, Quartesana e Villanova e degli istituti Matteotti e Poledrelli che presenteranno, separati in due diversi turni, le proposte di trasformazione di otto spazi della città di Ferrara maturate nel corso della partecipazione al progetto.
Interverranno alla seduta le assessore comunali alla Pubblica Istruzione Annalisa Felletti e all’Urbanistica Roberta Fusari e le conclusioni saranno affidate al sindaco Tiziano Tagliani. In apertura la coordinatrice del progetto Serena Maioli illustrerà le caratteristiche dei laboratori ‘Combus’.
Il progetto è stato sviluppato dalla collaborazione di Amministrazione Comunale di Ferrara, Istituzione Servizi Educativi, Urban Center, Dipartimenti di Architettura, di Scienze Filosofiche e dell’Educazione dell’Università degli Studi di Ferrara con l’attività di mediazione dell’associazione Bambini Aurora.

>> PER LA DIRETTA AUDIO-VIDEO della seduta del consiglio comunale del 9 marzo 2015
link: http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=472

(Comunicato a cura degli organizzatori)
“Ragazzi in azione”

Nel corso della mattina del 9 marzo tutti i ragazzi delle classi coinvolte nel progetto COM.bus (le classi VA e VC della Scuola Primaria Matteotti, le classi VA e VB della Scuola Primaria Poledrelli, la classe VA della Scuola Primaria C. Della Sala di Pontelagoscuro, le classi V delle Scuole Primarie di Baura, Cocomaro di Cona, Quartesana e Villanova). presentano all’interno di un Consiglio Comunale tematico le proprie visioni di trasformazione urbana maturate nei due anni di partecipazione al progetto.

Le proposte di miglioramento degli otto spazi individuati nel corso del primo anno come più problematici sono l’esito di un processo complesso basato sull’osservazione attenta dei luoghi, sull’immedesimazione dei ragazzi nei bisogni dei cittadini che vivono quegli spazi, sulla scelta di soluzioni creative e non convenzionali di trasformazione dello spazio e sul consenso di famiglie e comunità locali interrogate nel corso del progetto.

Le proposte sono da intendersi come la base per la progettazione di una piccola sperimentazione urbana in ciascuna area, che verrà realizzata dalle classi nel corso degli ultimi incontri del Progetto COM.bus, guidate dal team di ricerca e aiutate da famiglie e comunità: scopo delle sperimentazioni è quello di proporre nuove modalità d’uso degli spazi della città di Ferrara e suggerire indirizzi all’amministrazione per il miglioramento delle aree.
ABC del Progetto COM.bus

“COM.bus: tecnologia e ricerca al servizio del cittadino” è un progetto di innovazione sociale, ammesso a finanziamento dal MIUR nel febbraio 2013, che intende co-progettare possibili indirizzi per il miglioramento di diverse aree urbane del Comune di Ferrara, a partire dalle esigenze e dalle priorità dei bambini, delle loro famiglie e della comunità locale.

Il progetto di durata biennale, avviato nel novembre 2013, si compone di due parti: il Metodo dell’Orecchio Acerbo (MOA) e il Communication Office for Municipalities (COM.bus). Il primo si occupa di sondare, attraverso un nuovo metodo di ricerca, le esigenze e le problematiche del cittadino a partire dal ruolo che il bambino ricopre nella società odierna come nodo rispetto alle reti familiari e comunitarie; mentre il secondo rappresenta fisicamente e tecnologicamente lo strumento di comunicazione dell’attività amministrativa, l’ufficio mobile al quale il cittadino può rivolgersi nello stesso quartiere di residenza e attraverso il quale l’amministrazione agisce sul territorio.

Il MOA vede impegnate 9 classi della scuola primaria, localizzate in 7 aree del Comune di Ferrara: Baura, Cocomaro di Cona – Focomorto, Quartesana, Villanova, Pontelagoscuro, l’area di Viale Krasnodar e il Quartiere Giardino.

Partecipano al Progetto COM.bus le classi VA e VC della Scuola Primaria Matteotti, le classi VA e VB della Scuola Primaria Poledrelli, la classe VA della Scuola Primaria C. Della Sala di Pontelagoscuro, le classi V delle Scuole Primarie di Baura, Cocomaro di Cona, Quartesana e Villanova.
Due anni di ricerca e sperimentazione
ANNO 1

Il primo anno di lavoro (a.s. 2013-2014) ha portato a conclusione 12 incontri in ciascuna classe quarta coinvolta, suddivisi in tre fasi principali, che hanno avuto come filo conduttore l’analisi emozionale, giornalistica e storica delle aree urbane da parte dei bambini.
Ascolto attivo, creatività e approccio collaborativo sono state le tre strategie per la conduzione degli incontri: ciascuno di essi infatti è nato dalla rielaborazione di quanto emerso dall’incontro precedente, in un’ottica di costruzione collettiva e personalizzata secondo le caratteristiche di ciascuna classe. I bambini sono stati inoltre dei “veicoli” rispetto alle famiglie, coinvolte direttamente attraverso interviste riguardanti le abitudini e le opinioni sul quartiere/paese di riferimento.

Al termine degli incontri gli elaborati dei bambini e delle relative famiglie sono stati analizzati e sistematizzati al fine di capire quali siano i luoghi più problematici su cui continuare a lavorare, in base a due tipologie di analisi:
1. le percezioni ambientali – come io sto nell’ambiente: esse emergono dal giudizio diretto o indiretto che do dell’ambiente, dalla quantità e qualità d’uso dei luoghi;
2. i bisogni ambientali – di cosa avrei bisogno per stare bene/meglio: essi emergono dalle abitudini di grandi e piccoli e appaiono più evidenti all’insorgere di ostacoli e problematiche, come l’inquinamento, l’insicurezza, la mancanza di offerta culturale e di svago, il disagio economico o sociale.
Grazie a queste analisi si è potuto capire quale sia lo stato di salute dell’ambiente e quali siano i problemi più urgenti che devono essere portati all’attenzione dell’amministrazione comunale.

 

ANNO 2

Il progetto ha avviato ad ottobre 2014 il secondo anno di ricerca, che vede coinvolte le stesse classi, diventate quinte, da ottobre 2014 a maggio 2015. Scopo di questo anno è la realizzazione, con ogni classe, di una sperimentazione sullo spazio pubblico del luogo individuato come più problematico: per farlo è stato chiesto ai bambini di decidere collettivamente quali possano essere le strategie e le azioni capaci di migliorare gli spazi e di procedere poi alla progettazione e realizzazione della sperimentazione con l’aiuto della famiglie e della comunità.
Le classi sono sempre guidate dal gruppo di ricercatori ed educatori COM.bus, che hanno anche il compito di mettere a sistema i contributi di tutti i soggetti coinvolti (bambini, famiglie, comunità e amministrazione).

Al fine di rendere realistiche le future proposte progettuali, sia in termini di fattibilità, sia di appropriatezza rispetto ai programmi e piani del Comune di Ferrara, si è avviato a partire da settembre 2014 un tavolo di confronto presso Urban Center Ferrara e con i diversi uffici coinvolti dalle sperimentazioni urbane e sociali: Ufficio Verde Pubblico e Arredo Urbano, Centro Idea, Ufficio Opere Pubbliche, Ufficio Progettazione, Centro di Mediazione.

 

Il gruppo di ricerca

Il gruppo di ricerca COM.bus è formato da due architetti ed un’educatrice: sul campo lavorano Serena Maioli, architetto esperto di progettazione partecipata e Elena Maioli, educatrice ed artista; l’architetto Giovanni Oliva, infine, ideatore del progetto ed esperto di comunicazione e marketing, è responsabile della gestione generale del progetto.

 

Gli accordi istituzionali

Nel giugno 2013 è stato firmato l’accordo di intenti con il Dipartimento di Architettura e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara, mentre nel dicembre 2014 è stato siglato il protocollo d’intesa con il Comune di Ferrara.

COM.bus inoltre è stato recentemente coinvolto tra le sperimentazioni di “Ferrara mia” ed è stato inserito tra le buone pratiche organizzate di promozione della cultura della partecipazione sul nuovo sito di Urban Center Ferrara (link: http://www.urbancenterferrara.it/pratiche-organizzate/com-bus/).

 

La raccolta fondi
Il progetto è stato ammesso a finanziamento all’interno del bando del MIUR “Smart cities and communities and social innovation” nel febbraio 2013 ma ad oggi non ha ricevuto i contributi previsti: per riuscire a completare le attività si è scelto perciò di avviare una raccolta fondi volta alla realizzazione delle nove sperimentazioni progettate nel corso dei due anni di progetto.
La raccolta fondi servirà a coprire nell’immediato i costi dei materiali con cui sarà possibile realizzare arredi, sistemazioni del verde, attrezzature per attività di comunità (es. bacheche, scambio libri), campagne comunicative e molto altro.
Per sostenere il Progetto COM.bus e contribuire alla realizzazione delle nove trasformazioni collegati entro il 26 marzo al sito http://it.ulule.com/combus/ , dove potrai leggere sul sito di Ulule qualcosa in più sul progetto, scegliere la quota del contributo e la tua ricompensa.

 

SANITA’/CULTURA – Sabato 14 maggio alle 16 la prima ‘conversazione attorno a libri sulle relazioni d’amore nella prima infanzia’

Con l’associazione Carpemira prende vita il progetto “Sopra le righe”

 

 

09-03-2015

Si è svolta questa mattina in Municipio la presentazione del progetto “Sopra le righe – conversazioni attorno a libri sulle relazioni d’amore nella prima infanzia”, un ciclo di incontri con autori sulla possibilità e sull’importanza di costruire relazioni d’amore tra genitori e figli nella prima infanzia. Il percorso, che si avvale del patrocinio dal Comune di Ferrara, è organizzato da Carpemira, associazione culturale che da anni realizza attività rivolte alle famiglie specialmente con bimbi in età prescolare. Il progetto, rivolto sia ai genitori sia agli operatori del settore (ostetriche, pediatri, educatori, insegnanti della Scuola dell’Infanzia), vedrà la partecipazione di Verena Schmid, Maurizio Spaccazocchi, Lucio Piermarini, Paola Negri e Arianna Sedioli.

Nell’occasione l’assessora comunale alla Sanità Chiara Sapigni e la presidente di Carpemira Francesca Venturoli hanno presentato gli autori, il calendario e il programma degli incontri.

Il primo appuntamento si svolgerà sabato 14 marzo alle 16. Per info e iscrizioni: info@carpemira.it – tel 3333659389, www.carpemira.it – via Frutteti 80/82

CITTA’ SOLIDALE E SICURA – Giovedì 12 marzo alle 18 all’Istituto Statale Aleotti in via Ravera 11 a Ferrara

“L’organizzazione di eventi socio – culturali sul territorio”, incontro tra operatori e cittadini

 

 

09-03-2015

Nell’ambito del ciclo di incontri “La città si-cura: idee e strumenti per la vivibilità urbana”, giovedì 12 marzo alle 18 all’Istituto Statale Aleotti in via Ravera 11 (entrata dai locali dell’Università Popolare) si terrà l’incontro dal titolo“L’organizzazione di eventi socio – culturali sul territorio”. InterverrannoPaolo Marcolini, presidente ARCI Ferrara, Sara Conforti e Rodolfo Grechi, Unità Organizzativa Manifestazioni Culturali e Turismo del Comune di Ferrara,Maria Giovanna Govoni, presidente del Consorzio “Wunderkammer”. L’incontro si è già svolto il 12 febbraio in piazzale Castellina (zona GAD) e giovedì 26 febbraio alle 18  al Centro di Promozione Sociale “Il Barco”; questo terzo appuntamento è rivolto in modo specifico ai residenti e alle associazioni delle zone Foro Boario / viale Krasnodar.

Paolo Marcolini di ARCI illustrerà quali sono gli aspetti che stanno dietro all’organizzazione dei grandi eventi. Maria Giovanni Govoni parlerà dell’organizzazione di eventi più “in piccolo” e la cui progettazione parte quindi da un’associazione. Partendo  da due esempi concreti, cioè come si organizza un grande evento e come uno “piccolo” (ad esempio, una cena di quartiere o una festa in un parco pubblico), la parola passerà quindi all’Unità Operativa Organizzazione Manifestazioni Culturali del Comune di Ferrara, che entrerà nel dettaglio dei permessi necessari e delle modalità di richiesta nel caso in cui si progetti un evento culturale e/o sociale.

Partendo da due esempi concreti, cioè come si organizza un grande evento e come uno “piccolo” (ad esempio, una cena di quartiere o una festa in un parco pubblico), la parola passerà quindi all’Unità Operativa Organizzazione Manifestazioni Culturali del Comune di Ferrara, che entrerà nel dettaglio delle modalità di richiesta nel caso in cui si progetti un evento culturale e/o sociale.

Gli incontri, organizzati con una modalità “aperta” e informale, hanno l’obiettivo di fornire ai residenti e alle associazioni quegli strumenti tecnici e progettuali necessari per l’organizzazione di iniziative mirate all’animazione, alla partecipazione e all’occupazione positiva degli spazi.
L’iniziativa, che fa parte del ciclo di formazioni “La città si-cura: Idee e strumenti per la vivibilità urbana”, è inserita nel progetto “Area stazione… e oltre”, gode del finanziamento della Regione Emilia Romagna e prevede il coinvolgimento dei residenti, dei comitati e delle associazioni delle zone GAD, Barco e Foro Boario.

Si rende fondamentale, infatti, affrontare in maniera integrata il tema della sicurezza urbana, combinando le competenze dei diversi Servizi e Soggetti del territorio (FF.OO, Servizi Pubblici, Polizia Municipale) con monitoraggio, promozione sociale, prevenzione sociale, mediazione, educazione alla legalità, includendo i diversi soggetti del territorio (residenti, comitati, associazioni) e chiedendo loro di essere protagonisti. Questo, fatto proprio dal Comune di Ferrara (e obiettivo primario del Centro di Mediazione Sociale – progetto Ferrara città solidale e sicura), è diffusamente riconosciuto come l’approccio maggiormente competente nell’affrontare la tematica in oggetto.

Ad aprile è previsto l’ultimo tema ciclo di incontri, dal titolo: “La sicurezza partecipata : regole di prevenzione e comportamenti di sicurezza – la collaborazione reciproca tra cittadini e Forze di Polizia”.

Per info: Centro di Mediazione – Progetto Ferrara Città Solidale e Sicura

tel. 0532/770504

www.comune.fe/ferrarasolidalesicura

centro.mediazione@comune.fe.it

(A cura del Centro di Mediazione del Comune di Ferrara – aggiornamento del comunicato del 9 febbraio 2014)

 

BIBLIOTECA ARIOSTEA – Una conversazione martedì 10 marzo alle 17 alla sala Agnelli

“A settant’anni dall’assassinio del teologo Dietrich Bonhoeffer”

 

 

09-03-2015

Martedì 10 marzo alle 17 alla sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17), per il ciclo ‘Anniversari’ verrà proposto un dialogo tra Giuliano Sansonetti e Maurizio Villani sul tema “A settant’anni dall’assassinio del teologo Dietrich Bonhoeffer”.  L’iniziativa è a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.
LA SCHEDA  (a cura degli organizzatori) – Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), fu esponente del rinnovamento teologico nell’età della secolarizzazione e membro della resistenza antinazista. Appartenne a quella minoranza di pastori evangelici che rifiutarono la decisione della Chiesa luterana tedesca di schierarsi dalla parte del nazionalsocialismo dando vita alla Chiesa confessante, testimone dell’incompatibilità della fede cristiana con la dottrina hitleriana. Arrestato nel 1943 dalla Gestapo, fu condannato a morte e impiccato nel campo di Flossemburg. Il pensiero di Bonhoeffer affronta temi centrali della teologia in una chiave decisamente critica nei confronti del cristianesimo istituzionale. Il saggio “Etica” (1941) studia il rapporto tra Dio e mondo, ridefinito alla luce dei criteri di “fedeltà al mondo” e di “fedeltà a Dio”. Occorre salvaguardare l’autonoma rilevanza della dimensione umano-mondana, senza con questo disconoscere il suo fondamento divino. In “Resistenza e resa”, scritta in carcere, Bonhoeffer si chiede quale sia l’avvenire del cristianesimo e della stessa idea di Dio in un mondo “divenuto adulto”, che ha eliminato l’ipotesi del “Dio tappabuchi” e mostrato l’autonomia dell’uomo nella scienza, nella vita sociale, nell’arte, nella morale. In risposta, propone una interpretazione “non religiosa” del cristianesimo, secondo cui gli uomini devono riconoscere di dover vivere nel mondo “come se Dio non esistesse” e considerare che “l’essere cristiani non significa essere religiosi in un determinato modo… ma significa essere uomini”.

BIBLIOTECA LUPPI – Martedì 10 marzo alle 17.20 in via Arginone a Porotto

Appuntamento con le ‘Storie del martedì’ per bambini dai 4 ai 10 anni

 

 

09-03-2015

Per il ciclo ‘Storie del martedì’ è in programma martedì 10 marzo alle 17.20 alla Biblioteca comunale Aldo Luppi di Porotto (via Arginone 320) l’appuntamento settimanale con le narrazioni per bambini dai 4 ai 10 anni. L’iniziativa, ad ingresso libero e gratuito, prevede la lettura di “Storie di primavera” a cura dell’associazione La tana delle storie.

CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 11 marzo alle 11.30 in via Scienze

Presentazione della “24 ore della poesia” alla biblioteca Ariostea

 

 

09-03-2015

Mercoledì 11 marzo alle 11.30 nel Teatro Anatomico della biblioteca Ariostea (via Scienze 17) si terrà la conferenza stampa di presentazione della “24 ore della poesia”. L’iniziativa, in programma venerdì 20 e sabato 21 marzo sempre alla biblioteca Ariostea, sarà illustrata dal vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto, dal dirigente del Servizio comunale Biblioteche e Archivi Enrico Spinelli, dal responsabile delle Attività culturali del Servizio Biblioteche e Archivi Fausto Natali e da rappresentanti delle associazioni coinvolte.

INTERPELLANZE – Presentate dai gruppi GOL, FI e FDI-AN in Consiglio comunale

Problematiche alla primaria di Gaibanella, pericolosità dei percorsi delle Mura, ripristino area Certosa

 

 

09-03-2015

Queste le interpellanze pervenute:

– il consigliere Rendine (gruppo GOL in Consiglio comunale) ha interpellato il sindato Tiziano Tagliani e l’assessora alla Pubblica istruzione Annalisa Felletti in merito alle problematiche dei bambini iscritti alla scuola primaria di Gaibanella;

 

– il consigliere Fornasini (gruppo FI in Consiglio comunale) ha interpellato il sindato Tiziano Tagliani e l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi merito alla pericolosità dei percorsi delle Mura;

 

– il consigliere Spath (gruppo FDI-AN in Consiglio comunale) ha interpellato il sindato Tiziano Tagliani e l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi in merito al ripristino dell’area della Certosa.

SERVIZI ALLA PERSONA – Tre incontro gratuiti da marzo a maggio 2015 a cura di Ant Ferrara

Corso base per familiari che assistono a domicilio un proprio caro: linee guida e istruzioni pratiche

 

 

09-03-2015

La Fondazione ANT di Ferrara propone un “Corso base per Familiari che assistono a domicilio un proprio Caro: linee guida e istruzioni pratiche”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Ferrara, è gratuita e si rivolge a tutta la cittadinanza. In programma tre incontri che prevedono un numero massimo di 30 partecipanti ciascuno. Questo il calendario degli appuntamenti:

– mercoledì 25 marzo ore 15.30 al Centro di promozione sociale “Il Quadrifoglio” via Savonuzzi 54, Pontelagoscuro – Ferrara;
– sabato 18 aprile ore 15.30 al Centro di promozione sociale “Acquedotto” Corso Isonzo 42 – Ferrara;
– lunedì 18 maggio ore 15.30 al Centro di promozione sociale “La Rivana” via Gaetano Pesci 181 – Ferrara.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla delegazione dell’Associazione Nazionale Tumori di Ferrara telefono 0532-201819
Fondazione ANT Italia ONLUS Delegazione di Ferrara Via Cittadella 37/39 
44121 Ferrara tel. 0532-201819
e-mail “delegazione.ferrara@ant.it sito internet www.ant.it

CENTRO DOCUMENTAZIONE DONNA – Martedì 10 marzo alle ore 18 in via Terranuova

Un incontro con Patrizia Castagnoli e i personaggi del suo libro

 

 

09-03-2015

(Comunicato a cura Centro Documentazione Donna)

 

Martedì 10 marzo alle ore 18 nella biblioteca del Centro Documentazione Donna (via Terranuova 12/b) Patrizia Castagnoli parlerà di Sofonisba Anguissola (1535-1625) e di Fede Galizia 1578-1630), le due pittrici sulle quali è incentrato uno dei racconti del suo libro “La schiena di Venere” (ed. Il Ponte Vecchio).

Nel racconto “Il sorriso del melograno”, in un finto epistolario tra le due artiste, Fede Galizia si rivolge a Sofonisba Anguissola, che ormai anziana vive i suoi ultimi anni a Palermo, per chiederle di chiarirle alcuni interrogativi sull’arte della pittura. Fede Galizia, più giovane e non altrettanto famosa e acclamata di Sofonisba, la ritiene la persona più adatta a cui rivolgersi perché non solo la considera una maestra ma allo stesso tempo pensa sia più in grado di capirla perché anch’essa donna.
Benché frutto di immaginazione l’epistolario risulta più che credibile sia perché scritto con un linguaggio che ricrea quello dell’epoca, sia perché basato su una solida documentazione da cui Patrizia Castagnoli ha tratto una parte dei ragionamenti che si scambiano le due pittrici.
Durante l’incontro verranno proiettate delle parti di uno spettacolo tratto dal racconto e immagini di quadri di Sofonisba Anguissola e Fede Galizia.

CONSIGLIO COMUNALE – Le modalità definite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari

Il Consiglio comunale di Ferrara si riunirà lunedì 16 marzo alle 15.30

 

 

09-03-2015

Nuovo appuntamento per il Consiglio comunale lunedì 16 marzo alle 15.30 nella residenza municipale. Le seduta – le cui modalità sono state definite oggi dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari convocata dal presidente del Consiglio comunale Girolamo Calò – sarà aperta con la presentazione da parte del consigliere Facchini (gruppo PD) dell’Ordine del giorno “Passi carrai e canone di occupazione aree demanio idrico – sommità arginali”.

Al termine la consigliera Morghen (gruppo M5S) presenterà un Ordine del giorno “Sulla sicurezza e l’ordine pubblico presso il parcheggio Rampari San Paolo (ex MOF) per le finalità di prevenzione dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana”.

Seguirà l’esame di due delibere presentate dalle assessore Chiara Sapigni e Caterina Ferri: – Approvazione delle modifiche dello statuto della Fondazione ‘La casa dello spastico’ di Ferrara e conferma del componente del Consiglio direttivo (assessora Sapigni); – Approvazione dello schema di Convenzione tra la Provincia di Ferrara e i Comuni per potenziare la cattura delle nutrie (assessora Caterina Ferri).

 

In programma la diretta audio-video dell’intera seduta – SERVIZIO CONSIGLIOWEB

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Sicurezza e salute: un diritto dei cittadini

da: ufficio stampa Partito Democratico Ferrara

A Francolino, incontro con la Sapigni e Modonesi

Mercoledì 11 marzo alle ore 21:00, Chiara Sapigni ed Aldo Modonesi, rispettivamente assessore alla sanità e alla sicurezza del Comune di Ferrara, incontreranno i cittadini del territorio per discutere apertamente di tematiche come la sicurezza e la salute, al centro delle recenti cronache locali.

L’incontro, organizzato dai circoli PD della zona nord, si svolgerà presso la sede del Circolo PD di Francolino in via dei Calzolai 595 e verrà moderato dal direttore di Estense.com Marco Zavagli.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Edilizia, in Regione ad aprile un summit sull’intero settore edilizia e costruzioni

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Edilizia, in Regione ad aprile un summit sull’intero settore edilizia e costruzioni. L’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi: “Affronteremo in modo puntuale la crisi della Coop Costruzioni. Poi ad aprile apriremo un ampio confronto per affrontare la crisi e valutare le prospettive di rilancio del comparto

La vicenda della Coop Costruzioni rientra nelle grave crisi che ha colpito il comparto in Emilia-Romagna e che ha visto perdere in sette anni oltre il 18% di occupati ed il volume d’affari è previsto ancora in calo nel 2015. «Affronteremo in modo puntuale la crisi della Coop Costruzioni e, in raccordo con la città metropolitana, sarà messo in campo tutto ciò che è nelle competenze delle istituzioni per salvaguardare i posti di lavoro e la continuità di lavoro», ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi.
«La situazione di Coop Costruzioni – ha aggiunto la Costi – rientra, inoltre, in una più generalizzata crisi del comparto cooperativo del quale discuteremo durante un incontro previsto per il 18 marzo prossimo con le organizzazioni sindacali e le centrali cooperative. Confronto che sarà ampliato all’intero settore dell’edilizia e delle costruzioni. Confronto convocato, i primi di aprile, per affrontare le situazioni di crisi ma soprattutto per valutare anche le prospettive di rilancio. In tutto ciò fondamentale resta il raccordo con il Governo per gli ammortizzatori sociali e le politiche di investimento pubblico. Abbiamo già avuto un primo contatto con il ministro Giuliano Poletti dal quale ci aspettiamo risposte celeri. Occorre un intervento nazionale: il riconoscimento dello stato di crisi di settore può essere uno strumento utile, perché permetterebbe l’utilizzo di strumenti di sostegno al reddito straordinari, adeguati alla profonda crisi delle costruzioni. La scorsa settimana la Giunta regionale ha approvato una delibera con la quale si candida ad attingere risorse dal Fondo nazionale per le politiche attive istituito presso il ministero del Lavoro da destinare proprio al settore dell’edilizia e costruzioni».

Coldiretti: accordo impresa verde e fattorie del sole per la gestione degli adempimenti per i produttori di energia da fonte solare fotovoltaica

da: ufficio stampa Coldiretti

Incontro molto partecipato nella sede di Coldiretti Ferrara per conoscere e gestire i numerosi adempimenti connessi all’attivazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Messo a punto il pacchetto di servizio da parte di Impresa Verde per garantire il rispetto di scadenze e comunicazioni, evitando sanzioni e penalizzazioni.

Tra le attività connesse a quella agricola principale di coltivazione o allevamento, troviamo da diversi anni anche quella della produzione energetica da fonti rinnovabili, quale il solare fotovoltaico.

Una possibilità che ha visto anche nella nostra provincia crescere il numero dipannelli solari installati sui fabbricati agricoli, di solito di ampie dimensioni per poter accogliere i macchinari agricoli o ricoverare foraggi e prodotti, interessando oltre 150 aziende associate.

Nel corso degli anni tuttavia, sono cambiati spesso i termini degli incentivi e la loro entità, moltiplicando nello stesso tempo adempimenti e dichiarazioni da presentare ad una molteplicità di enti: gestore dei sistemi elettrici (GSE), all’Agenzia delle Dogane, all’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas, costringendo i produttori energetici a fare lo slalom tra registri, dichiarazioni di consumo e di produzione, informative antimafia, iscrizione all’anagrafe degli operatori, contributi di funzionamento, dichiarazioni telematiche, indagine annuale per gli autoproduttori, con scadenze diversificate a seconda della potenza dell’impianto di produzione, oppure una tantum al momento dell’avvio dell’attività.

Insomma, come spesso accade in Italia, una ridda di attività da mettere a regime cherichiede attenzione e conoscenza specifica, quella stessa che Coldiretti, attraverso la propria società di servizi Impresa Verde ed in collaborazione con l’Associazione Fattorie del Sole, intende mettere a disposizione degli associati, proponendo anche pacchetti personalizzati a seconda delle diverse realtà aziendali e del tipo di supporto che l’imprenditore agricolo richiede.

Un tema che ha riscosso notevole interesse da parte degli associati, che hanno riempito la sala convegni della sede Coldiretti di Ferrara, ponendo la massima attenzione alla illustrazione degli adempimenti da parte di Luca D’Apote, responsabile nazionale di Fattorie del Sole, del direttore di Coldiretti Ferrara, Luigi Zepponi e del responsabile provinciale del servizio, Marco Baldon.

E’ quindi già possibile per tutti quanti gli interessati, contattare l’ufficio zona Coldiretti più vicino per avere ulteriori informazioni ed eventualmente aderire al pacchetto di servizi più utile per la propria realtà aziendale, tenendo conto che la prima delle scadenze è fissata al 31marzo 2015 (comunicazione al GSE e Agenzia delle Dogane).

Copparo – Manutenzione strade

da: ufficio comunicazione Comune di Copparo

La Patrimonio Copparo srl informa che sono terminati ieri (lunedì 9 marzo) due lavori di rifacimento stradale: il primo in via Luciano Marchi, dove si è provveduto a allineare su un’unica quota le caditoie e i pozzetti con il piano strada. Il mancato allineamento provocava il non perfetto funzionamento delle fogne in caso di pioggia. Un secondo intervento di manutenzione riguarda la rotatoria di via Ferrara e via Da Vinci, dove sono stati appianati due dossi presenti sul manto stradale. Cristiano Bulgarelli, amministratore unico di Patrimonio Copparo ha ricordato che «l’intervento di via Luciano Marchi si è reso necessario per evitare allagamenti e ristagni d’acqua lungo la via con conseguenti disagi ai residenti. Mentre per la rotatoria che porta a Ferrara, si è trattato di un piccolo intervento manutentivo per poter consegnare il tratto stradale alla gestione della Provincia di Ferrara. Il costo complessivo dei due interventi è stato di 5.000 euro.»

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1.665 ingressi al Castello Estense con la mostra “L’arte per l’arte” nell’ultimo fine settimana

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Il week end di sabato 7 e domenica 8 marzo si chiude con un bilancio di 1.665 visitatori al Castello Estense, che ospita la mostra “L’arte per l’arte” con l’esposizione delle collezioni ferraresi di Giovanni Boldini e Filippo De Pisis.

Un dato superiore ai 1.341 ingressi fatti registrare negli stessi giorni dell’anno scorso, tenuto conto che nel 2014 in occasione della Giornata dell’8 marzo fu prevista l’entrata gratuita per le donne.

 

Tra golosità e benessere: percorsi di cucina e alimentazione vegana e crudista al Fienile di Baura

da: Fienile di Baura

Venerdì 20 MARZO 2015 alle ore 18.00 presso il Fienile di Baura Via Raffanello, 79 presentazione del ciclo di incontri: Tra golosità, benessere e scienza. Percorsi di cucina e alimentazione Vegana e Vegana-Crudista.

A cura di Annalisa Malerba. Per l’occasione sarà offerto un ricco aperitivo a buffet, a base di gustose ricette tutte al vegetale e assolutamente inedito. Annalisa Malerba sarà a disposizione per rispondere a tutte le vostre curiosità.

INFO E COSTI

LA SERATA DI PRESENTAZIONE DEL 20 MARZO 2015 È LIBERA E GRATUITA, CHIEDIAMO SOLO DI SEGNALARE L’EVENTUALE PARTECIPAZIONE PER POTERCI ORGANIZZARE PER IL BUFFET.

Il primo ciclo di 5 incontri partirà il 1 aprile, il secondo ciclo, sempre di 5 incontri, partirà il 13 maggio.

Costi:  € 150,00 per ogni ciclo di cinque lezioni

Sconto del 20% sul secondo ciclo o sulle singole lezioni del secondo ciclo se si è già partecipato al primo.

Possibilità di frequentare anche singoli incontri al costo di € 35,00

Il pagamento può essere effettuato alla presentazione del ciclo di incontri, nella serata del 20 marzo oppure all’inizio del corso.

Giornata e orario di svolgimento dei corsi: il mercoledì, 19.45-22.45 (salvo variazioni)

 

La cifra comprende

  • introduzione teorica, sulla base della più recente letteratura scientifica;
  • ricette inedite, fornite sotto forma di pdf, che saranno in parte preparate sul momento con l’aiuto di tutti i corsisti che lo desiderano
  • cena insieme o possibilità di consumare a casa, portandosi un adeguato contenitore
  • disponibilità della docente via mail e/o via telefono.

 

Visto il numero limitato di posti, si consiglia di prenotare e confermare quanto prima.

 

PER   ISCRIZIONI:

CELL: 337-1096448    FISSO: 0532-1858055   MAIL: fienile@integrazionelavoro.org,

(telefonare dal lunedì al venerdì in orario di ufficio)

PER   INFO   SU   PROGRAMMA   E   CONTENUTI:

Annalisa Malerba, 340-7275918 MAIL: annalisa.malerba@gmail.com

(provare finché si riceve risposta)

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“Digital Day – Fatturazione Elettronica”

da: ufficio stampa Camera di Commercio di Ferrara

Una giornata di informazione finalizzata a chiarire tutti i passaggi della transizione al sistema di fatturazione elettronica obbligatoria, per tutte le imprese fornitrici della PA, dal primo di aprile

Scatterà dal prossimo primo aprile l’obbligo di fatturazione elettronica per le imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica amministrazione. Si tratta di un obbligo di legge che cambierà radicalmente i rapporti tra Amministrazioni pubbliche e fornitori, “con l’obiettivo – spiega Mauro Giannattasio, Segretario Generale della Camera di commercio di Ferrara – di consentire al sistema Paese di crescere in consapevolezza e controllo della spesa pubblica e alle piccole e medie imprese di scoprire l’efficienza del digitale, la semplicità della procedura e di risparmiare una cifra media annua che l’Agenzia per l’Italia Digitale stima in  circa 500 euro”.

 

E per presentare agli operatori economici questa innovazione, i Digital Champions (istituiti dall’Unione Europea nel 2012 con il compito di rendere i propri cittadini “digitali”) hanno incontrato, ieri mattina (9 marzo), la comunità economica ferrarese in Camera di commercio, sede ideale, a detta del Governo Renzi, per l’incontro tra una Pubblica amministrazione, che dell’utilizzo delle nuove tecnologie e della semplificazione ha fatto una delle principali linee di azione, e il sistema produttivo.

 

L’incontro in Largo Castello è stata anche l’occasione per far meglio conoscere il servizio di fatturazione elettronica espressamente dedicato alle piccole e medie imprese iscritte alle Camere di commercio d’Italia che abbiano rapporti di fornitura con le Pubbliche amministrazioni. Si tratta di una applicazione estremamente semplice, accessibile dal sito della Camera di commercio e messa a disposizione in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unioncamere e Infocamere. Al servizio si accede previo riconoscimento del titolare dell’impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), strumento introdotto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) per l’accesso telematico ai servizi della Pubblica amministrazione, consentendo la compilazione del documento contabile, l’individuazione dell’Amministrazione pubblica destinataria, la firma digitale, l’invio e relativa conservazione a norma.

 

Cresce, intanto, cresce l’informatizzazione della piccole imprese ferraresi: il 64% delle aziende intervistate dalla Camera di commercio dichiara, infatti, di utilizzare almeno qualche volta modalità telematiche per l’espletamento degli adempimenti amministrativi. E il 41% di queste sostiene di avere riscontrato una riduzione dei costi a proprio carico.

 

La fatturazione elettronica verso la Pubblica amministrazione: ecco come funziona

La fattura elettronica è un documento in formato digitale la cui autenticità e integrità sono garantite:

  • dalla presenza della firma elettronica di chi emette la fattura;
  • dalla trasmissione della fattura ad uno specifico Sistema di Interscambio (SDI).

Un Sistema di Interscambio è la piattaforma che:

  • trasmette la fattura elettronica dal fornitore alla Pubblica Amministrazione;
  • trasmette le notifiche relative alle attività svolte alla Pubblica mministrazione e al fornitore;
  • consente al Ministero dell’Economia e delle Finanze il Monitoraggio della Finanza Pubblica.

Le caratteristiche tecniche di un file di fattura elettronica sono regolamentate dagli standard FatturaPA (Agenzia delle Entrate).

 

 

“Lo stato della politica di unificazione europea: dalla crisi greca al Piano Junker, al processo per le quattro unioni”

da: Istituto di Storia Contemporanea Ferrara

Domani, martedì 10 marzo, alle ore 18.00, presso la sala conferenze dell’Istituto di Storia Contemporanea, vicolo S. Spirito 11, la Sezione di Ferrara del Movimento Federalista Europeo
organizza un incontro con Alberto Majocchi, ordinario di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia ed esponente nazionaledel Movimento Federalista Europeo, sul tema “Lo stato della politica di unificazione europea: dalla crisi greca al Piano Junker, al processo per le quattro unioni”.

Parteciperanno al dibattito: il consigliere regionale del PD, Paolo Calvano e l’assessore al bilancio del Comune di Ferrara, Luca Vaccari.

Tenuta Casali presenta a Ferrara l’anteprima del Baruccia mercoledì 11 marzo

da: ufficio stampa Tenuta Casali

Mercoledì 11 marzo Valerio e Paolo Casali saranno ospiti dell’associazione culturale PIV con l’etichetta pluripremiata che debutterà dieci giorni più tardi al Vinitaly

Sarà Tenuta Casali, cantina pluripremiata di Mercato Saraceno (FC), la protagonista del nuovo incontro con il vino organizzato a Ferrara dall’associazione culturale PIV. Mercoledì 11 marzo, al room&breakfast Le Bighe (via Castellana, 18),  i fratelli Valerio e Paolo Casali racconteranno la storia dell’azienda vitivinicola fondata nel 1978 e oggi condotta insieme alle giovani leve della famiglia all’insegna della valorizzazione dei vitigni autoctoni di Romagna.

Durante la “cena-racconto”, che avrà inizio alle 20.15, sarà presentata in anteprima la nuova annata del Baruccia, sangiovese superiore vincitore dell’ultima edizione del Concorso enologico nazionale “Premio Douja D’Or” di Asti e tra i vini premiati con il diploma d’eccellenza dalla guida regionale dell’Associazione italiana sommelier “Emilia Romagna da Bere”.

La prenotazione è obbligatoria, scrivendo una mail a ariart@inwind.it o telefonando al 328/6908208.

Falcone e Borsellino, 20 anni dopo. Ingressi agevolati per Unife al De Micheli

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Proseguono le iniziative agevolate di invito a teatro dedicate a tutta la comunità  dell’Università di Ferrara, offerte dall’Ateneo e dal Teatro Comunale De Micheli di Copparo (FE) e organizzate dall’Ufficio Comunicazione ed eventidi Unife.

E’ ora la volta di “Novantadue. Falcone e Borsellino, 20 anni dopo”, lo spettacolo di Claudio Fava, con Filippo Dini e Giovanni Moschella, allestimento e regia di Marcello Cotugno, produzione BAM teatro, in collaborazione con XXXVII Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e Festival L’opera Galleggiante, che si terrà giovedì 12 marzo alle ore 21 al De Micheli.

Tariffe agevolate per Unife: 1 euro per gli studenti, 2 euro per i dipendenti e 5 euro per i familiari.

Per consentire la maggiore partecipazione, il Teatro De Micheli ha approntato un servizio di trasporto gratuito, mettendo a disposizione due navette da Ferrara andata/ritorno.

Per informazioni: Maria Grazia Campantico, cmpmgr@unife.it , cell.3351409739

 

Un workshop per la ricerca attiva del lavoro

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Dopo la partecipazione numerosa registrata in occasione della prima edizione, anche quest’anno gli Assessorati alle Politiche Giovanili e alle Attività Produttive hanno promosso il workshop dal tema “La ricerca attiva del lavoro”, che avrà luogo giovedì 12 marzo, dalle ore 15.30 alle ore 19 nella sala polivalente “San Pietro” di Palazzo Bellini.

L’iniziativa è incentrata sull’incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed è naturalmente dedicata ai giovani in cerca di opportunità di impiego, ma anche alle imprese interessate al reclutamento di personale (eventualmente anche solo per l’imminente stagione balneare). Come suggerito nella prima edizione, i partecipanti potranno consegnare personalmente il loro curriculum vitae agli imprenditori locali, che prenderanno parte all’iniziativa. Dopo l’introduzione degli Assessori Alice Carli (Politiche Giovanili) e Sergio Provasi (Politiche Sociali), interverrà Ughetta Ciatti (CNA di Ferrara), la quale illustrerà “Il nuovo volto dei contratti di lavoro” contemplati nel nuovo Jobs Act. Infine, via libera al vero e proprio workshop, con cui le imprese partecipanti potranno conoscere gli aspiranti lavoratori con curriculum alla mano, dando seguito a brevi colloqui di lavoro, per entrare nel merito delle professionalità ritenute più interessanti. La partecipazione è gratuita per tutti e non è vincolante ad eventuali assunzioni. La segreteria organizzativa è affidata all’ufficio Informagiovani di Porto Garibaldi, al quale gli imprenditori ed operatori interessati possono ancora rivolgersi, chiedendo il modulo di adesione, da rispedire debitamente compilato all’indirizzo di posta elettronica: informagiovani@comune.comacchio.fe.it

Alla giovane laureata Unife Fosca Alessandra Pisani il prestigioso premio di ricerca “Cagidiaco”

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Un nuovo importante riconoscimento arriva all’Università di Ferrara. La Dott.ssa Fosca Alessandra Pisani, laureata dell’Ateneo estense in Igiene Dentale nel 2014, ha conseguito il prestigioso premio di ricerca “Cagidiaco” al recente Congresso Nazionale della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, che rappresenta il più importante evento formativo italiano nel campo della Parodontologia .

La ricerca dal titolo “Qualita’ della vita in pazienti affetti da disordini del comportamento alimentare: analisi tramite OHIP-49 dell’impatto della terapia parodontale sulla percezione della salute orale“, con coautori Irene Scardovelli, Giulia Montemezzo, Nicola Mobilio, Renata Vecchiatini, Emilia Manzato e Leonardo Trombelli, si inserisce nella intensa attività di ricerca clinica condotta dalla Unità Operativa di Odontoiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara con l’Ambulatorio per i Disturbi del Comportamento Alimentare.

 

Ultimi giorni per le adesioni all’edizione 2015 di “Vacanze a 4 zampe.”

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Ultimi giorni per aderire all’edizione 2015 dell’opuscolo “Vacanze a 4 zampe”, lanciata lo scorso anno con successo dall’Assessorato al Turismo e Cultura

Sino al 15 marzo prossimo i titolari degli stabilimenti balneari interessati potranno far pervenire via mail (agli indirizzi:turismo@comune.comacchio.fe.it oppure stampa@comune.comacchio.fe.it oppurecomacchio.iat@comune.comacchio.fe.it) le comunicazioni relative al servizio di accoglienza dei cani nelle loro strutture. Si segnala che i bagni che per la prima volta aderiscono all’iniziativa, adeguando i loro spazi alle norme igienico-sanitarie previste dall’ASL, sono tenuti a darne comunicazione al Servizio Demanio dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza balneare regionale, la cui emanazione è prevista per l’inizio di aprile. Nel frattempo gli stessi sono invitati a segnalare via mail la loro adesione, in modo da procedere in tempi congrui alla stampa dell’opuscolo. “Vacanze a 4 zampe 2015” sarà divulgato ai turisti e ai visitatori, in concomitanza con l’avvio dell’imminente stagione balneare. Si invitano inoltre i villaggi turistici, campeggi, consorzi e associazioni di categoria a segnalare, oltre alle suddette adesioni, anche eventuali iniziative e manifestazioni che abbiano per protagonisti i nostri beniamini a quattro zampe.

L’OPINIONE
Tenetevi il brand e tutte le sue brandine

“Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.”
Mi piace questa frase dello scrittore americano Philip Kindred Dick* perché prova a spiegare come alcuni politici usino appositamente certi termini in modo tale da condizionare il comportamento di chi li ascolta.
Ad esempio, nelle 136 pagine della proposta cosiddetta “buona scuola”, lo sfoggio di termini della lingua inglese è ridondante, come avevo già sottolineato in un recente articolo [leggi], perché intende suggerire un’idea di modernità, di progresso, di innovazione mistificando la reale natura competitiva, classista e anticostituzionale della proposta renzusconiana.
Nello stesso stile, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, sul suo blog intitolato Cambiamenti, scrive: “La buona scuola è diventata un brand in grado di attrarre su di sé l’attenzione dei privati. Sono state tantissime le imprese – da Samsung a Microsoft – che spontaneamente hanno contattato il Miur per “sponsorizzare” la scuola e le sue buone pratiche. E di questo sono molto contento: vuol dire che è chiaro a tutti che è sul futuro del nostro Paese che dobbiamo investire e che siamo chiamati tutti quanti a farlo perché la scuola è società e ne siamo tutti responsabili.”
Onde evitare equivoci, il brand è un nome, un simbolo, un disegno o una combinazione di tali elementi, con cui si identifica un prodotto al fine di differenziarlo da altri offerti dalla concorrenza; è anche la relazione emotiva e psicologica che suscita un certo prodotto sul cliente.
In parole povere il brand è la marca di un prodotto; ma se si dice brand si è più alla moda e si fa pesare agli altri il fatto di essere degli ignoranti 2.0. Una cosa è certa, alla pari di un prodotto commerciale, la cosiddetta “buona scuola” è una marca che è stata venduta bene.
Coltivo però un’ipotesi: penso che sarà molto diverso quando gli acquirenti più fiduciosi consumeranno il prodotto perché solo allora si accorgeranno che la cosiddetta “buona scuola” contiene tracce superiori alla norma di conservanti antidemocratici, di additivi aziendalistici, di elementi emarginanti, di esaltatori di competizione e di dolcificanti per contribuenti.
Se è normale, per chi governa questo Paese, che lo scuola possa diventare un brand e possa essere sponsorizzata, allora è enorme la distanza fra questa idea di società e quella di chi continua a ritenere la scuola un organo costituzionale, così come delineato da Piero Calamandrei e ripreso dalla “Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica”.
È aberrante che la scuola di tutti e di ciascuno possa venir trasformata in un volgare bene di consumo; purtroppo però è quello che sta già succedendo. Ad esempio, qualche giorno fa, a scuola abbiamo ricevuto una bella lettera colorata in cui, fra le altre cose, c’era scritto: “Diventa anche tu un sostenitore della Scuola italiana! Acquista attraverso la piattaforma dai brand aderenti all’iniziativa e potrai dare un contributo concreto alla nostra scuola.
La piattaforma “Io Sostengo La Scuola” funge da punto di incontro tra aziende private e scuole italiane, pubbliche e private. All’interno della piattaforma “Io sostengo la Scuola” compaiono in vetrina i brand che aderiscono all’iniziativa, ciascuno con la propria proposta commerciale accompagnata da dichiarazione d’intenti. Tutti gli utenti: studenti, docenti, famiglie, simpatizzanti, ecc., una volta registrati, possono effettuare acquisti dalla piattaforma “Io Sostengo La Scuola” ricevendo in cambio i punti corrispondenti al valore dell’acquisto. L’utente potrà in qualsiasi momento verificare l’accumulo punti nella sua area riservata e scegliere la scuola o le scuole a cui destinarli.
Le scuole hanno a disposizione un catalogo premi dedicato composto da materiale didattico e multimediale: lavagne multimediali, libri, notebook, tablet, tastiere, chiavi Usb, licenze software, proiettori, ecc. Per redimerli sarà sufficiente raggiungere il numero di punti indicato. I punti che riceveranno le scuole saranno tutti volontariamente donati dagli utenti della piattaforma “Io Sostengo La Scuola”. Per le scuole e per gli utenti la piattaforma “Io Sostengo La Scuola” è totalmente gratuita e non comporta alcun contributo sotto alcuna forma. Il progetto vige nel rispetto dei principi di correttezza e di trasparenza ed è patrocinato dal Ministero della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca.
È questa quindi la “buona scuola” in cui crede Matteo Renzi?
Quella in cui gli insegnanti dovrebbero distribuire ai genitori i consigli per gli acquisti suggeriti dal Ministero?
Quella che invita a consumare merci per sostenere il Piano dell’offerta formativa?
Quella che dovrebbe far felici i genitori di raccogliere punti e gli insegnanti di ricevere premi?
Quella che considera buone pratiche solo quelle sponsorizzate?
Quella che propone lo sviluppo dell’informatica e delle classi 2.0 ma solo se targate Microsoft o Samsung?
È questa dunque la cosiddetta “buona scuola” del brand?
Se è questa allora io, a modo mio, vi dico…
Tenetevi il brand e tutte le sue brandine perché, adombrandomi nel vedere la scuola ridotta a un brandello, sembrando Brando ne “Il selvaggio”, brandirei davanti a tutti l’articolo due della Lip, celebrando in tal modo la nostra Costituzione.
Comunque stiate librandovi, buona lettura del primo comma dell’articolo 2 della Lip sulle finalità generali del sistema educativo di istruzione statale: 1. Il sistema educativo di istruzione promuove l’acquisizione consapevole di saperi, conoscenze, linguaggi, abilità, atteggiamenti e pratiche di relazione, visti come aspetti del processo di crescita e di apprendimento permanente, con un’attenzione costante all’interazione ed all’educazione interculturale, che si caratterizza come riconoscimento e valorizzazione delle diversità di qualsiasi tipo ed è intesa come metodo trasversale a tutte le discipline.

* Philip Kindred Dick è l’autore, fra gli altri, del libro che ispirò il film Blade Runner, “Il cacciatore di androidi” (titolo originale “Do Androids Dream of Electric Sheep?”)

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Martedì 10 marzo in Castello Estense presentazione del Bike Book

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

La nuova guida agli itinerari in bicicletta a Ferrara e nel Parco del Delta

Per conoscere tutte le opportunità del cicloturismo in provincia di Ferrara arriva Bike Book, la nuova guida agli itinerari in bicicletta attorno a Ferrara e al Parco del Delta del Po.

Sarà presentato martedì 10 marzo alle 15 nella sala Imbarcadero due in Castello Estense, nell’ambito del ciclo d’incontri previsti dal progetto comunitario “Motor”, finanziato nell’ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 e finalizzato alla valorizzazione del territorio.

L’intervento del presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, aprirà una serie di contributi per illustrare contenuti e caratteristiche di Bike Book, oltre ai progetti BikedIn, a cura di Visit Ferrara e Cogetur, e Adriabike – dalla Slovenia a Ravenna – a cura di Diego Gallo.

Chiude il pomeriggio di lavori Robert Seppi, ex direttore dell’Azienda di soggiorno di Bolzano e consulente della Provincia sul tema cicloturismo.

È dal 2012 che la Provincia ha avviato un confronto con gli operatori turistici, sfociato in un gruppo di lavoro con il compito di definire gli itinerari turistici da percorrere sulle due ruote. Un lavoro conclusosi, appunto con la pubblicazione di Bike Book.

Stampato in 7.500 copie (di cui 6.000 in italiano e inglese e 1.500 in tedesco e sloveno), si compone di ventinove percorsi mappati e descritti, di diverse lunghezze, dai più facili a quelli più impegnativi, e di collegamento con altre città italiane e internazionali.

Per ogni percorso sono riportate la mappa d’insieme delle tavole numerate che compongono l’itinerario, un breve suggerimento turistico sulle eccellenze dei luoghi e tutte le informazioni tecniche utili. L’ultima sezione è un vero e proprio atlante, con le mappe del territorio provinciale numerate, ordinate e riprodotte in scala molto dettagliata e leggibile: il tracciato dei percorsi, i nomi dei luoghi e delle strade, i dati topografici e turistici e molto altro ancora. Per ogni approfondimento è sufficiente utilizzare i codici QR che conducono sul portale turistico ufficiale www.ferrarainfo.com, aggiornato per trovare descrizioni dettagliate, materiale promozionale, guide, elenchi di strutture ricettive bike friendly, noleggi e altre informazioni.

Bike Book è riservato ai Tour Operator, ai turisti in bicicletta ed è disponibile gratuitamente negli Uffici Informazioni Turistiche del territorio. All’atlante, in occasione di eventi promozionali e fieristici di settore, è stato affiancato uno strumento più agile e sintetico che riporta i percorsi del Bike Book in un mappa complessiva, ossia la By Bike Map, che si può richiedere gratuitamente agli Uffici Informazioni Turistiche inviando una mail all’indirizzo bybiketur@provincia.fe.it , oppure telefonando allo 0532.299303

Per altre info è, poi, attivo il nuovo indirizzo mail bikefetur@provincia.fe.it .

Bike Book e la mappa By Bike saranno distribuiti gratuitamente ai partecipanti all’incontro del 10 marzo in Castello Estense.

 

Community Care: la Comunità che cura. Riabilitazione basata sulla Comunità”.

da: Cooperativa “Riabilitare” Società Cooperativa Sociale

“Un metodo che punta a rivoluzionare il concetto di assistenza fornendo ai cittadini gli strumenti per diventare protagonisti attivi dei processi di aiuto dei propri familiari e di coloro che ne hanno bisogno.”

La conferenza, organizzata dalla Cooperativa Sociale “Riabilitare”, ha ricevuto il patrocinio della Città del Ragazzo, dell’Associazione ALICe (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e dell’Associazione ANDOS (Associazione Italiana Donne Operate al Seno) e ha lo scopo di informare la comunità e con essa le istituzioni, le associazioni di volontariato e le cooperative sociali di uno strumento relativamente nuovo ma di grande portata innovativa per venire incontro ai bisogni riabilitativi del nostro territorio.

Introduce il prof. Nino Basaglia, dirigente del settore di medicina riabilitativa del dipartimento di neuroscienze e riabilitazione dell’azienda ospedaliera e universitaria Sant’Anna di Ferrara.

Relazionerà il dott, Germano Pestelli, medico specialista in riabilitazione e ambasciatore ISPRM/OMS per lo sviluppo della riabilitazione nei paesi a basse risorse.

Interviene il dott. Ivano Mattozzi, specialista in Anestesia e Rianimazione con incarico ad Alta Specializzazione per le Cure Palliative e le Terapie Antalgiche presso l’ASL di Viterbo

E’ inoltre previsto il benvenuto di Giuseppe Sarti, direttore della Città del Ragazzo e un intervento del presidente di Legacoop Ferrara: Andrea Benini.

Modera Chiara Zannini, presidente della Cooperativa Sociale “Riabilitare”.

Interventi di: 

Nino Basaglia

Germano Pestelli

Ivano Mattozzi

Locandina Conferenza

Il fatturato oncologico

Si costruiscono macchine indistruttibili che resistono nello spazio fino al raggiungimento della luna e di altri pianeti e non si riesce a trovare la cura per combattere il cancro? Incredibile e impossibile Ogni tanto ci “sfornano” un successo nella ricerca: Bene, anzi, benissimo. E poi? Silenzio… E noi tutti stiamo in attesa… Perché si sa la speranza è l’ultima a morire… Si potrebbero anche costruire automobili indistruttibili, che salverebbero da morte certa le persone, ma il problema non si pone… Perché? Perché tutto questo potrebbe (uso il condizionale) far parte di un’aggregazione di poteri molto forti, anzi fortissimi, insuperabili. Per esempio: che fine farebbe il mercato delle automobili che hanno bisogno di “sfornare” modelli di continuo? Ma chi se ne frega se la mortalità in incidenti sale di continuo. Anzi, meglio… Per non parlare delle assicurazioni… Quanto ci perderebbero? Rischierebbero la chiusura dell’attività.
Ricapitoliamo: spesso si leggono titoli come “Trovata la molecola anti-tumore” ecc.., ma poi, per svariati motivi, tutto si placa. Sorge il dubbio che potrebbe essere presa in considerazione solo se portasse maggiori utili alle case farmaceutiche. Poverine, se dovesse ridursi il loro fatturato, come potrebbero reagire? Una domanda sorge spontanea: quanto costa, alle strutture sanitarie, ogni malato di cancro? Migliaia di euro, anzi, centinaia di migliaia di euro all’anno. Al fatturato oncologico non si può togliere la principale ragione del fatturato poiché si rischierebbe di mettere in crisi tutto il sistema. Ci troviamo di fronte ad un’aggregazione di poteri.
Chissà perché mi viene in mente il Metodo Di Bella e la “sospetta” sperimentazione “fallita”. Non intendo ripercorrere tutta la “storia”, poiché ognuno di noi la ricorda benissimo. Si è parlato di “bluff” o davvero esisteva un complotto che intendeva non rivelarci la rivoluzione nel campo della cura del cancro?
Un malato di cancro costa moltissimo perché ai chemioterapici vengono associati altri farmaci per combattere gli effetti “sgradevoli” di tali terapie. E’ una catena e una giostra che va e viene e fa vomitare, in tutti i sensi. Però potrebbe far comodo così.
Veramente vi è qualcuno che pensa che siamo tutti stupidi? I soldi della ricerca non sono mai sufficienti? I nostri ricercatori non sono all’altezza? Tutte balle, balle, semplicemente balle.

LA STORIA Smiling, liceo internazionale col marchio del sorriso

All’ingresso ci sono due pappagalli, Giorgio e Sandra, un’inusuale presenza per una scuola, ma non per lo Smiling, da quest’anno anche liceo internazionale, dove gli animali, a cominciare dai gatti, sono una presenza familiare. Lo sportello della gabbia è aperto, Giorgio, otto mesi, s’arrampica sulla grata aiutandosi con il becco e le zampe, poi vola sul trespolo e punta gli occhi sull’ospite di passaggio. Sulla porta un cartello bilingue recita “Attenzione, pappagalli in fuga”. La comunicazione è informale, proprio come quella tra le persone abituate a condividere la vita di tutti i giorni. E’ un dettaglio, ma restituisce un’atmosfera e chi ha buona memoria della propria infanzia, sa quanto sia importante sentirsi di casa in un luogo che casa non è. “Lo Smiling è una scuola privata paritaria, che insegna in inglese il programma italiano ed è a misura di bambini e ragazzi. Sono loro il centro di questo piccolo grande mondo”, spiega Caterina Azzini, fondatrice e ‘principal’ di una realtà educativa ‘in progress’, giocata sull’apprendimento delle lingue, inglese in pole position, frequentata da quasi 300 alunni di età compresa tra i 2 e i 17 anni. Dall’asilo al liceo il mondo è Smiling.

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Presentazione del Liceo internazionale dello Smiling

Nato nel 1997 e distribuito in due differenti edifici, uno in Porta Mare e l’altro in via Roversella in un’ala dell’ex Canonici Mattei, lo Smiling è oggi un’impresa sociale di successo per il respiro internazionale di cui la lingua inglese, la più parlata e utilizzata nel business, è un punto di forza. Una bella soddisfazione per la fondatrice, invitata qualche tempo fa dall’Università di Bologna per illustrare lo story case dell’azienda. “Quando ho cominciato non mi aspettavo certo uno sviluppo del genere – racconta sorridendo – Inizialmente era una realtà dedicata ai bimbi più piccoli, oggi abbiamo completato l’offerta formativa nel segno della continuità. Una decisione presa per raggiungere l’unico vero obiettivo che mi sta a cuore: dare agli allievi gli strumenti e le competenze richieste dall’attualità, dalla globalizzazione per crearsi un futuro”. I timori di fare il passo più lungo della gamba con un ampliamento dell’istituto si sono dissolti in meno di un anno. “I ragazzi si divertono, imparano e sono contenti – continua – Il liceo non era nei miei progetti, neppure lo immaginavo, ma oggi ne vado fiera”.

Nel ’97 fatta la prima elementare, su richiesta delle mamme, formò la seconda. “C’erano solo cinque piccoli allievi”, ricorda. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. “Ogni singolo momento è stato di crescita, ma anche di grande impegno, il mio è il lavoro più bello del mondo – dice – ma impone una presenza costante e investimenti continui. Tutto ciò che entra, finanziariamente parlando, viene riutilizzato per migliorare la scuola e a volte serve anche qualcosa di più”. Il segreto della buona riuscita del progetto, insiste, sta proprio nel trovare il giusto equilibrio tra istruzione di tradizione e innovazione di cui la tecnologia è un tassello fondamentale insieme al know how che ne valorizza le potenzialità. “Inutile dotarsi di una modernissima smart board se poi la si usa come una comune lavagna – sottolinea – proprio per questo ci vogliono persone competenti, capaci di sfruttarne le caratteristiche per preparare le lezioni e stimolare la creatività dei ragazzi”. Giusto un esempio per ricordare quanto sia importante lavorare con un team preparato e attento alle esigenze degli alunni. “Il fatto di essere una scuola privata, piccola se vogliamo, permette un rapporto più stretto tra insegnanti e allievi – prosegue – C’è poi da sottolineare il grande apporto dei miei collaboratori, bravi e determinati a raggiungere i risultati che ci prefiggiamo”.

Nella “staff room”, nella “library”, nelle aule colorate dai lavori di bimbi e “teachers”, in giardino, nel laboratorio di informatica, lungo le scale la lingua più parlata è l’inglese. Gli insegnanti di madre lingua dalla Gran Bretagna, dal Canada, dagli States sono il cuore della scuola, il tocco internazionale, lo staff “in motion”: vengono, vanno, cambiano con il passare degli anni. Il turnover è parte dell’”identità Smiling”: “Lo considero un po’ la nostra ricchezza. Chi va lascia comunque un segno, un’eredità raccolta da chi resta”, dice. Lo Smiling è dunque la scuola che fa la differenza? Più che altro è differente, il perché è subito detto: “Noi siamo piccoli e autonomi, è più facile prendere delle decisioni, in questo siamo privilegiati – conclude – La pubblica dipende da un apparato mastodontico, per questo fatica a muoversi. Personalmento credo sia da difendere, ha avuto aspetti positivi, ma ora come il resto del Paese, fa i conti con molteplici problemi, non ultimo quello economico. Poi, non lo si può negare, è stata trattata con trascuratezza, ciò non toglie che vi siano ottimi insegnanti chiamati a confrontasi con la pochezza di mezzi e risposte”.

LA CURIOSITA’
Samovar amore mio

da MOSCA – L’Enciclopedia Treccani fornisce la seguente definizione di ‘samovàr: s. m. [dal russo samovar, comp. di samo- «sé stesso, da sé», e tema di varit′ «bollire», attrav. il francese]: ‘Apparecchio costituito da un recipiente a forma di vaso con manico e coperchio, di rame o d’altro materiale, incorporato a un fornello a spirito; è usato in Russia e in altri paesi dell’Europa orientale per tenere sempre pronta l’acqua bollente, spec. per la preparazione del tè’. Qualcosa che bolle da solo, dunque, autonomo e deciso. Molti di noi hanno visto questo interessante oggetto in Russia, nei paesi slavi, in Turchia o in Iran. Chiunque abbia viaggiato in uno di questi Paesi, ne sarà rimasto sicuramente affascinato e incuriosito. La sua origine è piuttosto controversa: chi sostiene che il samovar provenga dall’Asia centrale, chi ritiene che sia stato inventato in Russia visto che in Iran non apparve prima del XVIII secolo e la stessa parola samovar, universalmente utilizzata, è di origine russa. Tante le ipotesi per un oggetto curioso.

samovarIeri mi trovavo in un confortevole e tranquillo ristorante georgiano, al centro di Mosca, quando, d’un tratto, sono incuriosita da un tè ambrato che, in realtà, è una bevanda speziata e profumata a base di miele e di un frutto che si trova solo qui (‘ablipicha’). La gentile signorina che serve ai tavoli mi confessa che è salutare e benefico. Vero. Sapore delicato, intenso e paradisiaco. Il tutto è comodamente adagiato sua una teiera di vetro scaldata da una piccola candela. Ecco allora che mi viene in mente il precursore del samovar, di cui avevo letto, lo ‘sbitennik’, un oggetto che serviva per preparare lo ‘sbiten’, una bevanda calda a base di miele e spezie. Assomigliava a un bollitore con le gambe e riscaldato da un tubo e ricordava un samovar. Eccomi immersa, allora, nella ricerca di qualche particolare in più. Scoprirò, quindi, che, alla fine del XVIII secolo, un armaiolo russo, Fedor Lisitsyn, aveva aperto una piccola officina a Tula, a sud di Mosca, dove s’iniziarono a produrre industrialmente i samovar che conobbero quasi subito un grande successo. Su tale onda nacquero numerose altre fabbriche che portarono Tula, nel 1830, a diventare la capitale della fabbricazione dei samovar. Nel XIX secolo, l’uso del samovar divenne popolare tanto a San Pietroburgo che a Mosca, e iniziò a rappresentare un forte legame e simbolo della cultura russa (Pushkin, Tolstoj, Gogol, Dostoevskij e Checkhov lo citarono regolarmente nelle loro opere). Se Tula rimaneva il luogo di produzione principale, si aprivano fabbriche anche in Siberia e negli Urali. Le ferrovie russe ne riconobbero la praticità e, dopo aver prima sperimentato il samovar sulle carrozze lusso della Transiberiana, lo resero ancor più popolare installandolo su tutti i vagoni dei treni a lunga percorrenza. In seguito furono sostituiti gradatamente con bollitori conosciuti in Unione Sovietica come ‘Titani’. Installati all’estremità del corridoio, erano a disposizione dei viaggiatori che desiderassero dell’acqua calda durante il lungo viaggio. I tradizionali samovar sopravvivevano solo nelle carrozze lusso, sotto l’attenta sorveglianza del personale. Durante la prima guerra mondiale, design e tecnologia furono semplificati e adattati all’uso militare. Tipici di questo periodo furono i samovar cilindrici saldati e privi di decorazioni, mentre gli anni venti e trenta vennero caratterizzati dalla collettivizzazione e dall’industrializzazione stalinista. Le piccole officine che fabbricavano samovar furono integrate in grandi industrie oppure dismesse.

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Antico modello di samovar

Gli anni Cinquanta e Sessanta introdussero l’invenzione del samovar elettrico in metallo nichelato. Finiva così il regno incontrastato del samovar a combustibile solido. Il sottile aroma del fumo lasciava il posto ai benefici derivanti dalla facilità d’uso e dall’economicità: si riduce il tempo per la pulizia e la preparazione del tè, inoltre la nichelatura protegge l’ottone dalla corrosione molto più a lungo. Le famiglie e la ristorazione collettiva adottarono rapidamente la nuova tecnologia, solo le ferrovie rimasero, e rimangono, fedeli al tradizionale, fumoso samovar a combustibile. Durante l’epoca Brezhneviana i samovar non subiscono alcuna modifica, solo in occasione dei giochi olimpici del 1980 ne furono venduti ai visitatori stranieri moltissimi e l’oggetto divenne simbolo della Russia. Un samovar tradizionale può essere a urna o a cratere, cilindrico, sferico, liscio, dorato o cesellato, ma essenzialmente si tratta di un contenitore metallico munito di un rubinetto sulla parte inferiore con all’interno un tubo, sempre metallico, che lo attraversa verticalmente. Il tubo è riempito con del combustibile solido che bruciando scalda l’acqua circostante. In alto, un camino di 15-20 centimetri ne assicura il tiraggio. La capacità di un samovar varia da uno a 400 litri.

Le regole d’oro di una cerimonia tradizionale russa prevedono, ancor oggi, il samovar al centro della tavola, ma, oltre ad esso, anche un’altra teiera per l’infuso. Di solito si prepara un tè molto forte e ogni ospite può versare nella propria tazza la quantità necessaria e poi allungarla con l’acqua bollente del samovar. Il tè va servito d’obbligo con lo zucchero: oggi si aggiunge nella tazza, ma originariamente si mettevano dei pezzettini di zollette in bocca, centellinando la bevanda bollente, addolcita dai frammenti di zucchero, usanza che arrivava dalla Siberia. È un’abitudine tipicamente russa. In Russia esiste, oltre alla tradizione di bere il tè dolce, quella di accompagnarlo con una sottile fettina di limone, del miele, alcuni ‘baranka’ (un tipo di panino dolce a forma d’anello) e anacardi. Negli ultimi anni è comparsa una grande varietà di dolci da servire con il tè: biscottini, cioccolatini, panpepato, marmellata, caramelle. I russi spesso s’incontrano ‘per una tazza di tè’ in piccole o grandi e allegre compagnie di parenti, amici o buoni conoscenti, perché ciascuno si possa riposare, rilassare, fare due chiacchiere in tranquillità. Di norma in Russia il tè si beve dopo pranzo, insieme a dolce o frutta. Se, invece, s’invitano ospiti apposta per il tè, questo viene accompagnato da una gran varietà di stuzzichini: salatini multiformi, panini con formaggio, salame, salmone, olive e torte dolci. Se siete invitati in Russia a prendere un tè, vi attende un’accoglienza gentile e squisita, lunghi racconti e rivelazioni confidenziali, forse persino canzoni oltre che allegri e piacevoli ricordi. Provare per credere.

Serie di francobolli del periodo dell’Urss a tema Samovar (1989)

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Oltre la retorica dell’8 marzo

I discorsi sull’8 marzo mi sono sembrati quest’anno un po’ meno retorici. Il filo comune mi pare il riconoscimento che le disuguaglianze non risiedono sul piano dei diritti formali, bensì su quello, opaco e apparentemente inossidabile, della vita quotidiana. Un richiamo al fatto che il superamento di discriminazioni non si limita ad una formale questione giuridica, ma richiede un lento processo di cambiamento sociale. Il dato che mi ha colpito di più riguarda le persistenti differenze nelle performance scolastiche, i migliori risultati delle ragazze in termini di titoli e di rendimenti scolastici (le ragazze sono più puntuali e dedicano tre ore in più alla settimana ai compiti) e la minore attitudine delle ragazze verso la matematica e le materie scientifiche (il divario è calcolato in circa tre mesi). Le ragazze leggono di più narrativa, i ragazzi preferiscono i quotidiani, i ragazzi giocano molto di più ai videogiochi. Sembrano delinearsi spazi di vita differenti, scenari di lavoro e interessi orientati verso luoghi separati: da una parte la scienza, la tecnologia e l’attualità e, dall’altra, le materie umanistiche e la letteratura.
Le attese e i modelli sociali condizionano gli orientamenti, visto che i dati sono diversi nei Paesi europei. Il tema della differenza parte ancora dalla scuola, quindi, quanto meno rispetto al mondo del lavoro. Alcune differenze vengono socialmente trasmesse e contribuiscono a perpetuare disuguaglianze.
L’approccio inclusivo è profondamente cambiato, l’attenzione si sposta sui processi reali, sulla vita quotidiana e i comportamenti. Su questo piano le riflessioni non sono confortanti. Resta una persistente disparità nel peso delle responsabilità domestiche tra uomini e donne, nel senso che sono queste ultime, anche nelle giovani coppie, a sopportare il maggiore onere di responsabilità. Questa differente fatica si riflette inevitabilmente dello spazio mentale e pratico dedicato all’investimento professionale. Storia nota si dirà, inoltre i cambiamenti sono sempre graduali e lenti.
Ma talvolta mi sorge il dubbio che le giovani donne oggi considerino le differenze in un certo senso naturali. Un dato contenuto nell’ultimo rapporto presentato dal Censis indica che il genere non è più un riferimento identitario. In una tabella che riporta le “opinioni sui fattori su cui si fonda l’identità, il 53% risponde l’educazione ricevuta, il 45% risponde la cultura e la stessa percentuale ottiene il carattere personale, mentre il 35% indica gli interessi e le passioni come fattore distintivo: questo ultimo dato vede una differenza rilevante per età, infatti supera il 50% tra i più giovani. La lista dei fattori è lunga e comprende, con valori decrescenti, il territorio in cui si è nati, la famiglia di origine, il lavoro, la nazionalità, il territorio in cui si vive. All’ultimo posto vediamo il reddito, considerato un fattore su cui si fonda l’identità solo dal 3,4% degli italiani. Al penultimo posto il genere, vale a dire l’essere maschio o femmina, con pesi diversi tra maschi (il cui 3% considera il genere rilevante) e le femmine (tra le quali l’8% lo considera tra i fattori di identità). Si tratta di percentuali molto basse, bassissime tra i millenials (3% medio).
Potremmo immaginare che i più giovani considerano il problema delle differenze di genere inesistente? Oppure cambia la prospettiva da cui lo si guarda e, semplicemente, l’essere maschio o femmina non viene più vissuto come elemento distintivo del sé?

Maura Franchi – Laureata in Sociologia e in Scienze dell’Educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi. Studia i mutamenti socio-culturali connessi alla rete e ai social network, le scelte e i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
maura.franchi@gmail.com

IMMAGINARIO
Occhi di vetro.
La foto di oggi…

“Picnic ad Hanging Rock” di Peter Weir stasera sul grande schermo ad Argenta. La proiezione fa parte della rassegna cinematografica legata alla mostra fotografica “Occhi di vetro nel labirinto dei giganti”, in parete al Centro culturale mercato di Argenta.
I giganti sono Michelangelo Antonioni e Stanley Kubrick, registi che, per ragioni differenti, sono intimamente legati all’universo della fotografia. Il labirinto è quello dei tanti riferimenti sottesi ai loro film e in particolare a “Blow up” e “Shining”. Gli occhi di vetro, invece, sono gli obiettivi dei 17 fotografi che hanno partecipato a due insoliti workshop fotografici, promossi da Fotoclub Ferrara e Osservatorio nazionale sulla fotografia del Comune di Ferrara, dai quali sono poi venute fuori le due mostre ora riunite negli spazi dell’ex mercato di Argenta: “Ai margini della realtà”, di inspirazione antonioniana, e “Giallo Noir e perturbante”, dedicata idealmente al film kubrickiano. Oltre 160 i pezzi in mostra a cura di Emiliano Rinaldi e Roberto Roda che, oltre alle foto, includono oggetti di scena, abiti, dipinti, sculture. Cataloghi di Sometti editore di Mantova.
Il tema dell’inquietudine, del perturbante freudiano, è quello che lega qui idealmente “Blow up” a “Shining”, nonché a altre pellicole citate nella mostra fotografica. Per questo, durante l’esposizione, il Centro culturale mercato organizza proiezioni di film, come quello di stasera, legati alla narrazione espositiva e pure alcune serate speciali dedicate a fotografi e sodalizi fotografici.
Artisti in mostra: Alfredo Castelli, Claudio Chiaverotti, Guido Crepax, Elisabetta Dell’Olio, Gianni De Val, Ferruccio Gard, Titti Garelli, Lanfranco, Arnika Laura Gerhard, Anna Silvia Randi, Plinio Martelli, Alessia Pozzi, Antonello Silverini, Silvia Vendramel, Gianfranco Vanni “Collirio”, Ivano Vitali, Matteo Zeni e altri.
Interpreti: Luna Malaguti, Laura D’Angelo, Damiano Varzella, Sarah Gabrielle Scheider, Sonia Santini, Gio Scalet, Luna Vago, Leonardo Ferrioli e altri.
Fotografi: Ilaria Borraccetti, Carlo Boschini, Deborah Boschini, Paolo Cambi, Lucia Castelli, Franca Catellani, Sara Cestari, Roberto Del Vecchio, Greta Gadda, Pieranna Gibertini, Anna Maria Mantovani, Stefano Pavani, Stefania Ricci Frabattista, Emiliano Rinaldi, Maurizio Tieghi, Luca Zampini, Nedo Zanolini.
Ingresso gratuito oggi alle 21, sala Piccolo teatro del Centro culturale Mercato, piazza Marconi 1, ad Argenta.

OGGI – IMMAGINARIO CINEMA

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Occhi negli occhi in una scena di “Pic nic ad Hanging Rock” di Peter Weir

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

GERMOGLI
Riformati.
L’aforisma di oggi…

In Italia il tema delle riforme è sempre all’ordine del giorno. Se ne parla, non si fanno e alla fine si torna a votare. Storia vecchia.

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Il sociologo Giuseppe De Rita

“Chi non riesce a fare politica, fa riforme costituzionali; se non riesce a far riforme costituzionali, fa riforme elettorali; se non riesce a far riforme elettorali, fa elezioni. Destino comprensibile e giustificabile… ma non lo si faccia passare come un doveroso ritorno alla volontà del popolo.” (Giuseppe De Rita)

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

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osservatorio globale

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